venerdì 3 agosto 2012

Stiamo per partire per le vacanze.

Ancora 24 ore o poco più, chiuse le valige, caricato il bagagliaio, allacciate le cinture, saremo in viaggio alla volta della Toscana.

Si, quest'anno niente mare, niente vita da spiaggia, ma una più rilassante vacanza in campagna in compagnia di amici.

Ho proprio bisogno di un bagno ristoratore nel verde e nella tranquillità e poi, naturalmente, non mancheranno i consueti giorni ad Assisi, ogni anno sempre più desiderati come ristoro dello spirito.

E' un'estate che sta volando via velocemente, ma anche tanto intensamente. Sembra che gli impegni dell'inverno abbiano avuto il loro prolungamento nella programmazione e progettazione dei mesi che dovranno arrivare e parecchie novità si profilano all'orizzonte.

Emanuele ha partecipato alle attività estive dell'oratorio con entusiasmo trovando vere opportunità di crescita. Davide, che per il primo anno ha potuto vivere l'esperienza, ha mostrato le sue titubanze, ma non essendo soggetti a nessun obbligo come nel caso della scuola, abbiamo potuto davvero usare tutta la pazienza del caso senza forzature.

Diverse volte è stato in piscina ed è già un enorme progresso considerato che lo scorso anno non s'avvicinava all'acqua, in special modo se alta, se non al mare e con papà.

Abbiamo acquistato la nuova cameretta di Elisa e a breve abbandonerà il lettino.

Al ritorno dalle vacanze, dopo i festeggiamenti degli undici anni di Emanuele e dei quattro di una nipotina, dovremo subito pensare al riavvio delle scuole con Elisa che inizierà l'asilo ed Emanuele di fronte alla sfida delle scuole medie.

Tutto questo mentre ancora siamo un po' in subbuglio per l'avvicendamento del parroco nella nostra comunità e non è una cosa semplice sotto nessun profilo...

Spero proprio di ricominciare con costanza l'aggiornamento del giornale...

Buona giornata a tutti e buone vacanze

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la mamma

lunedì 28 maggio 2012

Sembra finalmente essersi stabilito il sereno sulla calotta di cielo che sovrasta le nostre teste.

Davvero non se ne poteva più dell'alternanza sole - acqua. La temperatura passava in modo pazzesco dai trenta ai quindici gradi, o forse qualcosa meno.

Così poteva capitare di uscire con maglioncino di cotone e giacca, oppure in maglietta e pantaloncini.

Anche nella mattinata di venerdì sarebbe dovuto piovere, ma per grazia di Dio così non è stato. La scuola elementare frequentata da Davide aveva organizzato l'annuale camminata ecologica fra campi e cascine, aperta a tutti, genitori, amici e parenti e sarebbe stato un peccato rimandarla.

Superando qualche titubanza (portare o meno Elisa, le solite cose da fare parecchie delle quali arretrate), ho deciso di partecipare portando con me anche la piccola.

Amo molto camminare e quindi ho approfittato di un'occasione che raramente mi si presenta. Arrivando a scuola ho anche avuto la possibilità di chiacchierare con un amico di vecchia data, e la cosa mi ha fatto piacere.

Elisa si è presto stufata di stare nel passeggino e dato che si ribellava ad ogni tentativo di tenerla per mano, ho dovuto percorrere qualche chilometro portandola in braccio. Accidenti!

Non mi sembra vero. Due settimane ancora e potremo archiviare anche quest'anno scolastico trascorso come sempre troppo velocemente.

Mi sembra ieri di aver accompagnato Davide in classe per la prima volta, e invece... era settembre ed ora ci apprestiamo già a lasciarci alle spalle il mese di maggio.

Tutta la settimana sarà impegnativa. Già domani, nel primo pomeriggio, dovrò assistere ad una recita sempre di Davide, mercoledì Lele andrà in gita, poi la festa dello sport con gare di atletica ecc. ecc. fino al fatidico 8 giugno.

I mesi di scuola sono davvero impegnativi non solo per i bambini, ma anche per gli adulti (solitamente i genitori) che li seguono ed io non faccio eccezione. Sento proprio il bisogno di riposarmi un po'.

I miei due maschi trascorreranno le prime cinque settimane di vacanza all'oratorio, dove organizzano attività di animazione sempre con intento educativo.

Sarà un po' più dura per la piccola che, non godendo della compagnia dei fratelli, rischia davvero di annoiarsi sola con me a casa. Magari le potrei gonfiare una piscina di gomma e farla divertire un po' così.

Sabato invece parteciperemo con altre coppie del gruppo parrocchiale al convegno mondiale delle famiglie e saremo a Bresso per la veglia con il Papa. Chi vivrà vedrà, sarebbe proprio il caso di dire...

Per il momento è tutto, ma se Elisa si addormenta in un orario consono, tornerò presto ad aggiornare il giornale.

Buona notte naviganti

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la mamma

martedì 15 maggio 2012

Ha quasi dell'incredibile che fossi già seduta sul divano ben un quarto d'ora prima delle 23 dopo la giornata che ho avuto!

Nonostante il tempo non si sia per nulla stabilizzato non è più possibile rimandare il cambio di stagione e ne sto facendo un'occasione di pulizia di armadi e ambienti. Ho terminato oggi la camera di Elisa, senza tralasciare di stirare, seguire Lele nello studio, preparare i pasti eccetera, eccetera... e alla fine è perfino saltato fuori, come un coniglio dal cilindro, un po' di tempo per portare i bambini al parco.

E' iniziato con le blusine da stirare, questo viaggio a bordo del vascello, quando ancora non erano suonate le 8 (recupero di un ritardo...) ed è terminata stirando le toppe sui Jeans di Davide per coprire i buchi e caricando la lavatrice. Erano all'incirca le 22.30.

Anche il lunedì non è stato dissimile, anzi, un po' più pesante se possibile, caricato da un mal di testa e da un po' di lavoro in più però... però...

Quando tutto è terminato, in ordine, a posto, quando so di aver dato tanto ho una sensazione di benessere e armonia davvero particolari.

Oggi me la sono davvero goduta la mezz'ora al parco a giocare coi bambini in mezzo all'erba e alla margherite, perché sentivo di essermela meritata.

Inizio con Elisa che butta tutto a soqquadro rallentando di fatto il lavoro e temendo d'incagliarmi in situazioni inconcludenti, ma tutto finisce bene ed è stupefacente.

Mentre stiravo, nel pomeriggio, proprio lei ha preso un paio di calzini dal tavolo sul quale li avevo appoggiati, si è tolta quelli che aveva addosso portandoli nel cesto dei panni sporchi e mi ha chiesto di aiutarla a indossarli.

Non so come, ma credo per via del suo cartone animato preferito, ha iniziato a chiamarmi: "Mammina!".

Terminato il cambio di stagione, spero proprio entro fine settimana, m'impegnerò a toglierle il pannolino.

Anche quella che sta per arrivare sarà una giornata fitta. Vorrei rimanere il più possibile dentro casa, ma dovrò passare per il mercato a prendere ciò che manca a completare il guardaroba di Elisa, dei pantaloni anche per i maschietti e anche un regalo per un compagno di Davide.

Nel pomeriggio, infatti, dovrò portarlo a una festa di compleanno ed è già tutto eccitato.

Adesso sarà meglio terminare, contenta di aver regalato a tutti voi l'aggiornamento del giornale.

Buona notte naviganti.

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la mamma

martedì 8 maggio 2012

Altra giornata di combattimenti, ma non del tutto.

Arginare le tempeste è sfiancante e a volte sembra proprio di brancolare nel buio e... chiedo luce, soprattutto allo Spirito.

Mi chiedo perché con un figlio riesco ad essere la mamma che vorrei, nonostante non manchi la fatica educativa, e con l'altro riesco solo a tirar fuori il peggio di me.
Perché mi trasformo in ciò che non sono fino a non riconoscermi? Perché anche per le cose minime così tanta fatica? tanta che non riesco più a trovarne il senso?

Ieri abbiamo trascorso una bellissima serata a casa di amici. Era di passaggio un amico conosciuto in Germania e ci siamo riuniti per salutarlo e stare un po' insieme.

Grazie a Dio Maurizio conosce l'inglese quel tanto meglio di me che gli ha reso facile la comunicazione ed altri, che per lavoro o ragioni di studio lo usano, si sono aggregati alla conversazione.

Nostro malgrado non avevamo più riserve di birra della produzione propria e quindi non siamo riusciti a fargliene omaggio, cosa che avremmo veramente gradito.

Siamo rientrati tardi, soprattutto considerando che questa mattina Davide doveva andare a scuola. Solo lui perché Emanuele era a casa per via delle elezioni amministrative. Il suo istituto è sede di seggio.

Comunque sia mi sono trascinata dietro una buonissima sensazione, quella che si prova quando ci si è sentiti a proprio agio. Elisa si è addormentata fra le mie braccia che ancora non ci eravamo seduti a tavola. L'abbiamo adagiata sul divano e questo ci ha concesso di goderci la cena in tranquillità.

La mattinata di oggi è iniziata tutto sommato bene. Davide non ha pianto, come ieri, perché il fratello rimaneva a casa mentre lui andava a scuola. Tornando a casa ho iniziato le operazioni per la preparazione del pane e quando Lele mi ha raggiunta in cucina si è scaldato il latte da solo con qualche istruzione da parte mia. E' stato come riuscire a ingranare la marcia giusta. Sono riuscita a trattare mio figlio con i modi giusti.

Le cose si sono poi attorcigliate intorno a sé stesse il pomeriggio. Verso sera sono stata all'assemblea di classe di Davide. Tutto bene. E al ritorno le cose si sono ulteriormente voltate al peggio.

Perché dev'essere così?!

Confido nella sua capacità di recupero e intanto prego.

Adesso vado a prendere una pastiglia per la gola. La primavera mi sta buttando un po' a terra.

Buona notte naviganti

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la mamma

lunedì 30 aprile 2012

Approfitto di un momento di calma per aggiornare un po' il giornale.

Non so in che condizioni sarò questa sera, quando finalmente i bambini saranno a letto, quindi meglio approfittare del vento a favore di questo momento.

Sono tutti fuori per assistere al trasloco dei nonni e proprio ora mi è venuto in mente che Emanuele deve anche servire la Messa delle 17. Ho avvisato Maurizio appena in tempo...

Nonostante sia a casa anche mio marito per il ponte del primo maggio, quella in corso si sta rivelando una giornata per nulla leggera. Già questa mattina, aprendo gli occhi, mi sono scorse davanti agli occhi tutte quelle cose che un po' io, un po' lui avremmo dovuto portare a termine.

Il fatto che Emanuele e Davide siano a casa significa anche trovare un po' di tempo per seguirli nello studio. Ci sono momenti in cui i tre fratelli esagerano e dandosi manforte se ne vanno alla deriva, per cui occorrono forti richiami per riportarli all'ordine e impedire che quello che nelle loro intenzioni è un gioco finisca in tragedia.

Quanta attenzione e quanta prontezza occorrono per allevare dei figli. Sempre più spesso mi accorgo di come raggiungere un'oasi di pace e armonia abbia significato attraversare diverse leghe di mari tempestosi e burrascosi, rischiare rovesciamenti per poi tornare a raddrizzar la chiglia.

Le discussioni, anche aspre, che io ho sempre giudicato negativamente, non sono da evitare. Solo ora mi rendo conto di come vadano accolte e affrontate e dirette al raggiungimento di una pace e di un accordo veramente profondi.

C'è una pace che ci viene tolta, perché finta, perché è solo apparenze e quieto vivere, e c'è una pace che dev'essere raggiunta, conquistata  gradatamente, senza arrendersi e senza perdere di vista la meta.

Tutto questo battagliare con Emanuele prima o poi sortirà qualche effetto? so che in me c'è un'intenzione di bene, è come un allenamento duro che porta poi a risultati eccellenti e tempra, ma so anche che lui percepisce tutto l'opposto.

Arriverà il tempo delle rivalutazioni e dei ripensamenti. Forse un po' imparerà da tutte le volte che andrà a sbattere contro gli scogli che per lui è proprio meglio cambiar rotta.

Guarda caso nel Vangelo si trova anche questa Parola, di un Gesù che si annuncia come portatore di una spada in seno alla famiglia e non della pace. Annuncia scontri fra padri e figli, madri e figlie.... ma in Lui e per Lui non saranno mai scontri fini a sé stessi, scontri che nello scontro esauriranno tutta la loro carica, ma tappe di un cammino verso una pace più duratura.

Succede che l'amore prenda i tratti della lotta, ma il fine rimane il bene. Se ti amo ingaggio una guerra contro di te pur di non lasciarti invischiato nel male e di smuoverti da dove sei.

La pazienza, non potrebbe essere nel concedere tempo al tempo della lotta, perché ciò che non conquisti oggi potrai conquistarlo domani, o dopo domani?

Ma il niente che cosa produce?

Io amo mio figlio, ne ho la riprova tutte le volte che in sua assenza sento la sua mancanza e il vuoto perché qualcun altro se lo sta godendo, proprio nel modo che a me tante volte è negato per il ruolo che ho nei suoi confronti.

Come sempre, naturalmente ci vuole equilibrio e quindi sento il desiderio di tornare a far pace al termine di ogni battaglia con un bacio che confermi l'affetto e cerco di dosare in ogni dimensione e aspetto del rapporto lode e rimprovero, impegno e spensieratezza, fatica e riposo ecc. ecc., ma molto dipende da lui.

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La mamma

domenica 29 aprile 2012

Oggi devo proprio fare un plauso alle capacità di mio figlio, che quando non si mette a brontolare (cosa che gli riesce molto bene) può dare il meglio di sè.

Mi riferisco a un lavoretto al pirografo che, per l'occasione della Prima Comunione di mio nipote e di un figlio di nostri amici, ha magistralmente portato a termine in modo egregio.

Abbiamo cercato in Internet un'immagine del volto di Gesù che potesse essere facilmente riportabile, con la carta carbone, su appendino di legno comprato al Brico.

Riporto di seguito l'immagine su carta e quelle su legno... lascio a voi giudicare!


Hanno completato l'opera la firma di mio figlio e sul retro la scritta "Prima Comunione" e la data del giorno.


Forse sarà esagerato il mio parere (perchè di parte :-) ), ma al di là del risultato "artistico" sono contento che possa aver realizzato con le proprie mani qualcosa che poi ha donato come ricordo di un giorno importante.

Cosa aggiungere, prosegui così figliolo...

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il papà


sabato 28 aprile 2012

L'intera famiglia ha momentaneamente abbandonato il vascello ed io mi ritrovo sola.

Dovrei stirare, la qual cosa non costituisce nulla di diverso dall'ordinario. Ho scopato e lavato i pavimenti di un paio di ponti, giusto per approfittare della calma davvero insolita e ora, nell'attesa che asciughino, mi sono concessa di aggiornare il giornale di bordo.

Quante defezioni nell'ultimo periodo! eppure non manca il desiderio di ritornare a quel momento riflessivo che aiuta a fare un po' di sintesi sul vortice degli accadimenti per poi ritrovare l'orientamento e ridisegnare una rotta.

La luce, ormai quasi estiva, e i riverberi dei colori della natura mi rianimano. Tanti non amano l'estate per la calura e l'afa che l'accompagnano, ma io non posso fare a meno di luce e calore.

Anche se l'inverno, nelle sue rigidità, porta con sé le sue dolcezze, volentieri cadrei in un lungo letargo, ma ciò proprio non è possibile.

Tra il 25 aprile e il 1° maggio il papà s'è concesso qualche giorno in più di ferie e tutti noi ne abbiamo enormemente goduto. Abbiamo approfittato di questo tempo di grazia per alcune di quelle cose che inevitabilmente trasciniamo in fondo alla lista delle priorità.

I genitori di Maurizio inoltre, sono alla vigilia di un trasloco e dobbiamo almeno un po' dar loro una mano.

Giovedì scorso, nella prima mattinata, è stata da noi l'agente del mobilificio presso il quale abbiamo acquistato la cameretta per Elisa. E' ormai ora! Con questo ed altri acquisti e modifiche, compreso il mobile commissionato su misura per la cucina, la nostra casa sta assumendo sempre più una sua impronta caratteristica.

Prima di pranzo ho cotto in forno una torta di mele che servirà per allestire un banco e raccogliere fondi per la società sportiva dell'oratorio dove Emanuele gioca a pallone. C'era un profumo nell'aria che rendeva l'ambiente amorevolmente caldo... sapeva di buono.

Quel mobile a cui accennavo sopra si è dimostrato davvero un buon investimento. L'abbiamo collocato sotto   la finestra collegandolo da un lato alla colonna del frigorifero e dall'altro al muro. Sotto il piano ha, sulla sinistra, una colonna di cassettini che, non appena perderanno l'odore della vernice adopereremo come pastiera, e poi due cassetti larghi ma molto bassi per riporre le tovaglie.

Sotto, essendoci il termosifone, c'è solo un framezzo che serve a sorreggerlo e per il resto è vuoto. Per la sua conformazione a volte lo usiamo per impastare il pane e altre per scrivere, e i bambini per fare i compiti ricevendo decisamente più luce.

Trovo che il legno, unitamente allo stile un po' campagnolo, evochi l'immagine di "casa della nonna" che io amo davvero grandemente per quanto risulta accogliente a chi lo abita.

Anche per la cameretta di Elisa siamo rimasti sullo stesso stile. Mobili verdini, uno stile romantico che ben si abbina a quello di Sara Key e niente roba moderna.

Così è bello! nonostante i nervosismi, le tensioni, le stanchezze, la fatica non manchino, mi accorgo di come i contorni del volto della nostra famiglia si facciano via, via, più evidenti e nitidi.

Davide ieri ha avuto momenti in cui si è chiuso in bagno con la sua gru per cercare solitudine e pace, ed altri in cui spontaneamente ha coinvolto Elisa nel gioco e si sono rincorsi tra sala e cucina ridendo gioiosi.

Questa mattina invece, mentre tentavo di terminare l'impasto per la torta di mele, in cortile Maurizio proseguiva nel suo lavoro di falegnameria casalinga per realizzare due cassapanche nuove per i giochi estivi dei bambini e Emanuele con Davide, senza un canestro reale, improvvisavano una partita a basket.

Non litigavano e le loro voci mi han fatto compagnia.

Possibile che questo non abbia niente a che fare col mio persistente pregare e cercare la comunione con Dio?

Non può essere, anche se indispensabile, solo uno sforzo della volontà, quando le cose accadono sotto i tuoi occhi, come dono gratuito piovuto dal cielo.

C'è una disposizione diversa del cuore che dà forma alle nostre persone e alla nostra interiorità, come quando trascorriamo le domeniche pomeriggio in oratorio tra amici, in quel modo, dove la condivisione del bene si avverte. Si avverte che non è uno stare insieme qualunque, ma che tutti siamo un po' più famiglia e la sera ti ritrovi a pensare di aver dato senso alla festa e, anche se è dura, sei pronto a ripartire col lavoro da un nuovo lunedì.

La presenza di Dio, l'amicizia del cuore, gli atti di carità fraterna... tutto questo rende la vita belle e degna di essere vissuta lontani dai mari della solitudine.

Buon fine settimana e... sia festa!

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la mamma

giovedì 26 aprile 2012

Finalmente un po' di pace... non solo perché i bambini sono finalmente ciascuno nel proprio letto.

La mia mente ed il mio cuore hanno avuto fin troppe sollecitazioni nell'ultimo periodo e per ognuna di esse avrei sicuramente potuto scrivere fiumi di riflessioni.

Credo sarebbe spudorato parlare dei problemi scolastici di Emanuele, e quindi non lo farò. Il colloquio di ieri sera con le sue insegnanti però è il motivo di tanto, tanto, tanto mio pensare.

Rientrata a casa la cena era in tavola e quindi ho rimandato ogni discussione a dopo.

La discussione c'è stata ma non è servita a svuotarmi la testa e oggi non ho visto nessun apprezzabile cambiamento.

Non voglio parlare di lui, ma di me. Come mamma so che con lui devo ricominciare ogni giorno e non arrendermi, non abbandonarlo a sé stesso.

Nonostante tutto, proprio prima di questo colloquio che ha messo in evidenza ciò che già sapevo, dicevo a Maurizio di come sia cresciuta la mia stima nei confronti di Emanuele.

Mi chiedo inoltre come si faccia a educare un bambino senza la fiducia e la speranza che qualcosa, che lui possa cambiare tirare fuori il meglio di quello che è.

Sempre più spesso mi torna in mente la fiaba di Pinocchio, che dopo tanto rinnegare e zittire la voce della coscienza, del babbo, della fatina buona, dopo essersi lasciato abbindolare dal gatto e dalla volpe o dal Lucignolo di turno alla fine diventa un bambino vero capace di grandi cose.

Io prego che anche Emanuele presto possa diventare un bambino vero e la luce che Dio ha posto in lui possa illuminare e mettere in fuga ogni suo aspetto ombroso.

Ogni educatore dovrebbe lasciarsi guidare dalla parabola della gramigna che cresce accanto al grano buono, che il padrone chiede di non estirpare fino a maturazione e poi... poi si vedrà.

Io decido di credere e vado avanti.

Buona notte naviganti.

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la mamma

mercoledì 18 aprile 2012

Ci sono giornate che iniziano storte e finiscono peggio, come quella di lunedì, giornate così, così, come quella di ieri, e grazie a Dio anche giornate buone come oggi.

Mi sono svegliate contenta, ben ispirata e predisposta a ciò che mi aspettava e, nonostante normali intoppi non siano mancati, alla fine tutto è andato bene. No, non vuol dire che tutto è stato perfetto, ma semplicemente che accettando ciò che inevitabilmente ho tralasciato, tutto è andato bene.

Ho capito di dover ringraziare il Signore anche per le tribolazioni, che andrebbero sopportate con pazienza anche se non sempre sono pronta.

Resta il fatto che, anche nei momenti peggiori, sento che la nostra famiglia riesce a sprigionare calore umano.

E' stato meraviglioso stasera a cena raccogliere i frutti di tante positività.

Davide sembra essere un po' più forte dopo tanto patire. Domenica sera è arrivato perfino a dire: "Grazie Signore che domani vado a scuola". In realtà credo abbia messo davvero tutto sé stesso nel cercare di trattenersi e affrontare la sua fatica e alla fine ce l'ha fatta!

A cena, appunto, l'abbiamo applaudito perché di sua iniziativa ha preso un foglio e in perfetta solitudine ha scritto una storia. Parla di una mucca che si perde al pascolo, ma che poi con l'intervento della polizia viene ritrovata.

L'ha voluta leggere a tutti e così l'abbiamo sinceramente applaudito. Anche "la mamma" ha ricevuto un applauso. Da tempo ormai Elisa rifiuta riso e pasta che, visti i tempi a volte davvero brevi, è impossibile non portare sulla tavola almeno una volta al giorno.

Il suo rifiuto però mi è di stimolo per cercare con la fantasia di inventarmi cose nuove. Così ho creato un impasto con patate, cavolfiore, tonno, uova, formaggio e pane grattugiato e ho riempito più volte uno stampino per biscotti a forma di cuore. Risultato... si sono leccati i baffi!

Giusto poco prima sono stata ad accompagnare Emanuele presso una sala convegni dove le insegnanti, in presenza di diverse autorità, hanno presentato una guida al nostro comune frutto di due anni di lavoro. Una bella soddisfazione, non c'è che dire.

Fuori, purtroppo, anche se a fasi alterne continua a piovere. Nonostante questo c'è un odore buono nell'aria, l'odore delle buone relazioni e una miglior disposizione al perdono.

E' quasi mezzanotte, meglio attraccare.

Buona notte naviganti

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la mamma

giovedì 12 aprile 2012

Ogni tanto mi concedo di vedere, assieme a mia moglie, anche qualche film di un genere che non incontra propriamente i suoi gusti.

Debbo sicuramente evitare film di fantascienza o che trattano le storie dei "supereroi" (ormai sono parecchi i film che riprendono i miti dei fumetti), ma un thriller come quello che abbiamo visto ieri sera è godibile per entrambi.

Il film si intitola "Unknown" sottotitolo italiano "Senza identità" prodotto nel 2011con Liam Neeson attore nordirlandese che annovera tra i suoi lavori parecchi film anche molto famosi (ad esempio Schindler's List).


Si tratta appunto di un thriller internazionale che si svolge a Berlino ai nostri tempi, il protagonista in viaggio per lavoro con la moglie, perde inavvertitamente il proprio passaporto e rimane vittima di un incidente su un taxi.
Si risveglia in ospedale dopo 4 giorni di incoscienza e quando ritorna in albergo dalla moglie, lei sostiene di non conoscerlo affatto. Iniziano così le sue disavventure... fino a 5 minuti dal termine del film in cui si scoprirà finalmente la verità.

La sceneggiatura è ben fatta e ha la capacità di mantenere incollato lo spettatore per tutta la durata del film.

Ho notato delle somiglianze con un paio di film degli anni '90 di Harrison Ford e con la recente trilogia di Jason Bourne con Matt Damon (se non l'avete ancora vista, non è da perdere), queste mie impressioni sono state poi confermate in alcune recensioni che ho trovato su Internet.

Quindi se desiderate vedere un film carico di suspence e con una buona dose di azione degna delle avventure dei più famosi agenti segreti (da 007 in avanti) allora ve lo consiglio...

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il papà

mercoledì 11 aprile 2012

Sono diversi giorni che non scrivo. L'ultima volta che ho messo mano al giornale ancora non eravamo a Pasqua. "Accidenti!", mi verrebbe da dire, ogni mio tentativo di mantener fede all'impegno di un'aggiornamento periodico più costante finisce in nulla.

Oggi per esempio è stata una giornata piovosa e per di più fredda. Il termometro registrava 6 gradi. Questo ritorno all'inverno dopo aver festeggiato già l'arrivo della primavera ha del comico, ma in realtà un po' infastidisce. Proprio non si riesce a dare forfait alla caldaia!

Già la mattinata, come raccontavo a mio marito successivamente, è stata quantomeno rocambolesca. Alle 8 mi è venuto a mancare l'aiuto sul quale contavo per non portare Elisa fuori con me accompagnando Davide a scuola. Lui intanto già accennava ad un piccola crisi.

Ho chiamato la mia vicina e mi ha risposto la segreteria. Non mi rimaneva che tirar già dal letto la piccola che ancora dormiva, vestirla, catapultarla in macchina e avviarmi a scuola sperando di arrivare per tempo.

Grazie a Dio la mia vicina ha poi sentito il messaggio ed è arrivata.

Quando sono rientrata avevo le mani gelate.

Con calma abbiamo ripreso la solita routine.

Di lì a poco però sarei stata informata del decesso di una persona cara e la giornata è stata un po' tutta segnata da questa notizia.

Mi sono fermata e ho pregato, anche se Elisa simpaticamente mi chiedeva col suo musetto irresistibile di leggerle un libretto...

Alle 12.10, su mia richiesta, è tornata la mia vicina. Sono uscita nuovamente per riprendere Davide da scuola. Per pranzo già avevo preparato una pappa al pomodoro giusto da scaldare. Abbiamo pranzato quasi lietamente, anche se la piccola si ostinava a non assaggiare nemmeno un cucchiaino di zuppa.

Poi di nuovo una telefonata. Ragguagli circa il funerale.

Il pomeriggio poi è arrivato un nostro amico per sistemare l'armadio in camera dei bambini che, per il troppo peso, si era molto scostato dal muro, e si è infine svolta un mini intrigo circa i compiti assegnati.

La giornata è terminata comunque bene, tranne per il fatto che Elisa è nuovamente qui tra noi sul divano, dopo essere già stata messa a nanna.

Forse... troppo cioccolato!

Per il momento è tutto naviganti. Un po' di getto, ma davvero tutto e quindi...

buona notte.

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la mamma

mercoledì 28 marzo 2012

Se mio marito non mi avesse invitata a prendere il computer per scrivere quasi sicuramente questa sera avrei ceduto alla stanchezza. Già la sento bussare, infatti, ancora con passo strisciante ma sempre più distintamente.

E' stata una giornata colma di lavoro e fatica, ma anche di pensieri gioiosi e di tenerezze.

I primi due giorni della settimana Davide è entrato a scuola tranquillamente, senza pianti ed è davvero rassicurante. Domenica sera si è confidato ancora riguardo le sue insicurezze. E' emerso anche un rapporto un po' problematico con una delle insegnanti. Ha un piglio forse un po' più distaccato e a volte lo intimorisce.

Dato che l'emersione di quest'ulteriore risvolto della vicenda era già iniziata tra giovedì e venerdì della scorsa settimana, ho passato diverso tempo a interrogarmi su come affrontare quest'ulteriore difficoltà e, naturalmente, a confrontarmi.

Fino a che punto è giusto lasciare o aiutare un bambino ad affrontare le difficoltà della vita con le sue forze e quando è il caso di intervenire in prima persona? Non sono quel tipo di mamma che prende i figli e li getta oltre l'ostacolo e che, semplicemente, spiana loro la strada davanti.

Davide ha indubbiamente delle fragilità caratteriali e deve assolutamente trovare modo di irrobustirsi e non so se queste tempeste abbiano l'effetto di irrobustirlo o di abbatterlo. In diverse occasioni mi ha dimostrato di avere forze sufficienti e risorse nascoste, deve solo imparare a credere di più in sé stesso.

Anche Emanuele continua a rimanere al centro dei miei pensieri e del mio cuore. Ha picchi di luce vivissima che alterna a momenti di precipizio. Di sicuro è un bambino speciale, davvero in pochi a dieci anni sono come lui e ancora in meno, a dieci anni, cercano Dio come lo cerca lui.

Lancia sfide, si ribella, polemizza e intanto chiede di essere frenato, corretto e guidato.

Anche Elisa cresce fin troppo rapidamente sotto i nostri occhi. Compone le frasi in modo molto articolato, ma ancora non riesce a pronunciare bene le parole e spesso è difficile interpretare quello che dice. Averla in giro è davvero divertente, anche se quando mi chiede: "Ti posso aiutare mamma?", comincio a tremare all'idea di quello che può succedere.

Non riesco ad avvicinarmi al lavandino senza che lei non trascini una sedia fino a posizionarsi al mio fianco e inzupparsi fino ai gomiti.

Va bé, vista l'ora meglio fermarsi qua.

Buona notte a tutti naviganti

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la mamma

martedì 20 marzo 2012

Ogni tanto capita anche di perdersi, andando a zonzo per quant'è grande il mare e allora arrivano le latitanze.

Passano i giorni e anche se con tutto il cuore vorrei lasciare impressi sul giornale molti fotogrammi a futura memoria di quel che è stato, altro mi porta via. Sono i momenti in cui la corrente prende il sopravvento e la volontà cede, o forse, cambiando un po' il punto di vista, potrebbero anche essere i momenti in cui con molta umiltà si ammettono i propri limiti e inizia, meravigliosamente, l'affidamento.

L'ultimo sabato per esempio... il mattino Davide ha partecipato ad una manifestazione a scuola e c'è stato con il papà e il pomeriggio (alle 13.20 dovevamo stare tutti e cinque in macchina!) ci siamo concessi di andare tutti insieme ad assistere ad una delle partite di pallone di Lele che giocava fuori casa.

Hanno vinto! La prima partita su tutto il campionato. Degli amici ci hanno raggiunti più tardi e così, invece di far rotta verso casa, terminato l'incontro siamo stati a fare un giro a Piacenza, città per me sempre carica di buoni ricordi.

E' sempre un piacere tornarci! Abbiamo dovuto convincere Davide, che non aveva nessuna voglia di far quattro passi, a scendere dalla macchina e quello che all'inizio sembrava l'esordio di un grosso capriccio, poi si è smontato nel giro di breve tempo.

Il centro era piacevolmente affollato e in piazza Cavalli c'erano diversi banchetti con le specialità regionali. La sera proprio Davide ha commentato: "Che bella giornata! tutta trascorsa fuori!", e come non concordare con lui?

Nonostante gli aspetti infantili della sua attuale personalità si mettano ancora per traverso (questa mattina non ha voluto mettere la blusina perché le sue stavano in lavatrice e quella proposta semplicemente non gli andava)  sto riscoprendo quell'amabilità che da sempre mi porta ad apprezzarlo.

Ieri è tornato da scuola dicendo di avere tre caramelle in cartella, ricevute per il compleanno di una compagna, che desiderava condividere con i suoi fratelli e questa sera di nuovo ha voluto condividere l'ultimo vasetto di yogurt rimasto in frigorifero con Elisa che ha gran voce lo reclamava.

Sempre ieri abbiamo festeggiato il papà terminando in fretta e furia il cartellone sul quale avevamo scritto a lettere cubitali e coloratissime: "Sei il papà più fantastico del mondo". I bambini erano eccitatissimi e nonostante i tempi stretti, causati da una mia improrogabile uscita per partecipare a un lutto con la recita del rosario e gli allenamenti di Lele, non è andata poi così male.

In realtà sono arrivata a sera con il cuore e la mente carichi di tanti pensieri e di tante emozioni. Se avessi potuto avrei tralasciato i miei doveri per mettermi a scrivere subito nella mattinata, al ritorno da scuola. Dopo aver lasciato Davide, infatti, dopo mesi ho rivisto una cara amica che mi ha raccontato molte cose di sé, condividendo tristezze e fatiche della sua vita attuale.

Questi incontri mi arricchiscono enormemente, non mi lasciano mai vuota. In qualche modo mi vengono ceduti tesori da conservare nelle stive del vascello che saranno preziose risorse per il nostro futuro, perché ci preparano a ciò che sarà.

Scopro una me stessa capace di voler bene, un bene autentico e profondo anche agli amici, alle amiche che accettano di giocarsi sinceramente nella relazione, così come ho scoperto, sorprendendomi da me, di provare tenerezza per le fragilità che conseguono dal procedere dell'età. Accorgersi che l'anziano diviene ogni giorno più fragile e bisognoso accende dentro di me un desiderio del tutto nuovo, mai provato prima, di muovermi verso di loro, con umanità e tenerezza, per colmare quanto più possibile con la presenza e l'affetto proprio quelle fragilità.

E' bello, lascia senza parole contemplare il firmamento del cielo riconoscendo l'opera mirabile del Creatore, ma quanta più gioia nella coscienza che quel firmamento è creato anche dentro di noi, nei sentimenti buoni che come stelle s'accendono e ci rendono persone capaci di carità.

Una serena notte naviganti.

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la mamma

giovedì 15 marzo 2012

E' un già po' tardi ma, nonostante sia pressoché impossibile non sentirsi stanchi a quest'ora, è quasi d'obbligo scrivere un post al termine di una giornata davvero memorabile per la nostra famiglia.

Davide finalmente sembra essere giunto a Pasqua e con lui, naturalmente, tutti noi.

Per questa ragione questa sera abbiamo deciso di festeggiare, ma non condividendo un dolce qualsiasi. Sono stata in pasticceria oggi ed ho comprato, con poca spesa, cinque piccoli agnelli farciti ma... forse si rende necessario fare un passo indietro ed essere un po' più espliciti riguardo la ragione della nostra gioia.

Chi costantemente legge il giornale avrà sicuramente già intuito, ma è un piacere raccontare e fare in modo che rimanga memoria del fatto che questa mattina, dopo circa due mesi, Davide ha dichiarato di avere la forza di entrare a scuola senza lacrime, in un giorno che prevedeva di fermarsi a mensa e lezione anche nel pomeriggio.

Le parole sono diventate fatti, e quando la campanella è suonata trainando il suo zaino provvisto di rotelle è corso dentro come volesse prendere il fiato per una lunga immersione.

Già ieri si è svegliato con santi propositi nel cuore e in macchina, percorrendo il tragitto casa scuola, snocciolava tutti gli aspetti del suo essere bambino che voleva impegnarsi a cambiare: niente più lacrime a scuola, meno cartoni, apparecchiare la tavola senza far capricci...

Era davvero troppo così, pur lodandolo, ho ritenuto ridimensionare questa sua spinta al cambiamento.

Gli agnelli, in accordo con Maurizio, ci hanno dato nuovamente l'occasione di raccontare loro la storia del popolo d'Israele, al quale Dio, la notte in cui sarebbe iniziata la loro liberazione dalla schiavitù, ha ordinato di mangiare carne d'agnello.

Abbiamo spiegato loro che proprio questi animali solitamente venivano offerti in sacrificio, e che poi Gesù stesso ha detto di sé di essere l'Agnello di Dio che libera dal peccato, (cosa che viene sempre ricordata nelle parole della consacrazione del pane e vino). Così abbiamo concluso ricordando che anche noi saremo un giorno risuscitati, e Gesù ci farà passare dalla morte alla vita.

Anche Davide ha compiuto il suo passaggio, smettendo gli abiti del bambino vecchio ed indossando quelli consoni al bambino nuovo che frequenta la scuola elementare, proprio come S. Paolo ricorda la necessità di questo passaggio dall'uomo vecchio a quello nuovo vestito di Cristo.

Senza Gesù però la barriera tra il male e il bene rimane invalicabile.

Non so, forse per qualcuno potrà essere un caso, ma è assolutamente singolare come il martedì 13, la sera, io abbia partecipato ad una Messa e pregato intensamente in cerca di un consiglio e chiedendo aiuto per mio figlio, il mercoledì 14 Davide si sia svegliato con tutti quei buoni propositi nel cuore, e oggi, 15 marzo, abbia dichiarato di sentirsi forte e sia finalmente entrato a scuola sereno.

Maurizio ed io non siamo semplicemente rimasti a guardare in questo periodo. Abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse, passando dalla comprensione, alla rabbia, alla tolleranza, alla decisione.

Posso però con certezza affermare che senza Gesù molto probabilmente saremmo ancora qui ad assistere alla pena di un bambino tentennante e timoroso nell'abbandonare un ruolo che non gli compete più.

Ben vengano gli psicologi e le teorie educative, che con meraviglia e approvazione scopriamo andare nella direzione del Vangelo.

Io però sono una mamma cristiana e ritengo che solo due siano le mie armi: l'amore e la preghiera.

E ora c'è Emanuele, la cui situazione pone altri spinosi quesiti, ma... ne parleremo.

Buona notte a tutti naviganti.

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la mamma

martedì 13 marzo 2012

E' un po' difficile concentrarsi. Con Maurizio stiamo nel frattempo vedendo un film davvero interessante che ancora una volta racconta altre sfaccettature della storia dei neri d'America. Un film iniziato tre sere fa.

Ci tenevo proprio però a scrivere questa pagina del diario di bordo.

Davide ci ha di nuovo messi un po' alla prova tanto nel fine settimana appena concluso, quanto oggi. Così stamattina al ritorno, dopo l'ennesima fatica fisica del distacco, pensavo, pensavo e ripensavo.

Sabato sera, oppure ieri, neanche mi ricordo, prima che s'addormentasse ho raccontato a Davide che è come un dentino che dondola e non si decide a cadere, ma sotto c'è già un nuovo e robusto dente che spinge e chiede di venire fuori, ed è così.

Sabato e poi domenica Davide ha giocato con bambini che neanche conosceva e molto liberamente e senza la mia presenza, e questo è il bambino nuovo che spinge per venire fuori. Domenica Davide ha fatto capricci per andare a catechesi e oggi ha di nuovo pianto a dirotto e si è ribellato e ha tentato con tutte le sue forze di non andare a scuola, e questo è il bambino vecchio, che dondola ma ancora non cede.

I miei figli... a volte per loro mi sembra di dover tornare ad essere pancia in modo da offrire loro un ambiente protetto nel quale poter con tranquillità continuare a formarsi e altre volte... altre volte mi sembra di doverli nuovamente partorire, di doverli nuovamente spingere fuori, verso la vita, verso il luogo dove, per troppa paura dell'ignoto, forse non vorrebbero andare. Così mi ritrovo a spingerli e basta, senza troppe parole e troppi perché, convinta che ciò che troveranno ad attenderli, la vita, sarà qualcosa di bello, di grandioso.

Oggi poi ho trovato illuminazione, nei miei "pensa, pensa", niente meno che nel racconto di un passaggio da una situazione di schiavitù ad una di libertà, ed è il racconto dell'Esodo.

Per farla breve, anche Davide deve arrivare alla sua Pasqua, la Pasqua della sua crescita. Stasera, mentre stava seduto sulle mie ginocchia per la preghiera insieme, gli ho nuovamente raccontato quella storia, e dei prodigi di Dio, lo stesso Dio, l'unico, che può liberarci e portarci oltre il male che sta dentro di noi.

Mi viene da dire: "Grazie Dio perché credo".

Siamo giusto, giusto a mezzanotte. Buona notte naviganti.

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la mamma

martedì 6 marzo 2012

Prosegue il vascello il suo viaggio tra un'onda e l'altra in questi mari che proprio agitati non sono, ma nemmeno calmi.

Tra improvvise primavere e ritorni d'inverno è tutto un cercare di barcamenarsi.

Davide non ha ancora superato la crisi e anche sua sorella mostra segni d'irrequietezza. Dorme meno e ha un po' perso l'appetito. Sono sempre dure le fasi di transizione e non resta che avere pazienza e attendere che passino.

Anche Lele, quando era più piccolo, diventava a dir poco ingestibile. Faceva capricci assurdi dei quali faticavo a capire il senso e ci voleva una buona dose di fermezza per riportare tutto ad una normalità accettabile.

Probabilmente col fatto che è un po' più grande riesce meglio a gestire l'instabilità e forse regge meglio il colpo.

Nonostante questo il vascello cerca di tenere ben dritta la sua prua. Mi sono accorta di alcune cose che nella nostra famiglia andrebbero sistemate e l'educazione alla collaborazione è uno degli obiettivi che intendo raggiungere.

Sembra sempre che ci sia una scusa buona per eludere alcuni compiti (la stanchezza, la mancanza di tempo per altro, i compiti da finire...), ma tutto questo è enormemente dispersivo.

Mi rendo conto che a volte come genitori manchiamo di quel tocco di coraggio in più che non farebbe male, soprattutto a chi è chiamato a capitanare. Come se prendere delle decisioni di indirizzo forte togliesse ai figli qualcosa.

Le sere scorse per esempio ho dovuto sopportare i pianti di Elisa per fare in modo che si addormentasse nel suo lettino e non chiedesse continuamente di essere presa in braccio, senza alcun motivo valido.

Le cose però non possono essere affrontate se non una alla volta, ed essere disposta ai brontolamenti dei figli pur di trasmettere loro un valore, che poi porterà a dei vantaggi (disponibilità di tempo in più p. es.) è ciò che mi sono proposta e sarà oggetto della prossima condivisione anche con il papà.

Ci sono altre scelte difficili che dovremmo fare non per rendere loro la vita impossibile, ma per il loro bene, ma ne parlerò casomai in un'altra occasione.

Grazie a Dio non mancano anche i momenti di tenerezza vera e sincera e gli scambi d'affetto. Ci vuole davvero un profondo senso del discernimento e solo l'invocazione dello Spirito la può ottenere.

Mai come in questo periodo mi sto rendendo conto di quanto la preghiera possa cambiare la realtà in noi e attorno a noi, e di come lo Spirito di consiglio non manchi di farci arrivare le sue ispirazioni.

Lunedì, tanto per dirne una, portavo a scuola Davide trascinandolo per un braccio (purtroppo), e a un certo punto mi sono sentita pervadere da una serenità inspiegabile per il momento che stavo vivendo, quasi fuori luogo. Subito dopo una maestra e una bidella sono venute incontro a noi e hanno portato Davide in classe con loro.

Ciò che sento è che devo semplicemente, senza tentennamenti, portarlo oltre la barriera e non commettere l'errore di ritenerlo più fragile di quanto in realtà non sia per poi permettermi di essere affettuosa con lui, quanto desidero, quando lo ritrovo al rientro. Questo perché trovi conferma che, nonostante l'apparente durezza del mattino, lui è un figlio grandemente amato.

Ora vi lascio naviganti, forse sono andata un po' troppo per le lunghe e chiedo perdono.

Buona notte

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la mamma

giovedì 1 marzo 2012

Prosegue a fatica il viaggio del nostro vascello, quasi sempre col vento contro nonostante la primavera si stia ormai avvicinando.

E' una fatica fisica, ma anche mentale.

Neanche a dirlo Davide, il cucciolo di casa, è ancora in crisi con la scuola. Per ben due volte questa settimana ho dovuto trascinarlo giù dalla macchina a forza e chiedere l'aiuto dei bidelli e di un'insegnante per staccarlo da me.

E' davvero una situazione controversa. Da scuola mi dicono che dopo neanche cinque minuti dall'ingresso tutto il tormento sparisce e io stessa, quando lo riprendo all'uscita, ritrovo un bambino contento per non dire entusiasta della giornata trascorsa.

Ha raccontato di aver preso l'iniziativa di chiedere alla maestra di portarli in cortile e che lei l'ha accontentato, di aver lavorato e giocato. Ieri sera, con l'aiuto di un'arancia, spiegava al papà di aver imparato che la Terra gira intorno al sole, mentre oggi riferiva perfino dei riti funebri degli Egizi.

E' un rebus che potrebbe far impazzire chiunque. Questa sera, pregando, ha detto: "Grazie Signore che sono andato a scuola!".

A volte sembra che faccia quel che fa per mettermi alla prova. Credo davvero che lui viva una certa sofferenza, che sta prendendo sempre più i risvolti del capriccio e quando io sparisco lui recuperara le sue risorse interiori.

Il minimo comune denominatore, fino a questo momento, è la mia fermezza che questa mattina sono riuscita a non condire da alcuna manifestazione di rabbia.

A lui sto mostrando comprensione e decisione, e quando da solo non trova il coraggio di varcare l'ingresso deve supplire la sottoscritta.

Mentre piange prendo lo zaino e lo porto fino in cima alla scala esterna, poi torno, prendo lui in braccio (perché non c'è alternativa) e rifaccio lo stesso percorso, il più delle volte sotto gli occhi delle altre mamme.

Domani rientrerà per pranzo e inoltre lo porteranno ad assistere ad una recita, per cui andrà quasi liscia, ma lunedì?

Ha un attaccamento a me che lo fa retrocedere anziché progredire e con Maurizio dobbiamo trovare un modo sano di fare in modo che guardi avanti con fiducia.

Io amo i miei figli, ciascuno per quello che è e il compito dei genitori è anche quello di spingerli nella vita. Come partorendo li ho spinti fuori da me, così devo fare ogni giorno.

Forse con Davide ho commesso lo sbaglio di darla vinta alle sue fragilità, o di ritenerlo più fragile di quanto in realtà non sia.

Passeremo oltre, sono sicura che con l'aiuto di Dio, passeremo oltre.

Buona notte naviganti

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la mamma

martedì 21 febbraio 2012

Orario decente. Serata tranquilla. Riesco a scrivere.

E' un momento per molti versi faticoso per la nostra famiglia, come se il battello venisse sballottato da più parti da venti a dir poco dispettosi e, caso strano, nonostante debba trovare la forza di mantenere la rotta tenendo salde le mani sul timone, giunta a sera non mi sento come se stessi nel vortice di una tempesta.

Vedo oltre, in quell'oltre in cui la tempesta si è placata, i venti sono stati zittiti, e la calma è ritornata. Faccio fatica, molta fatica, una fatica davvero enorme a volte. Arrivo a sera e sul divano accanto a mio marito, a volte mi scappano esclamazioni riferite ai nostri figli, del tipo: "Non sono ancora diventati grandi!", ma non ho paura, nessuna paura. Al contrario, sono davvero fiduciosa e come vedo il mare oltre la tempesta, così mi sembra di vedere nel loro futuro e di scorgere le persone belle che potranno diventare e che ora sono solo in potenza.

Emanuele sarà l'uomo solido capace di essere valido sostegno, ma dovrà vincere le forze autodistruttive che lo trascinano verso il basso. Davide sarà l'uomo della pacifica tranquillità, colui che può guarire dalle tempeste del cuore, ma dovrà vincere chiusure e paure.

Sabato li pensavo mentre mi preparavo per andare in chiesa a confessarmi e mi sembrava di intuire come già ora i miei figli possano essere un dono l'uno per l'altro, un sostegno e una guarigione l'uno per l'altro, e come Elisa, la cui personalità è sintesi tra i due fratelli con l'originalità del suo sorriso, sia come un ponte tra uno e l'altro.

Sto pregando davvero molto e giorno dopo giorno mi sembra che le mie insicurezze diventino sicurezze, e il buio si faccia luce.

Se a volte li rimprovero, anche aspramente, so che è per il loro bene, ma sono anche pronta a trasmettere loro la mia stima, a gratificarli, consolarli e riempirli di tenerezze e dato che queste cose vengono loro elargite in abbondanza posso permettermi, quando serve, un po' di severità.

Certo non tutto è perfetto. Nei due giorni in cui sono rimasti a casa per il Carnevale ho notato che la domanda (loro) e l'offerta (mia) di investire tempo nella relazione è veramente alta, ma ci sono cose che non possono essere trascurate, cose da fare e non sono molto disposti alla collaborazione.

In questo modo l'asse del peso si sposta quasi tutto su di me. Io devo essere quella disposta al gioco, e a seguirli nei compiti o a dar attenzione alle loro richieste, ma non ottengo molta collaborazione e la cosa non è per nulla equa e, naturalmente, è lo stesso col papà (letteralmente subissato, a volte, dalle loro richieste).

Assolutamente da correggere.

Purtroppo, o per fortuna, la mia spinta alla riflessione è sempre molto alta e non mi accontento facilmente.

Comunque, per un verso o per l'altro, ma soprattutto mettendo il Signore tra noi, io so che ce la faremo.

Lode al Dio che ci ha creati e a voi, naviganti, la mia buona notte.

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la mamma

mercoledì 1 febbraio 2012

Venti furibondi hanno scosso il vascello e la vita all'interno dello stesso. Non bastano una mano, due, un piede o qualsiasi altra cosa si abbia a disposizione per tappare a volte le falle che si aprono ed evitare d'imbarcare acqua e colare a picco.

Per farla breve... Davide è di nuovo in crisi con la scuola, fortemente in crisi. Ogni mattina, dallo scorso lunedì, sono lacrime e pianti che sono andati sempre peggiorando. Rifiuta di indossare la blusina, il giubbotto, a fatica percorre i gradini che lo separano dall'ingresso, dove i bidelli mi vengono incontro per tirarlo via dalle mie braccia e accompagnarlo in classe dove, magicamente, si calma.

L'unica interruzione è stata l'influenza comparsa venerdì che l'ha "costretto" a casa fino a questa mattina quando, da dove l'aveva lasciato, ha ripreso il lamento. Neanche chiedere al papà di provare a portarlo lui a scuola è servito a placarlo e a me sono serviti tutti questi giorni di riflessione per capire che dietro espressioni come "Voglio stare con te", "La scuola mi fa paura" e cose così c'era la difficoltà a scontrarsi con il normale impegno che questo tipo di esperienza richiede.

Davide facilmente si stanca e si distrae e completare una scheda, per lui, può diventare un lavoro davvero interminabile.
E' come se gli venisse chiesta una corsa campestre senza che lui si sia ancora fatto il fiato, ma il fiato viene allenandosi e così, pur cercando di dosare pazienza e dolcezza, rimango anche ferma.

E dire che è un bambino brillante. Non ha alcuna difficoltà ad afferrare i concetti nuovi, ha voglia di imparare, curiosità, entusiasmo, capacità... insomma, davvero non gli manca niente e quindi non ha nessuna scusante, deve solo abituarsi all'idea, oltrepassare l'ostacolo e andare avanti sicuro.

Il fatto è che essere mamma, oggi, richiede un notevole sforzo riflessivo pressoché quotidiano. Dicevo a mio marito che a volte è come se accettassi di destrutturarmi per diventare la persona che i miei figli abbiano bisogno che io sia. Per chi si ama... si cambia, e quanto si cambia!

Nelle tempeste puoi decidere di non farti ingannare dalle urla del vento, di tenere le mani serrate sul timone e avere fede.

Alla prossima naviganti e buona notte

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la mamma

martedì 17 gennaio 2012

Anche se non sono ancora le 23, e considerati i nostri standard non è nemmeno troppo tardi, ho gli occhi che bruciano per la stanchezza.

Diversi tentativi di rovesciamento del vascello durante il corso delle ore mi hanno portata a chiedermi se davvero io sia una mamma, o non sia piuttosto un pompiere, chiamato ad ogni pié sospinto a tamponare falle e gestire emergenze.

Non appena mi voltavo, oggi, una sirena squarciava l'aria segnalando un allarme.

Era la festa patronale, le scuole erano chiuse e i bambini a casa tutti e tre. Nelle mie intenzioni, e davvero vorrei esser creduta, volevo solo rimanere a coccolarli tutto il giorno e a godere della loro presenza.

Emanuele sembrava voler andare sul sagrato della chiesa nel pomeriggio, dove per tradizione avrebbero benedetto gli animali domestici e già stavo pensando a come potermi organizzare senza far perdere a Elisa il suo pisolino e senza farle prendere troppo freddo (davvero rigido ormai!).

Già ieri sera però le mie sensazioni erano tutt'altro che promettenti e, lo Spirito, dico io, mi metteva sull'avviso di quel che poi è accaduto. Non so, ma in qualche modo presentivo che non sarebbe stato facile.

Ho fatto lo sforzo di non rimanere ad indugiare sotto il tepore  delle coperte più del previsto, proprio per avere tempo a disposizione per qualche semplice faccenda prima del loro risveglio, ma.... Elisa alle 7 era già in cucina con noi piagnucolante e appiccicosa.

Va  bé, mi son, detta, vediamo almeno di non consentire alla luna di mettersi troppo per traverso. Ho pregato con Maurizio, dopodiché colazione e primo impasto del pane mentre la intrattenevo con album e pennarelli.

Avevo pregato bene, ragion per cui nel cuore avevo un surplus di dolcezza. Verso le 8.30 siamo salite. Aveva ancora il pigiama e, quel che è peggio, il pannolino della notte ed era proprio ora che venisse cambiata.

Uno alla volta si sono svegliati i suoi fratelli. Con molta delicatezza ho dovuto informare Emanuele che nel pomeriggio di sabato i "pulcini" erano convocati all'oratorio, il che significava appesantire il fine settimana di quel tanto che poteva mettere in forse un pomeriggio di gioco col suo migliore amico.

Se le cose non cambiano, però, con un aggravio di compiti o altro, non dovrebbe essere un problema. Speriamo bene.

Fin dopo colazione, tutto sommato, il vascello sembrava filare liscio fendendo l'acqua in modo netto e pulito, ma poi...

Abbandonando qualsiasi altro pensiero o progetto o intenzione per dedicarmi completamente ai bambini mi son seduta vicino a Davide per aiutarlo a trovare la voglia di finire una pagina di parole da scrivere in corsivo (cosa nella quale è molto bravo) ed è passata quasi un'ora tra distrazioni e tentativi ripetuti di ammutinamento.

Quando anche Emanuele ha terminato di assumere la sua dose di impegno scolastico quotidiano, e dopo una telefonata con una mamma interrotta da ulteriori tentativi di ammutinamento di mie indicazioni, pianti, richieste e quant'altro, ho giusto tentato di stendere la biancheria.

Attorno, come satelliti, giravano tre bambini annoiati in cerca del permesso (negato) di mettersi davanti ai cartoni. Davide ha costruito torri coi mattoncini di legno, e Lele... dopo un po' mi è venuta un'idea.

Ultimamente ha imparato ad intrecciare gli Scooby doo, ma ci sono diverse possibilità di intreccio e diverse figure da comporre. Gli ho proposto un avanzamento. Doveva leggere alcuni fogli già stampati da Maurizio e io l'avrei aiutato a liberare altri fili sciogliendoli da alcune trecce che avevamo fatto per gioco.

Dai fogli non aveva tratto granché, ragion per cui mi ha chiesto di aiutarlo a cercare in Internet ulteriori istruzioni. Ho acconsentito, spingendo in fondo alla stiva l'idea assurda di rifare i letti.

In meno di mezz'ora mi son trovata a dover gestire una delle sue crisi di nervi per non essere riuscito ad imparare immediatamente la pratica, e più tentavo di aiutarlo a far chiarezza respingendo via le nubi che gli stavano occludendo la vista, più lo sentivo premere e respingere ogni salvagente che gli gettavo.

Non restava che lasciarlo sfogare...

Poi il pomeriggio, ancora non so come, il cielo si è pian piano rasserenato, per arrivare a sera a godere di un orizzonte ormai completamente sgombro e nitido. Dopo pranzo ho messo Elisa a dormire, e mentre Lele si portava avanti coi compiti, mi son seduta con Davide davanti al pc e, cosa per me davvero insolita, son rimasta con lui a guardarlo giocare.

Quando, più tardi, i fratelli si son dati il cambio coi videogiochi, io, seduta sul divano mentre la piccola mi preparava il caffé, sono riuscita con un po' di calma ad intrecciare gli scooby doo. Quando Lele ha smesso di giocare, anche lui ci ha provato riuscendo nell'impresa.

Come mamma credo di aver dato veramente fondo alle mie risorse come mai prima d'ora, e mi chiedo se questo mio continuo mettermi in discussione e condividere tutto con mio marito, riesca a sortire qualche effetto.

A volte ho come l'impressione di girare a vuoto e che nonostante tutti i miei sforzi io mi ritrovi sempre allo stesso punto dal quale ripartire.

Però amo i miei figli, li amo moltissimo, li amo singolarmente, ognuno con le sue caratteristiche, i suoi doni, i suoi limiti e, anche alla fine di giornate come questa, sento che li ho amati sicuramente più del giorno passato e amo mio marito immensamente ed il suo amore per me, ogni volta, mi rianima.

Non mi arrendo, non scendo dalla nave, non getto i remi. Riprendo il mio posto, al timone, con la prua dritta a ciò che sta oltre la tempesta: il sole e il vento dello Spirito sarà sempre lì, a gonfiare le vele e a guidarci per la giusta rotta.

Per oggi è tutto naviganti.

A tutti voi la mia buona notte.

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la mamma

domenica 15 gennaio 2012

Comincia ad essere difficoltoso condurre questa bagnarola quando sembra che ovunque si aprano falle!

Mi verrebbe da esclamare: "Che domenica!", ma in realtà tutta la settimana è stato un rincorrersi di eventi che hanno richiesto parecchio lavorio mentale.

Riflessioni, riflessioni e ancora riflessioni e discussioni e dialoghi e poi... poi le domande a cui rispondere, tante e per nulla semplici.

Emanuele in particolar modo è davvero stimolante e io, nonostante le ripetute discussioni, sto tentando di cambiare il modo di comunicare con lui. Meno indicazioni calate dall'alto e più dialogo e confronto. A volte riesco a cogliere l'occasione di raccontare a mio figlio qualcosa di me, e nel frattempo trasmettergli i grandi valori della vita.

Altre volte, come oggi pomeriggio, quando è esploso in un pianto nervoso per la possibilità sfumata di giocare con un amico, occorre proprio un lavoro di sartoria.

Le relazioni tra di noi intrecciano la trama di una tela, ma è come se grossi tarli volessero cibarsene e quando ci riescono fanno enormi danni e allora, pazientemente, bisogna prendere filo, dopo filo e ricostruirla.

E' davvero un notevole impegno mentale ed emotivo e il fatto che più volte al giorno può capitare di dover intervenire complica un po' la vita.

Quale viaggio però non riserva imprevisti, soprattutto se si va per mare, ma alla sera capita di godersi tramonti fantastici, quelli che ti fanno capire che qualcosa è passato, e qualcosa è cambiato. Armonia e serenità si sono impossessate del cielo e a te non resta che rimanere a guardare e ringraziare.

Sono rimasta un po' sul vago ma, forse perché gli accadimenti sono stati davvero troppi, non riesco a scendere nei particolari, per cui...

buona notte naviganti

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la mamma

mercoledì 11 gennaio 2012

Siamo ancora qui. Le vacanze di Natale sono ormai alle spalle, i bambini hanno ripreso la scuola e Maurizio il lavoro.

Non c'è stato tempo per tutte le cose che mi sarebbero state a cuore. Allo scoccare della mezzanotte del 31, per esempio, stavamo facendo l'aerosol a Elisa che aveva le vie respiratorie intasate e anche la febbre. Non abbiamo nemmeno stappato la bottiglia di spumante conservato in frigorifero, ma eravamo insieme e in fin dei conti non ci è mancato nulla.

Tutto sommato, dacché è ricominciata la normale routine, sto godendo di un'insolita tranquillità, credo frutto del lavoro che non mi sono risparmiata nelle settimane precedenti, soprattutto al ferro da stiro, ma anche dal fatto che, davvero non so come, Elisa sembra aver ripreso a dormire il pomeriggio.

Non mi resta che rivolgere a me stessa l'augurio: "Speriamo che duri!".

Questa mattina per esempio la giornata è iniziata bene, così come si è conclusa bene, a differenza di ieri quando la cena è stata tutt'altro che armoniosa.

Emanuele ha fatto delle solenni promesse sulla Tao che si è portato al collo anche a scuola, Davide invece, a pancia in giù sulla cassapanca della cucina, leggeva la storia del "Re Leone", così come, la sera, vuole leggere di persona una piccola preghiera.

E a proposito di preghiere, al momento di ringraziare, ne ha formulata una bellissima, perché totalmente altruista. Ha ringraziato il Signore perché Emanuele era tornato da scuola presto e aveva pranzato a casa. Quasi mi ha commossa per quella bontà tipica dei bambini che non molti adulti riescono a conservare e che anch'io ho bisogno di ritrovare.

Che bello l'amore di un bambino e come sa di buono!

Elisa invece ha imparato a dire "Anche me", "Tu no, io si", "Faccio tutti io"... e altre frasi simili che, oltre a denotare un progresso nel linguaggio, rivelano sempre più il suo caratterino deciso, mitigato sempre però da un sorriso luminoso.

E' un po' difficile ricominciare a scrivere, è stato quasi solo un volo radente, che sfiora l'acqua senza andare al fondo delle cose.

Credo mi ci voglia tempo e calma...

Forse il papà scriverà di un altro bel film che ci è capitato di vedere, e allora, forse, ci sarà altro da dire.

Buona notte e buon 2012.

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la mamma