martedì 25 maggio 2010

Non c'è che dire, a quest'ora sono davvero stanca! E' stata una giornata di sole e vento, iniziata un po' di corsa e terminata con i bimbi tutti a nanna prima delle 21.30. L'ultimo, Davide, è crollato sulla cassapanca della cucina mentre io, col ferro da stiro tra le mai, tentavo di raggiungere il fondo della cesta dei panni.

Nel pomeriggio non è proprio stato possibile stirare tutto. Lele è arrivato a casa da scuola con una ventina di minuti di ritardo. In mattinata, tutte le classi delle primarie della città, alternandosi, hanno raggiunto la stadio comunale dove si è svolta la fase conclusiva delle Lausiadi, il progetto provinciale di atletica per le scuole.

Per questo motivo la giornata è iniziata di corsa. Anche se già dall'inizio sapevo che si trattava di una "missione impossibile", mi sono impegnata e ho fatto del mio meglio per essere presente alle 10.30 allo stadio.
Mentre Davide dormiva ancora, tra le 8.15 e le 8.30 ho tolto un po' di polvere dai mobili della mia camera e ho terminato le pulizie una volta rientrata dall'accompagnarlo a scuola.
Una mezz'oretta di tempo nella quale Elisa è rimasta tranquilla e poi... via! Di nuovo fuori.

Visto il sole abbiamo deciso di farci una bella passeggiata e di non usare la macchina. Sono arrivata in tempo, anche per accorgermi che non sarei riuscita a vedere niente. I bambini dalle terze alle quinte erano in fila dall'altra parte del campo e, complicazione, a turno hanno iniziato a parlare autorità scolastiche e amministrative.

Alle 11.10 ho dovuto girare le rotelle del passeggino e rientrare per la pappa della piccola, senza aver visto nulla e i bambini dovevano ancora iniziare a gareggiare.

Il mio dispiacere però non era niente in confronto alla delusione di mio figlio quando alle 13 l'ho accolto al cancello. Si era iscritto al lancio della palla ma, per via della modialità di organizzazione, aveva potuto tirare solo una volta, trascorrendo il resto del tempo seduto sull'erba sotto un sole cocente ad aspettare...

L'ho ascoltato mentre cercava di sfogarsi, l'ho abbracciato nel momento in cui è esploso il pianto e poi ci siamo messi a mangiare, ma non era in forma. Ha terminato i compiti per il giorno dopo prima che uscissimo per riprendere Davide, e, dopo la merenda, ha studiato scienze assegnata per il giovedì.

Uscendo, nonostante il sole scottasse parecchio, ha preferito tenere addosso la giacca della tuta e siccome poi non ha nemmeno voluto terminare la sua brioche, mi sono subito insospettita che avesse preso un'insolazione.

La sera, vedendolo in pigiama saltare dai brividi, gli abbiamo misurato la febbre che era salita a 38.  Nel frattempo Davide si ingelosiva e a tavola ha cominciato ad accusare un sospetto mal di pancia. Dopo dieci minuti d'orologio ha chiesto yogurt con i pezzi di cioccolato.

Condensa, agita, mescola siamo arrivati a questa sera e alla mia stanchezza, ragion per cui auguro a tutti la buona notte, e mi vado a rifugiare sul divano, tra le braccia di mio marito, dove sicuramente m'addormenterò.

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la mamma

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