martedì 29 giugno 2010

Rimane sempre e solo la notte per ricucire insieme i pensieri, dopo la risalita a volte lenta, a volte veloce del giorno, dopo che le voci dei bambini si sono placate e intorno senti solo il gracidare pazzo delle rane che popolano sembra in gran numero il canale poco oltre il nostro alloggio, dopo che hai dato tutto a tutti e già quasi senti la voce del giorno che viene a chiamare a un nuovo risveglio.

Potrebbe essere un tempo buono, per dar voce e luce alle migliori ispirazioni, quelle che mi spingerebbero, per esempio, a scrivere nuovi versi, ma è tardi, è sempre troppo tardi!

Qua e là, fra frammenti perlopiù rubati a giochi e intrattenimenti per e con i piccoli, porto avanti la lettura di un'opera in poesia davvero coinvolgente ed esaltante. Mai regalo fu più indovinato! Da più di un anno l'avevo nella libreria, e l'avevo anche cominciato, ma presto interrotto, e sono contenta di aver avuto questo tempo per poter ritornare a queste pagine.

Si tratta, a quanto ho capito, dell'opera migliore di Bertolucci, poeta contemporaneo recentemente scomparso e si intitola "La stanza da letto". Parla delle vicissitudini di una famiglia proprietaria terriera nella Pianura Padana, vicino a Parma.

La normalità della vita, con i suoi ritmi e le sue stagioni, con le sue gioie ed i suoi lutti, diventa straordinariamente ricca di colori, profumi, sentimenti, atmosfere, insegnamenti.

Anch'io mi fermo "... come sull'orlo di un belvedere...", a guardare, a guardarci e scopro queste pieghe nascoste.

Come in questi giorni, in cui sento che la vita nello Spirito comincia dove tocco il limite umano, dove inizio a sorprendermi, nel momento stesso in cui, condividendo l'intimo, più intimo di me, le mie inquietudini trovano pace. L'oltre è lì, giusto a un passo dal binario sul quale corri. E' lì che ti siede accanto, quando pranzi o ceni con chi ami.

Il resto è fede!

Buona notte

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la mamma

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