sabato 28 agosto 2010

Non sono un'esperta, nonostante abbia scelto l'immagine del veliero come figura retorica del viaggio della vita. Certo è che in questo momento ci vorrebbe forse una gran rete da pesca, per strisciare il fondo e passare al vaglio tutti gli avvenimenti che si sono succeduti dalla prima mattinata fino al calar del sole.

A volte li vedi, in quelle trasmissioni che resistono al trash, e ancora raccontano la nostra bell'Italia, quei pescatori sui loro pescherecci, di ritorno da una notte in mare, chini sul pescato a distinguere, separare e, se il caso, rigettare in acqua.

Avviavo il programma della lavatrice, quasi tre ore fa, e pensavo giusto a quel che rimaneva del giorno. Due, due parole rimangono: gli innumerevoli incontri e le pulizie.

Siamo usciti questa mattina, i bambini ed io. Avremmo voluto tornare in biblioteca a restituire i libri prelevati l'ultima volta e a prenderne, forse, degli altri, ma con nostro rammarico abbiamo trovato la porta chiusa e un cartello che avvisava che la chiusura si sarebbre protratta fino a fine mese.

Dietro front! tappa al banco del pesce e poi casa. Prima di tutto questo però siamo stati in tabaccheria ad acquistare un francobollo che ci permettese di imbucare una lettera indirizzata alla padrona dell'agriturismo d'Assisi e, percorrendo il corso centrale lungo il mariciapiede, abbiamo incrociato la nonna di un compagno di scuola di Emanuele.

Abbiamo fermato la marcia per salutare e chiedere notizie ma anche, e non so se ci siamo riusciti, dare un po' di speranza riguardo ad una situazione un po' critica. A volte mi chiedo che immagine diamo di noi. Cosa comunichiamo agli altri che ci vedono, che ci incontrano? I miei tre figli ed io a spasso per il paese fra la gente.

Non so. Forse non è importante che ne veniamo a conoscenza. Forse è importante solo ciò che scegliamo di essere, comunque, giunti davanti al nostro cancello, da poco distante, ho visto svoltare e immettersi nella nostra via, a piedi, un'altra mamma che spesso s'aggrega a noi almeno per una parte del percorso che porta alla scuola materna.

Secondo incontro con una persona che non vedo dall'inizio dell'estate. Era contenta. E' una ragazza albanese, madre di due bambine che, ho saputo, è rimasta qui da sola con suo marito perché il resto dei parenti, o conoscenti, è tornato in patria. Adesso è riuscita ad entrare a servizio da alcune famiglie per un totale di tre ore di lavoro settimanali. Per lei, mi ha confidato, è come aver trovato un impiego fisso full - time, anche se ora è alle prese con problemi quali "a chi lascio le bambine mentre sono al lavoro". Sembra però che abbia vicini di casa disponibili.

Le ho sorriso, mi sono mostrata partecipe e solidale per tutto ciò che mi stava dicendo e credo sia stato un incontro che ha fatto bene ad entrambe.

Chiusa la porta dietro le spalle ho pensato al pranzo. Maurizio sarebbe rientrato per le 13.30 così, oltre al pesce per la cena, e la mezza platessa da cuocere al vapore per Elisa, ho acquistato anche tre spiedini con gamberi e calamari per il nostro secondo.

La piccola si è addormentata molto presto, ma quando ho terminato di lavare i piatti erano passate le 14. Approfittando della presenza del papà, che ha continuato con Lele la produzione di oggetti per il banchetto, mentre Davide si appisolava anche lui sul divano, ho iniziato le pulizie di sala e cucina.

Dovevo essere ispirata perché mi ci sono messa proprio con impegno. Ho persino pulito il vetro del forno che, effettivamente, era ormai un po' incrostato, passato le piastrelle del rivestimento, pulito il davanzale con lo sgrassatore e messo i cuscini che solitamente stazionano sui divani dentro la lavatrice.

Ero proprio soddisfatta, anche perché, tutto considerato, non ci ho messo molto. Che bello sentire di avere lo sprint giusto per fare le cose godendosi non solo il risultato, ma quasi lo stesso sfaccendare.

Come ad una boa nel bel mezzo del pomeriggio siamo giunti all'ora di merenda. Ancora una volta (forse non ho messo proprio nell'ordine giusto le priorità quest'oggi) ho chiesto al papà di occuparsi della cosa mentre terminavo di passare la spazzola elettrica sui divani e poi ho spedito tutti al parco. Ma lui era d'accordo o avrebbe preferito fare qualcos'altro? magari proseguire la manutenzione ai serramenti. Di fatto ha accettato di venirmi incontro.

Alle 17 avevo lavato i pavimenti e uscivo in cortile per il secondo round. Sono uscita armata di scopa e paletta per pulire il marciapiede antistante casa e dopo poco è passata quella vicina che ho scoperto abitare sola soletta nel condominio di fronte e: "Buona sera!".

Incoraggiata, credo, dal saluto, si è avvicinata e ne é nata una conversazione sull'insopportabile rumore del traffico qui, sulla nostra strada, ma anche sui vicini di casa. Da quanto ho avuto modo di constatare anche di persona non fra tutti regna buona armonia e, rimasta di nuovo sola, mi sono rinfrancata nel proposito di essere comunque gentile e disponibile con tutti, senza dir nulla che possa acuire le tensioni.

Poi, naturalmente, ho raccontato la cosa a Maurizio, tanto per tenerlo al corrente e vediamo come va'.

Dopo cena, tanto per gradire, ho stirato le lenzuola dei bambini e qualche altra cosetta e domani, nonostante sia sabato. il giorno della colazione tutti insieme in tutta calma, dovrò alzarmi presto per l'appuntamento dal pediatra e poi... spesa. Potrebbe essere il titolo di una puntata di qualche serie televisiva: "I cinque alla Coop".

Nel pomeriggio, Dio me la mandi buona, ho previsto di rimettere "le mani in pasta"! Starò in cucina e proverò a preparare un pranzo semplice e gustoso per i vicini che verranno da noi domenica.

Che dite? ce la farò a diventare una perfetta donnina di casa?

Mi raccomando, tutti coloro che sanno chi sono, non si mettano a ridere troppo sguaiatamente.

Adesso è proprio ora. Buona notte naviganti.

---
la mamma

2 commenti:

mluisa ha detto...

cara vicina non so se ti arriveranno mai i miei commenti
ma almeno fanno bene a me
sono certa che per il pranzo di domani andra' tutto bene, quando c'e' amore fra due persone o due gruppi di persone non puo' che andare cosi'.
anche io mi sono impegnata per la cena di stasera ho fatto farfalle fatte in casa, speriamo che non volino via, scongelato il ragu' che avevo saggiamente fatto in passato preparato pomodori e melone comprato affettato e ora sono qui ad aspettare i mei amori che tornano dalla montagna...
ciao vicina da una famiglia ex velista

In Famiglia ha detto...

Carissima,
ma si che mi è arrivato questo commento. Non so se tu avessi provato a farne altri, ma questo è arrivato!
Non sono al pari tuo in cucina, che fai farfalle fatte in casa, ma ho impiegato tutto il pomeriggio a prepararvi un pranzetto coi fiocchi con piacevolezza e gioia.
Riguardo all'amore tre le nostre famiglie, posso solo sperare che ce ne sia sempre di più.
Un abbraccio e a domani.