lunedì 31 ottobre 2011

Giornata davvero tremenda! tremenda davvero se si considera che se avessi scritto il giornale ieri sera avrei iniziato in tutt'altro modo, scrivendo di quanto sono belle quelle sere della domenica in cui so che il giorno dopo tutti saremo a casa.

Qualcosa invece s'è messo di traverso fin da subito. Sapendo di avere il lunedì a disposizione con Maurizio già da tempo avevamo programmato di approfittarne per acquistare nuove paia di scarpe per lui e la sottoscritta, ma i maschi non erano d'accordo con quanto deciso.

Nonostante non ci siamo svegliati tardi, cosa che ci avrebbe consentito di affrontare l'uscita con la massima calma, ho perso il conto delle volte che ho dovuto ripetere loro di vestirsi.

Lele è rimasto con la nonna per avere la possibilità di fare i compiti e Davide chiedeva di poter rimanere anche lui. Permesso negato e per affrontare la noia che gli provocava la situazione non ha trovato di meglio che rincorrere sua sorella fra gli scaffali dell'esposizione.

Rientrati è stato un problema metterli a tavola, non farli litigare, e poi, e poi, e poi... fino a sera che ancora le corde vocali ci fanno male.

In momenti come questo sembra che nulla sia rimasto degli sforzi fatti, del cammino percorso per arrivare fin qui, di un briciolo di armonia che prima esisteva e poi pensi che l'unica cosa da fare è archiviare l'accaduto, cercare col lumicino quel bene che c'è stato e ricominciare da capo.

Ieri invece è stata una giornata molto intensa, ma migliore. Avevamo un incontro che ci impegnava in oratorio e ci siamo fermati per pranzo. I bambini hanno giocato con altri bambini e quando, intorno alle 14, siamo rientrati, loro si sono fermati da amici.

Ho steso le maglie della squadra di calcio di Lele che, per il passaggio del turno, dovevo lavare e stirato un po'. Prima delle 16 siamo di nuovo usciti per riprendere almeno Davide e con lui partecipare a un compleanno di nuovo in oratorio.

La sera eravamo sfiniti, ma contenti.

Il sabato pomeriggio ho cucinato preparando i tipici dolcetti dei morti e delle lasagne il tutto con la presenza di Elisa che con un cucchiaio da minestra staccava pezzetti dalla pasta per mangiarseli, mentre tentavo di stenderla con il matterello.

Da quando ha avuto il raffreddore non son più riuscita a darle orari regolari e questo sta creando qualche problema, ma andiamo avanti.

Per il momento meglio aggiornarsi a domani se pigrizia o stanchezza non l'avranno vinta, come ultimamente spesso accade, sulla mia volontà.

Buona notte naviganti
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la mamma

martedì 25 ottobre 2011

Mio marito mi ha appena portato il pc con la scusa che deve terminare gli appendini progettati per la cameretta dei bambini, ma... io non ho molte idee.

Incredibile ma vero ero già seduta sul divano avvolta nella mia copertina di pile che ancora non erano scoccate le 22.

Credo sia proprio questo il problema, il fatto che la mia testa lavora meglio quando sono sotto pressione.

Quella appena trascorsa, eliminando l'evento pioggia, è stata una giornata tutto sommato tranquilla, senza troppi affanni.

Elisa ci ha annunciato il suo risveglio piangendo già alle 7, così l'abbiamo dovuto portare in cucina assieme a noi ancora mezzo addormentata.

Poi sono arrivati anche i maschietti, prima Davide, che essendo aiutato da Maurizio scende prima e poi anche Lele. Dopo aver bevuto la loro tazza di latte si son posizionati ciascuno in una stanza diversa ad armeggiare coi Lego nuovi in attesa dell'ora di uscire per andare a scuola.

Domenica abbiamo festeggiato infatti, e sono arrivati nuovi giochi, tanto che lunedì sembrava il giorno di Santa Lucia. Davide due sabati fa ha raggiunto il traguardo dei sei anni ed Elisa raggiungerà quello dei due la prossima domenica.

Ho trascorso il sabato in un modo che solitamente ritengo piacevole: preparando dolci.

Maurizio è uscito alle 14 per portare Lele alla partita di pallone, fortunatamente giocata in casa e siamo riusciti a convincere Davide ad aggregarsi. Valida alternativa a rimanere davanti ai cartoni animati. Già si lamentava di non saper che fare.

La sorella ha dormito pochissimo e così, lei ed io, ci siamo ritrovate entrambe in cucina con le mani in pasta.

Ha pigiato le formine dei biscotti nella frolla e le ho lasciato l'ultimo ritaglio per giocare un po'. Ha provato e riprovato a metterci dentro le dita lasciando le impronte concave dei suoi polpastrelli e poi... e poi ha pensato bene di mangiarsela.

Ho infornato una prima parte di biscotti lasciando la restante sul tavolo ad attendere il momento della cottura e quando la tipa ha terminato di mangiarsi la sua parte di pasta cruda, zitta, zitta, approfittando di un mio breve allontanamento, s'è presa una "stella" e già stava per farne scempio.

Il cielo ha voluto che riuscissi a fermarla in tempo.

Per lei sono finalemente arrivati i giochi "da femmina", quelli che ho sempre sognato per poter condividere con lei piacevolissimi momenti, momenti da donna a donna, quelli che il papà già da tempo condivide con Emanuele e Davide.

L'evento più importante della domenica, comunque, non è stato la festa, ma la caduta del primo dentino di Davide.

A pranzo abbiamo scoperto che dondolava e alle sedici già, senza alcun trauma, l'aveva tolto. Immancabile il passaggio della fatina dei denti che ha lasciato la sua bella monetina.

In vista ci sono le mini vacanze per Ognissanti e vedremo come trascorre al meglio questa giornate dando il giusto posto alle celebrazioni.

Nel frattempo, dato che non riusciamo, per evidenti motivi di famiglia, a partecipare quotidianamente alla Messa e alla novena in Chiesa, ho deciso di proporne loro una "formato famiglia" scaricata prontamente dalla rete e riadattata alle nostre esigenze.

Sembra piacere...

Questo è quanto... quanto riesco per ora a dire, perché di riflessioni avrei a dire il vero colme le stive del vascello ma... pian, piano condividerò con i mei fidatissimi naviganti.

Per ora, come direbbe Elisa, "Buona nanna".

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la mamma

giovedì 20 ottobre 2011

Giorni un po' vorticosi. Si tenta di evitare l'azione di risucchio dei mulinelli e molto difficilmente si resiste.

Devo purtroppo confessare nuovi momenti d'affanno. La scorsa settimana non sono nemmeno riuscita a fare il pane, abitudine settimanale nella nostra famiglia ormai da diverso tempo e ieri sera ho rinfrescato il lievito per evitare che morisse nel frigorifero.

Stasera quindi non poteva mancare la piazza sulla nostra tavola, accompagnata dall'ultima bottiglia di birra della precedente produzione.

In questo periodo è inevitabile dover affrontare il cambio di stagione che sto facendo ad una velocità supersonica selezionando velocemente cosa tenere e cosa scartare. Ho finito giusto ieri con il guardaroba di Lele e Davide in attesa che la lavatrice restituisca gli ultimi indumenti estivi da sistemare nelle scatole, permettendomi così di impilarle di nuovo al loro posto.

Tutto pronto insomma per attaccare coi cassetti di Elisa.

La scorsa settimana Davide ha compiuto sei anni, ma lo festeggeremo degnamente solo domenica per unire al suo anche il compleanno della sorellina.

Nel frattempo condividono un raffreddore potente che nemmeno i ripetuti aerosol sono ancora riusciti a smorzare.

Si, sono un po' così le cose in questi giorni. Vorticose quasi da non lasciarmi il tempo di pensare, ma il desiderio è di tornare a racconti più calmi e puntuali della nostra vita di famiglia.

Buona notte naviganti

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la mamma

mercoledì 19 ottobre 2011

Eccoci di nuovo, dopo una settimana esatta dopo aver riposto il "mosto" a dimora nella nostra cantina ed aver controllato periodicamente che dal gorgogliatore fuoriuscisse l'anidride carbonica prodotta dai lieviti (segno evidente che il processo di fermentazione è avviato), siamo giunti alla fase di imbottigliamento.
Prima di tutto dobbiamo procedere con la sanificazione (con la solita soluzione di acqua e metabisolfito di potassio) delle bottiglie.

Importante, prima dell'imbottigliamento, è il travaso del "mosto" in un secondo fermentatore (anch'esso sanificato con il metabisolfito sciolto in acqua) allo scopo di eliminare parte dei lieviti che nel frattempo si sono depositati sul fondo e fornire un ulteriore carica di zucchero ai lieviti rimasti in sospensione al fine di aggiungere la caratteristica schiuma alla birra.

Le bottiglie, una volta riempite e tappate, verranno riposte in cantina per altri 10-15 giorni per garantire la seconda ed ultima fase di fermentazione.
A quel punto è possibile stappare la prima bottiglia, anche se si consiglia di mantenere ancora qualche mese la birra a riposo (dicono che migliora il gusto...).

Non ci resta che attendere e mi riprometto di scrivere un Post al primo assaggio.

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il papà

martedì 11 ottobre 2011

Molto si stupiscono quando mi capita di raccontare che in casa nostra produciamo la birra artigianale (vedi i Post contenenti la parola "domozimurgo") e di solito la domanda che mi sento rivolgere è sempre la stessa: "ma come si fa la birra in casa?".

Ora, lungi da me scrivere un "trattato" sull' Homebrewing (l'arte di produrre la birra in casa), per questo in rete sono disponibili parecchie guide pratiche molto complete e sicuramente scritte da persone più autorevoli di me.

Il tentativo in questo mio Post è quello di raccontarvi, senza tante pretese, come ho passato la prima parte della mattina di Sabato scorso (dalle 7:30 circa fino alle 9:00) alle prese con la preparazione della nostra terza produzione di birra artigianale.

Prima di tutto è importante SANIFICARE tutto gli strumenti che verranno a contatto con il mosto (così viene chiamato il preparato di malto, ovviamente prima che diventi birra) con una soluzione di acqua e potassio metabisolfito. La pulizia è importante per evitare di introdurre batteri che potrebbero rovinare la fermentazione della nostra bevanda.


Passo successivo è quello di far intiepidire a bagnomaria la latta contenente il composto di malto e luppolo (acquistabile in Internet dai siti specializzati) e contemporaneamente portare ad ebollizione circa 2,5-3 litri di acqua.


Nel frattempo dobbiamo pesare il "combustibile" per i lieviti che aggiungeremo al termine. Questa volta ho optato per 450gr di malto e 550gr di zucchero bianco.


Una volta  che l'acqua bolle, si spegne il fuoco e si riversa dentro il composto della latta e lo zucchero+malto.


Quando si è sciolto completamente lo zucchero+malto si deve procedere con il raffreddamento del composto  (ho utilizzato allo scopo delle mattonelle refrigeranti)


Ultimo passaggio, mettere il mosto nel fustino per la fermentazione aggiungendo acqua fino a raggiungere i 23 litri indicati sulla confezione e aggiungere la bustina di lievito. Lasciare idratare per 15 minuti il lievito e mescolare con energia il tutto.


Come vedete la schiuma  promette bene...
 

Chiudere con l'apposito tappo + gorgogliatore, riporre il fustino in cantina e attendere che i lieviti consumino gli zuccheri disciolti per produrre alcol e anidride carbonica.

Ecco fatto!

La prossima puntata è l'imbottigliamento e ci sarà da divertirsi... :-)

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il papà

giovedì 6 ottobre 2011

Navigando il nostro vascello lascia la sua scia e guardandosi indietro ancora la si vede spumeggiare sulla superficie dell'acqua.

Così, tra i recenti ricordi, rilevo le tracce che hanno lasciato sul cuore le emozioni.

E' bellissimo poter accompagnare Davide in questa sua nuova esperienza da scolaro. E' bello percorrere mano nella mano con lui il tragitto da casa a scuola nonostante non siano ancora finiti i piagnistei, soprattutto i giorni in cui sa che non ritornerà a casa per il pranzo.

Oggi leggeva la sua scheda di vocali tenendo il segno con il dito ed era quasi come quando assisti a certe immagini pubblicitarie che per convincere ad acquistare un prodotto inteneriscono.

Le difficoltà maggiori gli derivano dal suo carattere a volte un po' schivo. Non so di cos'abbia paura... coi compagni sembra andare d'accordo, anche se certamente non sarà sempre tutto un idillio, le maestre gli vogliono bene e non appena si presenta l'occasione lo gratificano.

Penso proprio sia solo questione di tempo, il tempo che gli servirà (che potrebbe essere molto) per prendere fiducia in sé stesso.

Oggi intanto li hanno portati in campagna a scoprire il territorio in cui vivono e hanno chiesto aiuto alle mamme per gestirli durante la camminata che prevedeva il passaggio su una strada trafficata.

La maestra in classe ha fatto notare, partendo dalla loro esperienza delle vacanze, che noi abitiamo in un ambiente pianeggiante, che si chiama Pianura Padana e ha mostrato loro alcune coltivazioni tipiche di queste zone (riso, mais...).

Io, con l'aiuto di una vicina e della nonna che si sono prestate a stare con Elisa, ho dato la mia disponibilità e ho così potuto partecipare a questo momento e godermenlo fino in fondo.

Apprezzo tanto le campagne dell'Umbria quando abbiamo l'opportunità di trascorrervi qualche giorno e ammirare la brillantezza di tutte le tonalità di verde, ma anche la nostra, proprio a un tiro di schioppo da casa nostra, ha le sue bellezze e le sue brutture.

Ci siamo fermati ad ammirare dove il nostro fiume taglia i campi col suo ramo morto costeggiato da una folta alberatura che in passato, per quanto era pulita l'acqua, veniva chiamato "mare dei poveri", e la maestra l'ha ricordato usando la tipica espressione del nostro dialetto.

Peccato mortale l'inquinamento derivato dall'era industriale e... dall'inciviltà. Sul ciglio abbiamo trovato infatti diversi sacchetti di immondizia e persino un divano.

Poi la passeggiata è proseguita, ci siamo addentrati in un campo dove i contadini avevano preparato le balle di fieno per gli animali, e i bambini si sono divertiti a raccogliere da terra quel che restava e a sentirne l'odore. Che esperienza!

Siamo poi passati tra i muri ormai cadenti di un'antica e bellissima cascina, la cui architettura incanta ogni volta che ci si trova a passarci in mezzo. Non si può non notarla, situata com'è all'imboccatura di uno degli ingressi in città.

Le maestre han fatto notare ai bambini la fantasia con la quale sono state composte le greche coi mattoni che riempiono le ampie finestre, e l'armonia generale delle linee. E' davvero un incanto.

L'ultimo tratto abbiamo proseguito per una strada sterrata, finalmente lontano dalle macchine, ma costeggiata da un ampio pericoloso fosso, lungo gli argini del quale abbiamo potuto notare le tane (vere e proprie e impressionanti voragini) scavate dalle nutrie.

Hanno raccolto menta, mais, soia e una pianta della quale ancora devono indagare il nome.

Adesso è tardi e devo bruscamente interrompere.

Non appena avrò occasione terminerò il racconto con qualche altro commento e cose sugli altri membri della famiglia e dintorni.

Buona notte naviganti, continuate a seguire la scia bianca!

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la mamma