mercoledì 11 agosto 2010

Oggi Maurizio è rimasto a casa. Doveva portare sua madre ad una visita medica ma, dato che l'appuntamento era fissato proprio nel bel mezzo della giornata, non ha potuto far altro che prendere un giorno di ferie e noi... ce lo siamo tenuto ben stretto a casa.

Abbiamo pranzato insieme e i bambini l'hanno trovato in cucina al loro risveglio. E' poco ma... è tanto! Stasera al parco è venuto anche lui e alla solita combriccola si è unita, con nostro grande piacere, anche un'amica con i suoi tre figli. Non c'è che dire, sembra il divertimento sia vertiginosamente aumentato.

La cena era pronta. Nel primo pomeriggio sono infatti riuscita a preparare un'insalata di riso con riso integrale. Una vera scoperta! L'ho provato per la prima volta quest'estate. Occorre lessarlo cinquata minuti, ma ha un sapore molto migliore rispetto al riso sbiancato e mantiene intatte tutte le proprietà nutritive che, invece, si perdono abbondantemente in tutti i processi di raffinazione degli alimenti.

Alle 14 dovevo ancora fare i letti, finire di lavare il pavimento in camera dei maschi e terminare la preparazione dell'insalata, ma, non mi sono detta: "Uffa! che barba! non vedo l'ora di finire!". Ho fatto tutto con gioia, con la voglia di fare le cose bene e, guarda caso, proprio oggi la liturgia proponeva come prima lettura la seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi. Vi si legge: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza, né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia". Ma chi ci dà la forza di donare non con senso di costrizione, ma con gioia se non Lui?

Ecco, questo è quello che ultimamente sto un po' sperimentando. Quando sento che riesco ad amare, a voler bene, a fare scelte di bene, anche nei confronti di persone sulle quali avrei aspettative diverse, è perché riconosco che Dio sta agendo dentro di me. Io sarei diversa. Io mi lamenterei.

La frequentazione quotidiana della Parola di Dio luce per "raddrizzare i sentieri" non fuori ma dentro di me e permettere la venuta di Cristo in me. Questo è Natale ogni giorno!

Questo è il "di più" che chi ha fede e vive per Cristo e in Cristo, cercando con tutte le sue forze di mettersi e rimanere in comunione con Lui, sperimenta.

Questo è ciò che sperimenta chi, sposandosi nel Signore, diventa Suo sacramento. Non bastano però poche paroline emozionate pronunciate davanti all'altare, a un prete, a qualche parente e degli amici. Sposarsi in Dio è un affare di tutti i giorni. Essere sposi nel Signore è, contemporaneamente, uno stato, un essere per sempre e un continuo divenire. Diventi sacramento di Dio se con Lui ogni giorno collabori, se lo cerchi e lo vuoi collante della relazione che vivi.

C'è un po' di sofferenza in me ultimamente, e forse da queste righe trapela. Prego, prego, prego, prego, prego. Prego che Dio ci renda, renda tutti gli sposi buona notizia per tutti coloro che percorrono altre strade.

Vi lascio.

Buona notte, su questi mari né calmi, né agitati.

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la mamma

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