domenica 2 maggio 2010

Seduta sul divano del quale fino a un po’ di tempo fa pensavamo di liberarci, in camera di Elisa, nell’attesa che lei si addormentasse, ripensavo alla giornata. Cosa salvare di questa lunga navigazione domenicale? Già alle 7.15 si salpava. La voce di Davide ci ha costretti al risveglio e di lì a poco la piccola avrebbe dovuto far colazione, inutile provare a riaddormentarsi…

Doveva essere, nelle previsioni, una giornata semplice, poco impegnativa, con un po’ di tempo forse, per il riposo e qualche attività casalinga da portare a termine in tutta calma, ma piccoli imprevisti, come spesso accade, l’hanno trasformata in qualcos’altro.

Niente spazio per fermarsi, almeno per quel che mi riguarda e la calma che mi sono imposta ha fatto si che i tempi si prolungassero forse un po’ troppo … eppure, volevo arrivare con il giusto spirito all’appuntamento di questa sera con il nostro gruppo famiglie e questo voleva dire: niente corse! Niente ansia di arrivare per forza a tutto.

Il bagno è rimasto non pulito e domani partirò già con questa zavorra da recuperare, ma anch’io devo crescere, devo cambiare, accorgermi delle cose fuori e dentro me e agire.

Al primo posto dev’esserci sempre il bene delle persone che mi sono state affidate, che non si sono lamentate e non si lamenteranno di questo ritardo, che mette un po’ in difficoltà me, ma non toglie niente in armonia e serenità al nostro stare insieme.

Elisa dopo un po’ si è stancata di rimaner sola sul letto del fratello davanti ad un libro cartonato, ma come le ho dato attenzione le sue lacrime si sono placate. Ho steso il piumone, accantonato in un angolo in attesa di lavaggio, sul pavimento e ho messo lei sopra. Subito rotolandosi si è messa a pancia in giù. Già, la novità del fine settimana è proprio questa. Elisa riesce a passare dalla posizione prona a quella supina e viceversa. Allunga le manine per cercare di raggiungere gli oggetti che le interessano e portarseli alla bocca, nella quale sono precocemente spuntati due dentini.

Da madre “esperta” mi accorgo e mi godo questi piccoli progressi, nel bene e nel male. Quando poso il cucchiaino, automaticamente, lei capisce che la frutta è finita e subito si innervosisce perché ne vorrebbe ancora. E lo stesso fa con il bicchierino dal quale sorseggia l’acqua. Ma è sete o è un gioco nuovo?

Tornando al piumone per terra, e lei a pancia sotto, per calmarla, mentre giocava con i pantaloni della mia tuta, le carezzavo la schiena e sentivo che tra le mie dita e la sua pelle scorreva l’amore. Al diavolo la pulizia del bagno!

Maurizio, tra un viaggio e l’altro a recuperar figli, è riuscito a trapiantare due piante: quella grassa da mettere come ornamento sul balcone ed il basilico che ho acquistato, insieme alla salvia, ancora in attesa di trapianto, mercoledì al mercato.

Sono le piccole cose fatte, tra le miriadi ancora da fare, che però rendono la tua casa un posto da amare, un posto dove poter amare.

Chissà come mai, ricordavo, mentre per Elisa ormai giungeva il sonno, ad un film recentemente visto con Maurizio. Si intitola “Marley ed io”. Il primo è un cane il secondo il suo padrone. Il film è il racconto del loro rapporto, ma anche della famiglia di quest’ultimo, e dei desideri che cambiano.
Così, quando gli viene concesso di tentare la carriera tanto agognata da inviato, che comporta un cambio di residenza, abbandonando la sua scrivania da opinionista nella redazione di un altro giornale, si accorge di non essere più la stessa persona, di non avere più gli stessi desideri. La vita assieme a quelli di casa sua era diventata la cosa più importante e chiede di tornare al vecchio lavoro. E’ quello che succede un po’ anche ne: “La sporca dozzina”, più celebre film interpretato credo da Steve Martin. Quando la coppia di coniugi ottiene di realizzare i propri sogni adolescenziali, si accorge di essere cambiata.

E’ così, un po’, anche la nostra storia. Ci siamo noi, e tutto il resto ruota attorno.

Buona notte e buona navigazione!

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la mamma

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