mercoledì 5 maggio 2010

A quest'ora la stanchezza si fa davvero sentire e l'ispirazione sembra che manchi.

Sono da poco rientrata a casa. Con Davide siamo stati alla sua scuola materna per la recita del rosario organizzata ogni anno nel mese di maggio. L'intenzione era di partecipare all'iniziativa di preghiera tutti e cinque, ma il tempo e gli orari di Elisa non l'hanno consentito.

A tutto ciò si è aggiunto l'aver scoperto che le cinque pagine di storia assegnate a Emanuele lo scorso venerdì, da preparare per dopodomani, sono davvero toste e lui non aveva nemmeno iniziato a leggerle. Per la stessa giornata è prevista la verifica di scienze con i ripassi correlati.

Grazie a Dio, nonostante lui non sembrasse minimamente preoccupato della cosa, questa sera è riuscito a studiare quasi tutto. Evitiamo ulteriori commenti e concentriamoci su altro.

Il cattivo tempo non ha solamente impedito la partecipazione dell'intera famiglia al rosario, ma anche il giro settimanale per il mercato. Di solito, se riesco, sfrutto questo giorno per l'approvvigionamento di ortaggi, e proprio la scorsa settimana ho scoperto un banco che sembra soddisfare le mie aspettative in merito a varietà, prezzi e qualità.

Quando i cassetti del frigo sono vuoti di verdura mi sento incapace di pensare qualsiasi menù.

Vorrei, come già facciamo per la stragrande maggioranza di prodotti che consumiamo, poter acquistare biologico, equo e solidale, ma la spesa peserebbe un po' troppo sul bilancio familiare e allora ci accontentiamo.

Anche se potessi però, non avrei ancora soddisfatto il mio desiderio. Mi piacerebbe avere la possibilità di coltivare un piccolo orto, ma non ho né il tempo, né lo spazio, né, credo, le capacità per poterlo fare.

A volte, come oggi stirando, lascio correre libera la fantasia e i sogni. Che bello se i miei figli, se tutti noi, potessimo vivere in campagna. Loro più di tutto imparerebbero un diverso stile di vita. Starebbero il più possibile all'aria aperta, a diretto contatto con la natura. Imparerebbero, più che non in questa piccola città, i ritmi delle stagioni, ma magari gli mancherebbe la vita che tutti solitamente facciamo.

Dopo aver dato vita a tre meravigliosi pargoli, quale sarà, mi chiedo il prossimo obiettivo della nostra famiglia, il prossimo grande molo al quale attraccare?

Con Maurizio ci prendiamo in giro circa la possibilità di aprire un agriturismo. Se non altro ho scoperto che cucinare per gli altri, quando riesco a farlo con un po' di calma, mi dà una soddisfazione impensata. Vorrei che non fosse però, solo un investimento per trarne il giusto sostentamento, ma che dietro ci fosse un grande progetto di accoglienza degli altri e di donazione di noi...

Quest'estate intanto, saremo ancora per qualche giorno ad Assisi, nella nostra Assisi, nella nostra Umbria, presso la famiglia che ogni anno ci accoglie presso il proprio agriturismo. Non è come essere in albergo, dove ti vengono consegnate le chiavi della stanza, e per ogni bisogno trovi una risposta gentile ma formale.

Quando sei da loro, entri nella loro storia, negli intrecci della loro vita. Sei un ospite, ma un ospite in casa loro. Ricordo ancora la prima volta, il primo incontro, quando prima delle chiavi della stanza, la padrona ci ha invitati a sedere con lei e ci ha offerto una tisana.

E' strano, proprio strano. Per quanti luoghi abbia girato nei miei trentasei anni di vita, quando mi rimetto in macchina alla volta di Assisi, mi sento come se stessi tornando a casa. Un amore viscerale, mai provato per altri posti che pure ho amato.

Chissà, ci sarà un senso?

S'addormenta il vascello, cullato dal rumore del mare dei sogni.

A domani, a vele spiegate, verso nuovi orizzonti.

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la mamma

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