Meglio, molto meglio della giornata passata. Oggi non ha avuto niente a che vedere con ieri, né ieri con oggi.
Che gioia poter rimanere dentro queste quattro mura quando tutti i miei le abitano! E' una gioia sempre più palpabile, più densa, una gioia che senti ancora addosso, come il peso dei loro corpi vicini anche quando son ciascuno dentro il proprio letto.
Senti il suono delle loro risa e ancora riesci a trarne l'allegria, un'allegria persino più viva nel ripensamento di quando è stata vissuta.
Nelle piccole cose, che galleggiano come isole, oltre il mare delle ordinarie occupazioni, delle faccende poste come rocce da scalare per arrivare finalmente libera in vetta, riscopri il senso dell'essere famiglia.
Davide, di cui oggi ricorreva l'onomastico, dopo pranzo mi ha aiutata a lavare i piatti e sto già pensando di confezionare per lui un bel grembiule da casalingo e di regalarglielo a sorpresa alla prima occasione.
Nel frattempo sono finalmente riuscita ad acquistare (spendendo ahimé un patrimonio!) i cotoni per le tende di Elisa. Questa sera, dopo aver riordinato tutto, avrei voluto iniziare ad impostare il lavoro, calcolando ben bene lo spazio che il ricamo a punto croce occuperà sulla tela, ma ho dovuto far l'aerosol alla piccola e quando ho terminato era troppo tardi.
I bambini volevano vedere un'altra puntata di "Tre nipoti e un maggiordomo" insieme a noi e poi li avremmo messi a letto... forse domani!
A proposito della piccola, comunque, in serata l'ho portata dal pediatra che non ha riscontrato alcuna infezione bronchiale per cui continuiamo con le terapie solite. Purtroppo s'addormenta sfinita dal sonno, ma la tosse che la spinge a sputare tutto il catarro dal quale è intasata dopo poco la tormenta e siamo da capo.
Lele ha fatto i suoi compiti sembra senza troppi intoppi e ha trovato tempo per dare un'occhiata alle istruzioni per avviare il laboratorio di botanica che gli è stato regalato e per terminare un ultimo lavoro al pirografo.
Nel pomeriggio, invece di stirare, ho finalmente pulito un po' il piano inferiore di casa e sono contenta di averlo fatto.
Adesso che ho passato questo dosso riesco a pensare al ricamo e anche a qualche nuovo esperimento in cucina. Con "Famiglia Cristiana" uscirà una pubblicazione di ricette di zuppe e minestre, e conto di non lasciarmela scappare. Vorrei fare i biscotti coi bambini, il panettone, una crostata per vedere com'è la marmellata di cotogne fatta in casa che c'hanno regalato e poi... poi vorrei provare a fare la pasta fatta in casa.
Quanti progetti! con Maurizio abbiamo intenzione di integrare l'arredamento della cucina allungando il piano di lavoro oltre il frigorifero, sotto la finestra e farci stare, forse, qualche piccolo cassetto per stipare legumi e forse qualche formato di pasta.
Di progetti però, nell'intimo più intimo del cuore, ce ne sono anche altri, di più ampio respiro e più profondo valore.
Vedremo... adesso l'impegno è di continuare a far maturare la coscienza e far crescere la consapevolezza, compiere passi perché il cuore si converta e sia pronto ad aprirsi e poi... vedremo dove ci condurrà il vento dello Spirito che preghiamo non cessi di gonfiare le nostre vele e dirigere il nostro vascello.
Ora un po' di relax. Buona notte naviganti.
---
la mamma
mercoledì 29 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
Se non ci fosse la fine della giornata, con lo spegnersi del vociare dei bimbi, a concedere quell'attimo di silenzio per un ripensamento degli ultimi avvenimenti, probabilmente ci lasceremmo, mi lascerei, sfuggire di mano la bellezza.
E' stato un giorno faticoso, un giorno in cui molto spesso si è reso necessario tirare le redini per porre un freno all'enorme esuberanza dei maschietti che lasciati a sé stessi non trovano di meglio se non rincorrersi, urlare e rischiare di farsi del male o di farne al piccola che muove i primi passi dentro casa.
Dovremmo essere degli intrattenitori perenni, perennemente a loro disposizione.
Elisa, inoltre, ha una brutta tosse che non la lascia riposare tranquilla e le ha anche tolto un po' l'appetito. Stasera però, s'è mangiata un po' di polenta con la ricotta.
In simili momenti non sono per nulla la mamma che vorrei essere. Non ci sono dolcezza, né tenerezza. M'irrigidisco e divento una iena a furia di urlare: "Bastaaaaa!". Un urlo che regolarmente viene ignorato.
E' difficile trovare la maniera di tirar fuori in ogni momento la parte migliore dei miei figli, la parte della cui esistenza ho coscienza, ma alla quale non presto magari attenzione, o con la quale non riesco a mettermi in contatto perché, nel frattempo devo anche lavare i piatti, o cambiare un pannolino, o stirare o fare una di queste cose....
Quella appena trascorsa non somigliava per niente ad una giornata di vacanza. Se ho fatto meno, in mattinata, è perché Maurizio è dovuto andare a riprendere una famiglia amica all'aeroporto, e sono rimasta sola coi pargoli per circa quattro ore.
Ho doppiato i mestieri come una boa e domani, giorno di mercato dalle nostre parti, si vedrà. Lele ha assolutamente bisogno di calzini nuovi e voglio vedere se, finalmente, mi riesce di comprare i cotoni per iniziare le tende per la cameretta di Elisa.
Nel frattempo è sceso un freddo polare.
Nonostante questo la sera, quando forse torna la calma, sento che la famiglia è ancora un posto nel quale ho voglia di stare. Basta la voce di uno dei miei bimbi a ricordarmelo, vorrei solo.... avere più tempo.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
E' stato un giorno faticoso, un giorno in cui molto spesso si è reso necessario tirare le redini per porre un freno all'enorme esuberanza dei maschietti che lasciati a sé stessi non trovano di meglio se non rincorrersi, urlare e rischiare di farsi del male o di farne al piccola che muove i primi passi dentro casa.
Dovremmo essere degli intrattenitori perenni, perennemente a loro disposizione.
Elisa, inoltre, ha una brutta tosse che non la lascia riposare tranquilla e le ha anche tolto un po' l'appetito. Stasera però, s'è mangiata un po' di polenta con la ricotta.
In simili momenti non sono per nulla la mamma che vorrei essere. Non ci sono dolcezza, né tenerezza. M'irrigidisco e divento una iena a furia di urlare: "Bastaaaaa!". Un urlo che regolarmente viene ignorato.
E' difficile trovare la maniera di tirar fuori in ogni momento la parte migliore dei miei figli, la parte della cui esistenza ho coscienza, ma alla quale non presto magari attenzione, o con la quale non riesco a mettermi in contatto perché, nel frattempo devo anche lavare i piatti, o cambiare un pannolino, o stirare o fare una di queste cose....
Quella appena trascorsa non somigliava per niente ad una giornata di vacanza. Se ho fatto meno, in mattinata, è perché Maurizio è dovuto andare a riprendere una famiglia amica all'aeroporto, e sono rimasta sola coi pargoli per circa quattro ore.
Ho doppiato i mestieri come una boa e domani, giorno di mercato dalle nostre parti, si vedrà. Lele ha assolutamente bisogno di calzini nuovi e voglio vedere se, finalmente, mi riesce di comprare i cotoni per iniziare le tende per la cameretta di Elisa.
Nel frattempo è sceso un freddo polare.
Nonostante questo la sera, quando forse torna la calma, sento che la famiglia è ancora un posto nel quale ho voglia di stare. Basta la voce di uno dei miei bimbi a ricordarmelo, vorrei solo.... avere più tempo.
Buona notte naviganti.
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la mamma
domenica 26 dicembre 2010
Il bello delle vacanze di Natale, se hai la fortuna di poterle trascorrere a casa non solo con i bambini, ma anche con tuo marito, è la calma, una calma che ti rimanda, per confronto, la visione abitualmente affannata delle giornate ordinarie.
Non sono sparite le cose da fare, le cose da fare son sempre lì, la polvere si accumula, si sporcano i pavimenti, si riempie la cesta dei panni sporchi ma... non è poi così necessario stendere la biancheria quando tutti sono a letto, e se la piccola si sveglia mentre stai stirando c'è qualcuno su cui poter contare.
In questi giorni siamo stati a pranzo dai miei suoceri e poi, proprio oggi, da mia mamma. C'è stata anche la possibilità di incontrarsi con gli amici.
A molti di loro abbiamo offerto una bottiglia della nostra prima produzione di birra e per noi è stato bello poterli sorprendere e omaggiare così. E' stato un po' come offrire loro una piccola parte di noi.
I bambini hanno ricevuto ancora qualche regalo, e Lele è stato apprezzato per i lavori realizzati col suo pirografo.
Ci sono pure arrivate delle formine natalizie per i biscotti e in questi giorni sono sicura che i bambini vorranno provare a farli.
Il punto è che tutti questi scambi non hanno rappresentato altro se non un modo per scambiare l'affetto che circola tra di noi, a partire dalla nostra famiglia, che ha trascorso il tempo in attività diverse da quelle che solitamente ritmano le nostre ore.
Siamo stati insieme sul divano a riguardare (naturalmente vale per noi grandi) le vecchie puntate di "Tre nipoti e un maggiordomo". Quante volte l'ho rivista da piccola! Bè, mi son resa conto che era una trasmissione che sapeva di buono. Uno zio scapolo che, dopo le prime comprensibili titubamze accoglie in casa, nel giro di ventiquattr'ore, tre nipoti e riesce a instaurare con loro un rapporto d'affetto vero... bello, bell'esempio di accoglienza.
Tante piccole cose che vedo intorno a me mi parlano e mi mostrano che il mio, il nostro cuore sta forse ulteriormente cambiando, la coscienza sta facendo nuovi passi. Serve fermarsi ogni tanto, come durante le ferie estive, e guardare per accorgersi di ciò che sta accadendo dentro e fuori le mura del proprio io, come stanno evolvendo le relazioni che si vivono, cosa passa attraverso i sottili fili che ci uniscono gli uni agli altri.
Adesso, un po' di relax prima del sonno e domani un po' di lavoro casalingo non me lo toglie nessuno, ma va bene così. Non cerco l'eliminazione della fatica, solo dell'affanno!
Buona notte naviganti
---
la mamma
Non sono sparite le cose da fare, le cose da fare son sempre lì, la polvere si accumula, si sporcano i pavimenti, si riempie la cesta dei panni sporchi ma... non è poi così necessario stendere la biancheria quando tutti sono a letto, e se la piccola si sveglia mentre stai stirando c'è qualcuno su cui poter contare.
In questi giorni siamo stati a pranzo dai miei suoceri e poi, proprio oggi, da mia mamma. C'è stata anche la possibilità di incontrarsi con gli amici.
A molti di loro abbiamo offerto una bottiglia della nostra prima produzione di birra e per noi è stato bello poterli sorprendere e omaggiare così. E' stato un po' come offrire loro una piccola parte di noi.
I bambini hanno ricevuto ancora qualche regalo, e Lele è stato apprezzato per i lavori realizzati col suo pirografo.
Ci sono pure arrivate delle formine natalizie per i biscotti e in questi giorni sono sicura che i bambini vorranno provare a farli.
Il punto è che tutti questi scambi non hanno rappresentato altro se non un modo per scambiare l'affetto che circola tra di noi, a partire dalla nostra famiglia, che ha trascorso il tempo in attività diverse da quelle che solitamente ritmano le nostre ore.
Siamo stati insieme sul divano a riguardare (naturalmente vale per noi grandi) le vecchie puntate di "Tre nipoti e un maggiordomo". Quante volte l'ho rivista da piccola! Bè, mi son resa conto che era una trasmissione che sapeva di buono. Uno zio scapolo che, dopo le prime comprensibili titubamze accoglie in casa, nel giro di ventiquattr'ore, tre nipoti e riesce a instaurare con loro un rapporto d'affetto vero... bello, bell'esempio di accoglienza.
Tante piccole cose che vedo intorno a me mi parlano e mi mostrano che il mio, il nostro cuore sta forse ulteriormente cambiando, la coscienza sta facendo nuovi passi. Serve fermarsi ogni tanto, come durante le ferie estive, e guardare per accorgersi di ciò che sta accadendo dentro e fuori le mura del proprio io, come stanno evolvendo le relazioni che si vivono, cosa passa attraverso i sottili fili che ci uniscono gli uni agli altri.
Adesso, un po' di relax prima del sonno e domani un po' di lavoro casalingo non me lo toglie nessuno, ma va bene così. Non cerco l'eliminazione della fatica, solo dell'affanno!
Buona notte naviganti
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la mamma
giovedì 23 dicembre 2010
Scrivo un po' prima questa sera, ma dopo un paio di giornate in cui ho mancato all'appuntamento serale.
Lele, complici le vacanze natalizie iniziate per tutta la famiglia proprio oggi, è ancora qua con noi che sta terminando di vedere un film ad hoc! Davide ed Elisa invece sono già nei loro letti.
Nonostante la pioggia che copiosa cade dal cielo e non aiuta per niente a creare l'atmosfera giusta, lottiamo per mantenere lo spirito giusto.
Stasera per esempio siamo stati ad un gradevolissimo happy hour in casa dei vicini per un doveroso scambio d'auguri. In previsione delle grandi abbuffate, la padrona di casa ha giustamente puntato sulla verdura cruda.
Emanuele avrebbe svuotato da solo l'intera marmitta di carote tagliate a strisce sottili. C'erano finocchi, uva, grana, salame e anche qualche pizzetta.
Anche il pomeriggio però ha seguito percorsi diversi dall'ordinario. Non c'erano i compiti da fare, nessuno da andare a riprendere all'asilo e, nonostante io mi sia messa a stirare, (come schiavitù, o meglio, senso del dovere vuole) i bambini sono stati impegnati in diversi lavoretti. Il più grande ha portato a termine altri lavori col pirografo, mentre Davide con papà ha dipinto con le tempere un paio di statuette da aggiungere al nostro presepe artigianale e poi, con i pennarelli, altri piccoli disegni che nel tardo pomeriggio ho cominciato ad attaccare al vetro della finestra della cucina.
Lele ha poi dipinto il biglietto d'auguri allegato al pane che abbiamo sfornato quest'oggi da regalare ai nostri vicini e io ho scritto il testo.
Elisa, essendosi appisolata presto, altrettanto presto ha richiamato la nostra attenzione annunciandoci di essersi risvegliata. Con lei in braccio, perché non si mettesse in pericolo girando tra forno caldo e cavi penzolanti (il pirografo ha bisogno della prolunga), ho seguitato a stirare. Non volevo che Maurizio rinunciasse a dipingere con Davide.
Quando è stato possibile l'abbiamo rimessa per terra e siamo così arrivati all'ora della merenda.
Dopo una tazza di té caldo e biscotti Maurizio è uscito per la spesa e io ho cambiato la piccola. Ha comprato pennarelli nuovi e della carta da regalo. Abbiamo così impacchettato qualcuno dei nostri pensierini per parenti e amici.
Stiamo regalando un po' a tutti la nostra birra, e stamattina l'abbiamo data anche a una ragazza, appartenente al nostro gruppo d'acquisto solidale, che è ritornata nel pomeriggio con un vaso colmo di marmellata di mele cotogne fatta in casa.
Domani dovremo preparare il pane di Natale per la tavola di mia mamma e dovrò, per la prima volta, tentare di preparare il filetto di maiale in crosta (con qualche modifica... prendendo un po' qua, un po' là da varie ricette) per il pranzo a casa dei nonni paterni.
Spero solo che in casa ci sia aria di festa e di lasciar fuori dalla porta, almeno per un giorno, nervosismi e arrabbiature.
A proposito, credo proprio sia giunto il momento di fare gli auguri anche a voi, naviganti miei naviganti che silenziosamente accompagnate il nostro viaggio.
Con tutta la mia famiglia vi auguro di sentire Dio vicino, perché Dio nasce povero e viene ad abitare una ad una le nostre povertà, le nostre ferite, i nostri dolori, le nostre solitudini. Dio è sempre l'Emmanuele, il Dio con noi. Che siamo come pastori o come Re Magi, l'importante, dinanzi al presepe della nostra vita, è riconoscerlo!
Buon Natale naviganti e, per l'anno nuovo, non perdete nessuna occasione di amare!
---
la mamma Fulvia, il papà Maurizio, Emanuele, Davide ed Elisa
Lele, complici le vacanze natalizie iniziate per tutta la famiglia proprio oggi, è ancora qua con noi che sta terminando di vedere un film ad hoc! Davide ed Elisa invece sono già nei loro letti.
Nonostante la pioggia che copiosa cade dal cielo e non aiuta per niente a creare l'atmosfera giusta, lottiamo per mantenere lo spirito giusto.
Stasera per esempio siamo stati ad un gradevolissimo happy hour in casa dei vicini per un doveroso scambio d'auguri. In previsione delle grandi abbuffate, la padrona di casa ha giustamente puntato sulla verdura cruda.
Emanuele avrebbe svuotato da solo l'intera marmitta di carote tagliate a strisce sottili. C'erano finocchi, uva, grana, salame e anche qualche pizzetta.
Anche il pomeriggio però ha seguito percorsi diversi dall'ordinario. Non c'erano i compiti da fare, nessuno da andare a riprendere all'asilo e, nonostante io mi sia messa a stirare, (come schiavitù, o meglio, senso del dovere vuole) i bambini sono stati impegnati in diversi lavoretti. Il più grande ha portato a termine altri lavori col pirografo, mentre Davide con papà ha dipinto con le tempere un paio di statuette da aggiungere al nostro presepe artigianale e poi, con i pennarelli, altri piccoli disegni che nel tardo pomeriggio ho cominciato ad attaccare al vetro della finestra della cucina.
Lele ha poi dipinto il biglietto d'auguri allegato al pane che abbiamo sfornato quest'oggi da regalare ai nostri vicini e io ho scritto il testo.
Elisa, essendosi appisolata presto, altrettanto presto ha richiamato la nostra attenzione annunciandoci di essersi risvegliata. Con lei in braccio, perché non si mettesse in pericolo girando tra forno caldo e cavi penzolanti (il pirografo ha bisogno della prolunga), ho seguitato a stirare. Non volevo che Maurizio rinunciasse a dipingere con Davide.
Quando è stato possibile l'abbiamo rimessa per terra e siamo così arrivati all'ora della merenda.
Dopo una tazza di té caldo e biscotti Maurizio è uscito per la spesa e io ho cambiato la piccola. Ha comprato pennarelli nuovi e della carta da regalo. Abbiamo così impacchettato qualcuno dei nostri pensierini per parenti e amici.
Stiamo regalando un po' a tutti la nostra birra, e stamattina l'abbiamo data anche a una ragazza, appartenente al nostro gruppo d'acquisto solidale, che è ritornata nel pomeriggio con un vaso colmo di marmellata di mele cotogne fatta in casa.
Domani dovremo preparare il pane di Natale per la tavola di mia mamma e dovrò, per la prima volta, tentare di preparare il filetto di maiale in crosta (con qualche modifica... prendendo un po' qua, un po' là da varie ricette) per il pranzo a casa dei nonni paterni.
Spero solo che in casa ci sia aria di festa e di lasciar fuori dalla porta, almeno per un giorno, nervosismi e arrabbiature.
A proposito, credo proprio sia giunto il momento di fare gli auguri anche a voi, naviganti miei naviganti che silenziosamente accompagnate il nostro viaggio.
Con tutta la mia famiglia vi auguro di sentire Dio vicino, perché Dio nasce povero e viene ad abitare una ad una le nostre povertà, le nostre ferite, i nostri dolori, le nostre solitudini. Dio è sempre l'Emmanuele, il Dio con noi. Che siamo come pastori o come Re Magi, l'importante, dinanzi al presepe della nostra vita, è riconoscerlo!
Buon Natale naviganti e, per l'anno nuovo, non perdete nessuna occasione di amare!
---
la mamma Fulvia, il papà Maurizio, Emanuele, Davide ed Elisa
lunedì 20 dicembre 2010
Sto accusando un po' di stanchezza in questo momento, o meglio, sento più che altro di avere sonno.
Ieri sera, dopo aver terminato di stirare ed essermi poi finalmente sistemata sul divano accanto a Maurizio per vedere la prima parte di un film, Elisa ha deciso di svegliarsi.
Urlava in modo forsennato come avesse fatto un incubo. Non era sveglia e nemmeno dormiva. L'ho tenuta un po' in braccio, ma poi l'ho dovuta affidare a papà per riuscire almeno a infilare il pigiama. Mi son sistemata sotto le coperte con lei attaccata al petto e ho dovuto scivolare con calma sotto le coperte tenendola sempre stretta.
Non voleva saperne di posare la testa sul cuscino. Stava lì, sopra di me, cercando di placare gli ultimi singhiozzi con la sua riccioluta testa sul mio collo...
In questi giorni ha un po' sfasato il solito ritmo sonno - veglia e solo oggi sembra aver ripreso le sue abitudini.
Alle 13 stava per addormentarsi sul seggiolone. Ho mollato le pentole da asciugare, lo presa, le ho cambiato il pannolino e l'ho subito messa a letto.
Come mi ha riferito la nonna, ha dormito fino alle 15.40 circa, quando sono rientrata con Davide che ha finalmente debuttato.
Si è sistemato nella zona antistante il palco insime ad altri suoi compagni vestito da angioletto. Tunichetta azzurra, grandi ali bianche e aureola dorata ricavata dalle frange che si usano per gli addobbi natalizi sulla testa. Come mi aveva annunciato ha cantato col resto del coro fino al momento in cui è uscito di scena per un cambio d'abito.
Quando è rientrato indossava i ricchi panni di uno dei Re Magi e portava a Gesù bambino l'incenso, segno della sua divinità.
Qua e là ha pure recitato piccole frasi che narravano la storia dell'annunciazione e della nascita... proprio bravo.
E' l'ultimo anno che lui partecipa alla recita natalizia della scuola materna, e la prossima volta che sarò invitata allo spettacolo, (fra un paio d'anni) sarà per vedere Elisa. Non ci riesco proprio a immaginarmela.
A proposito, nonostante non stesse molto bene in questi giorni, Elisa CAMMINA! Sabato, nel tardo pomeriggio, mentre attendevo che Maurizio riportasse a casa gli altri due pargoli in visita alla nonna, stavo sul tappeto con lei.
Senza lanciarsi in avanti come sua abitudine dopo i primi due, tre passi, si spostava con calma e due cubi delle costruzioni di legno in mano, da me al divano, dal divano a me e da divano a divano. Non mi sembrava vero!
Cammina tenendo le gambe allargate, proprio come una papera, ma... è una meraviglia!
Mancano due giorni alle sospirate vacanze di Natale, e domani sarà un po' più complicato del solito.
Conservo la dolcezza di alcuni bei momenti e la consapevolezza di quanto sia duro il cammino ancora da fare.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Ieri sera, dopo aver terminato di stirare ed essermi poi finalmente sistemata sul divano accanto a Maurizio per vedere la prima parte di un film, Elisa ha deciso di svegliarsi.
Urlava in modo forsennato come avesse fatto un incubo. Non era sveglia e nemmeno dormiva. L'ho tenuta un po' in braccio, ma poi l'ho dovuta affidare a papà per riuscire almeno a infilare il pigiama. Mi son sistemata sotto le coperte con lei attaccata al petto e ho dovuto scivolare con calma sotto le coperte tenendola sempre stretta.
Non voleva saperne di posare la testa sul cuscino. Stava lì, sopra di me, cercando di placare gli ultimi singhiozzi con la sua riccioluta testa sul mio collo...
In questi giorni ha un po' sfasato il solito ritmo sonno - veglia e solo oggi sembra aver ripreso le sue abitudini.
Alle 13 stava per addormentarsi sul seggiolone. Ho mollato le pentole da asciugare, lo presa, le ho cambiato il pannolino e l'ho subito messa a letto.
Come mi ha riferito la nonna, ha dormito fino alle 15.40 circa, quando sono rientrata con Davide che ha finalmente debuttato.
Si è sistemato nella zona antistante il palco insime ad altri suoi compagni vestito da angioletto. Tunichetta azzurra, grandi ali bianche e aureola dorata ricavata dalle frange che si usano per gli addobbi natalizi sulla testa. Come mi aveva annunciato ha cantato col resto del coro fino al momento in cui è uscito di scena per un cambio d'abito.
Quando è rientrato indossava i ricchi panni di uno dei Re Magi e portava a Gesù bambino l'incenso, segno della sua divinità.
Qua e là ha pure recitato piccole frasi che narravano la storia dell'annunciazione e della nascita... proprio bravo.
E' l'ultimo anno che lui partecipa alla recita natalizia della scuola materna, e la prossima volta che sarò invitata allo spettacolo, (fra un paio d'anni) sarà per vedere Elisa. Non ci riesco proprio a immaginarmela.
A proposito, nonostante non stesse molto bene in questi giorni, Elisa CAMMINA! Sabato, nel tardo pomeriggio, mentre attendevo che Maurizio riportasse a casa gli altri due pargoli in visita alla nonna, stavo sul tappeto con lei.
Senza lanciarsi in avanti come sua abitudine dopo i primi due, tre passi, si spostava con calma e due cubi delle costruzioni di legno in mano, da me al divano, dal divano a me e da divano a divano. Non mi sembrava vero!
Cammina tenendo le gambe allargate, proprio come una papera, ma... è una meraviglia!
Mancano due giorni alle sospirate vacanze di Natale, e domani sarà un po' più complicato del solito.
Conservo la dolcezza di alcuni bei momenti e la consapevolezza di quanto sia duro il cammino ancora da fare.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
domenica 19 dicembre 2010
Questa sera dopo cena i miei due figli maschi hanno dedicato una buona mezz'ora alle attività manuali (in famiglia molto più semplicemente usiamo il termine "lavoretti").

Orario insolito dato che dopo essersi lavati e messi in pigiama avrebbero entrambi voluto mettersi sul divano in sala davanti ad un bel cartone animato...
Ma, strano a credersi, si sono posizionati sul tavolo della cucina ed entrambi hanno dato il meglio di loro stessi.
Davide, dopo avermi richiesto di stampare alcuni soggetti natalizi, ha iniziato a colorare con i pennarelli mettendoci tutto il suo impegno, usando i colori corretti e rimanendo nei bordi delle figure.
Da quest'anno è molto migliorato nel disegno e nell'utilizzo dei colori, devo dire che sta' proprio crescendo :-)
Emanuele, invece ha iniziato e portato a termine in mezz'ora, il regalo per suo cuginetto. Con il proprio pirografo (recente regalo di nostri cari amici) ha disegnato-bruciato su un pezzo di legno circolare una candela di natale con il nome del cugino.
Devo dire che gli è riuscita molto bene, ha lavorato con particolare attenzione, senza perdersi d'animo e senza fare errori. Al termine del lavoro era contentissimo per aver fatto tutto da solo...
Allego al Post qualche immagine della bella serata...!
---
il papà

Orario insolito dato che dopo essersi lavati e messi in pigiama avrebbero entrambi voluto mettersi sul divano in sala davanti ad un bel cartone animato...
Ma, strano a credersi, si sono posizionati sul tavolo della cucina ed entrambi hanno dato il meglio di loro stessi.
Davide, dopo avermi richiesto di stampare alcuni soggetti natalizi, ha iniziato a colorare con i pennarelli mettendoci tutto il suo impegno, usando i colori corretti e rimanendo nei bordi delle figure.Da quest'anno è molto migliorato nel disegno e nell'utilizzo dei colori, devo dire che sta' proprio crescendo :-)
Emanuele, invece ha iniziato e portato a termine in mezz'ora, il regalo per suo cuginetto. Con il proprio pirografo (recente regalo di nostri cari amici) ha disegnato-bruciato su un pezzo di legno circolare una candela di natale con il nome del cugino.Devo dire che gli è riuscita molto bene, ha lavorato con particolare attenzione, senza perdersi d'animo e senza fare errori. Al termine del lavoro era contentissimo per aver fatto tutto da solo...
Allego al Post qualche immagine della bella serata...!
---
il papà
sabato 18 dicembre 2010
Ho dovuto tener ben salde le mie mani sul timone fino a sera, senza lasciarmi sviare e condurre il vascello, come buon condottiero, giù, giù fino in fondo alla giornata, fino a quando, dall'alto dell'albero maestro finalmento l'ho intravisto, il porto.
Di tutto ciò che faceva parte del mio fitto programma, una sola cosa ho tralasciato: stirare. L'ho fatto per poter essere sicura di metter in tavola una cena decente.
Subito dopo colazione ho dato avvio al primo rinfresco del pane e quando sono rientrata, dopo aver portato Davide all'asilo, ho trovato Elisa stranamente irrequieta. Non aveva molta voglia né di giocare, né di scorrazzare libera per la casa a esplorare cassetti. Ben presto a iniziato a pignucolare, aumentando via, via il tono della voce. Io mi divincolavo per poter rifare i letti e lei mi rincorreva raggiungendomi. Le ho chiesto un po' di pazienza e poi l'ho presa convinta che sentisse il bisogno di dormire un po'.
Con mia grande sorpresa ha faticato a prender sonno, ma mai come dopo pranzo. Ha dormito quindici minuti d'orologio.
Per fortuna la nonna, venuta per permettermi di portare Lele dal dentista dopo scuola, è arrivata giusto in tempo. Stavo immergendo le mani nel secchio per lavare finalmente i pavimenti quando l'ho sentita piangere e lamentarsi.
Aveva due occhietti stranamente lucidi. Presto si è fatta l'ora di andare a riprendere Davide, le merende da preparare, e mentre la nonna imboccava la piccola ho allestito la pasta brisée per la torta salata della sera. Poi, giusto prima di cambiarle il pannolino, le ho misurato la febbre e in un secondo il termomentro è schizzato a 38.2°.
Come da manuale le ho somministrato la Tachipirina e quando Lele è rientrato l'ho portato al controllo. Siamo rientrati, è rientrato Maurizio, i nonni sono tornati a casa, ho preparato la cena, mangiato in compagnia della mia famiglia. Davide era stanco e per poco non si è addormentato con la testa sul tavolo.
Poi i bambini hanno ascoltato un po' di musica, la musica dei grandi e io ho lavato i piatti e impastato il pane per la terza e ultima volta. Domani toccherà a papà.
Infine, dopo aver pregato insieme, siamo saliti. Elisa, ormai sfebbrata, si è addormentata senza fatica e io ho letto qualche pagina di una nuova antologia di racconti di Natale che proprio ieri ho acquistato in libreria ai bambini.
Domani è sabato, saremo a casa tutti insieme e la cosa mi conforta non poco. Una lunga, intensa settimana volge al termine e ne inizierà una altrettanto intensa, ma non per il carico di lavoro. Insieme aspetteremo Natale!
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Di tutto ciò che faceva parte del mio fitto programma, una sola cosa ho tralasciato: stirare. L'ho fatto per poter essere sicura di metter in tavola una cena decente.
Subito dopo colazione ho dato avvio al primo rinfresco del pane e quando sono rientrata, dopo aver portato Davide all'asilo, ho trovato Elisa stranamente irrequieta. Non aveva molta voglia né di giocare, né di scorrazzare libera per la casa a esplorare cassetti. Ben presto a iniziato a pignucolare, aumentando via, via il tono della voce. Io mi divincolavo per poter rifare i letti e lei mi rincorreva raggiungendomi. Le ho chiesto un po' di pazienza e poi l'ho presa convinta che sentisse il bisogno di dormire un po'.
Con mia grande sorpresa ha faticato a prender sonno, ma mai come dopo pranzo. Ha dormito quindici minuti d'orologio.
Per fortuna la nonna, venuta per permettermi di portare Lele dal dentista dopo scuola, è arrivata giusto in tempo. Stavo immergendo le mani nel secchio per lavare finalmente i pavimenti quando l'ho sentita piangere e lamentarsi.
Aveva due occhietti stranamente lucidi. Presto si è fatta l'ora di andare a riprendere Davide, le merende da preparare, e mentre la nonna imboccava la piccola ho allestito la pasta brisée per la torta salata della sera. Poi, giusto prima di cambiarle il pannolino, le ho misurato la febbre e in un secondo il termomentro è schizzato a 38.2°.
Come da manuale le ho somministrato la Tachipirina e quando Lele è rientrato l'ho portato al controllo. Siamo rientrati, è rientrato Maurizio, i nonni sono tornati a casa, ho preparato la cena, mangiato in compagnia della mia famiglia. Davide era stanco e per poco non si è addormentato con la testa sul tavolo.
Poi i bambini hanno ascoltato un po' di musica, la musica dei grandi e io ho lavato i piatti e impastato il pane per la terza e ultima volta. Domani toccherà a papà.
Infine, dopo aver pregato insieme, siamo saliti. Elisa, ormai sfebbrata, si è addormentata senza fatica e io ho letto qualche pagina di una nuova antologia di racconti di Natale che proprio ieri ho acquistato in libreria ai bambini.
Domani è sabato, saremo a casa tutti insieme e la cosa mi conforta non poco. Una lunga, intensa settimana volge al termine e ne inizierà una altrettanto intensa, ma non per il carico di lavoro. Insieme aspetteremo Natale!
Buona notte naviganti.
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la mamma
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