Venti da tutte le direzioni hanno mosso i miei pensieri nell'ultima settimana e adesso mi trovo qui, a veleggiare su questa superficie stranamente calma, con una profonda, quasi irreale, immobile pace nel cuore.
Elisa, che sembra aver finalmente trovato la via del sonno profondo dopo un paio di notti di maretta, sta ondeggiando tra innocui rialzi di temperatura e colpi di tosse grassa tenuti a bada da frequenti aerosol.
Davide ha di tanto in tanto alzato la cresta sfidando la nostra pazienza. E' andato regolarmente all'asilo e venerdì, bruciandomi sul tempo, è tornato con un piatto di carta contenente varie forme di pasta fresca. L'avevano fatta in classe, tutti insieme con l'ausilio delle cuoche e quando l'ho vista quasi non ci credevo. Naturalmente aveva un largo sorriso sul volto quando, entrando dalla porta, me l'ha mostrato.
Lele, invece, ha mosso parecchio vento di burrasca. La situazione comportamento non è ancora rientrata. Giovedì, andando a prenderlo a scuola, mi son trattenuta qualche minuto con le maestre che, ancora dopo una settimana di prediche, ammonimenti, ragionamenti, faticano a governare il suo irrefrenabile impulso alla chiacchiera.
Sempre in settimana è arrivato un grosso pacco della signora che gestisce l'agriturismo ad Assisi con dentro diversi mostaccioli, tipici dolci natalizi, per noi e tutti gli amici che nel tempo sono stati da loro per un periodo. Guardando meglio ho anche trovato una lunga, confidenziale lettera tutta per me. Che bello quando i cuori si aprono e l'amicizia, la condivisione, l'unione passano a livelli sempre più profondi
Ieri sera abbiamo avuto nuovo sellecitazioni educative, sempre dal più grande e sempre più sarà così.
Stasera, dopo una veloce tazza di latte e biscotti che mi ha consentito di recuperare parte dell'arretrato al ferro da stiro, abbiamo avuto occasione di un nuovo confronto a causa dell'ennesima litigata col fratello, anzi no. Non è stata una vera e propria litigata, ma più che altro uno scatto di nervi. Motivo: il suo palloncino era scoppiato e quello di suo fratello no.
Lì per lì il nervosismo di mio figlio si è propagato fino a farmi esplodere. Non eravamo scesi dalla macchina nemmeno da due minuti, avevo gli stivali ai piedi, le borse in mano, il piumino ancora indosso e già dovevo sedare un turbine. Nel frattempo Elisa stava in macchina già in lacrime perché nessuno aveva ancora pensato a prenderla.
Non trovando di meglio ho alzato la voce perché l'aggressione smettesse, e Lele smettesse di ripetere a Davide, sempre più astioso, cose come: "Ascolta me, tanto damani sarà già sgonfio!".
Lucidamente so che mio figlio porta in sé emozioni talmente potenti che da solo non riesce a governare. In lui la forza si compone alla fragilità, l'ostinazine al senso della sopraffazione, la spavalderia alla timidezza e come fa da solo a mettere ordine, a trovare un nome per tutto, il giusto modo di incanalare ciò che ha il sopravvento su di lui?
Comincio a capire che in sé stesso porta una sofferenza che solo il nostro amore, la nostra vicinanza e la preghiera possono guarire. Devo imparare a pregare per mio figlio, perché la sua forza diventi una forza vera, perché riesca ad essere padrone di sé.
Lo Spirito sta davvero progressivamente portando nuova luce alla mia mente, al mio cuore.
E domani si riparte verso tutti i luoghi in cui il vento dello Spirito ci spingerà.
Buona notte e buona settimana naviganti
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la mamma
domenica 30 gennaio 2011
lunedì 24 gennaio 2011
Il giornale di bordo ha bisogno di essere aggiornato. Del fine settimana non esiste ancora alcuna traccia eppure, un fine settimana, è esistito. E' stato un fine settimana tutto sommato tranquillo.
Sabato ci siamo concessi un po' di riposo in più. Sono stata presa dalla voglia di trascorrere di nuovo del tempo in cucina, ma nella mattinata non sono riuscita a concludere praticamente nulla.
Sul più bello Elisa si è innervosita, forse stanca di gironzolare, ho dovuto caricare la lavatrice e cose così. Avrei volentieri rifatto i letti, ma la concomitanza delle diverse esigenze dei miei figli mi ha fatta ben presto desistere.
Nel pomeriggio però sono riuscita a dar corso alla mia intenzione di preparare dei biscotti con la frolla al cacao. L'avrei fatto anche venerdì, quello in cui sono stata presa dalla preparazione delle polpette, ma poi ho riinviato.
Ho usato le formine acquistate a Natale, ma ho scelto solo stelline, cuori e un'altra forma circolare che un po' assomigliava a un fiore. Niente pupazzi di neve o angioletti o comete...
I bambini hanno parecchio apprezzato e la colazione del giorno dopo è stata un vera delizia.
In serata ho pure preparato l'arrosto per il pranzo della domenica e il successivo pomeriggio ho lessato dei legumi e a parte un cotechino per la cena condivisa all'oratorio col gruppo famiglie.
Siamo rincasati più tardi del previsto ieri sera. Il dibattito, pur interessante, è andato un po' per le lunghe. Risultato: questa mattina non c'era verso di scollare Davide dal materasso e siamo arrivati all'ingresso della scuola materna a un soffio dal suono della campanella.
Una volta in classe Elisa ed io ci siamo godute una passeggiata invernale fino alla segreteria della scuola alla quale ho finalmente consegnato il modulo di iscrizione di Davide per il prossimo anno scolastico.
Ci sono zone del paese attraverso le quali si transita spesso velocemente in auto e non si ha modo di apprezzarne la bellezza, purtroppo trascurata.
Nonostante questo cambio di programma son comunque riuscita, prima del pranzo, a portare a termine le pulizie della camera matrimoniale.
Anche oggi la piccola ha dormito veramente poco e mi ha fatto compagnia mentre stiravo. Quando la nonna è arrivata, per lasciarmi uscire a riprendere Davide e a portare poi Lele dal dentista, avevo quasi finito.
Nonostante abbia poco più di un anno dimostra già una certa volitività nel carattere. E' rimasta per un pezzo completamente sdraiata sul pavimento, proprio sotto l'asse da stiro, a cercare e chiedere a modo suo attenzione. Poi però s'è arresa. S'è messa seduta. Da quella posizione ha tolto le calze antiscivolo e allungandomele chiedeva che io gliele rimettessi. Era un gioco senza fine, ma a modo suo mi aveva catturata.
Sabato, mentre i fratelli si accingevano ad entrare nella vasca da bagno, l'ho vista divertirsi col papà a raccogliere i panni sporchi e ad infilarli nel relativo cesto.
Tanti altri segnali ci mostrano i suoi progressi nella crescita che la rendono ancor più interattiva.
Bè naviganti, mi rendo conto che di incisivo non è accaduto nulla. Tra noi e poi anche con Lele stiamo iniziando a parlare della sua Prima Comunione... Proprio nel corso della celebrazione domenicale tutti i bambini che il primo maggio riceveranno per la prima volta l'Eucaristia sono stati presentati alla comunità.
Davvero, non c'è altro.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Sabato ci siamo concessi un po' di riposo in più. Sono stata presa dalla voglia di trascorrere di nuovo del tempo in cucina, ma nella mattinata non sono riuscita a concludere praticamente nulla.
Sul più bello Elisa si è innervosita, forse stanca di gironzolare, ho dovuto caricare la lavatrice e cose così. Avrei volentieri rifatto i letti, ma la concomitanza delle diverse esigenze dei miei figli mi ha fatta ben presto desistere.
Nel pomeriggio però sono riuscita a dar corso alla mia intenzione di preparare dei biscotti con la frolla al cacao. L'avrei fatto anche venerdì, quello in cui sono stata presa dalla preparazione delle polpette, ma poi ho riinviato.
Ho usato le formine acquistate a Natale, ma ho scelto solo stelline, cuori e un'altra forma circolare che un po' assomigliava a un fiore. Niente pupazzi di neve o angioletti o comete...
I bambini hanno parecchio apprezzato e la colazione del giorno dopo è stata un vera delizia.
In serata ho pure preparato l'arrosto per il pranzo della domenica e il successivo pomeriggio ho lessato dei legumi e a parte un cotechino per la cena condivisa all'oratorio col gruppo famiglie.
Siamo rincasati più tardi del previsto ieri sera. Il dibattito, pur interessante, è andato un po' per le lunghe. Risultato: questa mattina non c'era verso di scollare Davide dal materasso e siamo arrivati all'ingresso della scuola materna a un soffio dal suono della campanella.
Una volta in classe Elisa ed io ci siamo godute una passeggiata invernale fino alla segreteria della scuola alla quale ho finalmente consegnato il modulo di iscrizione di Davide per il prossimo anno scolastico.
Ci sono zone del paese attraverso le quali si transita spesso velocemente in auto e non si ha modo di apprezzarne la bellezza, purtroppo trascurata.
Nonostante questo cambio di programma son comunque riuscita, prima del pranzo, a portare a termine le pulizie della camera matrimoniale.
Anche oggi la piccola ha dormito veramente poco e mi ha fatto compagnia mentre stiravo. Quando la nonna è arrivata, per lasciarmi uscire a riprendere Davide e a portare poi Lele dal dentista, avevo quasi finito.
Nonostante abbia poco più di un anno dimostra già una certa volitività nel carattere. E' rimasta per un pezzo completamente sdraiata sul pavimento, proprio sotto l'asse da stiro, a cercare e chiedere a modo suo attenzione. Poi però s'è arresa. S'è messa seduta. Da quella posizione ha tolto le calze antiscivolo e allungandomele chiedeva che io gliele rimettessi. Era un gioco senza fine, ma a modo suo mi aveva catturata.
Sabato, mentre i fratelli si accingevano ad entrare nella vasca da bagno, l'ho vista divertirsi col papà a raccogliere i panni sporchi e ad infilarli nel relativo cesto.
Tanti altri segnali ci mostrano i suoi progressi nella crescita che la rendono ancor più interattiva.
Bè naviganti, mi rendo conto che di incisivo non è accaduto nulla. Tra noi e poi anche con Lele stiamo iniziando a parlare della sua Prima Comunione... Proprio nel corso della celebrazione domenicale tutti i bambini che il primo maggio riceveranno per la prima volta l'Eucaristia sono stati presentati alla comunità.
Davvero, non c'è altro.
Buona notte naviganti.
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la mamma
Di solito non ho una buonissima opinione dei film italiani, ma devo ricredermi in particolare per queste due "pellicole" (ndr. termine utilizzato come sinomino di "film" anche se le immagini sono tutte digitali e la pellicola non viene utilizzata da parecchio tempo...) che vi vogliamo segnalare.Il primo che merita una menzione è: "La febbre" un film del 2005, diretto da Alessandro D'Alatri con protagonista Fabio Volo. Un'accoppiata regista-attore che avevamo già apprezzato nel precedente "Casomai" utilizzato spesso come cineforum nei corsi di preparazione al matrimonio.
La seconda segnalazione è "Giorni e nuvole" un film del 2007, diretto da Silvio Soldini con Antonio Albanese e Margherita Buy.Questi due film apparentemente diversi ad un successivo approfondimento hanno alcune sorprendenti similitudini:
- entrambi sono ambientati in due città cosidette di provincia: Cremona e Genova. Mi ha colpito questa scelta perchè spesso i film italiani sono ambientati o a Roma o a Milano, come se non esistesse nessun altro posto in Italia degno di girare un film...
- entrambi hanno come protagonisti due attori che non fanno solo gli attori: Fabio Volo (ha lavorato in radio, poi alla televisione e in ultimo anche nel mondo del cinema) e Antonio Albanese (comico famoso per le sue incursioni in "Che tempo che fa!")
- entrambe raccontano delle storie "normali" come probabilmente ce ne sono tante in Italia e con le quali è facile immedesimarsi
Insomma un paio di esempi su come si possa fare un cinema piacevole da vedere, senza per forza avere a disposizione effetti speciali e cast milionari.
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il papà
venerdì 21 gennaio 2011
Naviga, naviga è arrivata anche la sera del venerdì, quella in cui sento che finalmente anch'io posso rilassarmi. A dire il vero oggi non è stata una giornata molto impegnativa.
Mi sono concessa una mezza vacanza, dedicandomi con più calma ad occupazioni diverse dalle solite.
Rientrando dopo aver portato Davide all'asilo con la busta del pesce fresco appena acquistato che avrebbe messo al sicuro la cena, sono quasi subito salita perché Elisa aveva bisogno di un urgente cambio di pannolino. Ho però trascurato di rifare i letti. Da giorni ormai sto attendendo un pacco e non volevo perdermi l'eventuale: "Driiin" del campanello, ma anche per oggi niente.
Quando sono scesa ho acceso il computer e con sorpresa, nella casella di posta, ho trovato la nuova scheda del cammino di formazione del nostro gruppo famiglie. Così, prima ancora di leggere le letture del giorno, ho letto la scheda.
Nel frattempo elisa gironzolava nel metro quadrato di pavimento libero in studio aprendo ogni scatola fosse alla sua portata, grande o piccola.
A metà mattina è davvero suonato il campanello, ma era una mia conoscente che passava a salutarmi avendo avuto occasione di transitare per la nostra via.
Quando la piccola s'è addormentata mi son messa all'opera per preparare, col pesce acquistato meno di due ore prima e dei broccoletti, le polpette che abbiamo poi mangiato a cena con contorno di patatine. Purtroppo la cottura in forno, un po' troppo prolungata, le ha seccate, ma l'idea era buona.
Nel pomeriggio, nella mezz'ora che Elisa ha dormito, mi son concessa di sedermi sul divano e, stando contemporaneamente al telefono con un'amica, ho proseguito con il ricamo sul grembiulino di Davide.
Alle 15.30 in punto, essendo ormai sveglia, l'ho ripresa dal lettino e insieme siamo uscite. Visto l'andazzo dell'ultimo periodo ho ritenuto di non disturbare nessuno e, come da tempo non facevo, sono uscita con lei per riprendere il fratello all'asilo.
Proprio lì, nel corridoio, ho avuto l'occasione di far quattro chiacchiere con altre due mamme, attardandomi un po' di più senza preoccupazione. A casa, tutti insieme, abbiam fatto merenda col plum cake che era ancora più buono di ieri. E' tornato Lele e poi anche Maurizio. C'era del té e una fetta di dolce anche per lui, e poi, da solo, è di nuovo uscito per la spesa settimanale.
Avendo già tutto pronto dopo cena avevo poco da lavare. Per un attimo mi è sembrato di sentire Lele dire che voleva aiutarmi a lavare i piatti, ma ha subito ritrattato preferendo il suo cartone. Poi c'è stato tempo per un altro po' di ricamo. La piccola scorrazzava qua e là, cadendo di tanto in tanto sul suo sedere evidentemente sempre più stanca.
Adesso nella mente, nel cuore c'è già il sapore del sabato, dello stare insieme, della colazione senza dover fuggire. Non dovrò nemmeno stirare perché stasera non ho caricato la lavatrice. Lo farò domani mattina.
A voi, naviganti, la mia buona notte e buon fine settimana.
---
la mamma
Mi sono concessa una mezza vacanza, dedicandomi con più calma ad occupazioni diverse dalle solite.
Rientrando dopo aver portato Davide all'asilo con la busta del pesce fresco appena acquistato che avrebbe messo al sicuro la cena, sono quasi subito salita perché Elisa aveva bisogno di un urgente cambio di pannolino. Ho però trascurato di rifare i letti. Da giorni ormai sto attendendo un pacco e non volevo perdermi l'eventuale: "Driiin" del campanello, ma anche per oggi niente.
Quando sono scesa ho acceso il computer e con sorpresa, nella casella di posta, ho trovato la nuova scheda del cammino di formazione del nostro gruppo famiglie. Così, prima ancora di leggere le letture del giorno, ho letto la scheda.
Nel frattempo elisa gironzolava nel metro quadrato di pavimento libero in studio aprendo ogni scatola fosse alla sua portata, grande o piccola.
A metà mattina è davvero suonato il campanello, ma era una mia conoscente che passava a salutarmi avendo avuto occasione di transitare per la nostra via.
Quando la piccola s'è addormentata mi son messa all'opera per preparare, col pesce acquistato meno di due ore prima e dei broccoletti, le polpette che abbiamo poi mangiato a cena con contorno di patatine. Purtroppo la cottura in forno, un po' troppo prolungata, le ha seccate, ma l'idea era buona.
Nel pomeriggio, nella mezz'ora che Elisa ha dormito, mi son concessa di sedermi sul divano e, stando contemporaneamente al telefono con un'amica, ho proseguito con il ricamo sul grembiulino di Davide.
Alle 15.30 in punto, essendo ormai sveglia, l'ho ripresa dal lettino e insieme siamo uscite. Visto l'andazzo dell'ultimo periodo ho ritenuto di non disturbare nessuno e, come da tempo non facevo, sono uscita con lei per riprendere il fratello all'asilo.
Proprio lì, nel corridoio, ho avuto l'occasione di far quattro chiacchiere con altre due mamme, attardandomi un po' di più senza preoccupazione. A casa, tutti insieme, abbiam fatto merenda col plum cake che era ancora più buono di ieri. E' tornato Lele e poi anche Maurizio. C'era del té e una fetta di dolce anche per lui, e poi, da solo, è di nuovo uscito per la spesa settimanale.
Avendo già tutto pronto dopo cena avevo poco da lavare. Per un attimo mi è sembrato di sentire Lele dire che voleva aiutarmi a lavare i piatti, ma ha subito ritrattato preferendo il suo cartone. Poi c'è stato tempo per un altro po' di ricamo. La piccola scorrazzava qua e là, cadendo di tanto in tanto sul suo sedere evidentemente sempre più stanca.
Adesso nella mente, nel cuore c'è già il sapore del sabato, dello stare insieme, della colazione senza dover fuggire. Non dovrò nemmeno stirare perché stasera non ho caricato la lavatrice. Lo farò domani mattina.
A voi, naviganti, la mia buona notte e buon fine settimana.
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la mamma
giovedì 20 gennaio 2011
Quasi non ce la faccio ad aggiornare il giornale di bordo questa sera. Quella appena trascorsa è stata una giornata cruciale, la giornata in cui abbiamo preso una decisione circa l'iscrizione di Davide alla scuola elementare.
Sarà un'esperienza completamente nuova per lui, ma anche per noi. Abbiamo difatti deciso di fargli frequentare una scuola diversa, rispetto a quella in cui Emanuele concluderà, il prossimo anno, il suo percorso, la scuola che anche noi abbiamo frequentato e la motivazione è il nostro forte senso di appartenenza ad una comunità.
Lo Spirito ci ha veramente guidati. Più passavano i giorni più si chiudevano le strade che ci portavano in una direzione, dirottandoci in canali che divenivano quasi obbligati.
Alla riunione però ho incontrato l'insegnante di religione di Emanuele, anche lei alle prese con l'iscrizione della figlia, che mi ha messa al corrente del fatto che l'ultimo mercoledì, durante la verifica, ha dovuto riprenderlo per un comportamento sopra le righe.
Tornando, mentre tentava di informarsi sull'andamento della riunione intromettendosi di fatto pesantemente in questioni da genitori, ho dovuto, alla presenza di papà, riprenderlo. E' dall'inizio dell'anno che le sue insegnanti mi mettono sull'avviso di questa sua difficoltà a contenersi nelle ore di lezione e la cosa, invece di rientrare, sta andando per le lunghe.
Maurizio ha ritenuto opportuno negargli l'ora di gioco al computer del prossimi sabato pomeriggio ed io non ho avuto obiezioni.
Stasera, pregando, ha chiesto al Signore di aiutarlo a superare questo suo momento di difficoltà a scuola. Starà cominciando a prendere coscienza della serietà della cosa?
Proprio lei, la sua insegnante di religione, mi dava ragione di quanto le dicevo allorché Lele frequentava la prima. Di quanto, in sostanza, fosse dura con lui.
Mio figlio è così, come una scalata su una parete rocciosa, come terrazzare una montagna, come domare un cavallo selvaggio. Bisogna solo far presa sulla propria fermezza e allo stesso tempo, ed è il passaggio che purtroppo a volte mi son persa, lasciarli comunque il convincimento di essere amato e grandemente amato.
Mentre stava in palestra, per l'allenamento di judo, ho raccontanto a Davide quanto fosse bella la sua nuova scuola e alla fine l'ho visto entusiasta sprizzare gioia da tutti i pori.
Speriamo bene, per tutto, speriamo bene.
Questa mattina, dato che in casa A. stanno scarseggiando i biscotti per la prima colazine, dopo aver cotto il pane, ho fatto un plum cake alle mele. Non sono nemmeno riuscita a scattare una foto e adesso ce n'è metà. Il papà non ha resistito alla tentazione e stasera dopo cena ha messo nel piatto di ciascuno una grossa fetta.
Io sono contenta di essermi presa il tempo per farlo.
E' venuta la nonna a pranzo, ma il pomeriggio è stato un po' confusionario. La piccola ha pisolato poco, e la presenza in casa dei fratelli non ha aiutato. Mentre la nonna stirava io tentavo di rifare i letti. Davide mi ha raggiunta e non c'era verso di indurlo ad abbassare il tono della voce. Lele, che avrebbe dovuto rimanere in cucina e portare a termine l'analisi logica e un paio di problemi prima di studiare una paginetta di storia, è venuto su più di una volta per questioni che avrebbe potuto tranquillamente risolvere da solo.
In un attimo è arrivata l'ora di merenda. Il tempo di imboccare la piccola mentre la nonna rammendava qua e là qualche indumento dei bambini e son dovuta scappare.
Abbiamo cenato con un buon passato di verdure (da busta di minestrone surgelata!), alla quale ho aggiunto del cous cous integrale. Gli uomini di casa si son concessi un bis!
Bé, naviganti, mettiamo uno stop e vediamo domani come riusciamo a conlcudere la settimana.
Buona notte
---
la mamma
Sarà un'esperienza completamente nuova per lui, ma anche per noi. Abbiamo difatti deciso di fargli frequentare una scuola diversa, rispetto a quella in cui Emanuele concluderà, il prossimo anno, il suo percorso, la scuola che anche noi abbiamo frequentato e la motivazione è il nostro forte senso di appartenenza ad una comunità.
Lo Spirito ci ha veramente guidati. Più passavano i giorni più si chiudevano le strade che ci portavano in una direzione, dirottandoci in canali che divenivano quasi obbligati.
Alla riunione però ho incontrato l'insegnante di religione di Emanuele, anche lei alle prese con l'iscrizione della figlia, che mi ha messa al corrente del fatto che l'ultimo mercoledì, durante la verifica, ha dovuto riprenderlo per un comportamento sopra le righe.
Tornando, mentre tentava di informarsi sull'andamento della riunione intromettendosi di fatto pesantemente in questioni da genitori, ho dovuto, alla presenza di papà, riprenderlo. E' dall'inizio dell'anno che le sue insegnanti mi mettono sull'avviso di questa sua difficoltà a contenersi nelle ore di lezione e la cosa, invece di rientrare, sta andando per le lunghe.
Maurizio ha ritenuto opportuno negargli l'ora di gioco al computer del prossimi sabato pomeriggio ed io non ho avuto obiezioni.
Stasera, pregando, ha chiesto al Signore di aiutarlo a superare questo suo momento di difficoltà a scuola. Starà cominciando a prendere coscienza della serietà della cosa?
Proprio lei, la sua insegnante di religione, mi dava ragione di quanto le dicevo allorché Lele frequentava la prima. Di quanto, in sostanza, fosse dura con lui.
Mio figlio è così, come una scalata su una parete rocciosa, come terrazzare una montagna, come domare un cavallo selvaggio. Bisogna solo far presa sulla propria fermezza e allo stesso tempo, ed è il passaggio che purtroppo a volte mi son persa, lasciarli comunque il convincimento di essere amato e grandemente amato.
Mentre stava in palestra, per l'allenamento di judo, ho raccontanto a Davide quanto fosse bella la sua nuova scuola e alla fine l'ho visto entusiasta sprizzare gioia da tutti i pori.
Speriamo bene, per tutto, speriamo bene.
Questa mattina, dato che in casa A. stanno scarseggiando i biscotti per la prima colazine, dopo aver cotto il pane, ho fatto un plum cake alle mele. Non sono nemmeno riuscita a scattare una foto e adesso ce n'è metà. Il papà non ha resistito alla tentazione e stasera dopo cena ha messo nel piatto di ciascuno una grossa fetta.
Io sono contenta di essermi presa il tempo per farlo.
E' venuta la nonna a pranzo, ma il pomeriggio è stato un po' confusionario. La piccola ha pisolato poco, e la presenza in casa dei fratelli non ha aiutato. Mentre la nonna stirava io tentavo di rifare i letti. Davide mi ha raggiunta e non c'era verso di indurlo ad abbassare il tono della voce. Lele, che avrebbe dovuto rimanere in cucina e portare a termine l'analisi logica e un paio di problemi prima di studiare una paginetta di storia, è venuto su più di una volta per questioni che avrebbe potuto tranquillamente risolvere da solo.
In un attimo è arrivata l'ora di merenda. Il tempo di imboccare la piccola mentre la nonna rammendava qua e là qualche indumento dei bambini e son dovuta scappare.
Abbiamo cenato con un buon passato di verdure (da busta di minestrone surgelata!), alla quale ho aggiunto del cous cous integrale. Gli uomini di casa si son concessi un bis!
Bé, naviganti, mettiamo uno stop e vediamo domani come riusciamo a conlcudere la settimana.
Buona notte
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la mamma
mercoledì 19 gennaio 2011
Senza un attimo di tregua. Così sono state le ultime 48 ore della mia vita. Per il secondo pomeriggio consecutivo non ho trovato tempo di mettermi a disposizione dei bambini dopo la merenda.
Come se non bastasse Elisa dorme veramente poco dopo pranzo. Nel giro di trenta, quaranta minuti è di nuovo sveglia e non c'è verso di farla riaddormentare.
Come lo scorso fine settimana è sembrato volar via velocemente, così questa settimana sembra non avere fine.
Si avvicina il momento di iscrivere Davide alla scuola primaria. Entrambe i due istituti del paese hanno indetto la riunione esplicativa con tanto di distribuzione di moduli per domani nel tardo pomeriggio. Sorvoliamo sui possibili commenti.
Sembrava che Maurizio potesse partecipare ad almeno una delle due, lasciando a me il compito di presenziare all'altra. Motivi di lavoro, invece, non gli permetteranno di esserci ed io andrò alla riunione della scuola in cui è più probabile lo iscriveremo.
Lui comincia a far domande sempre più precise, ma parlarne o rispondergli davanti al maggiore è pressoché impossibile. Purtroppo è molto maldestro in questo genere di cose, e rischia, coi suoi commenti, di alimentare il fuoco delle paure laddove noi vorremmo spegnerlo.
Proprio dura a volte gestire il momento della cena senza diventare dispotici e alzare la voce.
Di tanto in tanto diventa pure vendicativo, mostrando un desiderio di rivalsa che diventa veleno per sé stesso ancor prima che per suo fratello, verso il quale indirizza le minacce.
Suonava la chitarra, stasera, invece di aiutarlo a sparecchiare e lui non ha trovato niente di meglio da dirgli che se avrebbe fatto così anche a scuola, se non avesse ascoltato, avrebbe preso una nota.
Proprio quello che ci voleva per rasserenarlo.
Mi capite, naviganti, quando dico che non è facile gestire e amare tutti i miei figli?
Stasera so di non essere riuscita a farlo nel modo migliore, e la mia stanchezza c'ha messo lo zampino.
Alle cinque ho steso la biancheria come un automa, l'aver intorno Elisa però, mentre i fratelli guardavano i cartoni, mi strappava sinceri sorrisi. Andava e veniva chiedendomi ripetutamente di inforcarle degli occhialini di plastica che stanno nella valigetta del dottore.
Stamattina, non so come, mentre mi regalava uno dei suoi stupendi sorrisi le ho detto: "Apri il cuore alla gente, tu!" e mi sono stupita di come istintivamente mi sia uscita quest'esclamazione.
E' un bel pensiero quest'ultimo per far vibrare la speranza sempre e comunque, anche nei momenti in cui sentiamo di scivolare verso il basso e perdere terreno, ed è un bel pensiero per augurare a tutti la buona notte.
---
la mamma
Come se non bastasse Elisa dorme veramente poco dopo pranzo. Nel giro di trenta, quaranta minuti è di nuovo sveglia e non c'è verso di farla riaddormentare.
Come lo scorso fine settimana è sembrato volar via velocemente, così questa settimana sembra non avere fine.
Si avvicina il momento di iscrivere Davide alla scuola primaria. Entrambe i due istituti del paese hanno indetto la riunione esplicativa con tanto di distribuzione di moduli per domani nel tardo pomeriggio. Sorvoliamo sui possibili commenti.
Sembrava che Maurizio potesse partecipare ad almeno una delle due, lasciando a me il compito di presenziare all'altra. Motivi di lavoro, invece, non gli permetteranno di esserci ed io andrò alla riunione della scuola in cui è più probabile lo iscriveremo.
Lui comincia a far domande sempre più precise, ma parlarne o rispondergli davanti al maggiore è pressoché impossibile. Purtroppo è molto maldestro in questo genere di cose, e rischia, coi suoi commenti, di alimentare il fuoco delle paure laddove noi vorremmo spegnerlo.
Proprio dura a volte gestire il momento della cena senza diventare dispotici e alzare la voce.
Di tanto in tanto diventa pure vendicativo, mostrando un desiderio di rivalsa che diventa veleno per sé stesso ancor prima che per suo fratello, verso il quale indirizza le minacce.
Suonava la chitarra, stasera, invece di aiutarlo a sparecchiare e lui non ha trovato niente di meglio da dirgli che se avrebbe fatto così anche a scuola, se non avesse ascoltato, avrebbe preso una nota.
Proprio quello che ci voleva per rasserenarlo.
Mi capite, naviganti, quando dico che non è facile gestire e amare tutti i miei figli?
Stasera so di non essere riuscita a farlo nel modo migliore, e la mia stanchezza c'ha messo lo zampino.
Alle cinque ho steso la biancheria come un automa, l'aver intorno Elisa però, mentre i fratelli guardavano i cartoni, mi strappava sinceri sorrisi. Andava e veniva chiedendomi ripetutamente di inforcarle degli occhialini di plastica che stanno nella valigetta del dottore.
Stamattina, non so come, mentre mi regalava uno dei suoi stupendi sorrisi le ho detto: "Apri il cuore alla gente, tu!" e mi sono stupita di come istintivamente mi sia uscita quest'esclamazione.
E' un bel pensiero quest'ultimo per far vibrare la speranza sempre e comunque, anche nei momenti in cui sentiamo di scivolare verso il basso e perdere terreno, ed è un bel pensiero per augurare a tutti la buona notte.
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la mamma
lunedì 17 gennaio 2011
Bambini a casa. La bellezza oggi ha sposato madama la fatica.
Ho indugiato un po' più del solito nel letto questa mattina, ma l'idea di dover comunque tener sotto controllo l'ora per non oltrepassare i limiti e non lasciar passare invano la giornata, non mi ha permesso di rilassarmi più di tanto. Quando anche Maurizio è a casa davvero è un'altra cosa!
Ho lasciato che i bambini finissero la loro colazione e poi ho proposto loro un giro in chiesa, dove sicuramente sarebbe stata celebrata la messa per il Santo Patrono. Che senso avrebbe avuto, altrimenti, rimanere a casa di lunedì?
Davide si è mostrato inizialmente titubante, ma poi ha accettato. Il mio spirito era davvero buono e riuscivo a reggere le loro scaramucce. Vestendosi, dopo numerosi richiami, nonostante non volessi essere oppressiva, già Toby li stava mettendo uno contro l'altro.
Fatico a capire come Emanuele possa essere interessato ad avere quel giocattolo tutto per sé qualche momento. A nove anni dovrebbe essere normalmente del tutto disinteressato ad un mostro di plastica, e invece davanti ai miei occhi veniva messa in scena la stessa tragedia del giorno precedente.
Per farla breve ancora una volta mi veniva chiesto di guardare come dall'alto i miei figli, tenendo conto dei sentimenti di tutti e delle età di ciascuno.
Siamo stati in chiesa giusto per la conclusione della celebrazione. Abbiamo acceso una candela e detto una preghiera davanti alla statua e ai bambini è stata offerta una caramella. Fuori l'aria era umida e fredda e c'è voluta tutta la voglia di non trattenerli in casa fino a sera per trovare la forza di uscire.
Al ritorno coi piccoli son salita a fare i letti e abbiamo lasciato a Lele la tranquillità della cucina perché finisse i suoi compiti.
Mentre preparavo il pranzo, ed Elisa piagnucolava ormai stanca e ripetevo ai bambini di liberare il tavolo (si erano messi a trafficare con un puzzle) ed apparecchiare, pensavo a quanto in realtà, nonostante le pagine di giornale che riempio sera sopo sera, io mi senta fragile, a volte incapace di sostenere la maternità.
Nella testa continuo a produrre film che quasi mai corrispondono alla realtà che poi vivo.
Nel pomeriggio, in seguito a un'idea avuta giorni fa, e approfittando di questa giornata, ho sistemato un armadietto della cucina dove tengo i vasetti dei legumi con Davide. Il mio obiettivo era farglieli conoscere e invitarlo a mangiarli. Questa attenzione a lui però, che doveva essere piacevole, godibile, mi ha richiesto nel contempo di controllare i movimenti della piccola che metteva le mani dove non avrebbe dovuto e provare le pagine di scienza di ripasso a Emanuele.
Sono spesso divisa, frammentata tra questo, quello e le faccende.
Non so come, mentre dopo cena lavavo i piatti insieme a Davide, che è tornato a offrirsi, Emanuele mi ha chiesto quale fosse, tra le attività casalinghe la mia preferita. Gli ho risposto che cucinare, quando riesco a farlo con calma, mi dà una gran soddisfazione e che la cosa che mi pesa di più è non aver tempo per far tutto ciò che dovrei. Gli ho confidato che ogni giorno mi alzo e cerco di impegnarmi, di mettere tutta la mia buona volontà, di non impigrirmi, di non far mancare a loro (papà compreso) la mia attenzione, ma che non arrivo mai a fine giornata avendo fatto tutto.
Mentre Davide mi diceva: "Ci vuole un altro casalingo", Lele osservava che io però avevo tre figli e noi eravamo in cinque e quindi, ero giustificata.
Così si è chiusa un'altra giornata. Per cena c'era un buonissimo pasticcio di patate, che nelle intenzioni avremmo dovuto preparare insieme, ma che, avendo proposto ai bambini di guardare un cartone mentre bevevo il mio té per sedare l'ennesima lite e concedere alla mia mente una tregua, ho finito per preparare da sola.
In un paio di occasioni mi son sentita riempire dell'amore del mio Dio da ridonare ai miei figli, che tanto me ne stavano chiedendo e allo stesso tempo offrendo, ed è successo proprio nei due momenti in cui ho sentito di aver raggiunto il mio limite umano.
E così, si rema, si naviga, si veleggia. A volte mi sembra di non essere una mamma abbastanza amorevole, tenera, comprensiva, propositiva, coinvolgente, paziente e mi chiedo, come mi son chiesta oggi trafficando davanti al lavandino, perché non basta essere ciò che sono.
Perché non basta urlare che stiano zitti quando ne ho abbastanza delle loro liti o delle loro sfrenatezze? che spariscano in qualche angolo della casa quando sono presa da altre occupazioni o semplicemente vorrei un po' di tempo per me?
Perché so che li amo e ce ne vuole per dissodare le zolle aride del mio cuore e renderle fertili, o meglio, feconde d'amore.
Benedetta fatica e benedetto Dio che mi ha reso madre e mi riempie, dopo ogni faticoso giorno, di gioioso amore!
Buona notte naviganti.
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la mamma
Ho indugiato un po' più del solito nel letto questa mattina, ma l'idea di dover comunque tener sotto controllo l'ora per non oltrepassare i limiti e non lasciar passare invano la giornata, non mi ha permesso di rilassarmi più di tanto. Quando anche Maurizio è a casa davvero è un'altra cosa!
Ho lasciato che i bambini finissero la loro colazione e poi ho proposto loro un giro in chiesa, dove sicuramente sarebbe stata celebrata la messa per il Santo Patrono. Che senso avrebbe avuto, altrimenti, rimanere a casa di lunedì?
Davide si è mostrato inizialmente titubante, ma poi ha accettato. Il mio spirito era davvero buono e riuscivo a reggere le loro scaramucce. Vestendosi, dopo numerosi richiami, nonostante non volessi essere oppressiva, già Toby li stava mettendo uno contro l'altro.
Fatico a capire come Emanuele possa essere interessato ad avere quel giocattolo tutto per sé qualche momento. A nove anni dovrebbe essere normalmente del tutto disinteressato ad un mostro di plastica, e invece davanti ai miei occhi veniva messa in scena la stessa tragedia del giorno precedente.
Per farla breve ancora una volta mi veniva chiesto di guardare come dall'alto i miei figli, tenendo conto dei sentimenti di tutti e delle età di ciascuno.
Siamo stati in chiesa giusto per la conclusione della celebrazione. Abbiamo acceso una candela e detto una preghiera davanti alla statua e ai bambini è stata offerta una caramella. Fuori l'aria era umida e fredda e c'è voluta tutta la voglia di non trattenerli in casa fino a sera per trovare la forza di uscire.
Al ritorno coi piccoli son salita a fare i letti e abbiamo lasciato a Lele la tranquillità della cucina perché finisse i suoi compiti.
Mentre preparavo il pranzo, ed Elisa piagnucolava ormai stanca e ripetevo ai bambini di liberare il tavolo (si erano messi a trafficare con un puzzle) ed apparecchiare, pensavo a quanto in realtà, nonostante le pagine di giornale che riempio sera sopo sera, io mi senta fragile, a volte incapace di sostenere la maternità.
Nella testa continuo a produrre film che quasi mai corrispondono alla realtà che poi vivo.
Nel pomeriggio, in seguito a un'idea avuta giorni fa, e approfittando di questa giornata, ho sistemato un armadietto della cucina dove tengo i vasetti dei legumi con Davide. Il mio obiettivo era farglieli conoscere e invitarlo a mangiarli. Questa attenzione a lui però, che doveva essere piacevole, godibile, mi ha richiesto nel contempo di controllare i movimenti della piccola che metteva le mani dove non avrebbe dovuto e provare le pagine di scienza di ripasso a Emanuele.
Sono spesso divisa, frammentata tra questo, quello e le faccende.
Non so come, mentre dopo cena lavavo i piatti insieme a Davide, che è tornato a offrirsi, Emanuele mi ha chiesto quale fosse, tra le attività casalinghe la mia preferita. Gli ho risposto che cucinare, quando riesco a farlo con calma, mi dà una gran soddisfazione e che la cosa che mi pesa di più è non aver tempo per far tutto ciò che dovrei. Gli ho confidato che ogni giorno mi alzo e cerco di impegnarmi, di mettere tutta la mia buona volontà, di non impigrirmi, di non far mancare a loro (papà compreso) la mia attenzione, ma che non arrivo mai a fine giornata avendo fatto tutto.
Mentre Davide mi diceva: "Ci vuole un altro casalingo", Lele osservava che io però avevo tre figli e noi eravamo in cinque e quindi, ero giustificata.
Così si è chiusa un'altra giornata. Per cena c'era un buonissimo pasticcio di patate, che nelle intenzioni avremmo dovuto preparare insieme, ma che, avendo proposto ai bambini di guardare un cartone mentre bevevo il mio té per sedare l'ennesima lite e concedere alla mia mente una tregua, ho finito per preparare da sola.
In un paio di occasioni mi son sentita riempire dell'amore del mio Dio da ridonare ai miei figli, che tanto me ne stavano chiedendo e allo stesso tempo offrendo, ed è successo proprio nei due momenti in cui ho sentito di aver raggiunto il mio limite umano.
E così, si rema, si naviga, si veleggia. A volte mi sembra di non essere una mamma abbastanza amorevole, tenera, comprensiva, propositiva, coinvolgente, paziente e mi chiedo, come mi son chiesta oggi trafficando davanti al lavandino, perché non basta essere ciò che sono.
Perché non basta urlare che stiano zitti quando ne ho abbastanza delle loro liti o delle loro sfrenatezze? che spariscano in qualche angolo della casa quando sono presa da altre occupazioni o semplicemente vorrei un po' di tempo per me?
Perché so che li amo e ce ne vuole per dissodare le zolle aride del mio cuore e renderle fertili, o meglio, feconde d'amore.
Benedetta fatica e benedetto Dio che mi ha reso madre e mi riempie, dopo ogni faticoso giorno, di gioioso amore!
Buona notte naviganti.
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la mamma
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