sabato 25 giugno 2011

Abbiamo un po' tirato tardi stasera cercando come impiegare il tempo nel fine settimana. Le spiagge saranno più affollate del solito, ragion per cui con una brusca virata ce ne allontaneremo dando tregua alla nostra pelle e ai soliti ritmi.

Come sempre, o meglio, più che altre volte i giorni stanno scivolando via velocemente, troppo velocemente. Smaltire la stanchezza e le tensioni di un intero anno non è cosa semplice, soprattutto per noi adulti.

All'orizzonte ci sono ancora i giorni ad Assisi che, anche per quest'anno, chiuderanno le nostre vacanze. Ecco, quando si è tra amici è più facile lasciarsi andare, perdere quell'espressione così ostinatamente grave del volto che fatica ad andarsene.

Questo pomeriggio ho giocato un po' a pallavolo con Lele e Davide, fino a quando non ci siamo dovuti arrendere all'evidenza. C'era troppa gente e troppo vento perché potessimo continuare senza arrecare disturbo, ragion per cui abbiamo battuto in ritirata.


Il mare era mosso, più mosso di questa mattina, quando un'ondata, mentre stavo immersa in acqua fino alle gambe con Elisa in braccio, non mi ha quasi travolta strappandomi risate.

I maschi, impavidi, non hanno mai rinunciato a un bagno, neanche se il vento tirava forte e il papà doveva seguirli in acqua. Davide si è convinto a indossare i braccioli e l'acqua sembra non fargli più tanta paura. Lele si è provvisto di maschera ed esplora i fondali piatti e sabbiosi. Elisa invece, quando vede papà e fratelli avviarsi alla riva, mi prende per mano e mi chiede di seguirla fino alla sua pozzanghera dove sguazza a piacimento fino al momento della merenda.

E' un piacere vederla libera di muoversi, allontanarsi con fare indipendente per poi voltarsi a cercare il mio sguardo e tornare indietro correndo felice.

In questi giorni ha avuto modo di farsi due amichette, di un paio di mesi più giovani di lei, con le quali scambiar palette e secchielli e far girotondi.

L'unico risvolto problematico ci è dato da Davide, quasi risucchiato dal suo desiderio di acquistare giochi sempre nuovi. Tanto lui quanto il fratello avevano a disposizione una piccola somma di denaro per i propri acquisti, gelati e giri di giostra compresi e mentre Lele riesce, dall'alto dei suoi quasi dieci anni, a mantenere un buon equilibrio, Davide non è mai soddisfatto.

Dopo un nuovo gioco ricominciava la cantilena: "Voglio un gioco", con un tono piagnucoloso e di volta, in volta sempre più insistente. Sembra in preda a un desiderio irrefrenabile. Qui, naturalmente, diversi ambulanti espongono la propria merce direttamente sulla strada e forse, alla sua età, è un po' impossibile scindere tra desiderio di possesso e possesso vero e proprio.

L'altro giorno, al culmine di una nuova convulsione, ho lasciato che Maurizio e Lele uscissero per la spesa e, mentre Elisa dormiva, l'ho seduto accanto a me e, grazie al soccorso della tecnologia, gli ho raccontato la storia de: "Il pesciolino d'oro" e di questa vecchia moglie avida, che non era mai contenta e voleva sempre di più. Ho ottenuto di calmarlo, ma non l'ho convinto.

Ieri sera, sapendo che saremmo usciti per una passeggiata e il gelato, pur essendogli stato detto chiaramente che quello della sera avanti sarebbe stato l'ultimo acquisto, ha ricominiato il lamento. La crisi ha conosciuto un crescendo sempre più elevato, tanto che, ancora una volta, ho lasciato che uscissero Maurizio con Elisa e Lele, mentre io mi son trattenuta in casa con lui.

Tra l'altro Lele, quando solo sospetta che stia per iniziare un nuovo pianto, si spazientisce e gestire la situazione diventa ancora più complicato.

Ancora una volta ho tentato di farlo ragionare, portandolo a capire come ci rendesse più contenti per espempio stare con gli amici e che le cose materiali non potevano darci la stessa gioia. Dopo una mezz'ora sono riuscita a calmarlo, forse a chiarire alcune cose e anche noi abbiamo raggiunto gli altri in gelateria.

Siamo poi riusciti a trattenerci un po' ad ascoltare un concerto bandistico, suonavano musiche di Verdi e, tornando, siam passati per il porto dove stavano ormeggiate splendide barche. Un bel diversivo davvero.

Oggi però è tornato a battere il chiodo, facendo l'elenco di ciò che vuole al compleanno... alla fine occorrerà solo tener saldo il timore, usare comprensione e fermezza e aspettare che la mareggiata passi.

Un'ultima osservazione. Ieri in spiaggia Elisa ed io abbiam giocato con due gemelline di sette anni, che tra le varie domande che mi han posto, mi han chiesto anche se litigassi mai col papà dei miei bambini. La cosa mi ha colpita, perché la stessa domanda mi fu posta da Emanuele un po' di tempo fa.

Cosa ci starà sotto questa curiosità dei bambini, nel sapere cosa succede in altre famiglie? loro mi han detto che la mamma litiga col papà tutti i giorni. Io, non ho potuto mentire, descrivendo una realtà che non vivo. Capita con Maurizio di entrare "in conflitto" su varie questioni ma, non avendo un'indole litgiosa, risolviamo col confronto aperto il disaccordo, senza che ci si umili, o ci si svilisca a vicenda.

Chissà, mi son detta, forse volevano avere la speranza che in qualche altra famiglia potesse essere diverso che a casa loro, che anche gli adulti fossero in grado di portarsi rispetto e concedersi stima?

Come sempre in queste occasioni sono stata colta un po' alla sprovvista, ma la loro domanda, insieme a una preghiera, me la porterò nel cuore.

Buon fine settimana naviganti e buona notte.

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la mamma

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