giovedì 8 luglio 2010

Non è sempre facile descrivere e condividere sentimenti ed emozioni.

Mettere in fila gli eventi della giornata è poca cosa, ma in ciò che fa parte della nostra normalità passa la nostra vita.

E' tra elettrodomestici, pranzi, cene, uscite, giochi, lavoro che noi ci salviamo o danniamo l'anima e non è un'esagerazione.

Oggi ho vissuto di sforzo fisico, per il lavoro di sistemazione post - vacanze che prosegue, ma anche di tanta gioia, o meglio, di allegrezza. E' stato uno di quei giorni in cui ho sperimentato che l'amore è inesauribile: più ne dai e più ne hai da dare.

L'energia che ho messo nel vivere al meglio le relazioni con mio marito e i miei figli, godendomeli e quasi centellinando il tempo trascorso con loro, mi è tornata centuplicata.

Non ho sentito il solito nervosismo latente, quello che con fatica tengo sotto controllo e che mi spinge a volte a sproposito a zittire le richieste dei piccoli. Ho sentito il piacere e il desiderio di stare con loro, anche questa sera, quando infilandosi nel letto mi hanno chiesto una storia e un po' di compagnia o quando, poco prima, davanti ai cartoni, mi sono seduta accanto a loro senza prendere un libro, o il pc per scrivere il blog, come fino a ieri avrei fatto. Era bello essere lì, insieme a loro, non dovevo fuggire verso qualcosa di meglio, loro erano in assoluto il meglio!

Nel tardo pomeriggio sono rimasta in cortile a pulire l'aiuola col sottofondo dei loro giochi, rimandando volontariamente un nuovo lavaggio dei panni sporchi. Emanuele e Davide hanno litigato sensibilmente di meno, pur condividendo alcuni momenti di gioco e lettura, soprattutto Emanuele, nonostante il modo di giocare di Davide non sia cambiato, è riuscito a non innervosirsi e li ho sentiti ridere e divertirsi.

Questa mattina ha pure voluto svegliarlo perché non si perdesse la presenza di un'enorme asfaltatrice sulla via, che dalla finestra del primo piano si vedeva benissimo, perché: "Davide ama queste cose!".

Forse è in atto una tempesta di meteoriti.

Fatto sta che quando, dopo tanto scavare dentro, si riesce finalmente a tramutare la disarmonia in armonia, si sente che è bello, meraviglioso, entusiasmante essere famiglia.

Non so se la penserò così anche lunedì sera, quando avrò trascorso la prima giornata senza Maurizio che avrà dovuto rientrare al lavoro, ma per ora è così.

Ci sono anche dei grossi dispiaceri nel nostro cuore, per coppie di nostra conoscenza, coppie vicine, che stanno conoscendo l'incubo della separazione.

Nessuno può sentirsi al sicuro. Aver fatto una scelta definitiva un anno, dieci anni, o quarant'anni fa, non può di per se stessa lasciar dormire sonni tranquilli. La relazione tra sposi, tra genitori e figli e poi con chiunque è qualcosa sulla quale investire continuamente, giornalmente, senza mai abbassare la guardia, senza mai sentirsi arrivati. Per il raggiungimento dell'ideale, che nonostante tutto continuiamo a credere umanamente raggiungibile, ci affidiamo a Dio con tutto ciò che siamo. Solo lo Spirito può far compiere il passo oltre il nostro limite.

Meditate gente e non dormite sonni troppo tranquilli.

Il tramonto sia solo il preludio di una nuova alba.

Buona notte

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la mamma

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