domenica 30 gennaio 2011

Venti da tutte le direzioni hanno mosso i miei pensieri nell'ultima settimana e adesso mi trovo qui, a veleggiare su questa superficie stranamente calma, con una profonda, quasi irreale, immobile pace nel cuore.

Elisa, che sembra aver finalmente trovato la via del sonno profondo dopo un paio di notti di maretta, sta ondeggiando tra innocui rialzi di temperatura e colpi di tosse grassa tenuti a bada da frequenti aerosol.

Davide ha di tanto in tanto alzato la cresta sfidando la nostra pazienza. E' andato regolarmente all'asilo e venerdì, bruciandomi sul tempo, è tornato con un piatto di carta contenente varie forme di pasta fresca. L'avevano fatta in classe, tutti insieme con l'ausilio delle cuoche e quando l'ho vista quasi non ci credevo. Naturalmente aveva un largo sorriso sul volto quando, entrando dalla porta, me l'ha mostrato.

 Lele, invece, ha mosso parecchio vento di burrasca. La situazione comportamento non è ancora rientrata. Giovedì, andando a prenderlo a scuola, mi son trattenuta qualche minuto con le maestre che, ancora dopo una settimana di prediche, ammonimenti, ragionamenti, faticano a governare il suo irrefrenabile impulso alla chiacchiera.

Sempre in settimana è arrivato un grosso pacco della signora che gestisce l'agriturismo ad Assisi con dentro diversi mostaccioli, tipici dolci natalizi, per noi e tutti gli amici che nel tempo sono stati da loro per un periodo. Guardando meglio ho anche trovato una lunga, confidenziale lettera tutta per me. Che bello quando i cuori si aprono e l'amicizia, la condivisione, l'unione passano a livelli sempre più profondi

Ieri sera abbiamo avuto nuovo sellecitazioni educative, sempre dal più grande e sempre più sarà così.

Stasera, dopo una veloce tazza di latte e biscotti che mi ha consentito di recuperare parte dell'arretrato al ferro da stiro, abbiamo avuto occasione di un nuovo confronto a causa dell'ennesima litigata col fratello, anzi no. Non è stata una vera e propria litigata, ma più che altro uno scatto di nervi. Motivo: il suo palloncino era scoppiato e quello di suo fratello no.

Lì per lì il nervosismo di mio figlio si è propagato fino a farmi esplodere. Non eravamo scesi dalla macchina nemmeno da due minuti, avevo gli stivali ai piedi, le borse in mano, il piumino ancora indosso e già dovevo sedare un turbine. Nel frattempo Elisa stava in macchina già in lacrime perché nessuno aveva ancora pensato a prenderla.

Non trovando di meglio ho alzato la voce perché l'aggressione smettesse, e Lele smettesse di ripetere a Davide, sempre più astioso, cose come: "Ascolta me, tanto damani sarà già sgonfio!".

Lucidamente so che mio figlio porta in sé emozioni talmente potenti che da solo non riesce a governare. In lui la forza si compone alla fragilità, l'ostinazine al senso della sopraffazione, la spavalderia alla timidezza e come fa da solo a mettere ordine, a trovare un nome per tutto, il giusto modo di incanalare ciò che ha il sopravvento su di lui?

Comincio a capire che in sé stesso porta una sofferenza che solo il nostro amore, la nostra vicinanza e la preghiera possono guarire. Devo imparare a pregare per mio figlio, perché la sua forza diventi una forza vera, perché riesca ad essere padrone di sé.

Lo Spirito sta davvero progressivamente portando nuova luce alla mia mente, al mio cuore.

E domani si riparte verso tutti i luoghi in cui il vento dello Spirito ci spingerà.

Buona notte e buona settimana naviganti

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la mamma

lunedì 24 gennaio 2011

Il giornale di bordo ha bisogno di essere aggiornato. Del fine settimana non esiste ancora alcuna traccia eppure, un fine settimana, è esistito. E' stato un fine settimana tutto sommato tranquillo.

Sabato ci siamo concessi un po' di riposo in più. Sono stata presa dalla voglia di trascorrere di nuovo del tempo in cucina, ma nella mattinata non sono riuscita a concludere praticamente nulla.

Sul più bello Elisa si è innervosita, forse stanca di gironzolare, ho dovuto caricare la lavatrice e cose così. Avrei volentieri rifatto i letti, ma la concomitanza delle diverse esigenze dei miei figli mi ha fatta ben presto desistere.

Nel pomeriggio però sono riuscita a dar corso alla mia intenzione di preparare dei biscotti con la frolla al cacao. L'avrei fatto anche venerdì, quello in cui sono stata presa dalla preparazione delle polpette, ma poi ho riinviato.

Ho usato le formine acquistate a Natale, ma ho scelto solo stelline, cuori e un'altra forma circolare che un po' assomigliava a un fiore. Niente pupazzi di neve o angioletti o comete...

I bambini hanno parecchio apprezzato e la colazione del giorno dopo è stata un vera delizia.

In serata ho pure preparato l'arrosto per il pranzo della domenica e il successivo pomeriggio ho lessato dei legumi e a parte un cotechino per la cena condivisa all'oratorio col gruppo famiglie.

Siamo rincasati più tardi del previsto ieri sera. Il dibattito, pur interessante, è andato un po' per le lunghe. Risultato: questa mattina non c'era verso di scollare Davide dal materasso e siamo arrivati all'ingresso della scuola materna a un soffio dal suono della campanella.

Una volta in classe Elisa ed io ci siamo godute una passeggiata invernale fino alla segreteria della scuola alla quale ho finalmente consegnato il modulo di iscrizione di Davide per il prossimo anno scolastico.

Ci sono zone del paese attraverso le quali si transita spesso velocemente in auto e non si ha modo di apprezzarne la bellezza, purtroppo trascurata.

Nonostante questo cambio di programma son comunque riuscita, prima del pranzo, a portare a termine le pulizie della camera matrimoniale.

Anche oggi la piccola ha dormito veramente poco e mi ha fatto compagnia mentre stiravo. Quando la nonna è arrivata, per lasciarmi uscire a riprendere Davide e a portare poi Lele dal dentista, avevo quasi finito.

Nonostante abbia poco più di un anno dimostra già una certa volitività nel carattere. E' rimasta per un pezzo completamente sdraiata sul pavimento, proprio sotto l'asse da stiro, a cercare e chiedere a modo suo attenzione. Poi però s'è arresa. S'è messa seduta. Da quella posizione ha tolto le calze antiscivolo e allungandomele chiedeva che io gliele rimettessi. Era un gioco senza fine, ma a modo suo mi aveva catturata.

Sabato, mentre i fratelli si accingevano ad entrare nella vasca da bagno, l'ho vista divertirsi col papà a raccogliere i panni sporchi e ad infilarli nel relativo cesto.

Tanti altri segnali ci mostrano i suoi progressi nella crescita che la rendono ancor più interattiva.

Bè naviganti, mi rendo conto che di incisivo non è accaduto nulla. Tra noi e poi anche con Lele stiamo iniziando a parlare della sua Prima Comunione... Proprio nel corso della celebrazione domenicale tutti i bambini che il primo maggio riceveranno per la prima volta l'Eucaristia sono stati presentati alla comunità.

Davvero, non c'è altro.

Buona notte naviganti.

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la mamma
Di solito non ho una buonissima opinione dei film italiani, ma devo ricredermi in particolare per queste due "pellicole" (ndr. termine utilizzato come sinomino di "film" anche se le immagini sono tutte digitali e la pellicola non viene utilizzata da parecchio tempo...) che vi vogliamo segnalare.

Il primo che merita una menzione è: "La febbre" un film del 2005, diretto da Alessandro D'Alatri con protagonista Fabio Volo. Un'accoppiata regista-attore che avevamo già apprezzato nel precedente "Casomai" utilizzato spesso come cineforum nei corsi di preparazione al matrimonio.

La seconda segnalazione è "Giorni e nuvole" un film del 2007, diretto da Silvio Soldini con Antonio Albanese e Margherita Buy.

Questi due film apparentemente diversi ad un successivo approfondimento hanno alcune sorprendenti similitudini:
- entrambi sono ambientati in due città cosidette di provincia: Cremona e Genova. Mi ha colpito questa scelta perchè spesso i film italiani sono ambientati o a Roma o a Milano, come se non esistesse nessun altro posto in Italia degno di girare un film...
- entrambi hanno come protagonisti due attori che non fanno solo gli attori: Fabio Volo (ha lavorato in radio, poi alla televisione e in ultimo anche nel mondo del cinema) e Antonio Albanese (comico famoso per le sue incursioni in "Che tempo che fa!")
- entrambe raccontano delle storie "normali" come probabilmente ce ne sono tante in Italia e con le quali è facile immedesimarsi

Insomma un paio di esempi su come si possa fare un cinema piacevole da vedere, senza per forza avere a disposizione effetti speciali e cast milionari.

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il papà

venerdì 21 gennaio 2011

Naviga, naviga è arrivata anche la sera del venerdì, quella in cui sento che finalmente anch'io posso rilassarmi. A dire il vero oggi non è stata una giornata molto impegnativa.

Mi sono concessa una mezza vacanza, dedicandomi con più calma ad occupazioni diverse dalle solite.

Rientrando dopo aver portato Davide all'asilo con la busta del pesce fresco appena acquistato che avrebbe messo al sicuro la cena, sono quasi subito salita perché Elisa aveva bisogno di un urgente cambio di pannolino. Ho però trascurato di rifare i letti. Da giorni ormai sto attendendo un pacco e non volevo perdermi l'eventuale: "Driiin" del campanello, ma anche per oggi niente.

Quando sono scesa ho acceso il computer e con sorpresa, nella casella di posta, ho trovato la nuova scheda del cammino di formazione del nostro gruppo famiglie. Così, prima ancora di leggere le letture del giorno, ho letto la scheda.

Nel frattempo elisa gironzolava nel metro quadrato di pavimento libero in studio aprendo ogni scatola fosse alla sua portata, grande o piccola.

A metà mattina è davvero suonato il campanello, ma era una mia conoscente che passava a salutarmi avendo avuto occasione di transitare per la nostra via.

Quando la piccola s'è addormentata mi son messa all'opera per preparare, col pesce acquistato meno di due ore prima e dei broccoletti, le polpette che abbiamo poi mangiato a cena con contorno di patatine. Purtroppo la cottura in forno, un po' troppo prolungata, le ha seccate, ma l'idea era buona.

Nel pomeriggio, nella mezz'ora che Elisa ha dormito, mi son concessa di sedermi sul divano e, stando contemporaneamente al telefono con un'amica, ho proseguito con il ricamo sul grembiulino di Davide.

Alle 15.30 in punto, essendo ormai sveglia, l'ho ripresa dal lettino e insieme siamo uscite. Visto l'andazzo dell'ultimo periodo ho ritenuto di non disturbare nessuno e, come da tempo non facevo, sono uscita con lei per riprendere il fratello all'asilo.

Proprio lì, nel corridoio, ho avuto l'occasione di far quattro chiacchiere con altre due mamme, attardandomi un po' di più senza preoccupazione. A casa, tutti insieme, abbiam fatto merenda col plum cake che era ancora più buono di ieri. E' tornato Lele e poi anche Maurizio. C'era del té e una fetta di dolce anche per lui, e poi, da solo, è di nuovo uscito per la spesa settimanale.

Avendo già tutto pronto dopo cena avevo poco da lavare. Per un attimo mi è sembrato di sentire Lele dire che voleva aiutarmi a lavare i piatti, ma ha subito ritrattato preferendo il suo cartone. Poi c'è stato tempo per un altro po' di ricamo. La piccola scorrazzava qua e là, cadendo di tanto in tanto sul suo sedere evidentemente sempre più stanca.

Adesso nella mente, nel cuore c'è già il sapore del sabato, dello stare insieme, della colazione senza dover fuggire. Non dovrò nemmeno stirare perché stasera non ho caricato la lavatrice. Lo farò domani mattina.

A voi, naviganti, la mia buona notte e buon fine settimana.

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la mamma

giovedì 20 gennaio 2011

Quasi non ce la faccio ad aggiornare il giornale di bordo questa sera. Quella appena trascorsa è stata una giornata cruciale, la giornata in cui abbiamo preso una decisione circa l'iscrizione di Davide alla scuola elementare.

Sarà un'esperienza completamente nuova per lui, ma anche per noi. Abbiamo difatti deciso di fargli frequentare una scuola diversa, rispetto a quella in cui Emanuele concluderà, il prossimo anno, il suo percorso, la scuola che anche noi abbiamo frequentato e la motivazione è il nostro forte senso di appartenenza ad una comunità.

Lo Spirito ci ha veramente guidati. Più passavano i giorni più si chiudevano le strade che ci portavano in una direzione, dirottandoci in canali che divenivano quasi obbligati.

Alla riunione però ho incontrato l'insegnante di religione di Emanuele, anche lei alle prese con l'iscrizione della figlia, che mi ha messa al corrente del fatto che l'ultimo mercoledì, durante la verifica, ha dovuto riprenderlo per un comportamento sopra le righe.

Tornando, mentre tentava di informarsi sull'andamento della riunione intromettendosi di fatto pesantemente in questioni da genitori, ho dovuto, alla presenza di papà, riprenderlo. E' dall'inizio dell'anno che le sue insegnanti mi mettono sull'avviso di questa sua difficoltà a contenersi nelle ore di lezione e la cosa, invece di rientrare, sta andando per le lunghe.

Maurizio ha ritenuto opportuno negargli l'ora di gioco al computer del prossimi sabato pomeriggio ed io non ho avuto obiezioni.

Stasera, pregando, ha chiesto al Signore di aiutarlo a superare questo suo momento di difficoltà a scuola. Starà cominciando a prendere coscienza della serietà della cosa?

Proprio lei, la sua insegnante di religione, mi dava ragione di quanto le dicevo allorché Lele frequentava la prima. Di quanto, in sostanza, fosse dura con lui.

Mio figlio è così, come una scalata su una parete rocciosa, come terrazzare una montagna, come domare un cavallo selvaggio. Bisogna solo far presa sulla propria fermezza e allo stesso tempo, ed è il passaggio che purtroppo a volte mi son persa, lasciarli comunque il convincimento di essere amato e grandemente amato.

Mentre stava in palestra, per l'allenamento di judo, ho raccontanto a Davide quanto fosse bella la sua nuova scuola e alla fine l'ho visto entusiasta sprizzare gioia da tutti i pori.

Speriamo bene, per tutto, speriamo bene.

Questa mattina, dato che in casa A. stanno scarseggiando i biscotti per la prima colazine, dopo aver cotto il pane, ho fatto un plum cake alle mele. Non sono nemmeno riuscita a scattare una foto e adesso ce n'è metà. Il papà non ha resistito alla tentazione e stasera dopo cena ha messo nel piatto di ciascuno una grossa fetta.

Io sono contenta di essermi presa il tempo per farlo.

E' venuta la nonna a pranzo, ma il pomeriggio è stato un po' confusionario. La piccola ha pisolato poco, e la presenza in casa dei fratelli non ha aiutato. Mentre la nonna stirava io tentavo di rifare i letti. Davide mi ha raggiunta e non c'era verso di indurlo ad abbassare il tono della voce. Lele, che avrebbe dovuto rimanere in cucina e portare a termine l'analisi logica e un paio di problemi prima di studiare una paginetta di storia, è venuto su più di una volta per questioni che avrebbe potuto tranquillamente risolvere da solo.

In un attimo è arrivata l'ora di merenda. Il tempo di imboccare la piccola mentre la nonna rammendava qua e là qualche indumento dei bambini e son dovuta scappare.

Abbiamo cenato con un buon passato di verdure (da busta di minestrone surgelata!), alla quale ho aggiunto del cous cous integrale. Gli uomini di casa si son concessi un bis!

Bé, naviganti, mettiamo uno stop e vediamo domani come riusciamo a conlcudere la settimana.

Buona notte

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la mamma

mercoledì 19 gennaio 2011

Senza un attimo di tregua. Così sono state le ultime 48 ore della mia vita. Per il secondo pomeriggio consecutivo non ho trovato tempo di mettermi a disposizione dei bambini dopo la merenda.

Come se non bastasse Elisa dorme veramente poco dopo pranzo. Nel giro di trenta, quaranta minuti è di nuovo sveglia e non c'è verso di farla riaddormentare.

Come lo scorso fine settimana è sembrato volar via velocemente, così questa settimana sembra non avere fine.

Si avvicina il momento di iscrivere Davide alla scuola primaria. Entrambe i due istituti del paese hanno indetto la riunione esplicativa con tanto di distribuzione di moduli per domani nel tardo pomeriggio. Sorvoliamo sui possibili commenti.

Sembrava che Maurizio potesse partecipare ad almeno una delle due, lasciando a me il compito di presenziare all'altra. Motivi di lavoro, invece, non gli permetteranno di esserci ed io andrò alla riunione della scuola in cui è più probabile lo iscriveremo.

Lui comincia a far domande sempre più precise, ma parlarne o rispondergli davanti al maggiore è pressoché impossibile. Purtroppo è molto maldestro in questo genere di cose, e rischia, coi suoi commenti, di alimentare il fuoco delle paure laddove noi vorremmo spegnerlo.

Proprio dura a volte gestire il momento della cena senza diventare dispotici e alzare la voce.

Di tanto in tanto diventa pure vendicativo, mostrando un desiderio di rivalsa che diventa veleno per sé stesso ancor prima che per suo fratello, verso il quale indirizza le minacce.

Suonava la chitarra, stasera, invece di aiutarlo a sparecchiare e lui non ha trovato niente di meglio da dirgli che se avrebbe fatto così anche a scuola, se non avesse ascoltato, avrebbe preso una nota.

Proprio quello che ci voleva per rasserenarlo.

Mi capite, naviganti, quando dico che non è facile gestire e amare tutti i miei figli?

Stasera so di non essere riuscita a farlo nel modo migliore, e la mia stanchezza c'ha messo lo zampino.

Alle cinque ho steso la biancheria come un automa, l'aver intorno Elisa però, mentre i fratelli guardavano i cartoni, mi strappava sinceri sorrisi. Andava e veniva chiedendomi ripetutamente di inforcarle degli occhialini di plastica che stanno nella valigetta del dottore.

Stamattina, non so come, mentre mi regalava uno dei suoi stupendi sorrisi le ho detto: "Apri il cuore alla gente, tu!" e mi sono stupita di come istintivamente mi sia uscita quest'esclamazione.

E' un bel pensiero quest'ultimo per far vibrare la speranza sempre e comunque, anche nei momenti in cui sentiamo di scivolare verso il basso e perdere terreno, ed è un bel pensiero per augurare a tutti la buona notte.

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la mamma

lunedì 17 gennaio 2011

Bambini a casa. La bellezza oggi ha sposato madama la fatica.

Ho indugiato un po' più del solito nel letto questa mattina, ma l'idea di dover comunque tener sotto controllo l'ora per non oltrepassare i limiti e non lasciar passare invano la giornata, non mi ha permesso di rilassarmi più di tanto. Quando anche Maurizio è a casa davvero è un'altra cosa!

Ho lasciato che i bambini finissero la loro colazione e poi ho proposto loro un giro in chiesa, dove sicuramente sarebbe stata celebrata la messa per il Santo Patrono. Che senso avrebbe avuto, altrimenti, rimanere a casa di lunedì?

Davide si è mostrato inizialmente titubante, ma poi ha accettato. Il mio spirito era davvero buono e riuscivo a reggere le loro scaramucce. Vestendosi, dopo numerosi richiami, nonostante non volessi essere oppressiva, già Toby li stava mettendo uno contro l'altro.

Fatico a capire come Emanuele possa essere interessato ad avere quel giocattolo tutto per sé qualche momento. A nove anni dovrebbe essere normalmente del tutto disinteressato ad un mostro di plastica, e invece davanti ai miei occhi veniva messa in scena la stessa tragedia del giorno precedente.

Per farla breve ancora una volta mi veniva chiesto di guardare come dall'alto i miei figli, tenendo conto dei sentimenti di tutti e delle età di ciascuno.

Siamo stati in chiesa giusto per la conclusione della celebrazione. Abbiamo acceso una candela e detto una preghiera davanti alla statua e ai bambini è stata offerta una caramella. Fuori l'aria era umida e fredda e c'è voluta tutta la voglia di non trattenerli in casa fino a sera per trovare la forza di uscire.

Al ritorno coi piccoli son salita a fare i letti e abbiamo lasciato a Lele la tranquillità della cucina perché finisse i suoi compiti.

Mentre preparavo il pranzo, ed Elisa piagnucolava ormai stanca e ripetevo ai bambini di liberare il tavolo (si erano messi a trafficare con un puzzle) ed apparecchiare, pensavo a quanto in realtà, nonostante le pagine di giornale che riempio sera sopo sera, io mi senta fragile, a volte incapace di sostenere la maternità.

Nella testa continuo a produrre film che quasi mai corrispondono alla realtà che poi vivo.

Nel pomeriggio, in seguito a un'idea avuta giorni fa, e approfittando di questa giornata, ho sistemato un armadietto della cucina dove tengo i vasetti dei legumi con Davide. Il mio obiettivo era farglieli conoscere e invitarlo a mangiarli. Questa attenzione a lui però, che doveva essere piacevole, godibile, mi ha richiesto nel contempo di controllare i movimenti della piccola che metteva le mani dove non avrebbe dovuto e provare le pagine di scienza di ripasso a Emanuele.

Sono spesso divisa, frammentata tra questo, quello e le faccende.

Non so come, mentre dopo cena lavavo i piatti insieme a Davide, che è tornato a offrirsi, Emanuele mi ha chiesto quale fosse, tra le attività casalinghe la mia preferita. Gli ho risposto che cucinare, quando riesco a farlo con calma, mi dà una gran soddisfazione e che la cosa che mi pesa di più è non aver tempo per far tutto ciò che dovrei. Gli ho confidato che ogni giorno mi alzo e cerco di impegnarmi, di mettere tutta la mia buona volontà, di non impigrirmi, di non far mancare a loro (papà compreso) la mia attenzione, ma che non arrivo mai a fine giornata avendo fatto tutto.

Mentre Davide mi diceva: "Ci vuole un altro casalingo", Lele osservava che io però avevo tre figli e noi eravamo in cinque e quindi, ero giustificata.

Così si è chiusa un'altra giornata. Per cena c'era un buonissimo pasticcio di patate, che nelle intenzioni avremmo dovuto preparare insieme, ma che, avendo proposto ai bambini di guardare un cartone mentre bevevo il mio té per sedare l'ennesima lite e concedere alla mia mente una tregua, ho finito per preparare da sola.

In un paio di occasioni mi son sentita riempire dell'amore del mio Dio da ridonare ai miei figli, che tanto me ne stavano chiedendo e allo stesso tempo offrendo, ed è successo proprio nei due momenti in cui ho sentito di aver raggiunto il mio limite umano.

E così, si rema, si naviga, si veleggia. A volte mi sembra di non essere una mamma abbastanza amorevole, tenera, comprensiva, propositiva, coinvolgente, paziente e mi chiedo, come mi son chiesta oggi trafficando davanti al lavandino, perché non basta essere ciò che sono.

Perché non basta urlare che stiano zitti quando ne ho abbastanza delle loro liti o delle loro sfrenatezze? che spariscano in qualche angolo della casa quando sono presa da altre occupazioni o semplicemente vorrei un po' di tempo per me?

Perché so che li amo e ce ne vuole per dissodare le zolle aride del mio cuore e renderle fertili, o meglio, feconde d'amore.

Benedetta fatica e benedetto Dio che mi ha reso madre e mi riempie, dopo ogni faticoso giorno, di gioioso amore!

Buona notte naviganti.

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la mamma

domenica 16 gennaio 2011

Non c'è poi molto da dire. La domenica è trascorsa tutto sommato bene. Nel pomeriggio siamo stati alla festa di compleanno di mio nipote tutti insieme. Il ritrovo era in un locale dove viene offerta ai bambini la possibilità di saltare sui gonfiabili.

Come gli altri anche i nostri figli si sono divertiti. Al termine del pomeriggio erano stanchi, ma contenti. Davide, dopo la frugale cena (raviolini in brodo e poco altro) è crollato sul divano e anche Elisa si è addormentata fra le braccia di papà.

Lele ed io abbiamo condiviso la nostra lettura qui in sala, dove mi trovo ora, anziché nella sua camera da letto. In questo modo leggendo l'ho avuto vicino.

Se la domenica tramonta, nel cuore rimane la speranza di un lunedì coi bimbi a casa che vorrei non soffocare nelle cose da fare.

Sarà un settimana un po' diversa dalle altre. Giovedì ci saranno le riunioni di entrambe le scuole primarie e prenderemo presto una decisione definitiva circa la prossima iscrizione di Davide.

Nel frattempo abbiamo deciso a chi rivolgerci per la realizzazione del banco da lavoro in cucina.

Niente di più.

Buona notte naviganti e buona settimana.

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la mamma

sabato 15 gennaio 2011

Lo ammetto, ho barcollato un po' tra il si e il no, tra l'aggiornare e il non aggiornare il giornale di bordo. Ho sempre bisogno di quell'attimo di nulla tra l'aver messo a letto i bambini e lo scrivere, quell'attimo di nulla in cui lasciare che le idee autonomamente emergano.

Stasera l'ho avuto quell'attimo, l'attimo in cui il papà, accogliendo il mio suggerimento, ha recensito l'ultimo film visionato insieme in una delle nostre abituali serate solo per adulti da divano e plaid sulle gambe.

Mi stavo spazzolando i denti quando al ritornello che mi ha inseguita nelle ultime ore - Domani è già Domenica - s'è aggiunto - E' volato via subito questo sabato - e così ho pensato che sarebbe stato un buon inizio per il giornale.

Mi sono accorta di desiderare un po' più di tempo di quello che mi è stato e ancora mi verrà dato nell'arco di questo fine settimana. Lunedì i bambini saranno a casa per via della festa del Santo Patrono, ma Maurizio andrà al lavoro. Volevo più tempo per stare insieme, ma è un tempo che domani recupereremo forse, solo in serata, quando il sole sarà calato, sarà tornato il buio e un'altra settimana s'affaccerà all'orizzonte.


Di fatto non c'era niente che rendesse particolare questo sabato, nemmeno troppe o troppo impellenti occupazioni.

Al risveglio mi ha accolto una lite tra i miei figli maschi, che si scornavano a causa di Toby, il nuovo ospite della famiglia. La mia mente assonnata non era pronta ad affrontarla. Silenziosamente pregavo che almeno lasciassero che mi lavassi il viso e mettessi le lenti, condizioni imprescindibili per sentirmi sveglia.

Quando tutti sono scesi per preparare la colazione, sono rimasta sola in bagno con Lele, che ostinatamente stava al bordo della vasca guardando verso il muro covando la sua rabbia, nascondendo le sue emozioni e chiudendo con tutti.

Cosa c'era? cosa stava succedendo dentro di lui? Più tentavo di ridimensionare l'evento, riportandolo entro i giusti confini, più lui mi riportava alla questione spiccia e piccola dei giochi suoi che lui gli permette di usare e via così.

Neanche il Vangelo ha fatto breccia.

Mi sono arresa io. "Non pretendo che tu capisca ora Emanuele - ho concluso - avrai tempo di crescere e maturare, e anche se adesso è così, ti voglio bene comunque".

Mentre Davide risaliva un paio di volte a portare prima al fratello e poi a me un biscotto per uno, l'ho convinto almeno a scendere.

Ho fatto colazione, lavato le tazze, fatto i letti, stirato portandomi un po' dietro la piccola. Davide ha colorato e poi è salito con noi e Lele, dopo un cartone, ha fatto un po' i compiti. Ha deciso di conservarne una parte per lunedì.

Nel pomeriggio ho proseguito con il ricamo del grembilino cominciato ieri sera. Elisa avrebbe dovuto dormire, ma dopo un'ora di tentativi tutti miseramente falliti ci ho rinunciato. Maurizio è stato dal barbiere e poi a portare dalla nonna i due più grandi per la merenda. Sono rimasti stranamente calmi mentre attendevo che la piccola prendesse sonno.

Emanuele ha riesumato il libro per creare giochi con materiale di riciclo, e Davide non so cos'abbia fatto, ma mentre stavo su non li ho sentiti. Scendendo ho offerto loro un cioccolatino per uno e "Bravi, vi siete comportati bene".

Alle 16 abbiamo fatto merenda e poi bagno, capelli e cose, così. Cena con un buon risotto del papà che, mentre lavavo i piatti, si è trattenuto un po' coi bambini in cucina a giocare. Che bello non essere lì da sola. Anche se non partecipavo al gioco, che stessero lì, nella stessa stanza dove stavo io, mi ha fatto compagnia.

Un po' di cartoni, una mezz'ora di punto catenella per terminare il viso rosa del cuoco e iniziare i baffi (gialli, come richiesto dal committente) e nanna.

Lele ha chiesto che pregassimo con un brano del Vangelo. Non ero a conoscenza di quale brano si leggerà nella liturgia domenicale, così ho scorso le pagine e quando Davide ha detto basta mi sono fermata.

Lo sguardo è caduto sul racconto della guarigione del Cieco di Gerico. S. Marco, casualmente proprio l'evangelista dell'anno.

Elisa e Davide si son presto addormentati, erano ormai le 22. Ho letto così indisturbata qualche pagina di antologia assieme a Lele e infine son scesa.

Tra un po' risalirò per trascorrere spero una notte di riposo, la stessa che auguro anche a voi e... buona domenica!

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la mamma
Questa volta una segnalazione di un film non recentissimo, si tratta di "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" del lontano 1991.

Possiamo dire di trovarci di fronte ad uno di quei pochi film che dimostrano l'importanza di avere una storia originale a disposizione e, cosa non da poco, di saperla raccontare in modo semplice senza eccessi e questo a noi è piaciuto molto.

Il racconto dell'anziana protagonista è supportato dalla tecnica del flashback e si intreccia con la storia presente della co-protagonista, facendo crescere nel pubblico la curiosità di quale sia il finale (come nei migliori thriller)...

Insomma, mia moglie e io ci siamo ripromessi di rivederlo fra qualche tempo!

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il papà
Finalmente la sento, l'esaltazione di cui parlavo concludendo la pagina d'apertura di questo giornale di bordo.

I pensieri sono arrivati come mareggiate a lambire la riva della mia mente, si ritiravano e inesorabilmente venivano sommersi da altre mareggiate.

Ho dovuto concedermi di scrivere, poc'anzi, una mail a un'amica cara che sento purtroppo di rado, ma con la quale lo scambio e il confronto continua a essere profondo, per recuperarli, o meglio, ripescarli uno alla volta dai fondali dove s'erano inabissati.

Stavo stendendo la biancheria in compagnia della piccola, che come sempre svuotava e riempiva la scatola delle mollette e confondeva la biancheria pulita e pronta da stirare con quella ancora da lavare, divertendomi e al contempo preoccupandomi, quando, quasi ignorandola per il suo silenzio, mi concentravo su un'idea.

Non sempre è vero, mi dicevo, che una donna diventa madre nel momento in cui scopre di avere in grembo un figlio, mentre un uomo diventa padre quando il bimbo nasce. Sono un po' luoghi comuni, da sfatare, validi per alcuni, ma non per tutti.

Madre, io, lo sono diventata e continuo a diventarlo, e questa trasmutazione è un processo lento, che richiede una conversione del cuore continua ed è un processo senza fine.

Stamattina, prima che uscisse per andare a prendere il pullmino, ho detto a Lele che il papà ed io eravamo contenti del fatto che non aveva chiesto alcun contraccambio a fronte della concessione fatta a Davide, che aveva tenuto un comportamento maturo ed è stata l'occasione per avviare un dialogo, poi ripreso in serata col papà.

In modi diversi ciascuno di noi ha tentato di raccontare a Emanuele, che diventa grande, e nel quale riscontro una buona capacità di valutazione, il proprio passato scolastico. Le difficoltà incontrate, le piccole sofferenze o le umiliazioni subite. Giorni fa gli abbiamo parlato di come è successo che frequentiamo una parrocchia diversa rispetto a quella dov'è collocata la scuola che frequenta.

Le decisioni, per Emanuele, Davide ed Elisa, le prendiamo ancora noi, che siamo i genitori, e ce ne assumiamo le responsabilità, ma con Emanuele crediamo sia ormai possibile intraprendere la strada del dialogo, aprire a lui il nostro cuore. Un dialogo che se costruito bene tornerà utile negli anni dell'adolescenza che sono in vista e diventerà confronto vero e proprio in quelli della giovinezza.

Quando tornerà a scuola il bruciore della diversità lo sentirà ancora, come da piccoli l'abbiamo sentito noi, ma sarà tutto avvolto e confortato, speriamo, dal calore e dalla comprensione del nostro affetto. E' un fatica del crescere buona, che non possiamo e non vogliamo togliere, perché indirizza e rafforza.

Sento un'armonia migliore nella nostra famiglia, perché sto imparando un linguaggio nuovo per relazionarmi ad ogni membro della stessa e il mio navigatore è il Vangelo. Tornando alla conversione, non sempre, riflettevo, sono giusti e adeguati i cambiamenti radicali, quelli che rompono con ciò che è stato fino a quel momento, nel corso di una notte. Ciò che man mano diventiamo è frutto di tanti micro cambiamenti, di tante impercettibili conversioni che conducono, miracolosamente, dall'aridità, che io ho sperimentato, alla capacità d'amare.

Anche le madri biologiche come me diventano realmente tali quando accolgono il proprio figlio non solo tra le proprie mura domestiche, non rifiutandolo, ma quando hanno finalmente creato dentro di sé lo spazio per accoglierlo nel proprio cuore, e dal proprio cuore lo rimettono al mondo, libero e amato.

Ecco, io vivo finalmente l'esaltazione della maternità.

Elisa riesce ad interagire sempre meglio con noi. Oggi, a pranzo, ha saputo comunicarmi, allungandosi verso il bicchiere e mostrando di voler interrompere la somministrazione di cibo, che aveva sete e ogni volta che succede, che mi accorgo di un progresso provo una gioia incredibile... eppure... è la terza volta che passo di qui!

Ci sono cose che altre famiglie o persone hanno e a noi mancano, e ci sono cose che le altre famiglie potrebbero avere, magari in abbondanza, ma noi abbiamo sicuramente.

Noi ci amiamo e questo ci rende pronti ad un'accoglienza e ad un'apertura reciproca e verso l'esterno più vera e profonda.

Chissà, forse non suonavano proprio così i miei pensieri e forse ce n'erano degli altri. Il filo s'è spezzato con l'ingresso di mia suocera, venuta per permettermi di riprendere Davide dall'asilo e l'ho riannodato solo ora.

So che pian piano, nel momento in cui mi rilasserò, dai luoghi dove galleggiano ritorneranno e, se non vi siete annoiati, racconterò ancora di questo viaggio nel profondo.

Buona notte naviganti, e buona navigazione.

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la mamma

venerdì 14 gennaio 2011

Ho ancora gli occhi e il cuore colmi degli avvenimenti che hanno reso intensa, faticosa, combattiva, riflessiva, giocosa, laboriosa, tenera e... tante altre cose, questa giornata.

Abbiamo pranzato e trascorso buona parte del pomeriggio dalla nonna in buona armonia. Il mio stato d'animo era buono già questa mattina e presagivo che tutto sarebbe andato per il verso giusto.

La prima cosa che Davide ha chiesto aprendo gli occhi, con uno scatto per mettersi seduto sul letto davvero insolito per lui, è stata se oggi avremmo comprato Toby.

Superato con abilità lo scoglio l'ho portato all'asilo. Elisa già aveva fatto colazione. Si era svegliata insieme a noi. Avevo il compito, nel paio d'ore d'assenza, di recuperare su Internet il disegno di un cuoco da riportare poi sul suo grembiulino.

Una volta trovato e stampato ho poi messo il tutto nel carrello sotto il passeggino. Il pomeriggio, mentre Lele studiava, avremmo avuto qualcosa con cui occupare il tempo.

Qualche momento prima, mentre Elisa si addormentava tra le mie braccia e scambiavo quattro chiacchiere in cucina con la nonna, Lele e Davide han giocato con le macchinine. Di tanto in tanto alzavano il tono della voce, e intanto le lancette della sveglia a muro si avvicinavano alle 14.

Era strano, perché dentro sentivo che lo Spirito mi rendeva capace di affrontare con amorevolezza e senso dell'equilibrio anche questioni spinose come le liti tra i miei figli.

Dopo la merenda con Lele siamo stati dal giocattolaio per prendere un regalino per il cuginetto che domenica darà la festa per il compleanno e... abbiamo comprato questo Gormito che Davide desiderava tanto, naturalmente senza che lui lo sapesse.

Costava 17.50 euro ed era l'ultimo rimasto in negozio e dire: "Si, te lo compro" e basta non è nel nostro stile. Abbiamo deciso di renderlo almeno un pochino consapevole di ciò che significava una simile spesa, quantificandola in pane e pacchi di pasta e chiarendo che questa concessione gli doveva bastare almeno fino all'estate.

Infine, mentre stava sdraiato sul pavimento del bagno ed Elisa trotterellava in giro, e Maurizio era in palestra con Lele, ho tentato anche di dirlgi che le cose veramente preziose, quelle che più di altre ci danno gioia, come l'affetto, l'amicizia, il divertimento, non si comprano.

Gratuitamente ci vengono date e gratuitamente le ridoniamo.

Non so quanto possa aver capito un bambino di cinque anni, fatto sta che noi ci abbiamo provato, condividendo con lui la spesa (gli abbiamo chiesto di contribuire almeno in parte con le sue mance) e lui, domani, avrà il suo gormito.

Altre sfide educative però sono emerse dalla profondità dell'acqua prima che la giornata si concludesse.

Riteniamo giusto riconoscere la fatica di Lele, che ha lasciato che un desiderio del fratello venisse soddisfatto senza chiedere una compensazione, e anche con lui ameremmo parlare della questione mettendo al centro, questa volta, i suoi sentimenti.

Infine, Elisa a cena si ostinava a prendere la pasta dal piatto con le mani per poi portarla alla bocca, rifiutando il cucchiaino. Le abbiamo allontanato il piatto. In qualche modo doveva "capire" che il comportamento tenuto era sbagliato. Dopo una crisi di pianto, quando si è decisa a prendere la pasta dal cucchiaino che le porgevo, l'abbiamo applaudita. E' stato un modo semplice per aiutarla a distinugere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e a regolarsi di conseguenza. Funziona anche con l'abituarla a far pipì sul water. La gratificazione (che non vuol dire far regali, ma riconoscere un passaggio buono nella crescita) è sempre buona cosa.

E' tardi, meglio concedersi un buon sonno. Film veramente bello, speriamo il papà decida di recensirlo...

Buona notte naviganti.

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la mamma

mercoledì 12 gennaio 2011

Ho già un po' sonno stasera. Abbiamo portato a nanna i pargoli un quarto d'ora prima del solito. Davide fa sempre molta fatica a svegliarsi il mattino, anche se quando lo chiamo le 8.00 sono abbondantemente passate e anche Lele, ultimamente, impiega venti minuti per infilare jeans e polo. Quando finalmente scende, per giunta, ha ancora le scarpe in mano.

Non so se l'esperimento funzionerà. Ho il dubbio che non sia ancora sufficiente.

Davide continua ad insistere circa l'acquisto del suo mostriciattolo e mi ha strappato un "vedremo". Siamo sempre stati inflessibili riguardo a questo genere di richieste, anche se ci rendiamo conto che per loro anche un giochino apparentemente banale, è molto prezioso e, a quest'età, è anche un via alla socializzazione.

Siamo d'accordo che m'informerò riguardo al costo e poi, appunto, vedremo.

Stasera, mentre mi accingevo a lavare i piatti, voleva che gli legassi l'asciugamano intorno alla vita. "Quale miglior momento?" mi son detta, quindi ho preso dalla cassapanca un sacchetto dicendogli che avevo una piccola sorpesa per lui. Gli ho dato il grembiulino anche se, evidentemente, non avevo ancora fatto in tempo a ricamarlo e subito l'ha voluto indossare, dopodiché è corso su dal papà a farsi vedere.

La piccola... anche oggi ha pisolato poco, giusto il tempo di lasciarmi stirare le poche cose che avevo nella cesta.

Ho fatto tre impasti del pane oggi, e dopo cena Maurizio si è dedicato all'ultimo, il più voluminoso di tutti e ora è nel forno a lievitare. Dopo merenda, invece, dopo che Davide ha inzuppato qualche biscotto nella mia tazza di té seduto sulle mie gambe, son rimasta coi bambini. Poco prima delle 17.00, infatti, anche Lele è rientrato da scuola.

I maschi han guardato i cartoni ed io tenevo un po' d'occhio la furfantella. Quanto le piace frugare in tutto ciò su cui ancora non abbia messo le mani! Cassetti, sacchetti, scatole... Questa mattina ho fatto i letti e spolverato la sua camera e quasi non l'ho sentita, intenta com'era a guardare nella valigetta del dottore, svuotare confezioni di pennarelli ecc. ecc. Impiego più tempo a raccogliere e riordinare ciò che lei sparge sul pavimento, che a ripulire le stanze.

Poco prima del rientro di Maurizio ho avviato la lavatrice per poi dedicarmi alla cena. Un buon riso e piselli che Davide non ha per nulla apprezzato. "Non li mangio quei cosi verdi!" e si è messo a rimuoverli uno ad uno posandoli sul bordo del piatto.

Sto meditando di farmi aiutare a riordinare lo scaffale dove tengo i vasetti di vetro coi legumi secchi. Se non altro inizierà a conoscerli. Vorrei proprio iniziasse a mangiare alcuni alimenti senza che debbano obbligatoriamente passare per il frullatore. Lui mi ha detto che mi aiuterà, ma questo, conoscendolo, è la parte meno complicata, quella che compete ai casalinghi.

Nonostante la sua maestra mi abbia confermato che è stato bravissimo a completare la scheda con gli esercizi di pregrafismo, continua ad essere molto titubante riguardo il suo futuro scolastico. Grazie a Dio abbiamo tutto il tempo necessario a rassicurarlo, ma sarà l'esperienza della scuola, pian piano, a persuaderlo che non è poi così brutto.

Naturalmente oggi ha aggiunto racconti, su racconti di quanto gli è accaduto a scuola. Il laboratorio di inglese, il pranzo, i giochi, la costruzione della fattoria senza animali e omini, ma con alberi e un mulino proprio prima del suono dell'ultima campana. Per lui è sempre una nuova avventura ed è bello il suo modo di portarci tutti in viaggio con sé.

Questa la giornata della famiglia A., che termina davanti a un film molto migliore di quanto i miei pregiudizi mi facessero temere. Buona idea rinunciare a vedere il "trailer" per non farci influenzare.

Buona notte miei naviganti.

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la mamma

martedì 11 gennaio 2011

Questa sera a cena sembrava che tutti avessero molte cose da raccontare. Maurizio è rientrato abbastanza stanco dopo una giornata lavorativa intensa. Il tempo di togliere le scarpe, lavarsi ed era già in macchina per portare Lele in palestra.

Con oggi, infatti, riprendevano gli allenamenti di Judo.

Eravamo tutti lì, attorno al tavolo e sembrava che la giornata di ciascuno di noi fosse condensata in quella cena. Maurizio tentava finalmente di raccontarmi qualcosa degli scambi avuti coi colleghi, mentre Davide continuava ad insistere che gli comprassimo non so che mostriciattolo di gomma. Ogni tanto chiedevo a Emanuele se avesse raccontato a papà questo o quello, tutte cose delle quali ero già stata messa a conoscenza a pranzo.

Un suo compagno sta affrontando delle difficoltà non da poco a causa di uno stato di salute non buono e  poi, anche se naturalmente la notizia non ha lo stesso peso, con oggi, per il secondo anno consecutivo, è tornata nelle scuole la frutta biologica per la merenda. E' un'iniziativa molto buona finanziata dal ministero dell'istruzione, per cui i bambini la riconoscono come la frutta che viene da Roma, anche se le buonissime mele, già a fette in confezioni sottovuoto, per esempio, arrivano dal Trentino.

Anche il papà però, nel percorso tra abitazione e palestra, era già stato messo al corrente di tutto.

Davide, infine, ci ha raccontato che oggi solo ai bimbi grandi, nel pomeriggio, quando i piccoli o dormono o sono già a casa, è stato chiesto qualcosa di veramente importante. Hanno iniziato a fare esercizi e schede di pre-grafismo in previsione della scuola elementare e la cosa l'ha parecchio esaltato.

Complice la cena posticipata per via del Judo, ho avuto parecchio tempo da trascorrere con la piccola e gli altri sul tappeto. Lele, dopo i compiti, ha giocato un po' al computer e Davide ha guardato un po' i cartoni. Prima che Maurizio rientrasse si sono un po' rincorsi per casa con pistola e fucile, fino a che, temendo che si facessero male, ho consigliato loro di andarsi a nascondere per sorprendere papà.

Della giornata trascorsa son queste le cose che mi rimangono, un pranzo diverso con cous cous e lenticchie, una cena con pizza e una 'comune' birra, l'essere rimasta in armoniosa compagnia dei miei e questi ultimi istanti accanto a mio marito.

Buona notte naviganti e domani, metà settimana, giro di boa.

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la mamma

domenica 9 gennaio 2011

A quest'ora è davvero un po' arduo recuperare tutte le riflessioni e i pensieri che per tutto il giorno hanno occupato la mia mente, ancor più arduo se si considera che vorrei, in compagnia di mio marito, godermi la seconda parte di un film che abbiamo iniziato a vedere ieri.

Chissà, forse il papà pubblicherà una sua breve recensione sul post.

Il fatto è che non so proprio da dove cominciare. Sono scesa da pochi minuti. Ogni sera, dopo aver messo a letto i pargoli, quando Davide si è addormentato dopo qualche filastrocca, mi trattengo un altro po' nella camera dei maschi.

Con le vacanze di Natale, complice la possibilità di tirar in là con l'orario, volevo fare un'esperienza di lettura di racconti in famiglia. Capitando in libreria una mattina ho acquistato un'antologia di racconti Natalizi scritti da giganti della letteratura. Un libro che stava sul bancone e mi guardava. Un libro che nella nostra libreria mancava.

Non so come, è finita che questa lettura si è trasformata in un momento intimo tra il mio primogenito e me giusto prima del sonno.

Condividere le emozioni è una di quelle esperienze che creano vicinanza. Ne parlo perché abbiamo terminato proprio stasera di leggere un racconto che di souspance in noi ne ha creata tanta.

All'inizio, come ha commentato Lele, sembrava non esserci storia. Pagine e pagine di pura descrizione di vallate e montagne che poi fanno da scenografia ad un avvenimento. Due bambini, la cui vicenda congiungerà gli abitanti di due vallate, si perdono tornando dalla visita alla nonna, nella via che attraversa il bosco che avevano percorso tante altre volte, a causa di una tormenta di neve che copre ogni punto di riferimento così da far perdere loro l'orientamento. Invece di tornare a valle, finiscono sulla cima della montagna, nel bel mezzo di un ghiacciaio. Finisce bene, ma l'esperienza dei bambini, è stata anche, dal mio punto di vista, un'esperienza di fede.

Questi bambini che nelle condizioni più angosciose non si perdono d'animo, e quando le loro risorse si esauriscono (mangiano il pane dato loro in aggiunta dalla nonna e conservato in una borsa di pelle, sanno di non doversi addormentare, si tolgono la neve dai vestiti per non bagnarsi, bevono l'estratto di caffè che avrebbero dovuto portare alla mamma per rimanere desti) viene loro incontro Dio, con uno spettacolo notturno di stelle e fenomeni di luce che li terrà ad occhi aperti fino al mattino.

La fede è sicuramente questo non perdersi d'animo e sorprendersi del Dio che, entrando in relazione con l'uomo, gli viene incontro per la stessa strada sorprendendolo con la sua grandezza. Più volte, anche se in condizioni meno critiche, mi è capitato di voler, o dover, resistere al sonno e so quanto sia dura. Nemmeno i discepoli che Cristo ha voluto accanto a sé nella passione riescono a vegliare con lui, nemmeno un'ora, per pregare.

La conclusione è che, mi sembra, che dove riesci a resistere al tuo limite incontri Dio e a tavola ho tentato, zigzagando fra le interruzioni continue di Davide per nulla interessato, di condividere questi miei pensieri con il resto della famiglia e di stimolare una riflessione.

Questo mi ha poi dato l'occasione per parlare a Lele del suo rapporto con suo fratello, che spesso avverte come una presenza insopportabile e al termine delle orazioni di rito l'ho sentito ringraziare "Per la predica della mamma". Speriamo domani non nevichi.

Il fatto è che oggi la liturgia ci proponeva il Battesimo di Gesù e nel pomeriggio sono stata, come catechista battesimale, al Battesimo di alcuni bambini della comunità. Ho scambiato quattro chiacchiere con un amico anche lui in chiesa per il servizio fotografico ed è capitato di parlare della diversità dei fratelli di sangue. La concomitanza della celebrazione e del riferimento alla consanguineità mi ha dato modo di meditare sul rapporto tra i miei figli, perché so che non saranno mai veramente fratelli finché non lo saranno nel cuore.

Essere fratelli in Cristo non è solo questione di un po' d'acqua sulla testa, in un momento in cui qualcun'altro ha fatto la scelta per noi. E' ritrovarsi uniti in Lui. E' l'amore che lega e rende fratelli, è l'amore che lega e rende genitori e figli. Solo in Cristo possiamo fregiarci del titolo di figli di Dio e quanta nuzialità c'è in tutto questo, quanto essere e diventare uno.

L'altro pensiero riguardava Gesù che oggi si mette in fila con i peccatori non essendolo. Dal peccato, pur non avendolo commesso, si lascia contaminare per prendere su di sé le conseguenze e riaprirci le porte del cielo, riannodare i fili di un rapporto interrotto tra noi e Dio. E' la stessa storia di Natale. Forse ci sarebbe più facile immaginare un figlio di Re che lascia il suo palazzo, i suoi agi e decide di rinascere, pur rimanendo figlio di Re, nella più umile delle capanne, senza alcun privilegio perché tutti, essendo lui come noi, diventiamo tutti principi come lui.

Tante riflessioni davvero, tanto dialogare in famiglia, tanta partecipazione (Davide ha lavato i piatti due volte e pulito il bagno con me) e domani si riprenderà la ferialità della navigazione e i bambini sembrano quasi desiderarlo. Anch'io, a differenza dello scorso settembre, quando la fine dell'estate mi ha sorpresa con le gomme a terra, sento di essere soprendentemente colma di energia positiva.

Buona notte naviganti, credo di avervi tediato fin troppo a lungo, e... buona settimana.

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la mamma

sabato 8 gennaio 2011

Due segnalazioni post-natalizie!
La prima non è una nostra scoperta, ma ci è stata consigliata da una coppia di nostri amici.

Si tratta di "5 Appuntamenti per farla innamorare" una produzione americana del 2009, con i protagonisti del più famoso "Il mio grosso grasso matrimonio greco" (tra l'altro la protagonista Nia Vardalos ne ha curato anche la regia).

Dopo un inizio poco promettente, verso il finale (naturalmente a lieto fine) il film riacquista di spessore. La critica è concorde nel giudicare questo film non all'altezza, ma a noi è piaciuto.

La seconda segnalazione invece è farina del nostro sacco... :-), si intitola "Tu, io e Dupree" un film del 2006.
Gli attori protagonisti Owen Wilson, Kate Hudson e Matt Dillon sono abbastanza conosciuti, in particolare Owen Wilson in un primo momento non mi era molto simpatico, ma dopo aver recitato in "Io e Marley" ho cambiato opinione.

Per tornare al film, si tratta di una commedia naturalmente con un lieto fine, molto divertente. A voi comunque il giudizio...




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il papà

venerdì 7 gennaio 2011

Stasera Davide è crollato sul divano giusto un attimo prima che decidessimo di salire. La giornata dalla nonna dev'essere stata intensa per lui.

E' uscito di casa accompagnato dal papà intorno alle 11.30 ed è rientrato intorno alle 17. Già verso le 9.30 aveva cominciato a chiedere: "Adesso mi portate dalla nonna?". Ha trascorso la mattinata ad aiutarci a riporre negli scatoloni le decorazioni natalizie e anche nel pomeriggio ha aiutato la nonna a riporre statuine e casette del presepe. "Abbiamo fatto veloce, mamma, perché l'ho aiutata io!"

Lele invece è rimasto a casa, ma non ha combinato poi molto. Dopo colazione l'ho visto mettere il naso con interesse nelle pagine di un nuovo libro su natura e dintorni, poi ha tentato di ripassare geografia e poi, mentre tentavo, dopo aver terminato di aspirare tutti gli aghi caduti dal nostro abete finto, di preparare il risotto per pranzo, dal piano superiore mi urlava dove avevo messo una scatola con i modellini del corpo umano.

Attimo di nervosismo mentre Maurizio rientrava.

Nel pomeriggio, dopo un cartone, si è di nuovo dato a meridiani, paralleli, orientamento e punti cardinali, ricostruzione del modellino dell'orecchio e poi, merenda.

Tutto questo per dire che il momento più piacevole è arrivato verso sera. Elisa ha preso uno a uno i nostri tovaglioli posati sulla cassapanca e li ha passati a papà perché li disponesse sul tavolo. (Grembiulino anche a lei? ...ma...).

Terminata la cena, a base di pesce fritto e broccoletti e non senza qualche battibecco, i miei maschietti si sono entrambi messi al lavandino e relegandomi a ruolo di asciugatrice hanno lavato i piatti.

Lele ha purtroppo rotto un bicchiere, ma l'importante è che non si sia tagliato.

Il risultato è stato che anch'io sono riuscita a sedermi sul divano insieme a tutta la mia amatissima famiglia e a finire di ritagliare gli ultimi cartoncini per le mie matassine.

Quante vogate! quante vogate ci sono volute per arrivare fino a qua, e quante ancora ce ne vorranno per tornarci quando le correnti ci strapperanno via.

Ha proprio ragione chi afferma che la vera gioia sta nelle cose semplici, nel calore che ti trasmettono coloro che il Signore ti ha messo accanto, tuo marito, i tuoi figli.

E' bello essere famiglia, tutto il mondo dovrebbe essere famiglia.

Forse non ho realizzato tanti sogni, ma un sogno mi è stato messo tra le mani e io devo solo impegnarmi a viverlo ogni giorno.

Vi amo, famiglia.

Buona notte naviganti e buon fine settimana.

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La mamma

giovedì 6 gennaio 2011

Come nel gioco della battaglia navale: colpito e affondato. Mi riferisco al mio ultimo tentativo di pubblicare l'aggiornamento del giornale di bordo. Sul più bello l'urlo della piccola che giungeva dalla sua cameretta al piano superiore ci ha gelato il sangue nelle vene.

Erano già le 23, ed era l'una quando, vinti dalla stanchezza e dalla stupefacente resistenza di Elisa, siamo saliti.

Oggi è stata la festa dell'Epifania. Il mattino siamo stati a Messa e il pomeriggio ancora in chiesa per la benedizione dei bambini. Nella rappresentazione della natività che ogni anno organizza la scuola materna Lele ha fatto il pastore. Un gilet di pelo bianco, un plaid in mano e il gioco era fatto. Altri bimbi, grandi e piccoli, si son vestiti chi da angioletto, chi da stellina. Non mancava la Sacra Famiglia, la stella cometa e, naturalmente, i Magi, simbolo di tutti coloro che non credono, ma riconoscendo qualcosa grazie alla loro sapienza, hanno accesso all'incontro con Cristo.

Proprio questo ricordava oggi il nostro parroco e mi è rimasto impresso, sono diverse le strade che portano a Dio, c'è chi lo incontra contemplando la natura e chi deve fare il passaggio, come le prime chiuse comunità cristiane, da una vita di religiosità ad una vita di fede, per sé stessa accogliente, aperta.

Tra un'uscita e l'altra abbiamo pranzato. Ieri sera, mentre il pane in forno cuoceva spandendo il suo buon profumo per tutta casa, sul fornello si lessava un bel pezzo di carne per un buon bollito. Che allegria... il borbottio della pentola sul fuoco, il pane nel forno. Fa proprio casa....

Rientrando ci siamo nuovamente riuniti attorno al tavolo per la merenda. Poi i maschi han giocato con la pista delle macchinine insieme a papà e a me è toccato tenere sotto stretta vigilanza la piccola. Quando si sono stufati dal pavimento della sala ci siamo trasferiti in cucina e tutti insieme abbiamo giocato a tombola.

Stasera poi è stato Lele ad aiutarmi a lavare i piatti, meditavo che forse dovrò confezionare un grembiulino anche a lui...

Le liti tra fratelli, purtroppo, son tornate pericolosamente a crescere di livello. Domani sarà Davide a tener compagnia alla nonna, ma soltanto fino al pomeriggio inoltrato. Non è prevista alcuna notte fuori casa, ancora troppo presto.

Ho in programma di togliere le decorazioni natalizie per non ridurmi a far tutto da sola e magari con Elisa in giro. Mi mette un po' di tristezza pensarci, ma in fondo, ho anche un po' di voglia di riprendere.

Bisogna pur andare avanti per scoprire cosa c'è dopo.

Per il momento buona notte e godetevi questi ultimi giorni prima che torni lunedì.

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la mamma

martedì 4 gennaio 2011

Viaggio tutto sommato tranquillo. Nessuno di noi ha nemmeno messo il naso fuori casa oggi, tranne che per portare fuori il secchio dell'immondizia.

Sono contenta perché finalmente, stasera, sono riuscita a inquadrare quanto spazio occuperà il ricamo sulle tende di Elisa. Ora dovrò mettere in ordine le quaranta diverse sfumature di cotone che occorreranno procurandomi con materiale di riciclo i cartoncini che serviranno da avvolgitori e poi, forse, inizierò.

Nel pomeriggio non c'è stato tempo. Quello che m'è rimasto tra merenda e cena l'ho impiegato giocando coi bambini. Mi son sistemata sul tappeto, Davide mi lanciava una pallina fingendo di essere un grande portiere ed Elisa mi girava attorno.

Lele invece ha aiutato il papà a coprire alcuni fili ancora penzolanti in bagno e poi ci ha raggiunti. Nel frattempo con Davide avevamo iniziato a giocare al negozio di giocattoli. Ogni giorno arrivava e comprava nuovi giochi per il suo bambino senza curarsi del costo. Una gru, un omino, un trattore, un uccellino, la pianola, ecc. ecc.

L'altra novità della giornata riguarda Elisa. In mattinata è passata un'amica che le ha tagliato i capelli, ridotti ormai ad una massa informe di riccioli che la facevano assomigliare ad una scienziata pazza. Adesso sembra avere gli occhi il doppio più grandi, per non parlare delle guance, e anche senza mollettine o codini continua ad avere un bel visino da bimba.

Altro flash. Lele mi ha raccontato che la nonna in pochissimo tempo ha fatto una montagna di cose, passato l'aspirapolvere, spolverato, preparato e fatto la colazione, stirato mentre lui studiava una paginetta di storia... e... lo so, lo so che la nonna è così e io al confronto sono un'imbattibile lumaca. Chissà come mai gli è passato per la testa di raccontarmelo, mi chiedo, ma forse è meglio non chiederselo.

Non c'è molto altro per oggi, mi rilasso un po' e poi nanna. Sono gli ultimi giorni di vacanza....

Buona notte

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la mamma

lunedì 3 gennaio 2011

Forse era ancora il 2010 l'ultima volta che mi sono preoccupata di aggiornare il giornale di bordo. L'anno vecchio è finito e uno tutto nuovo è iniziato.

Non che nulla sia accaduto in questo succedersi di albe e tramonti, ma non è semplice recuperare dalla memoria recente gli ultimi scatti fotografici del nostro perenne navigare.

Siamo riusciti a fare i biscotti collaudando le nuove formine, per esempio. Preparando una crostata in ben due occasioni è avanzata un po' di pasta così abbiam preso due piccioni con una fava. Ho utilizzato il grosso vasetto di quella che ho scoperto essere una dolicissima marmellata di mele cotogne e ho fatto fare una nuovo esperienza ai miei bambini.

Davide è ormai un casalingo provetto. Proprio ieri, mentre impastavo la seconda frolla perché per il previsto incontro a casa d'amici per la merenda non si rimanesse a bocca asciutta, lui ha lavato i piatti.

Tra ieri e oggi poi le nonne si son divise un po' la compagnia dei nipoti. Lele ha passato la scorsa notte e l'odierna giornata dalla nonna materna. E' partito con uno zaino rosso sulle spalle contenente pigiama, mutande, spazzolino, formine per biscotti, libro di storia, gioco degli shangai e ben due dvd di cartoni e film. L'intero kit di sopravvivenza!

Davide, che un po' ha sofferto di nostalgia, e che era previsto venisse insieme a noi a far provviste, ha preferito rimanere dall'altra nonna a giocare con la sorella e quando ci siamo presentati per riprenderlo, ci ha comunicato tra un salto e un abbraccio che aveva deciso di fermarsi per pranzo.

In tutto questo una cosa va detta, perché ha portato alla luce un sentimento che difficilmente è possibile scorgere quando i due fratelli sono insieme. Davide, questa mattina a colazione, non ha voluto che mangiassimo le forme grandi dei biscotti, ma solo quelli ricavati dai ritagli di pasta, per conservarli per la sera, quando ci sarebbe stato anche Lele e Lele, che li aveva preparati insieme alla nonna, all'insaputa della decisione del minore, ha voluto fare altrettanto.

Sono ben stranti i bambini. Pronti a scannarsi per un nonnulla e poi.... ti sorprendono così.

Va bé, sperando di riprendere con più regolarità e calma da domani, dò a tutti la mia buona notte.

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la mamma