mercoledì 21 luglio 2010

Quasi non mi sembra vero di essere qui, a quest'ora della sera, quando i bimbi sono finalmente a nanna a godermi la compagnia dell'unica altra persona adulta che abita questa casa: Maurizio.

In effetti si è trattato di una giornatina non semplice. Quando la sveglia è suonata avrei volentieri continuato a dormire e il sonno non mi ha abbandonata nemmeno nelle ore successive.

Non riuscivo, nonostante gli sforzi, a trovare la grinta necessaria per affrontare la giornata e solo verso sera, dopo cena, ho cominciato a sentire che il mio equilibrio psicofisico si stava riallineando per riprendere livelli normali.

Sono pur sempre una mamma in carne e ossa, e non un robot, quindi credo che anche nel mio caso siano ammissibili momenti di cedimento.

Ho abbracciato Lele al suo risveglio per poi assumere con lui toni più severi subito dopo pranzo. Aveva rovescito sul pavimento i rimasugli della tempera di un pastello e gli ho chiesto di prendere scopina e paletta e pulire, cosa che ha fatto. Poi però ha lasciato libro delle vacanze e materiale scolastico vario sparso per la scrivania e quando gliel'ho fatto notare mi ha risposto: "Ma tu non mi avevi detto di mettere via!".

Devo ammettere che mi sono proprio innervosita e gli ho risposto a tono. Tra l'altro quello del pranzo è stato un momento difficile. Era tardi. Ho dato la precedenza a Elisa e per non farla piangere, una volta svuotato il piatto della pappa, le ho allungato una fettina di pane raffermo e lei se l'è succhiata con curiosità e gusto.

Davide era contrariato dal passato di legumi che aveva davanti e resisteva ai miei inviti a mangiare, ma poi sono riuscita a convincerlo e, nonostante non abbia finito tutto, qualcosa ha mangiato. Lele, dal canto suo, mangiava come sua abitudine in maniera scomposta, sbriciolando ovunque, lasciando la bocca aperta per masticare e ho faticato a tenere il controllo loro e della mia pazienza.

Quando ci siamo alzati erano le 14. L'intenzione era quella di stirare, Elisa andava cambiata e messa a letto e dovevo ancora lavare i piatti.

Mi sono messa al lavandino con cento interruzioni, poi, prima di asciugare le pentole e finire di sparecchiare, ho portato su Elisa. I maschi intanto, che avevano giocato a lottare fino a un secondo prima rischiando seriamente di farsi male, hanno avuto il permesso di guardare un cartone per far passare le ore più calde.

Grazie a Dio la piccola si è addormentata senza fatica, nonostante durante la mattina si sia addormentata sul nostro letto dopo un cambio di pannolino e abbia dormito per più di un'ora.

Sono scesa e ho terminato quel che dovevo, riuscendo altresì a stirare prima dell'arrivo del tecnico della caldaia per l'annuale controllo e pulizia. Mi stavo accingendo a sbirciare qualche libro di ricette in cerca di un'idea per la sera, mentre iniziava a serpeggiare il mal di testa (Lele, finito il cartone giocava coi Lego e Davide dormiva sul divano) quando è arrivata la mia nipotina per il bagno in piscina.

Alle 16.30 erano tutti dentro, tranne Elisa che ancora dormiva beata nel lettino.

Intorno alle 18 è arrivato Maurizio e mi ha trovata un tantino distrutta in preda a dei flebili sintomi di quello che poteva essere un leggero colpo di calore. Dico così perché già ora mi sento meglio.

Questa sera i bimbi si sono addormentati con difficoltà e dopo un litigio...

Non so come andrà domani.

Il senso di responsabilità per il fatto che i bambini durante il giorno ci sono non mi abbandona mai, e dedicare loro la giusta attenzione senza trascurare tutto il resto non è semplice. Non è semplice farlo con leggerezza, senza farli sentire degli intrusi nella scaletta che ti sei imposta.

Continuo a sbattere contro i miei limiti come se intorno avessi solo pareti di gomma e momenti di cedimento, di affaticamento, quasi di tristezza si alternano ad altri di gioia, divertimento e perfino di esaltazione, di tenerezza.

C'è sempre il momento in cui rientro in me stessa e vedo il buono che c'è in ognuno di loro. E' stato così stasera, mentre seduta accanto al letto di Davide aspettavo che si addormentasse.

Vorrei che la mia vita, i miei giorni, i miei attimi fossero totale affidamento a Dio, ma il cammino verso un fede matura, verso l'amore perfetto, ("Come perfetto - dice Gesù - è il Padre vostro che è nei cieli"), è arduo, è una lotta che ti porta a scoprire che Dio è tutto e tu sei solo ciò che Dio ti dà di essere.

Lui è tutta la misericodia che tu non hai, tutta la bontà d'animo e la pazienza che devi ancora con fatica imparare.

Dio è tutto e tu sei una creatura. Sei una pietra che non brilla di luce propria. Da sola sei un sasso, nel suo amore una stella.

Adesso basta. Forse quindici minuti di film e poi un po' di riposo. La temperatura è un po' scesa, speriamo in bene.

Buon riposo

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la mamma

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