martedì 7 giugno 2011

Recuperare i fotogrammi conservati nella memoria circa la navigazione degli ultimi giorni non è cosa semplice.

Sabato sera le emozioni erano alle stelle e istintivamente mi sarei messa a scrivere, ma la stanchezza e soprattutto la mancanza del portatile mi hanno costretta a rinviare la cosa.

Anche ieri il cuore era al colmo, ma una pena profonda mi ha portata con rammarico ad un ulteriore rinvio.

Abbiamo trascorso il fine settimana ormeggiati sulle rive del Lago di Como con alcune coppie del gruppo famiglie al quale apparteniamo per una "due giorni" di spiritualità.

I miei bimbi, purtroppo, non erano in gran forma e l'aver deciso di esserci comunque ci ha ormai fatto acquistare, uscita dopo uscita, insieme a pochi altri il titolo ufficiale di "Irriducibili".

Mettendo tutto sulla bilancia, pro e contro, rischi e benefici, nemmeno ora saprei valutare con realismo se la scelta sia stata saggia o meno.

Sono stati due giorni di una ricchezza straordinaria. Sabato, nonostante gli acquazzoni che hanno reso bagnato il viaggio (ma cosa volete che sia per chi come noi ha scelto un vascello come propria dimora?), il sole nella tarda mattinata ha beneficato tutti.

Per molte ore siamo riusciti a goderci il panorama all'aria aperta. I bambini hanno scorrazzato in lungo e in largo per tutta l'area di proprietà dell'Abbazia della quale eravamo ospiti fino a stramazzare dal sonno la sera. Solo il mio primogenito, alla sua prima notte fuori controllo (si era deciso infatti di alloggiarlo in una stanza la piano superiore con un coetaneo, amico per la pelle dalla prima infanzia) e nonostante la febbre, non ha quasi per nulla riposato.

Alle tre lui e il suo compare già erano svegli e un'ora dopo uno dei due già era vestito. Alle sei, senza usare i guanti bianchi, sono piombati in stanza svegliando Elisa e chiedendo un fazzoletto. Mezz'ora dopo, unici fra un gruppo di quasi sessanta persone, stavano in giardino!

Davide, che al contrario del fratello si è invece abbandonato ad un sonno profondo e ristoratore, non solo il mattino non si sarebbe più svegliato, ma non appena ha aperto gli occhi si è mostrato sofferente per un mal di stomaco causato dall'assunzione, il giorno prima, di un antiinfiammatorio.

La preoccupazione per loro non ci ha però tolto la possibilità di parlare e intrattenere relazioni buone un po' con tutti. Sono i volti di sempre, quelli di coloro con i quali condividi buona parte delle scelte, e con i quali tutto l'anno cammini, o meglio, voghi. Sono quelli che non molleresti mai sul sagrato dopo la Messa o all'oratorio la domenica.

Sono loro e lo sono più di prima. Come dopo una gita fra compagni ci si sente più uniti per aver condiviso un'esperienza forte, lontani da casa, così tra famiglie l'amicizia diventa più profonda, i volti ancora più noti, ancor più illuminati e vicini.


C'è stata tutta la piacevolezza dell'incontro nella fraternità che è un incontro d'amore.


E' stato un tempo per accorgersi di tante cose e ringraziare il Signore di tanta ricchezza, di tanta umanità bella.

Mi rimarrà il ricordo di tanti dialoghi, di tanti sguardi, di parole e gesti, di un abbraccio con una persona cara dopo una confidenza.

Mi rimarrà, mi auguro, la ricchezza spirituale derivato dall'aver meditato una volta di più la Parola e dall'aver cambiato tutte le suggestioni che ne sono derivate a cuore aperto con mio marito.

Davide e Lele, poi, hanno dimostrato di saper essere molto indipendenti. Il primo, in un momento di stanchezza nel pomeriggio, da solo è salito in camera, senza che nessuno sapesse niente, per concedersi un po' di riposo sdraiato sul letto che si era scelto per la notte nella nostra camera. Il secondo da solo prendeva il termomentro per misurarsi la febbre e poi scendeva a comunicarcelo.

Due ometti in crescita!

Buona notte naviganti che, se tutto va bene, fra un po' il mare lo vedremo davvero!

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la mamma

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