domenica 6 giugno 2010

E' ufficiale, nemmeno la nostra famiglia è perfetta! E' stata una giornata durante la quale, purtroppo, molto è sfuggito alle maglie strette dei nostri proponimenti e diverse volte il nervosismo ha prevalso sulla pazienza. Emanuele s'è preso uno scapellotto dal papà per l'atteggiamento sbagliato nel rispondere per la seconda volta nel giro di pochi minuti e questo dopo che io l'avevo sgridato alzando la voce.

Stavano già suonando le 16 e mi chiedeva seccato perché non gli avessi ancora preparato la merenda, e siccome dopo pranzo avevo lavato i piatti, preparato la pasta per la focaccia, lessato i fagiolini e stavo in quel momento preparando la nizzarda ho reagito male. Davanti agli occhi avevo già il resto della giornata tutto in salita!
Maurizio ha tentato di sistemare un interruttore della luce che da mesi ci dà problemi, e proprio ieri sera è di nuovo saltata la corrente e poi ha ripescato dalla cantina il seggiolone per Elisa.

I piccoli sono saliti a giocare al computer e il loro comportamento doveva essere un chiaro segnale per noi che li stavamo trascurando, ma abbiamo lasciato che il nervosismo prendesse il sopravvento.

Personalmente, non sono riuscita a coinvolgerli in ciò che stavo facendo e forse non ci ho nemmeno provato e di lì in poi è stato tutto un aggrovigliarsi di sentimenti negativi.

Chiedendomi se ho amato oggi mi trovo profondamente mancante, il mio fuoco era altrove e non su di loro, non sulle persone che mi erano intorno e a me sono affidate.

E' vero che a volte Lele ha atteggiamenti sbagliati, che vanno corretti, ma il modo in cui abbiamo tentato di farlo ci ha messi contro.

Già il mattino per me è iniziato macinando nervoso, un nervosismo del tutto immotivato al quale anche ora non riesco a dare ragione. Ho preparato il dolce al cocco con Davide, ma stavo rischiando di rovinare un bel momento prendendomela per lo spreco di ingredienti che di tanto in tanto si rovesciavano sulla tovaglia di plastica.
Mi ero dimenticata che stavo avendo a che care con un bambino di quattro anni.

Nel pomeriggio ho preparato la pasta per la focaccia e l'insalata nizzarda... un sabato da sogno per me, che da poco ho scoperto questa passione per la cucina, ma invece di coinvolgere i miei figli, mi son lasciata prendere la mano e li ho trascurati.

Ha prevalso la vecchia me, quella che mattoncino, dopo mattoncino, sto tentando di demolire.

Ho trovato anche il tempo, come mia intenzione fin da ieri, di far visita in chiesa dove era esposto il Santissimo. Nei venti minuti in cui mi sono fermata ho cercato l'intimità profonda con il mio Dio, e la preghiera, grazie anche alle poche persone presenti, è stata raccolta.

Dio è Provvidenza, ma io forse non sono ancora capace di abbandonarmi completamente nelle sue mani. Ci ho pensato già chiudendomi il cancello alle spalle, ma, e non ricodo cosa me ne abbia dato lo spunto, al modo in cui vivo ultimamente.

Provvedo, e cerco di farlo con tutta la cura di cui sono capace, a tutto e a tutti qua dentro. Mi ricordo gli impegni dei bimbi e per i bimbi (compiti, visite mediche, appuntamenti di vario genere...), ma difficilmente vivo il rapporto più stretto e intimo che conosco, quello con mio marito, come un affidamento.

Lascio mai che sai lui a prendersi cura di me? anche se la confidenza tra noi è notevole, se reciprocamente ci rendiamo partecipi di quanto avviene in noi, e ci comunichiamo ciò che avviene in assenza dell'altro, m'accorgo di quanta fatica faccio io a vivere la dimensione dell'abbandono a lui, o meglio, di come non ci pensi intenta come sono a trovare energie per tenermi su.

Lavavo i capelli e pensavano a quegli uccelli che non volano, ma planano e lasciano che siano le correnti d'aria, nel momento in cui forse sentono di precipitare, a tirarli su. Ecco, se imparassi la fiducia....!

Ora è tardi, troppo tardi, anche se altri concetti abitano la mia mente e il mio cuore di moglie e di madre.

Continuerà a viaggiare questo vascello, il domani già s'è affacciato alle nostre finestre, ma ancora la notte ci dà modo di riposare.

Buona notte

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la mamma 

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