Non credevo di amare così tanto mio figlio! Ha dovuto uscire da me la seconda volta perché venisse via quel tappo che inconsapevolmente portavo sul cuore e ne scaturisse tutto l'amore che porto dentro.
Erroneamente ho sempre definito questo come un sentimento di nostalgia, ma tale non è. Non è perché con gioia l'ho lasciato andare, ed è gioia per me che lui possa vivere quest'esperienza di accoglienza e affetto lontano da casa. Tornerà più ricco e tutti ci arricchirà.
Lui sta bene. Ce lo dice al telefono e io stessa lo percepisco dal tono della sua voce. Sta talmente bene che non vorrebbe più tornare e confesso che anche a me succede ogni volta che sto lì, ad Assisi, tra quelle persone.
E' però sorpendente constatare come questa distanza, che volge gli occhi di mio figlio altrove rispetto ai miei, vissuta senza ansie e inutili trattenimenti, riempia il mio cuore d'amore.
Lasciar andare, nella libertà vera, quella che può essere concessa ad un bambino di dieci anni al quale non può ancora essere permesso di dare il taglio netto alla sua famiglia, non è amare di meno, è amare di più.
Quante volte ho desiderato, nella fatica del crescerlo, che tutto tra noi ricominciasse da capo e sinceramente non so quanto riuscirò, al ritorno, a fargli vivere una vita diversa, né so se sia giusto. La fatica del vivere e del crescere sarà ancora a lungo un pane per lui...
Intanto io so che lo amo e che proprio lui è un figlio prezioso proprio per me, tanto quanto non avrei mai creduto.
Adesso so cosa gli dirò la prossima volta che telefonerà...
Ci sarebbero cose da dire anche riguardo a Davide, che è partito alla riconquista di sé stesso, ma per lui un intero post la prossima volta.
Buona giornata naviganti
---
la mamma
giovedì 11 agosto 2011
martedì 9 agosto 2011
Sono ormai passati cinque giorni da quando Emanuele è partito da casa. Era ancora buio quando è salito in macchina per raggiungere, accompagnato dal papà, la stazione di Brescia dalla quale alle 7 sarebbe partito il suo treno.
E' partito con un borsone e uno zainetto carichi di tutte le sue e forse anche le nostre emozioni, impaziente di arrivare alla meta.
Sono occasioni in cui i sentimenti manifestano tutta la loro dirompenza. L'abbiamo lasciato partire contenti di quest'occasione piovuta dal cielo direttamente nelle sue mani, senza legarlo eccessivamente e senza false ansie, ma accorgendoci di quanto bene gli vogliamo.
Nel contempo però ci siamo ritrovati a gestire le crisi violente di nostalgia di Davide che avrebbe voluto telefonare al fratello ogni momento e diceva frasi tipo: "Quando un bambino di questa famiglia manca da casa bisogna telefonargli tutti i giorni!!!!".
Così si litigava il telefono con la sorella, che voleva giocare a chiamare la nonna e io in mezzo a resistere e tentare di impedire il peggio.
Anche questa cosa però sembra pian, piano rientrare. I miei figli hanno purtroppo a che fare con una mamma che non toglie loro gli ostacoli davanti. Pur rimanendo loro accanto, lascio che scovino le loro risorse per passare oltre, ma confesso che, i dubbi, dopo pianti dirotti e manifestazioni di sofferenza acuta, i dubbi arrivano.
Comunque... oggi Davide ha avuto occasione di essere ospitato da un compagno. Ha pranzato con la sua famiglia e si è trattenuto tutto il pomeriggio a giocare, ma al ritorno.... Al ritorno niente bambino felice col sorriso sulle labbra pronto a raccontare ai genitori tutto il vissuto con toni entusiastici. Abbiamo ritrovato un bambino piagnucoloso, che già chiedeva di poter passare più tempo con l'amico, e non a casa nostra perché lui non ha abbastanza giochi e bla, bla, bla, bla fino a un nuovo pianto servito per cena.
Dopo mezz'ora di lacrime e versi si è calmato ed ha mangiato due piatti di zuppa al pomodoro!
Anche la sorellina non è da meno. In tre giorni mi ha rotto un bicchiere col quale tentava di fare musica battendo una forchetta sul bordo mentre apparecchiavo e oggi un piattino. Ormai è meglio di un'acrobata da circo. Avvicina la sedia al mobile, ci si arrampica sopra e, nella sua concezione, tenta di aiutarmi a lavare i piatti.
La vita nei pressi del vascello è davvero movimentata. Navighiamo, navighiamo e poi si vedrà!
Buona notte naviganti
---
la mamma
E' partito con un borsone e uno zainetto carichi di tutte le sue e forse anche le nostre emozioni, impaziente di arrivare alla meta.
Sono occasioni in cui i sentimenti manifestano tutta la loro dirompenza. L'abbiamo lasciato partire contenti di quest'occasione piovuta dal cielo direttamente nelle sue mani, senza legarlo eccessivamente e senza false ansie, ma accorgendoci di quanto bene gli vogliamo.
Nel contempo però ci siamo ritrovati a gestire le crisi violente di nostalgia di Davide che avrebbe voluto telefonare al fratello ogni momento e diceva frasi tipo: "Quando un bambino di questa famiglia manca da casa bisogna telefonargli tutti i giorni!!!!".
Così si litigava il telefono con la sorella, che voleva giocare a chiamare la nonna e io in mezzo a resistere e tentare di impedire il peggio.
Anche questa cosa però sembra pian, piano rientrare. I miei figli hanno purtroppo a che fare con una mamma che non toglie loro gli ostacoli davanti. Pur rimanendo loro accanto, lascio che scovino le loro risorse per passare oltre, ma confesso che, i dubbi, dopo pianti dirotti e manifestazioni di sofferenza acuta, i dubbi arrivano.
Comunque... oggi Davide ha avuto occasione di essere ospitato da un compagno. Ha pranzato con la sua famiglia e si è trattenuto tutto il pomeriggio a giocare, ma al ritorno.... Al ritorno niente bambino felice col sorriso sulle labbra pronto a raccontare ai genitori tutto il vissuto con toni entusiastici. Abbiamo ritrovato un bambino piagnucoloso, che già chiedeva di poter passare più tempo con l'amico, e non a casa nostra perché lui non ha abbastanza giochi e bla, bla, bla, bla fino a un nuovo pianto servito per cena.
Dopo mezz'ora di lacrime e versi si è calmato ed ha mangiato due piatti di zuppa al pomodoro!
Anche la sorellina non è da meno. In tre giorni mi ha rotto un bicchiere col quale tentava di fare musica battendo una forchetta sul bordo mentre apparecchiavo e oggi un piattino. Ormai è meglio di un'acrobata da circo. Avvicina la sedia al mobile, ci si arrampica sopra e, nella sua concezione, tenta di aiutarmi a lavare i piatti.
La vita nei pressi del vascello è davvero movimentata. Navighiamo, navighiamo e poi si vedrà!
Buona notte naviganti
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la mamma
martedì 2 agosto 2011
Ne è passata di acqua sotto i ponti dall'ultima volta che ho aggiornato il giornale! Mi rendo conto solo ora che non ho scritto per tutto il fine settimana e oggi siamo già a martedì 2 agosto.
L'evento principe di questi giorni è stato sicuramente il Battesimo della mia ultima nipotina, celebrato domenica nel pomeriggio. E' stata un'occasione per ritrovarci anche fra parenti e chiacchierare un po'.
La sera niente cena. Solo un po' di latte per Davide ed Elisa e... un po' anche per me, che avevo bisogno di rilassarmi.
Poi, nonostante la piccola non fosse molto tranquilla, ho rinfrescato il lievito e mandato la lavatrice e quando Maurizio ha finito la seggiolina costruita con le sue mani, ci siamo ritrovati tutti davanti a un cartone animato.
Ieri invece.... ieri invece sembrava che il mare fosse inclinato e noi non potevamo far altro che scivolare giù lungo crinali insidiosi.
I bambini, forse per la ripresa della settimana, erano più agitati del solito e diverse volte ho alzato la voce con loro. Li ho richiamati di continuo anche per le cose più semplici, ma la cosa che più di altre mi ha innervosita è stata rendermi conto del fatto che Emanuele è indietro coi compiti delle vacanze.
Quest'estate ho veramente fatto fatica, per non dire che non sono riuscita, a fare in modo che svolgesse la quantità minima sufficiente di compiti al giorno. C'è stata un po' troppa superficialità.... Sono la prima a desiderare che il tempo estivo trascorra in attività varie e diverse, e che l'impegno scolastico non sia preponderante, ma quest'anno è rimasto un po' troppo sotto la soglia.
Ieri sera, allora, mi son chiusa in cucina e ho suddiviso il lavoro rimanente per i giorni di vacanze ancora disponibili e speriamo che lo rispetti. Così facendo, inserendo anche qualche contentino, dovrebbe avere ancora dei giorni di sola vacanza la settimana prima dell'apertura delle scuole, prevista per il 12 settembre.
Chissà perché, mi chiedo, tutta questa fatica?!
Davvero una giornata strana quella di ieri e non è che non ci sia stato niente di positivo. Emanuele e Davide sono riusciti anche a giocare insieme e a divertirsi, ed è raro vederli così e poi... anche la mia fede è stata sollecitata attraverso due lettere. La prima l'ho trovata tra le pagine dell'ultimo numero di "Famiglia Cristiana" e la seconda me l'ha inviata mia cugina.
La sera tardi ne parlavo con Maurizio e gli confidavo che oggi come oggi la mia fede non potrebbe passare se non attraverso di lui. E' come se Dio avesse reso negli anni il nostro amore una roccia solida dalla quale partire per ogni direzione, anche verso di Lui.
Sono già quasi le 8 e un quarto. Meglio abbandonare la cabina e salire sul ponte di comando.
Buona giornata naviganti.
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la mamma
L'evento principe di questi giorni è stato sicuramente il Battesimo della mia ultima nipotina, celebrato domenica nel pomeriggio. E' stata un'occasione per ritrovarci anche fra parenti e chiacchierare un po'.
La sera niente cena. Solo un po' di latte per Davide ed Elisa e... un po' anche per me, che avevo bisogno di rilassarmi.
Poi, nonostante la piccola non fosse molto tranquilla, ho rinfrescato il lievito e mandato la lavatrice e quando Maurizio ha finito la seggiolina costruita con le sue mani, ci siamo ritrovati tutti davanti a un cartone animato.
Ieri invece.... ieri invece sembrava che il mare fosse inclinato e noi non potevamo far altro che scivolare giù lungo crinali insidiosi.
I bambini, forse per la ripresa della settimana, erano più agitati del solito e diverse volte ho alzato la voce con loro. Li ho richiamati di continuo anche per le cose più semplici, ma la cosa che più di altre mi ha innervosita è stata rendermi conto del fatto che Emanuele è indietro coi compiti delle vacanze.
Quest'estate ho veramente fatto fatica, per non dire che non sono riuscita, a fare in modo che svolgesse la quantità minima sufficiente di compiti al giorno. C'è stata un po' troppa superficialità.... Sono la prima a desiderare che il tempo estivo trascorra in attività varie e diverse, e che l'impegno scolastico non sia preponderante, ma quest'anno è rimasto un po' troppo sotto la soglia.
Ieri sera, allora, mi son chiusa in cucina e ho suddiviso il lavoro rimanente per i giorni di vacanze ancora disponibili e speriamo che lo rispetti. Così facendo, inserendo anche qualche contentino, dovrebbe avere ancora dei giorni di sola vacanza la settimana prima dell'apertura delle scuole, prevista per il 12 settembre.
Chissà perché, mi chiedo, tutta questa fatica?!
Davvero una giornata strana quella di ieri e non è che non ci sia stato niente di positivo. Emanuele e Davide sono riusciti anche a giocare insieme e a divertirsi, ed è raro vederli così e poi... anche la mia fede è stata sollecitata attraverso due lettere. La prima l'ho trovata tra le pagine dell'ultimo numero di "Famiglia Cristiana" e la seconda me l'ha inviata mia cugina.
La sera tardi ne parlavo con Maurizio e gli confidavo che oggi come oggi la mia fede non potrebbe passare se non attraverso di lui. E' come se Dio avesse reso negli anni il nostro amore una roccia solida dalla quale partire per ogni direzione, anche verso di Lui.
Sono già quasi le 8 e un quarto. Meglio abbandonare la cabina e salire sul ponte di comando.
Buona giornata naviganti.
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la mamma
giovedì 28 luglio 2011
Ci siamo, ancora una settimana ed Emanuele prenderà un treno che lo condurrà ad Assisi. Viaggerà in compagnia di una ragazza conoscente dei nostri amici e dopo sette ore e due cambi arriverà alla stazione di Santa Maria degli Angeli, dove qualcuno penserà a prelevarlo.
Il mio cuore è un po' diviso fra la nostalgia per un figlio che non vedrò per un periodo abbastanza lungo (quindici giorni) e la contentezza per quest'occasione piovuta in tutti i sensi giù dal cielo.
Ieri, intanto, lui e Davide sono stati a pranzo da una nonna e hanno trascorso da lei anche il pomeriggio, fino a quando con Elisa non li ho raggiunti anch'io e dove, al termine della giornata lavorativa, ci ha raggiunti anche papà.
Emanuele non voleva che il fratello lo accompagnasse e ha fatto di tutto per dissuaderlo, dicendogli che non avrebbe avuto il tempo per giocare insieme a lui.
Solitamente, usando un po' di comprensione, gli concedo volentieri questi momenti di distacco per lui salutari. Il pomeriggio prima, per esempio, è stato dall'altra nonna dove ha il suo orto, germogliato in serra, per prendersene cura e ha percorso il tragitto a piedi da solo.
Ieri però, nonostante non fossi ben disposta per come il grande stava trattando il più piccolo, ho ritenuto opportuno chiedergli di concedere a Davide che restasse in sua compagnia.
Avrà due intere settimane da trascorrere lontanto da casa e se per lui saranno gratificanti, per il fratello non altrettanto. La sera, con calma, quando già era nel letto, ho provato a spiegargli che Davide soffrirà parecchio di nostalgia e che lui, come già in passato, avrebbe potuto dimostrare di essere il più grande in un modo buono, prendendosi cura del più piccolo.
Da mamma l'ho pregato di essere un po' più docile in quest'ultimo periodo di permanenza a casa e di concedere a Davide la sua compagnia e la sua attenzione. Anche per Davide in fondo, sebbene con un po' di sofferenza, sarà un tempo propizio per uscire dall'ombra del fratellone e prendere un po' di fiducia in sé stesso.
Ieri a pranzo dai nonni sembra non si sia comportato bene, lasciandoli un po' attoniti per il suo modo di rispondere a tono.
Con Maurizio dicevamo che forse il fratello di mezzo è proprio quello che soffre di più, dovendo affrontare tutte le problematiche del fratello maggiore (nei confronti di Elisa) e tutte quelle del fratello minore.
Dietro un bambino che si comporta così non c'è sempre e solo un bambino maleducato, magari c'è anche un bambino che soffre e prova, anche con modalità sicuramente sbagliate, ad affermare sé stesso, ma come spiegarlo ai nonni?
Quando ho ascoltato il racconto io ho provato molta tenerezza per mio figlio e avrei voluto abbracciarlo. Amare non credo significhi essere deboli o condiscendenti nei cofronti di atteggiamenti sbagliati. Amare, in queste occasioni, è ristabilire.
Essere genitori è un po' come indossare i panni del contadino del Vangelo: semini con fatica e tra le lacrime e raccogli con giubilo, nella gioia.
Se con mio marito dobbiamo essere per i nostri figli i primi educatori alla fede dobbiamo educare alla speranza e sforzarci di avere uno sguardo positivo e fiducioso, altrimenti finiremmo per trasmettere l'immagine di un Dio punitivo e intransigente che non assomiglia per niente a quello che Dio è in realtà per noi: un Padre buono.
Naviganti, procedete cercando il sole!
Buona giornata e che tutto intorno possa stupirvi.
---
la mamma
Il mio cuore è un po' diviso fra la nostalgia per un figlio che non vedrò per un periodo abbastanza lungo (quindici giorni) e la contentezza per quest'occasione piovuta in tutti i sensi giù dal cielo.
Ieri, intanto, lui e Davide sono stati a pranzo da una nonna e hanno trascorso da lei anche il pomeriggio, fino a quando con Elisa non li ho raggiunti anch'io e dove, al termine della giornata lavorativa, ci ha raggiunti anche papà.
Emanuele non voleva che il fratello lo accompagnasse e ha fatto di tutto per dissuaderlo, dicendogli che non avrebbe avuto il tempo per giocare insieme a lui.
Solitamente, usando un po' di comprensione, gli concedo volentieri questi momenti di distacco per lui salutari. Il pomeriggio prima, per esempio, è stato dall'altra nonna dove ha il suo orto, germogliato in serra, per prendersene cura e ha percorso il tragitto a piedi da solo.
Ieri però, nonostante non fossi ben disposta per come il grande stava trattando il più piccolo, ho ritenuto opportuno chiedergli di concedere a Davide che restasse in sua compagnia.
Avrà due intere settimane da trascorrere lontanto da casa e se per lui saranno gratificanti, per il fratello non altrettanto. La sera, con calma, quando già era nel letto, ho provato a spiegargli che Davide soffrirà parecchio di nostalgia e che lui, come già in passato, avrebbe potuto dimostrare di essere il più grande in un modo buono, prendendosi cura del più piccolo.
Da mamma l'ho pregato di essere un po' più docile in quest'ultimo periodo di permanenza a casa e di concedere a Davide la sua compagnia e la sua attenzione. Anche per Davide in fondo, sebbene con un po' di sofferenza, sarà un tempo propizio per uscire dall'ombra del fratellone e prendere un po' di fiducia in sé stesso.
Ieri a pranzo dai nonni sembra non si sia comportato bene, lasciandoli un po' attoniti per il suo modo di rispondere a tono.
Con Maurizio dicevamo che forse il fratello di mezzo è proprio quello che soffre di più, dovendo affrontare tutte le problematiche del fratello maggiore (nei confronti di Elisa) e tutte quelle del fratello minore.
Dietro un bambino che si comporta così non c'è sempre e solo un bambino maleducato, magari c'è anche un bambino che soffre e prova, anche con modalità sicuramente sbagliate, ad affermare sé stesso, ma come spiegarlo ai nonni?
Quando ho ascoltato il racconto io ho provato molta tenerezza per mio figlio e avrei voluto abbracciarlo. Amare non credo significhi essere deboli o condiscendenti nei cofronti di atteggiamenti sbagliati. Amare, in queste occasioni, è ristabilire.
Essere genitori è un po' come indossare i panni del contadino del Vangelo: semini con fatica e tra le lacrime e raccogli con giubilo, nella gioia.
Se con mio marito dobbiamo essere per i nostri figli i primi educatori alla fede dobbiamo educare alla speranza e sforzarci di avere uno sguardo positivo e fiducioso, altrimenti finiremmo per trasmettere l'immagine di un Dio punitivo e intransigente che non assomiglia per niente a quello che Dio è in realtà per noi: un Padre buono.
Naviganti, procedete cercando il sole!
Buona giornata e che tutto intorno possa stupirvi.
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la mamma
mercoledì 27 luglio 2011
Ci sono i giorni in cui il mare sembra olio tant'è liscia la navigazioni e altri in cui un vento dispettoso e indesiderato disturba il nostro navigare.
Avrei potuto inserire il "pilota automatico" lunedì, se ce l'avessi avuto.
Con la massima calma, mentre Maurizio in ospedale donava il sangue, ho finito di pregare e scritto un post. Avendo rinfrescato il lievito la sera prima, ho impastato una pasta con la quale la sera ho confezionato un torta salata niente male. Perfino Davide, stupendoci non poco, quando poi l'ho stesa e farcita per la sera, ha voluto assaggiare un zucchina e quando ha avuto la sua porzione nel piatto s'è leccato i baffi! Già la sera dopo, complice un vento dispettoso che s'è messo di traverso alla nostra navigazione, ha voluto che gli frullassi lo spezzatino preparato con fagioli, patate, pollo un po' di salsa di pomodoro e il rismarino della vicina.
Una vera delizia, almeno a sentire mio marito, ma lui mi ha imposto: "Mamma, non lo devi preparare più, mai più!" e frasi perentorie di questo genere escono spesso dalle sue candide labbra di bambino.
Sarà l'età!
Altre cose, forse per contrastare un lunedì quasi da pilota automatico, ieri hanno sballottato il vascello.
Dopo vari tentennamenti dei bambini, essendo comunque riuscita a portare a termine quelle quattro pulizie del giorno, siamo riusciti ad accordarci per un passaggio in tintoria e una visita al cimitero. Una bella passeggiata che, nei miei piani, ci avrebbe consentito di trascorrere un po' di tempo piacevolmente insieme e arrivare indenni all'ora di pranzo.
Davide e Lele però hanno continuato a battibeccare come due zabette e non c'è stato verso di farli smettere. Davide poi ha perso per strada un pezzo di costruzioni e quell'altro mancava poco si infuriasse. Una volta a casa ho tentato di preparare una pasta con sugo di pomodoro e wusterl, ma Elisa, che nel frattempo si è messa sulla sedia per guardare anche lei un cartone con i fratelli, al momento in cui ha avuto la pasta nel piatto non ha voluto saperne di entrare nel seggiolone.
Siccome ho deciso di impormi, mentre da tutte le parti piovevano inviti a cedere, né è nato un capriccio che non finiva più.
Ho messo a letto la piccola senza che pranzasse, ma poi ha recuperato con merenda e cena e, mentre tentavo di lavare finalmente i piatti, (erano già le 14) è arrivata una telefonata tanto inaspettata quanto gradita.
Era la signora dell'agriturismo di Assisi che mi informava di aver trovato un modo per permettere a Lele di trascorrere un secondo periodo da loro.
Nonostante le inevitabili preoccupazioni da genitori, siamo veramente contenti che gli si sia presentata quest'occasione. Per tutti noi sarà una prova e una palestra: per noi genitori a vivere un buon distacco, in vista della preadolescenza e anche per lui, che speriamo di ritrovare almeno un po' più maturo e responsabile di sé, se non degli altri.
Sembra che saremo a posto anche per il viaggio di ritorno, che non avverrà prima del 19 agosto, ragion per cui non sarà con noi né per il Ferragosto, né per il giorno del suo compleanno.
La notizia, pian piano, come un vento buono, ha soffiato bene nelle vele restituendo al viaggio la giusta andatura e oggi, già è un altro giorno, di sole nonostante le previsioni.
Vado a preparar la colazione al figlio primogenito, già sveglio da un po'.
Buona giornata naviganti, che trascorra in fervore e perfetta letizia.
---
la mamma
lunedì 25 luglio 2011
Si balla sui ponti del vascello, non tanto perché nella nostra vita sia presente chissà che tempesta (tutt'altro!), quanto perché il collegamento che mi consente di condividere l'aggiornamento del giornale è alquanto instabile a causa di inconvenienti tecnici.
Che fare quando la teconologia t'abbandona? forse serbare tutto nel cuore!
Il fine settimana, seppur spruzzato da qualche acquazzone, ci ha riservato bei momenti. Sabato siamo stati insieme a far spesa che, nella concatenazione degli avvenimenti di un viaggio può apparire particolare del tutto trascurabile, senonché questo è indice di quanto in questo periodo io sia libera dal consueto affanno.
Perché rimanere in cortile a non saper che fare con Elisa? Siamo salite anche noi a bordo (della nostra autovettura) e ci siamo fatte un giro per i banchi e i negozi del centro commerciale.
Nei miei maschietti intanto cresce vertiginosamente la voglia di bicicletta e per sedare un'ennesimo capriccio da desiderio irrefrenabile di Davide abbiamo comprato loro le luci anteriori e posteriori. Dodici euro a testa per comprare un articolo che ha purtroppo fallito alla prova bambino. Gli agganci al manubrio, dopo la prima caduta, sono saltati, ma il nostro "papà aggiustatutto" ha subito rimediato con del nastro adesivo molto resistente e, per il momento, va bene così.
La sera acconsentendo a un loro desiderio li abbiamo condotti in una via poco oltre casa nostra dove c'è un ampio parcheggio a quell'ora quasi deserto. Sarebbe una bella zona, col fiume e gli alberi a rinfrescare e un campo che consente la vista non disturbata dalle costruzioni sul nostro magnifico castello affiancato dal campanile della Basilica. Hanno esaurito lì le loro energie tra indecenti morsicature di zanzare, mentre la sorellina barcollava, tenuta per mano, tra il ciglio del marciapiede e la strada divertendosi un mondo.
E' un bel modo per ridurre il tempo di permanenza davanti ai cartoni e di ulteriore aggregazione tra noi cinque e lo dico soprattutto in riferimento a Davide. Lele, solitamente sempre pronto a chiedere di posizionarsi sul divano davanti alla tv, quest'anno invece ha sfoderato un'intraprendenza insospettabile. Ripesca dalla libreria vecchi volumi dove può trovare idee per dar sfogo alla propria creatività e poi, con materiali semplici e recuperabili all'interno delle mura domestiche, realizza! Sabato ha costruito una marionetta con un sacchetto di carta, un pennarello, carta da giornale e spago e devo dire che ha ottenuto un risultato niente male.
Ieri invece, dopo l'imperdibile Messa mattutina con altrettanto imperdibile chiacchierata da sagrato, siamo stati da amici. Ci siamo sempre mossi con la bicicletta e, nonostante qualche pericolo non mancasse, è andata bene e naturalmente anche questo particolare è stato causa di divertimento.
I miei figli hanno giocato coi figli di questa coppia e noi, dopo un gelato, abbiamo guardato le foto delle vacanze (nostre e loro) chiacchierando del più e del meno.
Sto procedendo col ricamo delle tende della piccola, che, se da una parte, proprio per la complessità del disegno e la quantità delle tinte da abbinare, mi danno piacere, dall'altra mi richiedono una concentrazione formidabile e dopo un'ora sono quasi stanca.
Vorrei già averle finite per godermi il risultato, ma so che devo assolutamente procedere con calma e godendomi il viaggio. Adesso, fino al prossimo fine settimana, le lascerò nella cassapanca per dedicarmi alla casa e ai bambini.
Procede anche il restauro della nostra panchina, la tinteggiatura, ormai quasi ultimata, del balcone e già nuovi progetti di piccoli lavoretti si affacciano alla mente.
Tra un'onda e l'altra non mancano i pensieri e le profonde riflessioni per scoprire le meraviglie da sub!
E' ora di rimboccarsi le maniche. Maurizio è uscito per la donazione Avis e i bambini tra un po' si sveglieranno.
Che il Signore vi conceda una giornata laboriosa e serena, o di vero riposo se siete in vacanza.
A presto
---
la mamma
Che fare quando la teconologia t'abbandona? forse serbare tutto nel cuore!
Il fine settimana, seppur spruzzato da qualche acquazzone, ci ha riservato bei momenti. Sabato siamo stati insieme a far spesa che, nella concatenazione degli avvenimenti di un viaggio può apparire particolare del tutto trascurabile, senonché questo è indice di quanto in questo periodo io sia libera dal consueto affanno.
Perché rimanere in cortile a non saper che fare con Elisa? Siamo salite anche noi a bordo (della nostra autovettura) e ci siamo fatte un giro per i banchi e i negozi del centro commerciale.
Nei miei maschietti intanto cresce vertiginosamente la voglia di bicicletta e per sedare un'ennesimo capriccio da desiderio irrefrenabile di Davide abbiamo comprato loro le luci anteriori e posteriori. Dodici euro a testa per comprare un articolo che ha purtroppo fallito alla prova bambino. Gli agganci al manubrio, dopo la prima caduta, sono saltati, ma il nostro "papà aggiustatutto" ha subito rimediato con del nastro adesivo molto resistente e, per il momento, va bene così.
La sera acconsentendo a un loro desiderio li abbiamo condotti in una via poco oltre casa nostra dove c'è un ampio parcheggio a quell'ora quasi deserto. Sarebbe una bella zona, col fiume e gli alberi a rinfrescare e un campo che consente la vista non disturbata dalle costruzioni sul nostro magnifico castello affiancato dal campanile della Basilica. Hanno esaurito lì le loro energie tra indecenti morsicature di zanzare, mentre la sorellina barcollava, tenuta per mano, tra il ciglio del marciapiede e la strada divertendosi un mondo.
E' un bel modo per ridurre il tempo di permanenza davanti ai cartoni e di ulteriore aggregazione tra noi cinque e lo dico soprattutto in riferimento a Davide. Lele, solitamente sempre pronto a chiedere di posizionarsi sul divano davanti alla tv, quest'anno invece ha sfoderato un'intraprendenza insospettabile. Ripesca dalla libreria vecchi volumi dove può trovare idee per dar sfogo alla propria creatività e poi, con materiali semplici e recuperabili all'interno delle mura domestiche, realizza! Sabato ha costruito una marionetta con un sacchetto di carta, un pennarello, carta da giornale e spago e devo dire che ha ottenuto un risultato niente male.
Ieri invece, dopo l'imperdibile Messa mattutina con altrettanto imperdibile chiacchierata da sagrato, siamo stati da amici. Ci siamo sempre mossi con la bicicletta e, nonostante qualche pericolo non mancasse, è andata bene e naturalmente anche questo particolare è stato causa di divertimento.
I miei figli hanno giocato coi figli di questa coppia e noi, dopo un gelato, abbiamo guardato le foto delle vacanze (nostre e loro) chiacchierando del più e del meno.
Sto procedendo col ricamo delle tende della piccola, che, se da una parte, proprio per la complessità del disegno e la quantità delle tinte da abbinare, mi danno piacere, dall'altra mi richiedono una concentrazione formidabile e dopo un'ora sono quasi stanca.
Vorrei già averle finite per godermi il risultato, ma so che devo assolutamente procedere con calma e godendomi il viaggio. Adesso, fino al prossimo fine settimana, le lascerò nella cassapanca per dedicarmi alla casa e ai bambini.
Procede anche il restauro della nostra panchina, la tinteggiatura, ormai quasi ultimata, del balcone e già nuovi progetti di piccoli lavoretti si affacciano alla mente.
Tra un'onda e l'altra non mancano i pensieri e le profonde riflessioni per scoprire le meraviglie da sub!
E' ora di rimboccarsi le maniche. Maurizio è uscito per la donazione Avis e i bambini tra un po' si sveglieranno.
Che il Signore vi conceda una giornata laboriosa e serena, o di vero riposo se siete in vacanza.
A presto
---
la mamma
giovedì 21 luglio 2011
La navigazione prosegue lenta e tranquilla. Ci troviamo nei mari di luglio, solitamente assolati e lucenti, come fosse settembre.
Niente afa, ma quel pizzicorino sulla pelle sempre presente per il considerevole abbassamento della temperatura in seguito agli ultimi acquazzoni.
Ieri Emanuele è stato a pranzo dalla nonna paterna e oggi saremo tutti insieme dall'altra nonna. Ci trasferiremo da lei verso l'ora di pranzo e rimarremo a casa sua credo tutto il pomeriggio, con la speranza, forse, di conoscere finalmente la nuova nipotina.
Approfittando dell'assenza di Lele ho cercato di dare più attenzione a Davide, altrimenti incollato davanti ai cartoni. Anche se non ha brontolato, né chiesto di seguirlo, sente molto la mancanza del fratello perché gli viene sottratto un compagno di gioco che lo diverte sicuramente molto più della sottoscritta.
Quando finalmente ho messo Elisa a dormire, ho stirato le quattro cose che erano asciugate sullo stendipanni e poi insieme abbiamo realizzato un veloce lavoretto con i cartoncini colorati. Anche lui non voleva essere da meno e come Lele ha voluto offrire al papà il suo personale omaggio.
In rete, pescando nel mare della realtà virtuale, ho trovato le spiegazioni per un funghetto porta - fiammiferi e così ci siamo muniti dell'occorrente e chicchierando, e immaginando la faccia del papà al ritorno, ci siamo messi a disegnare, ritagliare e incollare.
Merenda tutti insieme e poi un po' in cortile a tentare di giocare a pallavolo con uno mentre l'altra s'arrampicava pericolosamente sul triciclo. Questa forse è la vera novità dell'ultimo periodo, quella che rende tutto un po' più complicato. Elisa potrebbe scalare l'Everest in due nano secondi! Sposta le sedie e ci si mette sopra in piedi, a volte salendo sul tavolo, altre, per raggiungermi al lavandino dove poter giocare con l'acqua, arrampicandosi perfino sulla spalliera. Non la si può lasciare sola un secondo.
In mattinata ho lasciato per brevissimo tempo lei e Davide nella camera di quest'ultimo con la porta chiusa, per poter spostare le costruzioni dal tavolo della cucina e portarle al piano di sopra senza essere inseguita per le scale e quando ho riaperto la porta l'ho trovata seduta al centro del letto.
Fa boccacce nostro malgrado divertentissime, tirando fuori tutta la lingua e storcendo gli occhi e ieri sera, mentre tutti insieme ci stavamo godendo un film, giocava a togliere e mettere un paio di occhiali da sole, lanciando gridolini e sollevando le gambe sul divano, dando segno di divertirsi davvero molto. Una vera monella!
In queste condizioni ho cercato di recuperare un quarto di pane avanzato che giaceva in fondo al cestino. L'ho spezzettato, ammollato nell'acqua e ho preparato quella che si chiama una "panzanella" reinventando un po' il condimento rispetto a quello indicato sulla ricetta in mio possesso. Come mio solito ho messo il naso un po' in dispensa, un po' nel frigo e così, pensa e ripensa, ho saltato in padella con un filo d'olio cipolla, melanzane, zucchine e peperoni. A parte ho tagliato un pomodoro a cubetti, aggiunto un po' di basillico nella padella, sale, un po' d'olio a crudo e ho miscelato il tutto. A parte ho preparato una ciotolina adattata per i piccoli, col pane più sbriciolato, il pomodoro crudo frullato con un cucchiaino di pesto e ho lasciato tutto in tavola, pronto prima dell'arrivo di papà.
Ho fatto tutto tra mille equilibrismi e Davide, che nel frattempo dev'essersi sentito un po' abbandonato, s'è appisolato un sul divano, ancora stanco per essere rincasati tardi la sera prima dopo una cena in oratorio.
Così solchiamo l'estate lasciando qua e là tracce del nostro passaggio.
Adesso magari, prima che si aprano tutte insieme, come fiori al sole, tre paia di occhi vispi, stiro un po'.
A voi, naviganti mattinieri e non, buona giornata.
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la mamma
Niente afa, ma quel pizzicorino sulla pelle sempre presente per il considerevole abbassamento della temperatura in seguito agli ultimi acquazzoni.
Ieri Emanuele è stato a pranzo dalla nonna paterna e oggi saremo tutti insieme dall'altra nonna. Ci trasferiremo da lei verso l'ora di pranzo e rimarremo a casa sua credo tutto il pomeriggio, con la speranza, forse, di conoscere finalmente la nuova nipotina.
Approfittando dell'assenza di Lele ho cercato di dare più attenzione a Davide, altrimenti incollato davanti ai cartoni. Anche se non ha brontolato, né chiesto di seguirlo, sente molto la mancanza del fratello perché gli viene sottratto un compagno di gioco che lo diverte sicuramente molto più della sottoscritta.
Quando finalmente ho messo Elisa a dormire, ho stirato le quattro cose che erano asciugate sullo stendipanni e poi insieme abbiamo realizzato un veloce lavoretto con i cartoncini colorati. Anche lui non voleva essere da meno e come Lele ha voluto offrire al papà il suo personale omaggio.
In rete, pescando nel mare della realtà virtuale, ho trovato le spiegazioni per un funghetto porta - fiammiferi e così ci siamo muniti dell'occorrente e chicchierando, e immaginando la faccia del papà al ritorno, ci siamo messi a disegnare, ritagliare e incollare.
Merenda tutti insieme e poi un po' in cortile a tentare di giocare a pallavolo con uno mentre l'altra s'arrampicava pericolosamente sul triciclo. Questa forse è la vera novità dell'ultimo periodo, quella che rende tutto un po' più complicato. Elisa potrebbe scalare l'Everest in due nano secondi! Sposta le sedie e ci si mette sopra in piedi, a volte salendo sul tavolo, altre, per raggiungermi al lavandino dove poter giocare con l'acqua, arrampicandosi perfino sulla spalliera. Non la si può lasciare sola un secondo.
In mattinata ho lasciato per brevissimo tempo lei e Davide nella camera di quest'ultimo con la porta chiusa, per poter spostare le costruzioni dal tavolo della cucina e portarle al piano di sopra senza essere inseguita per le scale e quando ho riaperto la porta l'ho trovata seduta al centro del letto.
Fa boccacce nostro malgrado divertentissime, tirando fuori tutta la lingua e storcendo gli occhi e ieri sera, mentre tutti insieme ci stavamo godendo un film, giocava a togliere e mettere un paio di occhiali da sole, lanciando gridolini e sollevando le gambe sul divano, dando segno di divertirsi davvero molto. Una vera monella!
In queste condizioni ho cercato di recuperare un quarto di pane avanzato che giaceva in fondo al cestino. L'ho spezzettato, ammollato nell'acqua e ho preparato quella che si chiama una "panzanella" reinventando un po' il condimento rispetto a quello indicato sulla ricetta in mio possesso. Come mio solito ho messo il naso un po' in dispensa, un po' nel frigo e così, pensa e ripensa, ho saltato in padella con un filo d'olio cipolla, melanzane, zucchine e peperoni. A parte ho tagliato un pomodoro a cubetti, aggiunto un po' di basillico nella padella, sale, un po' d'olio a crudo e ho miscelato il tutto. A parte ho preparato una ciotolina adattata per i piccoli, col pane più sbriciolato, il pomodoro crudo frullato con un cucchiaino di pesto e ho lasciato tutto in tavola, pronto prima dell'arrivo di papà.
Ho fatto tutto tra mille equilibrismi e Davide, che nel frattempo dev'essersi sentito un po' abbandonato, s'è appisolato un sul divano, ancora stanco per essere rincasati tardi la sera prima dopo una cena in oratorio.
Così solchiamo l'estate lasciando qua e là tracce del nostro passaggio.
Adesso magari, prima che si aprano tutte insieme, come fiori al sole, tre paia di occhi vispi, stiro un po'.
A voi, naviganti mattinieri e non, buona giornata.
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la mamma
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