martedì 6 marzo 2012

Prosegue il vascello il suo viaggio tra un'onda e l'altra in questi mari che proprio agitati non sono, ma nemmeno calmi.

Tra improvvise primavere e ritorni d'inverno è tutto un cercare di barcamenarsi.

Davide non ha ancora superato la crisi e anche sua sorella mostra segni d'irrequietezza. Dorme meno e ha un po' perso l'appetito. Sono sempre dure le fasi di transizione e non resta che avere pazienza e attendere che passino.

Anche Lele, quando era più piccolo, diventava a dir poco ingestibile. Faceva capricci assurdi dei quali faticavo a capire il senso e ci voleva una buona dose di fermezza per riportare tutto ad una normalità accettabile.

Probabilmente col fatto che è un po' più grande riesce meglio a gestire l'instabilità e forse regge meglio il colpo.

Nonostante questo il vascello cerca di tenere ben dritta la sua prua. Mi sono accorta di alcune cose che nella nostra famiglia andrebbero sistemate e l'educazione alla collaborazione è uno degli obiettivi che intendo raggiungere.

Sembra sempre che ci sia una scusa buona per eludere alcuni compiti (la stanchezza, la mancanza di tempo per altro, i compiti da finire...), ma tutto questo è enormemente dispersivo.

Mi rendo conto che a volte come genitori manchiamo di quel tocco di coraggio in più che non farebbe male, soprattutto a chi è chiamato a capitanare. Come se prendere delle decisioni di indirizzo forte togliesse ai figli qualcosa.

Le sere scorse per esempio ho dovuto sopportare i pianti di Elisa per fare in modo che si addormentasse nel suo lettino e non chiedesse continuamente di essere presa in braccio, senza alcun motivo valido.

Le cose però non possono essere affrontate se non una alla volta, ed essere disposta ai brontolamenti dei figli pur di trasmettere loro un valore, che poi porterà a dei vantaggi (disponibilità di tempo in più p. es.) è ciò che mi sono proposta e sarà oggetto della prossima condivisione anche con il papà.

Ci sono altre scelte difficili che dovremmo fare non per rendere loro la vita impossibile, ma per il loro bene, ma ne parlerò casomai in un'altra occasione.

Grazie a Dio non mancano anche i momenti di tenerezza vera e sincera e gli scambi d'affetto. Ci vuole davvero un profondo senso del discernimento e solo l'invocazione dello Spirito la può ottenere.

Mai come in questo periodo mi sto rendendo conto di quanto la preghiera possa cambiare la realtà in noi e attorno a noi, e di come lo Spirito di consiglio non manchi di farci arrivare le sue ispirazioni.

Lunedì, tanto per dirne una, portavo a scuola Davide trascinandolo per un braccio (purtroppo), e a un certo punto mi sono sentita pervadere da una serenità inspiegabile per il momento che stavo vivendo, quasi fuori luogo. Subito dopo una maestra e una bidella sono venute incontro a noi e hanno portato Davide in classe con loro.

Ciò che sento è che devo semplicemente, senza tentennamenti, portarlo oltre la barriera e non commettere l'errore di ritenerlo più fragile di quanto in realtà non sia per poi permettermi di essere affettuosa con lui, quanto desidero, quando lo ritrovo al rientro. Questo perché trovi conferma che, nonostante l'apparente durezza del mattino, lui è un figlio grandemente amato.

Ora vi lascio naviganti, forse sono andata un po' troppo per le lunghe e chiedo perdono.

Buona notte

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la mamma

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