lunedì 24 maggio 2010

Alla fine è arrivata l'ispirazione dello Spirito Santo... bisogna sempre, sempre crederci!

Raccontavo in due frettolose parole quanto accaduto ieri a un'altra mamma nel corridoio della scuola materna e lei senza indugio ha commentato: "Comincia a diventare geloso di Elisa...".

Accidenti! perché non ci sono arrivata subito? e perché non ci sono arrivata io? eppure solo qualche settimana fa ho giusto partecipato a un incontro dove si affrontava il tema della gelosia fra fratelli.
Rileggendo quanto scritto questa settimana, mi sono inoltre accorta che tutti i capricci difficilmente gestibili di Davide sono avvenuti nell'arco di questo breve periodo

Riflettevo sulla necessità che qualcuno dall'esterno, godendo di una visuale più ampia e di un minor coinvolgimento, t'illumini su quanto da sola non riesci a vedere. E' successo anche ad altri amici, che non sono riusciti immediatamente ad interpretare un fastidio del figlio nel condividere un gioco, ed è servita la lettura disinvolta di una psicologa per svelare loro l'arcano.

Oggi ho avuto una volta di più la conferma che gli altri non sono solo coloro verso i quali andare, ma anche coloro ai quali continuamente Dio mette doni nelle mani per te. Davvero non si può vivere senza gli altri... quindi grazie a questa mamma e grazie allo Spirito che ancora una volta non ci ha fatto mancare il suo soccorso e la sua ispirazione.

Come gestire questa latente gelosia poi è un altro discorso. Davide non sa dare un nome al malessere che prova. Lo vive dentro di sé, e quando meno se l'aspetta esplode in un'emozione incontrollabile e forse, come nel caso del mal di pancia, somatizza.

Bisogna che gli faccia capire che sono a conoscenza del suo malessere, anche se la mia attenzione particolare per lui non manca. Potrebbe essere spaventato dall'intensità di quanto prova, senza riuscire a capire di cosa si tratti, e aver bisogno di aiuto per ricondurre il tutto ad una misura più accettabile.

Questa mattina, per esempio, si è svegliato da solo ed è sceso e memore di quanto gli ho detto ieri, nonostante abbia avuto l'istinto di chiedere di essere preso il braccio, mi ha allungato la manina e così, mano nella mano, siamo arrivati in bagno dove ha fatto pipì.

E' stato un fantastico passaggio di maturità! I bambini sono davvero capaci di grandi, grandissime trasformazioni.

E' difficile, a volte penso... loro sono tre e tu sei sempre una! Come giocare a pallavolo col grande e a lupo mangiafrutta col piccolo contemporaneamente, mentre Elisa piangiucchia nel passeggino? Ma non sempre il limite vien per nuocere, perché insegna che la pazienza e la reciprocità sono l'unica via percorribile per una convivenza armoniosa. Niente di più di quello che anch'io, fin da piccola, mi son sempre sentita ripetere: "Si fa un po' per uno".

Comunque oggi, tutto sommato, non è andata male. Davide dopo qualche tentennamento si è convinto ad andare all'asilo e l'ho ritrovato allegro e sorridente a fine giornata. Solo mi ha chiesto di fargli i risvolti ai pantaloni, già corti, perché non gli battessero sul ginocchio ferito.

L'unico rammarico, e lo dico con tutta sincerità, è che ho un cumulo di lavoro casalingo da smaltire e lo vorrei fare prima di partire per le vacanze. Non è una lamentela, ma dover cominciare alle 9.30 del mattino, con la piccola che dopo un po' protesta a vivavoce di essere quasi lasciata a sé stessa, non permette di compiere grandi manovre.

Questa mattina, per esempio, sono a fatica riuscita a portare a termine la pulizia del bagno al piano superiore e ho terminato di rifare i letti nel pomeriggio. Di stirare nemmeno si è potuto palare! Visto l'andazzo ho preparato l'insalata di riso per la cena, ed ero contenta perché così avrei avuto un po' di tempo in più da dedicare ai bambini al rientro da scuola.

Nel tardo pomeriggio ho riposto nei cassetti la biancheria stirata nei giorni precedenti e ho caricato la lavatrice per poi stendere dopo cena.

Domani la classe di Lele partecipa ad un'altra manifestazione sportiva, ma essere presente mi impedirebbe di pulire un altro po' casa e sono veramente combattuta!

Sono io che sono negligente, disorganizzata, troppo lenta o devo rassegnarmi al fatto che sia così? L'aiuola nel nostro cortile urla che qualche mano pietosa strappi le erbacce e faccia un po' di pulizia, le tende, dopo l'inverno, non sono ancora state lavate, ho fatto qualche mestiere straordinario ma senza riuscire a portarlo a termine.

Voglio assolutamente andare a confessarmi (nel bene e nel male scrivere mi porta a fare un esame di coscienza costante, serio e dettagliato, e soffro di non riuscire a dar seguito a questo mio proposito) e dal parrucchiere e ormai rimando entrambe le cose da un mese. Sabato vorrei andare a far spesa con Maurizio, ma so già che dovrò anche portare Elisa dal pediatra...

Questa lotta tra le cose da fare e una nuova modalità di essere, né trascurata, né disattenta agli altri, finirà mai dentro di me?

Nonostante lo sfogo, sulle mie labbra e nella mia mente non manca mai una preghiera di lode e di ringraziamento per Dio, che ogni giorno rende per noi possibile vivere l'amore e la gratuità e ci rende belli.

Un abbraccio e un bacio ai miei bimbi, che già dormono nei loro letti e una notte in cui sperare contro ogni buio a tutti voi.

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la mamma

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