mercoledì 28 luglio 2010

Una delle prime cose che ho fatto quest'oggi è stata chiamare i pompieri... inutilmente. Forse domenica, guardando con il naso in su verso il tetto, abbiamo scoperto un nido proprio sotto il cornicione che abbiamo interpretato essere di api o vespe.

Maurizio in un primo momento era convinto di volerlo togliere da solo, poi però ci abbiamo pensato, prendendo anche qualche informazione in internet, e abbiamo deciso di chiamare i pompieri. La prima telefonata è andata bene. Ho trovato una persona gentile che mi indicato il numero corretto a cui chiamare. Ho ringraziato, riagganciato e ricomposto il numero.

Ora, non so se era la mattinata storta, ma ho trovato un pompiere che sembrava un po' infastidito da quello che gli stavo dicendo. Giustamente mi ha posto delle domande, ma ho capito che voleva evitare un'uscita a vuoto. Comunque sia mi ha detto che sarebbero venuti per le 18.

Considerato il suo atteggiamento ho cominciato ad avere dei dubbi, così, per farla breve, ho chiesto aiuto a un vicino che, con un'occhiata, mi ha tranquillizzata sul fatto che si trattava solo di insetti...

Così prima di pranzo li ho chiamati, trovando di nuovo una persona gentile, ed ho annullato l'intervento richiesto.

Sarà, ma con tre bambini in giro, mi son detta, meglio essere prudenti!

La novità della mattina è stata che, per la prima volta, dal rientro delle vacanze, abbiamo cotto il nostro pane e... come mi mancava!

Poi nel pomeriggio, come quando i galletti segnatempo sui tetti impazziscono per la variabilità delle condizioni, si è di nuovi rimesso "al brutto". Abbiamo pranzato tardi, ed erano quasi le 14.30 quando ho portato Elisa a dormire con l'intenzione di concedere a Lele e Davide un film in cartone e così stirare.

Elisa però non ne ha voluto sapere di addormentarsi. Ha girato e rigirato nel letto, giocato coi miei capelli e la catenina, bevuto, addentato l'anello di plastica del carillion, ascoltato qualche preghiera (sembra che di solito, questo, la tranquillizzi), ma niente da fare, non riusciva a prendere sonno. Ormai persuasa dall'evidenza dei fatti a cedere l'ho portata giù sul suo tappeto. Erano le 15.30 e Lele non aveva ancora finito i suoi compiti.

Elisa ha giocato ed io, accanto a lei, mi sono addormentata.

Dopo la merenda, con ciambella, marmellata, té con la menta, siamo tornati al parco. Come sempre è stata l'ora migliore della giornata. Abbiamo trovato anche altre persone. Lele e Davide hanno di nuovo giocato col loro nonno in prestito e poi è arrivata una famiglia con tre bimbi. Il primogenito non arrivava all'età di Davide. L'ultima ha 15 giorni. Io conosco il papà, e prima di andarmene mi sono avvicinata alla mamma che si era seduta sola su una panchina tenendosi vicina la carrozzina.

Mi piacciono sempre di più questi posti pubblici, che davvero ti permettono di oltrepassare i confini di casa tua e degli ambienti che solitamente frequenti.

Ho scambiato quattro chiacchiere con questa mamma, più giovane di me. Mi sembrava doveroso e sono stata contenta di averlo fatto, anche se non sono proprio il tipo che attacca bottone!

Chi mi conosce bene lo sa, ma anch'io imparo e so di poter cambiare...

All'arrivo di Maurizio ci siamo piacevolmente trattenuti qualche momento in più e quasi, poter sfruttare questo parco a due passi da casa, è meglio che stare al mare. Non so come e perché ma riesco proprio a godermelo.


Questa sera poi, nonostante non ne avessi molta voglia, ho sfruttato l'ora in cui Lele e Davide guardano i cartoni, dalle 21 alle 22 per stirare. Sono riuscita a finire in tempo per metterli a letto, pregare con loro e leggere loro una storia.

Adesso un po' di film. Carino ma.. niente a che vedere con quello visto nelle due serate precedenti, che continua invece a tornarmi alla mente, a rimanermi dentro.

Buona notte naviganti.

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la mamma

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