Torno con piacevolezza, anche se ormai l'ora è tarda, ad aggiornare il nostro diario di bordo.
Navigazione un po' difficoltosa oggi per questo vascello, che sulla sua rotta ha inevitabilmente incontrato qualche ostacolo.
Come previsto Maurizio è rientrato al lavoro, ma niente sciopero selvaggio dei mezzi pubblici.
Alle 7.30 mi sono ritrovata in cucina sola e un po' disorientata. Ancora non avevo bene in mente come poter organizzare la giornata. Ho montato il tavolino da stiro, ma poi ho finito per stirare solo nel pomeriggio.
Uno alla volta si sono svegliati i bambini. Per primo è sceso Davide, che ha bevuto il suo latte ancora un po' appisolato e poi, verso le 8.30, ben determinata a riassestarle gli orari, sono andata a svegliare Elisa che già stava aprendo gli occhietti.
Per ultimo è arrivato anche Lele, che si è gustato un "dolcissimo", come lui stesso ha commentato, latte e cacao mentre la piccoletta svuotava a grandi sorsi il biberon.
Terminate le colazioni e la pulizia della cucina già mi chiedevo come poter pulire il bagno e, soprattutto, dove mettere nel frattempo Elisa e con chi. L'ho messa sul letto di Davide, ancora provvisto di spondina, insieme al legittimo proprietario del suddetto letto.
Per un po', mentre pulivo e riordinavo il fasciatoio, son rimasti insieme sfogliando libri cartonati, ma dopo poco, ho dovuto chiedere aiuto al più grande. Così lui è rimasto con la piccola mentre Davide, in vena, come spesso succede, di fare il casalingo, mi dava un mano con le pulizie.
Alla fine Elisa s'è stufata, (e anche Lele!) ma le ho chiesto ancora un po' di pazienza per finire almeno di lavare il pavimento. Alle 11, nonostante non avessi ancora finito di rifare i letti, mi sono messa con loro sul divano a guardare un dvd con le canzoni dello zecchino d'oro vecchie, e relativi cartoni con sottotitoli.
Elisa si è addormentata dopo poco, ma ho comunque deciso di non sgattaiolare via, ma di rimanere almeno un mezz'ora con loro. I bimbi hanno poi apparecchiato, mentre io preparavo il pranzo. Considerato che loro hanno impiegato meno tempo a portare a termine il loro compito e che io dovevo comunque prima imboccare Elisa, si sono organizzati per disegnare sugli ultimi gradini della scala interna.
Dopo pranzo, i due più piccoli si sono addormentati, Lele si è spontaneamente messo a fare i compiti delle vacanze, e io, per pura grazia, sono riuscita ad arrivare in fondo alla cesta dei panni da stirare.
Dopo la merenda, volentieri, li ho accompagnati al parco qui vicino, e ci siamo rimasti finché Maurizio non è arrivato a prenderci.
Per cena Davide ha ordinato polpette verdi. Così ho messo insieme fesa di tacchino e spinaci e sono uscite, in men che non si dica, polpettine che nessuno ha avanzato.
Questa sera siamo stati a trovare una coppia di vicini di casa, nonché amici e adesso sono qui, a pensare a come potermela cavare anche domani.
Purtroppo è sempre lì, quell'ansia strisciante di non riuscire a far tutto che non ti fa stare serena, non del tutto. Dal punto di vista del lavoro domestico oggi ho combinato veramente poco, ma comunque il minimo che mi ero proposta di portare a termine.
I bambini sembrano aver gioito di quell'ora al parco e domani.. non so.
Certo che con questo caldo, anche una corsa al centro commerciale per procurarsi un po' di materiale (stampini per biscotti e cose così...) diventa un problema.
Bè, bando alle lamentele, forse è meglio riposarsi per trovare nuova freschezza domani.
Buona notte
---
la mamma
martedì 13 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Finalmente! dopo mesi di lavoro sono riuscita a portare a termine l'ultimo dei miei ricami a punto croce.
Si tratta di un lenzuoletto da lettino che oggi ho potuto consegnare alla mia figlioccia, nata 21 giorni dopo Elisa. L'opera di assemblaggio del pizzo, del raso e la cucitura sul lenzuolo non è mia, ma della mia mamma, alle cui mani mi sono affidata.
Devo dire che, nonostante durante la lavorazione non fossi del tutto convinta di ciò che vedevo compiersi, a lavoro ultimato la soddisfazione non è mancata. Sono stata soprattutto contenta di aver potuto far qualcosa di bello, che potrebbe rimanere nel tempo, per questa bimba che dovremo seguire in modo speciale.
Adesso (e chissà quanto ci metterò) vorrei proprio dedicarmi alla realizzazione delle tende per la cameretta della mia bimba. Quando potrò pubblicare le foto sul blog? meglio non pensarci...
A presto
---
la mamma
venerdì 9 luglio 2010
Giornata di alti e bassi quella appena trascorsa. Quando pensi di aver raggiunto qualche bel traguardo, di poter riposare la vista su qualche bel panorama pensando di aver raggiunto una seppur piccola vetta, subito si presenta qualche evento che infido fa emergere i punti di debolezza.
Che delusione, mista a dolore, mista a rabbia, ma anche che beneficio accorgersi che sono ancora lì. Vedi, sempre grazie alle relazioni che vivi, i lati di te sui quali ancora devi lavorare e ti accorgi che da tempo sei ferma!
Nel frattempo iniziano ad arrivare le cartoline spedite dal mare, anzi, le cartoline del mare spedite da Assisi, e amici e parenti telefonano per ringraziare e scambiare quattro chiacchiere. E' sorprendente quante telefonate abbiamo ricevuto oggi...
Bella occasione di ritrovarsi. Davvero! In serata ho anche sentito un'amica che non ero riuscita a salutare prima della partenza, e spero in settimana di poterla vedere.
Con Davide abbiamo rinfrescato il lievito madre che purtroppo, al momento, dopo aver passato venti giorni nel congelatore, non dà segni di vita. E' stato piacevole stare in sua compagnia, e Lele ha così potuto costruire la sua macchina con le costruzioni senza l'intrusione per lui fastidiosa del fratello.
Con la fantasia e l'amore di una mamma ho trovato modo di rendere contenti entrambi i miei figli (Elisa si era appisolata), ma dentro, pur sapendo di aver agito per il bene, e che Lele in fondo voleva solo potersi dedicare tranquillamente al suo gioco, avevo un piccolo dubbio.
In queste occasioni, infatti, mi chiedo sempre se togliere il fastidio sia la cosa migliore. Non ne sono del tutto convinta. Mi rendo conto di pretendere troppo e che soprattutto trovare la via giusta, quella che non è prevaricazione, o ingiustizia, o parzialità non è semplice.
Vorrei che i miei figli imparassero la tolleranza, che non è semplice sopportazione, ma un sentimento che ha alla base l'amore. Come riuscirci, mi chiedo, senza trascurare nessuno dei sentimenti in gioco? quelli del più grande, che chiede "pace", come assenza di conflitto, e quelli del più piccolo, che ha una diversa idea di coinvolgimento nel gioco?
Ritorno col pensiero a ieri e mi dico che sarebbe meglio cominciare ad apprezzare i bellissimi sforzi fatti da Lele e che il tempo e la crescita della coscienza faranno il resto. La parola chiave resta la fiducia, quella che mi ha trattenuta dal ricordargli l'impegno dei compiti delle vacanze, perché ho preferito credere in lui, credere che da solo se né sarebbe ricordato e... i fatti mi hanno dato ragione.
Poco dopo, infatti, è venuto spontaneamente a ricordarmi che, montata l'ultima ruota, si sarebbe messo all'opera.
Nel pomeriggio Maurizio ha dovuto assentasi da casa e ho trascorso la prima mezza giornata da sola coi tre bimbi. E' andata bene. Aver stirato la mattina mi ha concesso del tempo da trascorrere con loro, ma prima delle 16, aspettandomi un suo ritorno a breve, la nostalgia ha cominciato a pungere e ho fatto fatica ad avere pazienza.
Un'ora dopo ho ceduto e gli ho inviato un sms sul cellulare per chiedergli a che punto fosse. Meglio questo, mi son detta, che lasciar crescere dentro ogni sorta di pensieri negativi. Proprio in quel momento l'ho visto arrivare e tutto si è risolto.
Essere aperti, concedersi anche agli altri nel bisogno, è uno dei punti cardine della nostra famiglia, uno di quei valori nei quali più crediamo e sui quali più investiamo. I sentimenti provati oggi, però, mi hanno sbattutto in faccia la dura realtà di me, di quella me che deve ancora subire una trasformazione, che ancora fatica a convertirsi, a lasciare che le cose siano non come le ho pensate e volute.
Ho lasciato che rimettesse la macchina nel box, si andasse a rinfrescare, mi raccontasse le cose essenziali e poi subito gli ho parlato di ciò che avevo sentito, senza inutili bronci e dannose accuse. Solo per dirgli: "Vedi? sono ancora qua! a inciampare negli stessi ostacoli!", e ho sperimentato una volta di più che il dialogo salva da crinali pericolosi, che induriscono e mettono in crisi le relazioni più belle.
E' bello averlo accanto, anche adesso, seduto qui sul divano e, anche se non temo di restar sola con i miei bimbi, perché ho imparato a godere della loro compagnia, e che loro sono il motivo del mio sfaccendare, e non viceversa, sento che sarà dura lunedì.
Già temo il suo approssimarsi, già desidero il momento del ritorno, perché sarà impagabile vederlo arrivare e tornare ad incrociare i nostri sguardi dopo le ore che ci avranno fisicamente divisi. Sarà un momento di freschezza, il momento in cui l'amore troverà le sue conferme, e la voglia di vicinanza si scioglierà nel primo abbraccio.
E' di nuovo tardi, avrei voluto leggere un po', ma non so se darò seguito a questa intenzione.
Nel frattempo, a tutti i naviganti, buona notte, ovunque voi siate.
---
la mamma
Che delusione, mista a dolore, mista a rabbia, ma anche che beneficio accorgersi che sono ancora lì. Vedi, sempre grazie alle relazioni che vivi, i lati di te sui quali ancora devi lavorare e ti accorgi che da tempo sei ferma!
Nel frattempo iniziano ad arrivare le cartoline spedite dal mare, anzi, le cartoline del mare spedite da Assisi, e amici e parenti telefonano per ringraziare e scambiare quattro chiacchiere. E' sorprendente quante telefonate abbiamo ricevuto oggi...
Bella occasione di ritrovarsi. Davvero! In serata ho anche sentito un'amica che non ero riuscita a salutare prima della partenza, e spero in settimana di poterla vedere.
Con Davide abbiamo rinfrescato il lievito madre che purtroppo, al momento, dopo aver passato venti giorni nel congelatore, non dà segni di vita. E' stato piacevole stare in sua compagnia, e Lele ha così potuto costruire la sua macchina con le costruzioni senza l'intrusione per lui fastidiosa del fratello.
Con la fantasia e l'amore di una mamma ho trovato modo di rendere contenti entrambi i miei figli (Elisa si era appisolata), ma dentro, pur sapendo di aver agito per il bene, e che Lele in fondo voleva solo potersi dedicare tranquillamente al suo gioco, avevo un piccolo dubbio.
In queste occasioni, infatti, mi chiedo sempre se togliere il fastidio sia la cosa migliore. Non ne sono del tutto convinta. Mi rendo conto di pretendere troppo e che soprattutto trovare la via giusta, quella che non è prevaricazione, o ingiustizia, o parzialità non è semplice.
Vorrei che i miei figli imparassero la tolleranza, che non è semplice sopportazione, ma un sentimento che ha alla base l'amore. Come riuscirci, mi chiedo, senza trascurare nessuno dei sentimenti in gioco? quelli del più grande, che chiede "pace", come assenza di conflitto, e quelli del più piccolo, che ha una diversa idea di coinvolgimento nel gioco?
Ritorno col pensiero a ieri e mi dico che sarebbe meglio cominciare ad apprezzare i bellissimi sforzi fatti da Lele e che il tempo e la crescita della coscienza faranno il resto. La parola chiave resta la fiducia, quella che mi ha trattenuta dal ricordargli l'impegno dei compiti delle vacanze, perché ho preferito credere in lui, credere che da solo se né sarebbe ricordato e... i fatti mi hanno dato ragione.
Poco dopo, infatti, è venuto spontaneamente a ricordarmi che, montata l'ultima ruota, si sarebbe messo all'opera.
Nel pomeriggio Maurizio ha dovuto assentasi da casa e ho trascorso la prima mezza giornata da sola coi tre bimbi. E' andata bene. Aver stirato la mattina mi ha concesso del tempo da trascorrere con loro, ma prima delle 16, aspettandomi un suo ritorno a breve, la nostalgia ha cominciato a pungere e ho fatto fatica ad avere pazienza.
Un'ora dopo ho ceduto e gli ho inviato un sms sul cellulare per chiedergli a che punto fosse. Meglio questo, mi son detta, che lasciar crescere dentro ogni sorta di pensieri negativi. Proprio in quel momento l'ho visto arrivare e tutto si è risolto.
Essere aperti, concedersi anche agli altri nel bisogno, è uno dei punti cardine della nostra famiglia, uno di quei valori nei quali più crediamo e sui quali più investiamo. I sentimenti provati oggi, però, mi hanno sbattutto in faccia la dura realtà di me, di quella me che deve ancora subire una trasformazione, che ancora fatica a convertirsi, a lasciare che le cose siano non come le ho pensate e volute.
Ho lasciato che rimettesse la macchina nel box, si andasse a rinfrescare, mi raccontasse le cose essenziali e poi subito gli ho parlato di ciò che avevo sentito, senza inutili bronci e dannose accuse. Solo per dirgli: "Vedi? sono ancora qua! a inciampare negli stessi ostacoli!", e ho sperimentato una volta di più che il dialogo salva da crinali pericolosi, che induriscono e mettono in crisi le relazioni più belle.
E' bello averlo accanto, anche adesso, seduto qui sul divano e, anche se non temo di restar sola con i miei bimbi, perché ho imparato a godere della loro compagnia, e che loro sono il motivo del mio sfaccendare, e non viceversa, sento che sarà dura lunedì.
Già temo il suo approssimarsi, già desidero il momento del ritorno, perché sarà impagabile vederlo arrivare e tornare ad incrociare i nostri sguardi dopo le ore che ci avranno fisicamente divisi. Sarà un momento di freschezza, il momento in cui l'amore troverà le sue conferme, e la voglia di vicinanza si scioglierà nel primo abbraccio.
E' di nuovo tardi, avrei voluto leggere un po', ma non so se darò seguito a questa intenzione.
Nel frattempo, a tutti i naviganti, buona notte, ovunque voi siate.
---
la mamma
giovedì 8 luglio 2010
Non è sempre facile descrivere e condividere sentimenti ed emozioni.
Mettere in fila gli eventi della giornata è poca cosa, ma in ciò che fa parte della nostra normalità passa la nostra vita.
E' tra elettrodomestici, pranzi, cene, uscite, giochi, lavoro che noi ci salviamo o danniamo l'anima e non è un'esagerazione.
Oggi ho vissuto di sforzo fisico, per il lavoro di sistemazione post - vacanze che prosegue, ma anche di tanta gioia, o meglio, di allegrezza. E' stato uno di quei giorni in cui ho sperimentato che l'amore è inesauribile: più ne dai e più ne hai da dare.
L'energia che ho messo nel vivere al meglio le relazioni con mio marito e i miei figli, godendomeli e quasi centellinando il tempo trascorso con loro, mi è tornata centuplicata.
Non ho sentito il solito nervosismo latente, quello che con fatica tengo sotto controllo e che mi spinge a volte a sproposito a zittire le richieste dei piccoli. Ho sentito il piacere e il desiderio di stare con loro, anche questa sera, quando infilandosi nel letto mi hanno chiesto una storia e un po' di compagnia o quando, poco prima, davanti ai cartoni, mi sono seduta accanto a loro senza prendere un libro, o il pc per scrivere il blog, come fino a ieri avrei fatto. Era bello essere lì, insieme a loro, non dovevo fuggire verso qualcosa di meglio, loro erano in assoluto il meglio!
Nel tardo pomeriggio sono rimasta in cortile a pulire l'aiuola col sottofondo dei loro giochi, rimandando volontariamente un nuovo lavaggio dei panni sporchi. Emanuele e Davide hanno litigato sensibilmente di meno, pur condividendo alcuni momenti di gioco e lettura, soprattutto Emanuele, nonostante il modo di giocare di Davide non sia cambiato, è riuscito a non innervosirsi e li ho sentiti ridere e divertirsi.
Questa mattina ha pure voluto svegliarlo perché non si perdesse la presenza di un'enorme asfaltatrice sulla via, che dalla finestra del primo piano si vedeva benissimo, perché: "Davide ama queste cose!".
Forse è in atto una tempesta di meteoriti.
Fatto sta che quando, dopo tanto scavare dentro, si riesce finalmente a tramutare la disarmonia in armonia, si sente che è bello, meraviglioso, entusiasmante essere famiglia.
Non so se la penserò così anche lunedì sera, quando avrò trascorso la prima giornata senza Maurizio che avrà dovuto rientrare al lavoro, ma per ora è così.
Ci sono anche dei grossi dispiaceri nel nostro cuore, per coppie di nostra conoscenza, coppie vicine, che stanno conoscendo l'incubo della separazione.
Nessuno può sentirsi al sicuro. Aver fatto una scelta definitiva un anno, dieci anni, o quarant'anni fa, non può di per se stessa lasciar dormire sonni tranquilli. La relazione tra sposi, tra genitori e figli e poi con chiunque è qualcosa sulla quale investire continuamente, giornalmente, senza mai abbassare la guardia, senza mai sentirsi arrivati. Per il raggiungimento dell'ideale, che nonostante tutto continuiamo a credere umanamente raggiungibile, ci affidiamo a Dio con tutto ciò che siamo. Solo lo Spirito può far compiere il passo oltre il nostro limite.
Meditate gente e non dormite sonni troppo tranquilli.
Il tramonto sia solo il preludio di una nuova alba.
Buona notte
---
la mamma
Mettere in fila gli eventi della giornata è poca cosa, ma in ciò che fa parte della nostra normalità passa la nostra vita.
E' tra elettrodomestici, pranzi, cene, uscite, giochi, lavoro che noi ci salviamo o danniamo l'anima e non è un'esagerazione.
Oggi ho vissuto di sforzo fisico, per il lavoro di sistemazione post - vacanze che prosegue, ma anche di tanta gioia, o meglio, di allegrezza. E' stato uno di quei giorni in cui ho sperimentato che l'amore è inesauribile: più ne dai e più ne hai da dare.
L'energia che ho messo nel vivere al meglio le relazioni con mio marito e i miei figli, godendomeli e quasi centellinando il tempo trascorso con loro, mi è tornata centuplicata.
Non ho sentito il solito nervosismo latente, quello che con fatica tengo sotto controllo e che mi spinge a volte a sproposito a zittire le richieste dei piccoli. Ho sentito il piacere e il desiderio di stare con loro, anche questa sera, quando infilandosi nel letto mi hanno chiesto una storia e un po' di compagnia o quando, poco prima, davanti ai cartoni, mi sono seduta accanto a loro senza prendere un libro, o il pc per scrivere il blog, come fino a ieri avrei fatto. Era bello essere lì, insieme a loro, non dovevo fuggire verso qualcosa di meglio, loro erano in assoluto il meglio!
Nel tardo pomeriggio sono rimasta in cortile a pulire l'aiuola col sottofondo dei loro giochi, rimandando volontariamente un nuovo lavaggio dei panni sporchi. Emanuele e Davide hanno litigato sensibilmente di meno, pur condividendo alcuni momenti di gioco e lettura, soprattutto Emanuele, nonostante il modo di giocare di Davide non sia cambiato, è riuscito a non innervosirsi e li ho sentiti ridere e divertirsi.
Questa mattina ha pure voluto svegliarlo perché non si perdesse la presenza di un'enorme asfaltatrice sulla via, che dalla finestra del primo piano si vedeva benissimo, perché: "Davide ama queste cose!".
Forse è in atto una tempesta di meteoriti.
Fatto sta che quando, dopo tanto scavare dentro, si riesce finalmente a tramutare la disarmonia in armonia, si sente che è bello, meraviglioso, entusiasmante essere famiglia.
Non so se la penserò così anche lunedì sera, quando avrò trascorso la prima giornata senza Maurizio che avrà dovuto rientrare al lavoro, ma per ora è così.
Ci sono anche dei grossi dispiaceri nel nostro cuore, per coppie di nostra conoscenza, coppie vicine, che stanno conoscendo l'incubo della separazione.
Nessuno può sentirsi al sicuro. Aver fatto una scelta definitiva un anno, dieci anni, o quarant'anni fa, non può di per se stessa lasciar dormire sonni tranquilli. La relazione tra sposi, tra genitori e figli e poi con chiunque è qualcosa sulla quale investire continuamente, giornalmente, senza mai abbassare la guardia, senza mai sentirsi arrivati. Per il raggiungimento dell'ideale, che nonostante tutto continuiamo a credere umanamente raggiungibile, ci affidiamo a Dio con tutto ciò che siamo. Solo lo Spirito può far compiere il passo oltre il nostro limite.
Meditate gente e non dormite sonni troppo tranquilli.
Il tramonto sia solo il preludio di una nuova alba.
Buona notte
---
la mamma
mercoledì 7 luglio 2010
Siamo rientrati a casa ieri sera, dopo tre giorni passati rapidamente ma molto, molto intensamente ad Assisi e dintorni.
Camminando per le vie del centro, il primo pomeriggio, Maurzio mi ha pure detto di come fossi particolarmente raggiante!
Dopo i saluti alla famiglia che gestisce l'agriturismo, ormai cari amici, siamo scesi nella cittadina immergendo lo sguardo nel verde luminoso dei monti e delle valli fino ad ubriacarci. La giornata era particolarmente limpida, piacevolmente calda, ma non afosa e la sera è scesa una frescura che ci ha permesso di riposare, la notte, molto meglio che non nei quindici giorni di mare precedenti.
Assisi è Assisi, non ci sono parole...
Siamo ritornati nella Basilica maggiore di San Francesco, godendoci gli affreschi di Giotto e raccontando qualcosa un po' del Santo, un po' di quanto storicamente avvenuto in seguito al terremoto del '97, anche ai bambini. Giusto per riuscire a coinvolgerli.
Per Davide da quel momento, quella di S. Francesco è diventata la Chiesa dalla quale sono caduti i pezzettini dal soffitto!
Nel tardo pomeriggio, dopo un viaggio tutt'altro che agevole, ci hanno raggiunti anche una coppia di amici con i loro tre figli e ci siamo tenuti compagnia fino al momento della partenza.
Abbiamo rivisto la chiesa di Santa Chiara, dove siamo stati alla Messa, e quella di San Rufino, ma solo dall'esterno perché stavano celebrando proprio in quel momento. Siamo scesi a San Damiano, dove abbiamo potuto accodarci ad un gruppo che ascoltava la spiegazione di un frate e captare così qualche informazione in più e poi, tappa immancabile, alla Porziuncola.
Ai bambini siamo riusciti a concedere un paio d'ore in un bel parco collocato nel centro di Trevi con vista mozzafiato sulla valle.
Che dire... sono rientrata senza rimpianti. Nonostante siano stati pochi mi sono goduta ogni attimo di questi giorni e tornando ero contenta, positivamente caricata per riprendere le redini della nostra vita qui.
Il caldo torrido della pianura sembra non essere poi così aggressivo come ci avevano raccontanto. C'è un piacevole vento che lascia respirare e allontana i timori e le malsane giornate e nottate di afa.
Sto disfando le valige e caricando lavatrici per poi stirare, ma oggi c'è stato anche tempo per salutare qualche amico e godersi un po' i bambini.
Ho gli occhi stanchi e il sonno già da un po' mi infastidisce. La televisione ci ha nuovamente abbandonati. Non l'antenna, che non abbiamo potuto usare per quasi tutto l'inverno, sfruttando solo il video collegato al lettore dvd, ma proprio l'apparecchio più grande.
Fosse per me... ma Lele era dispiaciuto e preoccupato e Maurizio ha spostato quello più piccolo della cucina in sala, in modo da mettere in salvo i cartoni e la serenità di nostro figlio.
Quell'altro si accontenta di guardare le ruspe fuori dal nostro cancello!
Adesso relax e poi anche per noi grandi arriverà il momento di fare la nanna.
Buenas noches!
---
la mamma
Camminando per le vie del centro, il primo pomeriggio, Maurzio mi ha pure detto di come fossi particolarmente raggiante!
Dopo i saluti alla famiglia che gestisce l'agriturismo, ormai cari amici, siamo scesi nella cittadina immergendo lo sguardo nel verde luminoso dei monti e delle valli fino ad ubriacarci. La giornata era particolarmente limpida, piacevolmente calda, ma non afosa e la sera è scesa una frescura che ci ha permesso di riposare, la notte, molto meglio che non nei quindici giorni di mare precedenti.
Assisi è Assisi, non ci sono parole...
Siamo ritornati nella Basilica maggiore di San Francesco, godendoci gli affreschi di Giotto e raccontando qualcosa un po' del Santo, un po' di quanto storicamente avvenuto in seguito al terremoto del '97, anche ai bambini. Giusto per riuscire a coinvolgerli.
Per Davide da quel momento, quella di S. Francesco è diventata la Chiesa dalla quale sono caduti i pezzettini dal soffitto!
Nel tardo pomeriggio, dopo un viaggio tutt'altro che agevole, ci hanno raggiunti anche una coppia di amici con i loro tre figli e ci siamo tenuti compagnia fino al momento della partenza.
Abbiamo rivisto la chiesa di Santa Chiara, dove siamo stati alla Messa, e quella di San Rufino, ma solo dall'esterno perché stavano celebrando proprio in quel momento. Siamo scesi a San Damiano, dove abbiamo potuto accodarci ad un gruppo che ascoltava la spiegazione di un frate e captare così qualche informazione in più e poi, tappa immancabile, alla Porziuncola.
Ai bambini siamo riusciti a concedere un paio d'ore in un bel parco collocato nel centro di Trevi con vista mozzafiato sulla valle.
Che dire... sono rientrata senza rimpianti. Nonostante siano stati pochi mi sono goduta ogni attimo di questi giorni e tornando ero contenta, positivamente caricata per riprendere le redini della nostra vita qui.
Il caldo torrido della pianura sembra non essere poi così aggressivo come ci avevano raccontanto. C'è un piacevole vento che lascia respirare e allontana i timori e le malsane giornate e nottate di afa.
Sto disfando le valige e caricando lavatrici per poi stirare, ma oggi c'è stato anche tempo per salutare qualche amico e godersi un po' i bambini.
Ho gli occhi stanchi e il sonno già da un po' mi infastidisce. La televisione ci ha nuovamente abbandonati. Non l'antenna, che non abbiamo potuto usare per quasi tutto l'inverno, sfruttando solo il video collegato al lettore dvd, ma proprio l'apparecchio più grande.
Fosse per me... ma Lele era dispiaciuto e preoccupato e Maurizio ha spostato quello più piccolo della cucina in sala, in modo da mettere in salvo i cartoni e la serenità di nostro figlio.
Quell'altro si accontenta di guardare le ruspe fuori dal nostro cancello!
Adesso relax e poi anche per noi grandi arriverà il momento di fare la nanna.
Buenas noches!
---
la mamma
sabato 3 luglio 2010
E' fatta! Domani lasceremo S. Vincenzo e partiremo alla volta di Assisi.
Probabilmente, fino almeno a martedì sera, non potrò apportare alcun aggiornamento al blog a causa della scarsa copertura alle pendici del Monte Subasio.
Nel mio cuore albergano sentimenti contrastanti. Già si annida la nostalgia per i bei giorni rapidamente trascorsi, accompagnata dalla gaiezza per ciò che da domani ci attende, a partire dal ritrovarsi con amici consolidati. C'è un senso di liberazione, perché la potremo far finita con le creme solari, il dopo - sole, le scale quattro volte al giorno, ma anche un po' di rimpianto.
Mi rendo conto che non abbiamo molte occasioni durante l'anno per trascorrere così tanto tempo insieme. Rimangono giusto le vacanze di Natale... A volte ci siam dovuti dividere, perché la diversa età dei nostri figli, richiedeva attenzioni particolari. Costruire castelli di sabbia poteva andar bene per Lele, un po' meno per Davide, mentre era del tutto fuori luogo per Elisa, la quale andava, per giunta, tenuta al riparo dal sole.
Così finiva che Maurizio stava in acqua o sul bagnasciuga con almeno uno dei maschi e io a riva, o sotto l'ombrellone con Elisa e spesso con Davide.
Però che bello quando, a sera, ci si sedeva tutti e cinque sul letto per pregare insieme e per la lettura di una storia. E' stato un momento atteso da tutti, un vero e proprio momento di aggregazione da riprendere anche a casa.
Sono stati quindici giorni in cui ho anche condiviso parecchio tempo con mio marito e credo sia questo, fra tutti, a meritare la medaglia di "ricordo numero uno", quello che ti riporti, insieme alle valige, e alle foto, quando te ne vai. La nostra relazione ne ha alquanto beneficiato.
Non mi stanco mai di trascorrere del tempo insieme a lui, nonostante i sedici anni che ci dividono dal nostro fidanzamento. Il sentimento che provo è ancora fresco, come fosse ancora una novità di cui stupirsi e meravigliarsi, e la sua presenza nella mia vita è di continuo una bella notizia.
Mi rimarrà l'emozione forte che ho scoperto di poter provare ancora amandolo di un sentimento limpido, ancora più forte e solida di quando, incerti, muovevamo i primi malsicuri, maldestri passi, l'uno nella vita dell'altra.
E' un amore che trabocca e dal quale spontaneamente, senza quasi accorgermene attingo per avere amore da dare ai miei figli, per guardarli e vedere che sono belli, nelle loro richieste, nelle loro insistenze, nei loro slanci, nella loro tenerezza e nei loro capricci.
Dio, attraverso il suo Spirito, mi dà questo sguardo per vedere come lui vede. E' la sua, e non la mia limpiedezza.
Pensavo questa mattina che come l'acqua di un torrente scorrendo tra i sassi si purifica così il mio amore, attraversando con impegno, senso del dovere e responsabilità ciò che ogni giorno mi è dato diventa più puro.
Prego che Dio mi renda capace di amare i miei bimbi, perché per questo mi sono stati dati, perché io li ami come li ama Lui.
Ora il vascello salpa, verso luoghi di altissima spiritualità, per ormeggiare poi tranquillo sulle spiagge di sempre.
Buona notte e a presto.
---
la mamma
Probabilmente, fino almeno a martedì sera, non potrò apportare alcun aggiornamento al blog a causa della scarsa copertura alle pendici del Monte Subasio.
Nel mio cuore albergano sentimenti contrastanti. Già si annida la nostalgia per i bei giorni rapidamente trascorsi, accompagnata dalla gaiezza per ciò che da domani ci attende, a partire dal ritrovarsi con amici consolidati. C'è un senso di liberazione, perché la potremo far finita con le creme solari, il dopo - sole, le scale quattro volte al giorno, ma anche un po' di rimpianto.
Mi rendo conto che non abbiamo molte occasioni durante l'anno per trascorrere così tanto tempo insieme. Rimangono giusto le vacanze di Natale... A volte ci siam dovuti dividere, perché la diversa età dei nostri figli, richiedeva attenzioni particolari. Costruire castelli di sabbia poteva andar bene per Lele, un po' meno per Davide, mentre era del tutto fuori luogo per Elisa, la quale andava, per giunta, tenuta al riparo dal sole.
Così finiva che Maurizio stava in acqua o sul bagnasciuga con almeno uno dei maschi e io a riva, o sotto l'ombrellone con Elisa e spesso con Davide.
Però che bello quando, a sera, ci si sedeva tutti e cinque sul letto per pregare insieme e per la lettura di una storia. E' stato un momento atteso da tutti, un vero e proprio momento di aggregazione da riprendere anche a casa.
Sono stati quindici giorni in cui ho anche condiviso parecchio tempo con mio marito e credo sia questo, fra tutti, a meritare la medaglia di "ricordo numero uno", quello che ti riporti, insieme alle valige, e alle foto, quando te ne vai. La nostra relazione ne ha alquanto beneficiato.
Non mi stanco mai di trascorrere del tempo insieme a lui, nonostante i sedici anni che ci dividono dal nostro fidanzamento. Il sentimento che provo è ancora fresco, come fosse ancora una novità di cui stupirsi e meravigliarsi, e la sua presenza nella mia vita è di continuo una bella notizia.
Mi rimarrà l'emozione forte che ho scoperto di poter provare ancora amandolo di un sentimento limpido, ancora più forte e solida di quando, incerti, muovevamo i primi malsicuri, maldestri passi, l'uno nella vita dell'altra.
E' un amore che trabocca e dal quale spontaneamente, senza quasi accorgermene attingo per avere amore da dare ai miei figli, per guardarli e vedere che sono belli, nelle loro richieste, nelle loro insistenze, nei loro slanci, nella loro tenerezza e nei loro capricci.
Dio, attraverso il suo Spirito, mi dà questo sguardo per vedere come lui vede. E' la sua, e non la mia limpiedezza.
Pensavo questa mattina che come l'acqua di un torrente scorrendo tra i sassi si purifica così il mio amore, attraversando con impegno, senso del dovere e responsabilità ciò che ogni giorno mi è dato diventa più puro.
Prego che Dio mi renda capace di amare i miei bimbi, perché per questo mi sono stati dati, perché io li ami come li ama Lui.
Ora il vascello salpa, verso luoghi di altissima spiritualità, per ormeggiare poi tranquillo sulle spiagge di sempre.
Buona notte e a presto.
---
la mamma
venerdì 2 luglio 2010
Con oggi terminiamo la nostra rassegna dei castelli di sabbia, proponiamo le nostre due ultime fatiche, che risalgono a ieri e all'altro ieri, perchè oggi mi sono preso un giorno di riposo e finalmente mi sono sdraiato a fianco di Elisa e di mia moglie sotto l'ombrellone...
Qualche nota tecnica, i legnetti utilizzati sono quasi sempre canne di bambù spezzettate; abbiamo utilizzato solo strumenti non professionali (la paletta in dotazione ai miei figli); il lavoro veniva quasi sempre completato in 30-45 min.
Posso solo augurarvi di continuare voi questa divertente tradizione durante le vostre vacanze, alla prossima...
P.S. nel tragitto che facevamo (circa 1 km) lungo la spiaggia, non abbiamo mai incontrato castelli di sabbia simili!
---
il papà
Iscriviti a:
Post (Atom)