venerdì 1 ottobre 2010

Due giorni di aggiornamento mancato e vediamo se, tenendo a bada il sonno, riesco a recuperare qualche ricordo o qualche pensiero.

Una riunione alla scuola materna, o meglio, alla scuola dell'infanzia secondo la moderna dicitura, mi ha impedito di pubblicare il posto quotidiano e, ripensandoci, ne avrei avute di cose da raccontare.

Lele doveva studiare un po' più del solito e quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio dalla nonna è diventato un intero pomeriggio di turbolenze che è sfociato nel mancato allenamento di judo. Non solo, ma lo studio si è poi protratto fino alle 22.

Io sono tornata a casa per circa un'ora lasciando tutti e tre i nipotini insieme alla nonna, e al ritorno stava mezzo sdraiato sulla poltrona, col libro a un palmo di naso e una faccia che non diceva nulla di buono.

I falegnami, nel frattempo, finivano di scaricare una camera da letto e di portarla al piano superiore dove l'hanno poi rimontata nella stanza assegnata. Elisa già era sveglia. Aveva dormito la sua solita mezz'ora.

Non c'era la calma di cui avrebbe avuto bisogno in una situazione simile. A catena si sono scatenate reazioni che non siamo più riusciti a riprendere e a incanalare per il giusto verso.

Lele era molto arrabbiato per quanto ancora aveva da studiare e per le cose che capiva che non sarebbe riuscito a fare. Sulla strada del ritorno camminava quattro o cinque passi dietro a noi bofonchiando qualcosa tra sé e sé che non sono riuscita a cogliere. Distoglievo Davide parlando insieme a lui "del suo futuro" per tenerlo alla larga dal grande che lo allontanava.

Arrivati a casa ho concesso loro mezz'ora di cartoni. Non sarebbe riuscito a cavare un ragno dal buco in quelle condizioni quindi... tanto valeva... Prima di cena ha ripreso a studiare e dopo cena, con Maurizio che gli spiegava in modo allettante ciò che ancora faticava a capire, ha portato a termine italiano, storia e ha finito il disegno per la festa dei nonni.

Ieri sera uscire per andare alla riunione è stato un modo per distrarmi e quando sono uscita, spostando il pensiero da Lele a Davide, mi sono rilassata.

Nonostante abbia iniziato la quarta purtroppo non ha ancora chiaro come organizzare lo studio, ma la cosa peggiore è che difficilmente ascolta suggerimenti, rendendo, per fare l'originale, contornte anche le cose più semplici.

Però (perché c'è un però) negli ultimi giorni, ho anche avuto modo di apprezzare il mio zuccone, testardo che così tanto, dalla sua nascita in qua, mi fa penare. Mi sono accorto che sta facendo qualche sforzo per cambiare il suo rapporto con Davide.

Quando al mattino esce chiedendomi di salutare Elisa, poi aggiunge: "E anche Davide". Ogni tanto gli si avvicina, lo bacia o ha qualche gesto di tenerezza nei suoi confronti.

Già mi sto chiedendo se per caso nell'universo non si stia scatenando qualche tempesta di meteoriti della quale non sono a consocenza.

Non so come, ma ho l'impressione che mi stia seguendo sulla strada che ho deciso di intraprendere, quella di amare per scelta e proprio questa sera, lavando i piatti, gli ho comunicato il mio apprezzamento.

In quel film, "Fire proof", uno degli aspetti della relazione alla quale si faceva riferimento, sulla quale veniva posta l'attenzione, era proprio l'osservazione dell'altro. Bisogna guardare l'altro, osservarlo perché c'è tutto un mondo fuori dalle parole che ti mette in contatto, ti fa conoscere, coloro che hai accanto. Guardare l'altro, non perderlo di vista, tenerlo costantemente sotto gli occhi, è l'unico modo per accorgersi delle cose. Dei cambiamenti, dei bisogni, delle sofferenze, dei desideri, ecc., ecc. Vale tra genitori e figli, ma vale anche tra marito e moglie.

Oggi intanto è stata una giornata diversa. Poteva essere piovosa e poi invece è stata solo grigia. Alle 11, dopo essermi arresa al fatto che non sarei riuscita a proseguire nel cambio di stagione perché Elisa era stanca, stavo con lei sul tappeto. A un certo punto, dopo essersi interessata a qualche gioco e aver vagato un po', stava in piedi di fronte a me reggendosi alle mie dita della mano. Il mio indice destro nel suo pugnetto sinistro e il suo pugnetto destro nel mio indice sinistro. Così ho provato a dirle: "Elisa, batti, batti le manine", e lei, in perfetto equilibrio, si è staccata e per tre volte ha battuto le mani.

Cresce, come cresce!

Va bé, adesso vado a nanna, e voi, naviganti, auguro la mia buona notte e buon fine settimana.

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la mamma

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