mercoledì 8 settembre 2010

E' successa un'altra cosa straordinaria oggi. Fuori il cielo era grigio e nuvoloso e un velo d'umidità e di baganto ricopriva l'asfalto. Verso le 17 stavamo ancora tutti sul pavimento a giocare.

Davide era ormai rientrato dopo l'asilo, Lele leggeva sul divano e Maurizio sarebbe rincasato poco dopo le 18 ed Elisa, come ieri, gironzolava in cerca di sempre nuove attrazioni. Come ieri dovevo allontanarla da ruspe e betoniere. Davide proprio non la voleva nel suo cantiere e credo proprio ormai stia covando un po' di gelosia. Scappava a nascondere la faccia fra i cuscini ogni volta che la piccola si avvicinava furbescamente protestando che voleva giocare solo con me.

Ho tentato così di sminuire la piccola (che ancora non comprende) rassicurandolo che tanto lei: "Non sa giocare al cantiere", mentre lui era molto bravo e a stuzzicarlo con nuove idee, come quella di costruire un'intera città immaginaria, ma lui si alzava e col piede voleva schiacciare la mano di sua sorella dicendole: "Brutta".

Non mi ricordo con esattezza la sequenza degli eventi. A un certo punto però mi son voltata verso di lei, alla quale comunque cercavo di dare attenzione, e l'ho vista in piedi aggrappata al bordo del divano. E' incredibile... gattona si e no da tre giorni e già s'aggrappa cercando di stare in piedi.

Come ogni volta che compie un progresso, gongolava di consapevolezza.

Tutt'attorno a questo evento c'è stata la normalità di sempre. Questa luce malinconica invece di intristirmi mi ha quasi coccolata, facendomi pregustare l'autunno, con una nota di calore che è vicinanza umana, rassicurandomi che la casa, come luogo prievilegiato del cuore, è un posto buono per vivere.

E prima o poi, chissà, appena sarà possibile, preparerò una fantastica torta di mele.

Buona notte naviganti di tutti i mari.

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la mamma

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