domenica 17 ottobre 2010

Termina un altro intenso, intensissimo fine settimana... Altro che riposo!

Ieri abbiamo vissuto il sabato con la prospettiva di dover uscire la sera per l'appuntamento in oratorio col nostro gruppo famiglie.

Come altre coppie d'amici, siamo stati inizialmente titubanti perché non saremmo riusciti a far rispettare a Elisa gli orari del sonno. Non siamo fiscali riguardo a questo genere di cose, anche se l'abitudinarietà per i bambini è assolutamente rassicurante e un po' di regolarità fa bene a tutta la famiglia.

La nostra titubanza nasce dalle precedenti esperienze, quando è capitato che Elisa, dopo essere stata tenuta sveglia più a lungo del solito, faticasse poi a prender sonno.

E' una bimba che si trova a suo agio in mezzo alla gente. Più facce diverse vede intorno a sé e più è contenta...

Alla fine abbiamo deciso, nonostante la pioggia giunta a complicare la situazione, di uscire tutti e cinque insieme.

Ci siamo fermati ancora un volta sul brano di Marta e Maria che parla di un diverso modo di accogliere in quel caso Gesù, dividendo a metà il desidero di attirare su di sè lo sguardo dell'altro dando cose, o decidendo, semplicemente di esserci per l'altro.

E' stata l'occasione per ribadire che è l'amore e l'attenzione per l'altro che porta al servizio e, chi segue costantemente il racconto delle nostre avventure, sa quanto io sia legata a questo passo del Vangelo.

Al rientro, in conseguenza delle innumerevoli sollecitazioni ricevuti, una volta messi a letto i bambini, con Maurizio ci siamo fermati sul divano a parlare e condividere alcuni punti fermi che costellano la nostra vita.

Io vivo costantemente sul filo, sospesa in equilibrio tra ascolto e servizio, imparando giorno dopo giorno ad amare ciò che mi è dato di vivere per salvarmi da ciò che facilmente rovinerebbe in un sentimento di frustrazione.

Solo adesso riesco a desiderare di essere ciò che sono e quel che faccio per il bene degli altri, di mio marito, dei miei figli, di rimando fa bene e da gioia a me.

Tutto questo mio mutare fa nascere dentro di me un desiderio che cresce stando al passo con ciò che divento.

A volte ci si sente aridi, perché all'origine c'è una decisione, una scelta, che mette in gioco la testa, e non il cuore. Io non sento subito, in prima battuta il tasporto, la spontaneità, il sentimento... ma ciò che arriva dopo la scelta è straordinario ed è dono di Dio.

La notte ci ha presto portati a mattina. Immancabile la partecipazione alla Messa, forza spirituale per l'intera settimana e poi il pranzo da amici tra vicini di casa. Si colora di nuove tinte in questo modo la domenica, perché vivendo lo stile della condivisione che stiamo imparando, ci si sente in famiglia pur non avendo legami di sangue.

Siamo usciti dalla loro abitazione verso le 15.15 giusto il tempo per caricare la macchina, cambiare il pannolino a Elisa e portarci in oratorio, dove insieme a tanti parenti e amici abbiamo festeggiato i 5 anni di Davide ed il primo anno di vita della piccola (che in realtà lo compirà solo il 30 di questo mese).

La festa è stata come qualsiasi altra festa: torta, candeline, canzoncina, regali, gente che parla e sorride, bambini che corrono e urlano. A noi però sono arrivati un calore e un affetto spropositati. Non ci sono parole, perché nessuno ha fatto nulla di diverso da ciò che normalmente si fa a una festa di compleanno, però erano tutti lì per noi e con noi.

Il calore, l'affetto, l'abbiamo sentito, ci è arrivato e ci ha molto commossi per cui grazie, grazie a voi tutti che oggi avete deciso di esserci.

Rientrati i bambini erano euforici. A fatica siamo riusciti a riportare un po' di ordine, ma alle 22.30 anche la piccola, irriducibile del sonno, dormiva.

Adesso anche noi andiamo a dormire e da domani ricondurremo tutto a un po' di normalità.

Buona notte naviganti.

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la mamma

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