sabato 15 gennaio 2011

Lo ammetto, ho barcollato un po' tra il si e il no, tra l'aggiornare e il non aggiornare il giornale di bordo. Ho sempre bisogno di quell'attimo di nulla tra l'aver messo a letto i bambini e lo scrivere, quell'attimo di nulla in cui lasciare che le idee autonomamente emergano.

Stasera l'ho avuto quell'attimo, l'attimo in cui il papà, accogliendo il mio suggerimento, ha recensito l'ultimo film visionato insieme in una delle nostre abituali serate solo per adulti da divano e plaid sulle gambe.

Mi stavo spazzolando i denti quando al ritornello che mi ha inseguita nelle ultime ore - Domani è già Domenica - s'è aggiunto - E' volato via subito questo sabato - e così ho pensato che sarebbe stato un buon inizio per il giornale.

Mi sono accorta di desiderare un po' più di tempo di quello che mi è stato e ancora mi verrà dato nell'arco di questo fine settimana. Lunedì i bambini saranno a casa per via della festa del Santo Patrono, ma Maurizio andrà al lavoro. Volevo più tempo per stare insieme, ma è un tempo che domani recupereremo forse, solo in serata, quando il sole sarà calato, sarà tornato il buio e un'altra settimana s'affaccerà all'orizzonte.


Di fatto non c'era niente che rendesse particolare questo sabato, nemmeno troppe o troppo impellenti occupazioni.

Al risveglio mi ha accolto una lite tra i miei figli maschi, che si scornavano a causa di Toby, il nuovo ospite della famiglia. La mia mente assonnata non era pronta ad affrontarla. Silenziosamente pregavo che almeno lasciassero che mi lavassi il viso e mettessi le lenti, condizioni imprescindibili per sentirmi sveglia.

Quando tutti sono scesi per preparare la colazione, sono rimasta sola in bagno con Lele, che ostinatamente stava al bordo della vasca guardando verso il muro covando la sua rabbia, nascondendo le sue emozioni e chiudendo con tutti.

Cosa c'era? cosa stava succedendo dentro di lui? Più tentavo di ridimensionare l'evento, riportandolo entro i giusti confini, più lui mi riportava alla questione spiccia e piccola dei giochi suoi che lui gli permette di usare e via così.

Neanche il Vangelo ha fatto breccia.

Mi sono arresa io. "Non pretendo che tu capisca ora Emanuele - ho concluso - avrai tempo di crescere e maturare, e anche se adesso è così, ti voglio bene comunque".

Mentre Davide risaliva un paio di volte a portare prima al fratello e poi a me un biscotto per uno, l'ho convinto almeno a scendere.

Ho fatto colazione, lavato le tazze, fatto i letti, stirato portandomi un po' dietro la piccola. Davide ha colorato e poi è salito con noi e Lele, dopo un cartone, ha fatto un po' i compiti. Ha deciso di conservarne una parte per lunedì.

Nel pomeriggio ho proseguito con il ricamo del grembilino cominciato ieri sera. Elisa avrebbe dovuto dormire, ma dopo un'ora di tentativi tutti miseramente falliti ci ho rinunciato. Maurizio è stato dal barbiere e poi a portare dalla nonna i due più grandi per la merenda. Sono rimasti stranamente calmi mentre attendevo che la piccola prendesse sonno.

Emanuele ha riesumato il libro per creare giochi con materiale di riciclo, e Davide non so cos'abbia fatto, ma mentre stavo su non li ho sentiti. Scendendo ho offerto loro un cioccolatino per uno e "Bravi, vi siete comportati bene".

Alle 16 abbiamo fatto merenda e poi bagno, capelli e cose, così. Cena con un buon risotto del papà che, mentre lavavo i piatti, si è trattenuto un po' coi bambini in cucina a giocare. Che bello non essere lì da sola. Anche se non partecipavo al gioco, che stessero lì, nella stessa stanza dove stavo io, mi ha fatto compagnia.

Un po' di cartoni, una mezz'ora di punto catenella per terminare il viso rosa del cuoco e iniziare i baffi (gialli, come richiesto dal committente) e nanna.

Lele ha chiesto che pregassimo con un brano del Vangelo. Non ero a conoscenza di quale brano si leggerà nella liturgia domenicale, così ho scorso le pagine e quando Davide ha detto basta mi sono fermata.

Lo sguardo è caduto sul racconto della guarigione del Cieco di Gerico. S. Marco, casualmente proprio l'evangelista dell'anno.

Elisa e Davide si son presto addormentati, erano ormai le 22. Ho letto così indisturbata qualche pagina di antologia assieme a Lele e infine son scesa.

Tra un po' risalirò per trascorrere spero una notte di riposo, la stessa che auguro anche a voi e... buona domenica!

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la mamma

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