venerdì 25 giugno 2010

Vedere le costruzioni che Maurizio, con rudimentali strumenti, riesce a realizzare sulla spiaggia coinvolgendo i bambini, non fa altro che confermare quanto da tempo sostengo: è un architetto mancato!

Proprio i bambini hanno risvegliato questa sua dote sopita, emersa al tempo in cui Lele, ancora piccolo, lo "costringeva" a realizzare qualsiasi cosa gli saltasse in mente usando i mattoncini delle costruzioni. Siamo passati da vere e proprie cattedrali, a ponti, navi e persino a un cavallo di Troia. La produzione si è poi spostata, liberando ancor più la fantasia, su giocattoli realizzati con materiali di riciclo. Sono quindi comparsi elicotteri realizzati con scatole di banane e rotoli di cart'igienica, aerei, ogni volta portati all'asilo come fossero trofei.

Quella che però io considero la dote delle doti di mio marito, non è tanto riuscire a combinare creatività e precisione, qualità che lo avrebbero reso appunto un architetto d'eccellenza, ma quella di riuscire a "trasformare in oro tutto ciò che tocca".

Mi rendo conto che serve forse qualche precisazione. Non so esprimere tutta l'ammirazione che provo per lui quando mi capita di constatare che davanti alle cose da fare non si ferma al mi piace oppure non mi piace, ma in ogni caso ci si butta con interessamento e impegno cercando di affrontarle al meglio di sé e di trarne il meglio. Questa dote poi, brilla ancora di più quando la confronto con il mio modo d'essere, che solo grazie alla sua vicinanza e al suo esempio sto riuscendo un po' a correggere.

Se solo penso al rifiuto di impiegarmi come ragioniera, seguendo ciò che sarebbe stato normale per il diploma conseguito, pur con buoni risultati.....!

Ma adesso sono una sposa, e una mamma, una felice sposa e mamma!

Quando lo vedo, e mi accorgo di questa dote che sicuramente non ha avuto sufficiente spazio, o possibilità per crescere e maturare, mi viene spontaneo chiedermi quale sia il modo giusto di pormi nei confronti di quelle che saranno le scelte dei miei figli, le scelte che condizioneranno e indirizzeranno il loro futuro.

Adesso, che sono piccoli, forse è il momento giusto, ancora lontani dalle preoccupazioni circa la possibilità di una reale occupazione, per aiutarli a scoprire i loro talenti e svilupparli.

Oggi, per esempio, Lele è tornato sui suoi passi, ad un sogno di quando aveva solo tre anni, che poi ha accantonato, per non dire resettato dalla memoria. Io però me lo ricordo bene, quando diceva di voler fare il contandino, e per distrarlo in macchina e aiutarlo a far passare il tempo, gli raccontavo la storia del semino di riso.

Ultimamente diceva di voler fare l'agente segreto, o di voler lavorare solo mezza giornata per poi fare l'inventore, ma non erano cose alle quali poter dare peso.

Nel frattempo sta crescendo in una famiglia che acquista in larga misura prodotti biologici, che fa il pane in casa, che lo coinvolge nella preparazioni di dolci... chissà.

Se così fosse, però, sarei ben contenta di sostenerlo in ogni modo e magari, con lui come formidabile risorsa, riusciremmo davvero ad aprire il nostro agriturismo!

Sul fronte mare, nessuna particolare novità. Il sole si è svegliato più tardi di noi, e le temperature, per essere estate, sono da brivido. Sono vacanze anomale, inaspettate, che ancora una volta ci costringono a metterci in gioco per trovare alternative, ma forse, proprio per questo, meno monotone.

Una serena notte, un sereno di cui noi avremmo un disperato bisogno!

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la mamma

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