sabato 15 maggio 2010

Potrebbe essere troppo lungo il racconto delle ultime ore di navigazione. Apro gli occhi alle 7 stamattina e già spero di avere il vento in poppa per la quantità di leghe che mi rendo conto di dover percorrere entro sera.

Forse potrei non uscire, ma mi rendo conto quasi subito che non ne posso fare a meno. Devo prendere il pesce, la ricotta fresca per la pappa della sera, e prelevare contanti per saldare qualche debituccio.

Grazie a Dio Davide è sveglio presto, così mi risparmio la fatica di doverlo convincere ad alzarsi e vestirsi... nonostante mi renda conto che il lavoro di riordino richiederà più tempo gli permetto di giocare intanto che Elisa ed io ci laviamo e vestiamo. Quando gli chiedo di rimettere a posto ubbidisce e tra un salto e l'altro sul letto, davanti alla sorellina che ride, riesco a vestirlo.

All'arrivo della nonna siamo già tutti pronti e, complice un sole sul quale ultimamente non si riesce a fare affidamento, usciamo.

Rientro per le dieci e mi accorgo che devo preparare il brodo vegetale per Elisa prima di iniziare le pulizie del piano inferiore della casa. Ho un fine settimana complicato davanti, e assolutamente ho bisogno di anticipare al venerdì ciò che di solito faccio al sabato.

Sono pure riuscita a dare un po' di patate bio siciliane alla mia vicina, una di quelle che si rende disponibile a trattenersi con la piccola nel frattempo che porto Davide all'asilo.

Alle 11.30 le pulizie erano pressoché finite, cambio pannolino e preghiera personale comprese, ma Elisa è molto nervosa, perché, mea culpa, non le ho dato retta a sufficienza. La pappa, pronta in un attimo, placa il suo pianto, ma non riesco a trattenerla oltre sul passeggino. Urge un altro cambio di pannolino e un bel po' di nanna.

Lascio che s'addormenti nel lettino (ancora sfatto), mentre lavo i piatti e il pavimento della cucina. Quando salgo già il sonno l'ha presa. Corro in bagno e lavo i capelli. Alle 14.30 lei è sveglia e insieme scendiamo a ritirare la biancheria asciutta e stendere quella bagnata. Mi accingo a rifare finalmente i letti quando arriva l'altra nonna, quella paterna. Due chiacchiere ed esco per riprendere Davide e insieme corriamo a casa rincorsi dai tuoni e per un soffio evitiamo il temporale, ma il rischio più grande l'ha corso Lele, che rientra giusto cinque minuti prima che la grandine cominci a cadere. Telefonate allarmate di entrambe le nonne, Maurizio è in macchina diretto al centro commerciale per la spesa del venerdì.

Nonostante i pensieri mi stiano portando via, accetto di giocare con Davide e i suoi trattori. Avrebbero voluto accompagnare il papà, ma li convinco a rimanere a casa proponendo loro un buon bagno. E' andata, ma Lele, come spesso accade il venerdì al rientro da scuola, è molto nervoso. Pretende che Davide lo ascolti, gli si rivolge contro scontroso, e nel giro di poco tempo piange per due volte e per due volte mi tocca consolarlo, sperando che l'acqua aperta non debordi dalla vasca.

Maurizio, tornato dopo la spesa, prova a ragionare con lui, mentre l'altro ancora nella vasca piange di capricci e di stanchezza, su come il suo rapporto col fratello potrebbe essere diverso. Risultati 0. Ostinazione 1000.

Devo inventarmi nuovi stratagemmi per il venerdì, vedrò.

Alle sette, strano ma vero, siamo tutti a tavola, e Davide, dopo aver consumato metà del riso e zucca avanzato il giorno precedente, crolla senza più svegliarsi.

Lavo i piatti, e dopo un caffè preparo la pappa a Elisa e alle 20.30, sotto il diluvio torrenziale che dalle 17 si abbatte sulla nostra zona, esco con un'amica per partecipare alla prima parte del convegno catechistico.

Serata interessante. Conclusione: essere mamme aiuta. Si parlava del primo annuncio, di aprire vie nuove, della perdita dello stupore e pensavo: davvero! essere mamme vuol dire essere sempre in piedi, sempre pronte, con una buona dose di fantasia e non essere mai statiche. Bisogna tenere il cervello sempre in moto, per trovare le mille soluzioni possibili, i mille percorsi per raggiungere le tappe alle quali ti sei proposta di portare i tuoi figli. Aiuta, aiuta averne tre tutti insieme, perché loro ti smontano e ti costringono a ricostruire. Non c'è spazio per soluzioni preconfezionate, c'è spazio per loro e loro sono sempre il mio punto di partenza.

Il vascello lentamente raggiunge il porto, ma già quasi è pronto a riprendere il largo. Domani non ci sarà riposo, una giornata stravolta si annuncia.

Vi racconterò a patto di qualche ora di sonno e di ristoro.

Buona notte

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la mamma

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