domenica 5 settembre 2010

Qualche altro giorno d'assenza e anche stasera è tardi. Molte delle riflessioni dei giorni scorsi sono andate purtroppo perdute.

Il desiderio di ritrovarmi qui a fine giornata, a ponderare un po' tutto, a condividerlo con qualche volto noto e tanti volti anonimi che potrebbero leggere queste righe era alto.

Ieri, per esempio, avrei potuto e voluto raccontare, fra le tante cose che una delle mie vicine e amiche nel pomeriggio mi ha raggiunta telefonicamente chiedendomi se avessi bisogno che rimanesse un po' con Elisa. Avrei potuto così stirare... Avrei potuto e voluto raccontare del senso di gratitudine profondo che ho provato, che provo ogni qual volta la Provvidenza, nelle sue molteplici forme, mi raggiunge e io capisco di non essere abbandonata. Grazie, profondamente grazie amica mia, per aver pensato a me e al mio possibile bisogno.

Maurizio però si è servito del portatile fino allo scoccare della mezzanotte. Preparava le mappe che oggi, con Emanuele, avrebbero esposto e venduto sul loro banchetto. Avrebbe finito prima, forse, ma da uno strano gorgoglio dei tubi del bagno, ci siamo resi conto di avere il sifone otturato e Maurizio, sollevando il tombino d'ispezione, ha dovuto liberarlo. Nel contempo si è pure accorto che le luci di posizione dell'auto non funzionavano, ragion per cui questa mattina è passato dal meccanico.

Iniziava la sagra di S. Rocco, patrono del rione, e in serata ci saremmo dovuti spostare in auto per la tradizionale grigliata in oratorio.

Doveva essere una sabato semplice. Già avevo pensato, con la confezione di pasta fresca per lasagne che mi era rimasta in frigorifero, di preparare dei cannelloni per il pranzo della domenica. Avendo la marmellata, da consumare entro il 23 settembre, la cosa migliore era sicuramente farne una crostata, magari sbriciolando assieme degli amaretti e poi... poi questa mattina avremmo cotto il pane.

Alle 8 del mattino, però, il vascello è andato ad incagliarsi e solo verso sera ha potuto riprendere il largo, giusto il tempo per tornare sicuro in porto. Emanuele, mentre ancora tutti noi dormivamo, al buio ha voluto prendere il suo cubo di Rubik che sta su una mensola in alto e... scivolandogli dalle mani è caduto per infrangersi irrimediabilmente sul pavimento!

E' stato come il segno negativo alla chiusura della Borsa, o meglio, il segno profetico che non tutto sarebbe andato per il verso giusto. Desideravo concedergli il pomeriggio col papà e il suo amico per la pelle. Un momento in esclusiva. Davide sarebbe rimasto con me in cucina e, dato che si trattava di preparare cose per nulla elaborate, ci saremmo sbrigati coprendo il tempo del pisolino di Elisa.

Quando sono usciti, alle 13.30, la piccola già dormiva. Io dovevo lavare i piatti mentre Davide si guardava un cartone, ma già chiedeva di poter andare anche lui con papà. L'ho convinto a rimanere con me. E' andata bene.

Ha pesato la farina, ci abbiamo messo dentro tre occhi di drago (i tuorli) e poi il burro, che mi son dimenticata di tirar fuori per tempo dal congelatore e a ritardato un po' i tempi. Dopo poco però l'ho visto scendere dalla sedia e: "Vado a giocare". Si era stufato. E' rimasto un po' in cortile con le sue ruspe mentre io, in attesa di poter impastare la frolla, preparavo il sugo che avrebbe fatto da letto ai miei cannelloni.

Ogni tanto rientrava in cucina e ben presto è tornato a chiedere di poter andare con papà. Io, nonostante desiderassi farlo, non potevo nemmeno portarlo a fare un giro per i banchetti. Dovevo terminare le preparazioni. Avevo deciso che quello sarebbe stato il nostro pranzo, perché domani per noi sarebbe stato un giorno di festa e, visto che comunque quello era il menù e si trattava di cose buone, avevo anche invitato il più giovane dei miei fratelli con la sua fidanzata da noi.

Alle 15 Elisa si è svegliata e ho dovuto sederla nel seggiolone. Un po' c'è rimasta, ma ben presto s'è stancata, mentre le richieste di Davide, avvicinandosi ormai le 16 a grandi passi, diventavano più insistenti. Ho dato loro la merenda e, visto che dovevo ancora terminare di riempire i cannelloni, preparare la besciamella, riordinare, lavare capelli e pavimenti dopo aver passato l'aspirapolvere.. (ripreso fiato?), informavo Maurizio che rinunciavo alla grigliata, rinviando alcune di queste cose alla sera, lasciando che ci andassero lui coi due maschi.

Poi però è venuto a prendere anche Davide ed Elisa. Pensa e ripensa non riuscivo a trovare una ragione valida per il mio irrigidimento sul fatto che Davide dovesse rimanere a casa. In fondo era festa anche per lui!

Rimasta sola ho terminato quel che dovevo con più calma, dicendomi che forse non avrei dovuto prendermi un simile impegno, sapendo di dover fare poi a meno del supporto di Maurizio per tutto il pomeriggio. Speravo che Davide gradisse rimanere un po' con me in cucina, ma preferiva altro.

Mi sono rimproverata di essere la Marta del Vangelo, quella che pensa alle cose da fare prima che alle persone. Se Maurizio non fosse tornato, terminato il riempimento dei cannelloni, avrei smesso di cucinare per stare coi bimbi. Già avevo proposto a Davide di uscire con me a tirar quattro calci al pallone, ma prima dovevo cambiare il pannolino alla piccola.

Alle 18.30, dopo aver venduto almeno una parte degli oggetti preparati (cellulari, macchine fotografiche, bussole, navigatori e mappe di Camelot), sono rientrati. Stavo finendo di asciugare i capelli e nonostante un mezz'ora di ritardo, alle 20 stavamo in oratorio. Tutti.

E' stata una serata tranquilla. Di gente, come già mi aveva detto Maurizio, non ce n'era molta in giro. Davvero strano, perché nei giorni della sagra c'è solitamente un gran via vai. Vedremo domani a Messa.

Abbiamo rivisto gli amici del gruppo famiglie e anche tornare in oratorio, dopo tutta estate che non ci mettevo piede, mi ha fatto un effetto strano, come se mi fosse mancato, come vederlo per la prima volta dopo tanto, tanto tempo e ricordarsi di com'era bello starci.

All'occhio, naturalmente, è balzata anche l'assenza di alcuni amici speciali, ma, per fortuna, manca poco al loro rientro.

C'è ancora molto da vivere naviganti. Domani.

Buona notte, buona domenica e buona vita in famiglia.

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la mamma

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