lunedì 3 maggio 2010

Oggi è sicuramente un giorno da ricordare, nemmeno so se partire dalla fine, esplosiva veramente, e risalire la corrente, o cominciare dall'inizio, dai tanti sms che mi sono arrivati.

E' il giorno del mio 36° compleanno, e i bambini, complici con il papà, sono riusciti a tenere il gran segreto, per quasi un mese, su quello che avevano in serbo per me, e devo dire è stata un'idea davvero carina. Sono stata esentata dalla preparazione della cena e dal successivo lavaggio dei piatti serale.

Così ho potuto godermi Elisa che mi si è addormentata in braccio e sentire, come altre volte mi è capitato, la sua piccola vita nelle mie mani. E' una sensazione strana, impossibile da descrivere perché forse non coinvolge la sfera razionale di noi, ma che è vera e intensa, e che già mi era capitato di provare quando bambina appoggiavo le mani sulla schiena di uno dei miei fratelli seduto sul pavimento a giocare.

E' una sensazione che riempie di gioia, incanta, intenerisce. Prima che dormisse l'ho intrattenuto con qualche libretto dai colori vivaci e lei appoggiava le manine sulle pagine cercando di afferrare le immagini che sfuggivano alla sua presa.

Rideva, come al solito, del suo sorriso aperto e contagioso che già la contraddistingue. Con noi è rimasto per un po' Davide, che girava le pagine, divertendosi a farle sentire i versi degli animali, mentre Lele, l'unico sul divano, si riposava dalle fatiche scolastiche godendosi un cartone.

Non però un cartone di quelli che guarda qualsiasi bambino della sua età, ma uno di quelli che il papà gli recupera e che appartengono alla sua generazione come l'indimenticato: "Jeeg robot d'acciaio".

E' vero, dal mattino fino alla sera, senza sosta io sono dono per la mia famiglia, ma è altrettanto vero che anche la mia famiglia è un dono, un dono grande per me.

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la mamma

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