Metà della settimana se n'è andata. Già lunedì avevo avuto l'impressione che il tempo sarebbe passato velocemente e quell'impressione si sta rivelando esatta.
Quest'oggi è iniziato con Lele che è sceso in cucina ancora in pigiama prima che lo chiamassi. Seduto sulla cassapanca più o meno di fronte a me mi fissava. Sembrava che qualcosa in lui tremolasse così, tra un sorso e l'altro di caffèlatte, anzi, di latte e orzo, gli ho chiesto se andasse tutto bene.
Mi ha risposto che non se la sentiva di andare a scuola, che aveva dormito tutta notte , ma in quel momento aveva il respiro pesante e una strana sensazione allo stomaco. "Film già visto", mi son detta. Alle nove, difatti, sembrava tutto fosse rientrato nella norma, così, uscendo con Davide, l'ho accompagnato a scuola.
Al ritorno però mi ha raccontato di aver avuto la pelle d'oca alle gambe e, per scrupolo, gli ho misurato ancora la febbre. 37.5 diceva il termometro digitale. Gli ho somministrato un cucchiaio di sciroppo che contiene paracetamolo, tanto per non farla salire, e alle 19, dopo un po' di riposo si è messo a tavola ed è riuscito a cenare.
Comunque sia domani, per precauzione, lo terrò a casa da scuola. Tornando alla cena. Visto che tutti avevamo pranzato con un primo piatto di pasta ho optato per un buon risotto con la curcuma. Sembra che questa spezia, di origine indiana, sia un'ottimo anti tumorale e anti influenzale. Già nella mia famiglia si usava, in sosotituzione dello zafferano, perché molto economica e così, sposandomi, ho continuato ad adoperarla. Poi però bisognava pensare anche al secondo. Avevo già fatto la carne, le uova e i legumi. In frigorifero c'era del grana e tagliare delle scaglie non sarebbe stato male, e poi girandomi ho visto le mele. Nella mia testa si sono associati i sapori e ne è nata una buona insalata con l'aggiunta di pinoli, una goccia d'olio extra vergine d'oliva un po' d'aceto balsamico d'annata. Con mia sorpresa in famiglia è piaciuta. Domani invece pizza e quasi sicuramente birra, il tutto, rigorosamente fatto in casa.
In dispensa c'è anche una cassa di pere che purtroppo non sono molto buone, e con Maurizio pensavamo di farne marmellate. Devo solo trovare un buon momento per iniziare l'opera.
E' arrivata anche la tela per le tende della cameretta di Elisa, e vedremo di trovar tempo anche per quel lavoro.
Nel frattempo ho finito di leggere un altro buon libro: "L'eleganza del riccio", regalato e poi chiesto in prestito a mia madre. Un libro che consiglio vivamente perché fa riflettere su tante questioni e adesso sto iniziando niente meno che un'opera di Platone, che una mia carissima amica mi ha regalato per il compleanno, sopravvalutando le mie capacità di comprensione.
Lele tossisce, forse è meglio chiudere qua. Maurizio accanto a me già dorme e anch'io sento la necessità di un buon riposo, per cui...
buona notte naviganti
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la mamma
mercoledì 10 novembre 2010
Una giornata quasi perfetta oggi. Quasi perfetta davvero, e ancora adesso stento a crederci perché profuma quasi di miracolo.
Non è che intoppi e contrattempi non abbiano qua e là costellato l'orizzonte ma... il profumo delle cose buone era talmente intenso che ancora adesso se ci ripenso lo sento.
Elisa ha dormito i suoi venti minuti questa mattina e ben due ore nel pomeriggio. Se non l'avessi svegliata per la merenda avrebbe proseguito il suo sonno. Quando mi sono avvicinata al lettino, nel buio della camera, infatti, dormiva ancora profondamente.
Questo ha permesso a me di stirare e a Lele di terminare i compiti in tutta calma. Proprio lui oggi mi ha reso contenta. Da dietro l'asse lo spiavo mentre faceva le divisioni. Gliene sono state assegnate dieci e avevo proprio il timore che finisse in uno di quei martedì pomeriggi neri che sia lui che io conosciamo bene. Smentendo questo brutte previsioni ha fatto i suoi calcoli uno dopo l'altro arrivando velocemente alla conclusione, senza che avessi bisogno di richiamarlo nemmeno una volta. Autonomamente aveva già portato a termine gli esercizi di italiano, e poi ha studiato un paio di regole di grammatica (ripasso del programma dello scorso anno) sugli articoli. Lette tre volte, ripetute tre volte, neanche una sbavatura!
Gli ho concesso dieci minuti di pausa, che sono diventati quindici e poi, nonostante un primo tentativo di ribellione, si è messo a studiare scienze portandosi avanti col lavoro. Deve essere pronto per giovedì. Ieri avevamo iniziato con scarsi risultati, ma oggi... non era la stessa persona.
Tempo impiegato, pausa compresa, un'ora e trenta minuti. Sarà un'isola sperduta nell'oceano, di quelle piccole nemmeno segnate sulle carte nautiche o le saranno coste di un nuovo mondo intraviste da lontano?
Ai posteri l'ardua sentenza!
Si, c'è stato qualche neo. Sarà lo studio, sarà che a pranzo sono riuscita a preparargli un buon rotolo fatto con frittata, mortadella, fette di fontina e spinaci, ma stasera Lele aveva mal di testa e qualche linea di febbre.
Alle nove già stava meglio e speriamo veramente che sia stato solo un po' di malessere. Comunque, niente allenamento di Judo.
Proprio ieri pensavo che gli ultimi avvenimenti della sua vita, come dormire dalla nonna, il pizza - party e ieri, poter andare da un compagno a giocare, han fatto bene a lui, ma anche a noi.
Si è allentata un po' la tensione delle litigate, Davide in sua assenza ha avuto un'attenzione diversa, e forse Lele, avendo ricevuto qualcosa, ha deciso che era il momento di cambiare atteggiamento. Questo però solo il tempo potrà dirlo.
Le altre nuvole che hanno gettato qualche debole ombra non vale nemmeno la pena rammentarle.
Adesso, spero, un buon sonno. Spero perché Elisa questa sera era veramente eccitata, e calmarla perché riuscisse ad addormentarsi non è stato semplice. Ha imparato a salire le scale ed è sempre più sicura nel rimanere in piedi senza attaccarsi e forse, tutti questi progressi la rendono un po' elettrica.
Domani, già metà settimana, si ricomincia da qui.
Buona notte di cuore naviganti.
---
la mamma
Non è che intoppi e contrattempi non abbiano qua e là costellato l'orizzonte ma... il profumo delle cose buone era talmente intenso che ancora adesso se ci ripenso lo sento.
Elisa ha dormito i suoi venti minuti questa mattina e ben due ore nel pomeriggio. Se non l'avessi svegliata per la merenda avrebbe proseguito il suo sonno. Quando mi sono avvicinata al lettino, nel buio della camera, infatti, dormiva ancora profondamente.
Questo ha permesso a me di stirare e a Lele di terminare i compiti in tutta calma. Proprio lui oggi mi ha reso contenta. Da dietro l'asse lo spiavo mentre faceva le divisioni. Gliene sono state assegnate dieci e avevo proprio il timore che finisse in uno di quei martedì pomeriggi neri che sia lui che io conosciamo bene. Smentendo questo brutte previsioni ha fatto i suoi calcoli uno dopo l'altro arrivando velocemente alla conclusione, senza che avessi bisogno di richiamarlo nemmeno una volta. Autonomamente aveva già portato a termine gli esercizi di italiano, e poi ha studiato un paio di regole di grammatica (ripasso del programma dello scorso anno) sugli articoli. Lette tre volte, ripetute tre volte, neanche una sbavatura!
Gli ho concesso dieci minuti di pausa, che sono diventati quindici e poi, nonostante un primo tentativo di ribellione, si è messo a studiare scienze portandosi avanti col lavoro. Deve essere pronto per giovedì. Ieri avevamo iniziato con scarsi risultati, ma oggi... non era la stessa persona.
Tempo impiegato, pausa compresa, un'ora e trenta minuti. Sarà un'isola sperduta nell'oceano, di quelle piccole nemmeno segnate sulle carte nautiche o le saranno coste di un nuovo mondo intraviste da lontano?
Ai posteri l'ardua sentenza!
Si, c'è stato qualche neo. Sarà lo studio, sarà che a pranzo sono riuscita a preparargli un buon rotolo fatto con frittata, mortadella, fette di fontina e spinaci, ma stasera Lele aveva mal di testa e qualche linea di febbre.
Alle nove già stava meglio e speriamo veramente che sia stato solo un po' di malessere. Comunque, niente allenamento di Judo.
Proprio ieri pensavo che gli ultimi avvenimenti della sua vita, come dormire dalla nonna, il pizza - party e ieri, poter andare da un compagno a giocare, han fatto bene a lui, ma anche a noi.
Si è allentata un po' la tensione delle litigate, Davide in sua assenza ha avuto un'attenzione diversa, e forse Lele, avendo ricevuto qualcosa, ha deciso che era il momento di cambiare atteggiamento. Questo però solo il tempo potrà dirlo.
Le altre nuvole che hanno gettato qualche debole ombra non vale nemmeno la pena rammentarle.
Adesso, spero, un buon sonno. Spero perché Elisa questa sera era veramente eccitata, e calmarla perché riuscisse ad addormentarsi non è stato semplice. Ha imparato a salire le scale ed è sempre più sicura nel rimanere in piedi senza attaccarsi e forse, tutti questi progressi la rendono un po' elettrica.
Domani, già metà settimana, si ricomincia da qui.
Buona notte di cuore naviganti.
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la mamma
lunedì 8 novembre 2010
Sto consumando la batteria del computer nel tentativo di rimettere insieme non solo gli avvenimenti (quello sarebbe il meno), ma anche tutte le riflessioni, i passaggi mentali, i gradi di maturazione dell'anima e le emozioni che hanno colmato questa normalissima, grigia e piovosa domenica di novembre.
Proprio poco fa leggendo il bollettino parrocchiale prima e il romanzo che sto quasi per terminare poi, sono riuscita ad unire, come i punti di quei disegni pubblicati spesso sui settimanali di enigmistica, tante questioni che spesso arrovellano la mia mente ed ho intravisto un via.
Più ci ripenso e più mi sembra di aver vissuto un pomeriggio strano. Elisa si è addormentata presto e altrettanto prematuramente si è svegliata. Approfittando della presenza di Maurizio a casa ho iniziato a pulire il bagno, convinta che avrei finito in un secondo momento. Sarebbe infatti dovuto uscire di lì a poco a riprendere Emanuele, in quel momento all'oratorio per la catechesi settimanale.
Nel frattempo Davide ha spento la televisione e raggiungendomi si è offerto di aiutarmi. Solitamente temo simili offerte, perché pur intenerendomi rallentano un po' il mio lavoro. E' sempre buona cosa però che i bambini vengano apprezzati e valorizzati e mi ero già predisposta ad accettare di buon grado la cosa.
Con mia sorpresa però quello di Davide si è rivelato essere veramente un aiuto prezioso. Si è difatti occupato di spolverare il muretto della vasca, tutti i barattoli dei prodotti per la pulizia, rimettendoli poi al loro posto. Ha risciacquato e asciugato la vasca, ripulito bidoncino, scopino, bilancia e stufetta ed infine passato l'aspirapolvere.
Lele invece sembra sia stato ispirato dallo Spirito Santo nel ripondere ad una domanda della catechista e ascoltare il racconto dell'accaduto mi ha dato un po' di speranza rispetto a quanto scrivevo ieri sera sul potere delle cose materiali.
"Dio è vicino ai miei bambini" mi son detta, e loro riescono ad ascoltare la voce delle sue ispirazioni. Questo non ci ha risparmiato un confronto serale sull'importanza dell'essere ordinati, oggetto dell'omelia della mattina, di vincere sé stessi e di cosa significhi non ricevere la Comunione, ma essere in comunione con Cristo.
E poi stasera, leggendo forse, ho intravisto, o meglio, ho nuovamente visto quanto bene possa fare alla coppia la via della condivisione e quale miglior mezzo per attuarla della comunicazione?
Troppi, troppi pensieri... adesso ho proprio bisogno di un buon sonno.
Buona notte e buona settimana naviganti.
---
la mamma
Proprio poco fa leggendo il bollettino parrocchiale prima e il romanzo che sto quasi per terminare poi, sono riuscita ad unire, come i punti di quei disegni pubblicati spesso sui settimanali di enigmistica, tante questioni che spesso arrovellano la mia mente ed ho intravisto un via.
Più ci ripenso e più mi sembra di aver vissuto un pomeriggio strano. Elisa si è addormentata presto e altrettanto prematuramente si è svegliata. Approfittando della presenza di Maurizio a casa ho iniziato a pulire il bagno, convinta che avrei finito in un secondo momento. Sarebbe infatti dovuto uscire di lì a poco a riprendere Emanuele, in quel momento all'oratorio per la catechesi settimanale.
Nel frattempo Davide ha spento la televisione e raggiungendomi si è offerto di aiutarmi. Solitamente temo simili offerte, perché pur intenerendomi rallentano un po' il mio lavoro. E' sempre buona cosa però che i bambini vengano apprezzati e valorizzati e mi ero già predisposta ad accettare di buon grado la cosa.
Con mia sorpresa però quello di Davide si è rivelato essere veramente un aiuto prezioso. Si è difatti occupato di spolverare il muretto della vasca, tutti i barattoli dei prodotti per la pulizia, rimettendoli poi al loro posto. Ha risciacquato e asciugato la vasca, ripulito bidoncino, scopino, bilancia e stufetta ed infine passato l'aspirapolvere.
Lele invece sembra sia stato ispirato dallo Spirito Santo nel ripondere ad una domanda della catechista e ascoltare il racconto dell'accaduto mi ha dato un po' di speranza rispetto a quanto scrivevo ieri sera sul potere delle cose materiali.
"Dio è vicino ai miei bambini" mi son detta, e loro riescono ad ascoltare la voce delle sue ispirazioni. Questo non ci ha risparmiato un confronto serale sull'importanza dell'essere ordinati, oggetto dell'omelia della mattina, di vincere sé stessi e di cosa significhi non ricevere la Comunione, ma essere in comunione con Cristo.
E poi stasera, leggendo forse, ho intravisto, o meglio, ho nuovamente visto quanto bene possa fare alla coppia la via della condivisione e quale miglior mezzo per attuarla della comunicazione?
Troppi, troppi pensieri... adesso ho proprio bisogno di un buon sonno.
Buona notte e buona settimana naviganti.
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la mamma
sabato 6 novembre 2010
Ci sono i sabati mattina in cui casa A. si trasforma in un laboratorio di cucina, e i sabati mattina, come quello in questione, in cui assumono i connotati di un laboratorio di pittura.
Elisa, stranamente tranquilla, dall'alto del seggiolone guardava ora i fratelli che armeggiavano con pennarelli, fogli e matite e ora me che avevo finalmente trovato un momento per sistemare a dovere la scarpiera.
Al piano superiore Maurizio tirava fuori dalle scatole stivali e scarpe invernali ed io, risucchiata dal sottoscala, spazzolavo sandali e scarpe estive da riporre nelle scatole e poi sulle mensole al piano superiore.
Il lavoro a catena veniva di tanto in tanto interrotto da qualche improvvisa esclamazione di Davide che aveva deciso di diseganre una famiglia, la nostra famiglia ed era alle prese con i suoi dubbi sui colori da utilizzare per i colori delle magliette. "La tua - mi ha detto - la faccio meravigliosa!".
Anche il pomeriggio siamo scivolati via tranquilli complice un moto ondulatorio tutto sommato armonioso. Lele ha terminato di studiare, Davide è stato al centro commerciale col papà ed Elisa si è concessa un sano e lungo riposino.
Nel dilemma tra stirare quattro cose ormai asciutte e pulire il bagno ho optato per la busta numero due. Poi però mi sono fermata: "Tanto - mi son detta - che fretta c'è?". Mi son sistemata sul tappeto con la piccola togliendola dalle braccia del papà, libero di giocare un po' al computer col primogenito, e Davide ci ha fatto compagnia.
Nel frammento di giornata piacevole successivo a quello appena descritto la famiglia A. si è ritrovata attorno al tavolo della cucina per la merenda. Yogurt magro e frutta frullata per la piccola, brioche e succo per i fratelli, Té verde e brioche per papà e con biscotti per me.
L'unico momento di relativa concitazione si è annidato tra le 16.30 e le 18. Lele era invitato a un pizza - party per il compleanno di un compagno ed io avevo deciso di inizare a lavarmi i capelli per poi lasciare libera la vasca per il bagno. Poco dopo essere salita sono stata però raggiunta dal resto della famiglia. Elisa si è subito aggrappata al bordo bagnato lasciando nere impronte delle sue manine con un largo sorriso sulla faccia.
Maurizio doveva accorciare i capelli a Lele con l'apposita macchinetta e se non l'avesse fatto subito non avrebbe trovato altro tempo. Ha tentato di chiudere fuori dalla porta Elisa affidandola a Davide, ma si è appiccicata al vetro piangendo disperata. Io avevo il balsamo sui capelli e stavo in attesa dell'ultimo risciacquo sistemandomi le sopracciglia con le pinzette e... non ho avuto altra scelta. Ho aperto la porta e ho tenuto la piccola in braccio fino al termine dell' "Operazione barbiere".
Davide ha voluto accompagnare il fratello e al loro ritorno, mentre noi donne stavamo ben immerse nell'acqua calda, il papà ha preparato la cena. Il menù diceva risotto, ma sono bastati un'andata e un ritorno in auto da una parte all'altra del paese perché si tramutasse in spaghetti al pomodoro. Il secondogenito aveva colpito e affondato!
Cena tranquilla e poi canzoncine (quelle vecchie che ascoltavo io) con video relativo e poi un bel sabato sera al bowling. No, non siamo usciti! abbiamo messo dei birilli giganti in fila sul pavimento della nostra sala e a turno, sempre con Davide, abbiamo tentato di buttarli a terra. Mi son proprio divertita!
Alle 21.30, mentre papà andava a recuperare il "Figliol prodigo", alle prese con le sue prime uscite serali, io salivo in camera con gli altri due. Leggere qualche filastrocca di "Mamma Oca" tentando di tenere a bada la piccola che avrebbe afferrato ogni cosa intorno a sé non è stato semplice e alla fine mi son dovuta alzare in piedi.
Prima ancora che si addormentassero anche Lele era rientrato, contentissimo perché nella sua testa tutto era stato migliore di quanto in realtà non fosse (la pizza la più buona della sua vita, la casa più bella ecc. ecc.).
Quanto è dura rimanera convinti del fatto che la miglior cosa che si possa trasmettere ai propri figli siano i propri valori e non una serie di cose materiali. In bagno da sola, lavando i denti prima di scendere per l'ultimo momento riservato solo a noi adulti, avevo la percezione di intravedere insieme, accostate l'ombra e la luce.
L'ombra di chi ci vuole ingannare convincendoci che sono le cose che possediamo ad elevarci, e creano in noi nuovi e illusori bisogni e la luce che è speranza pensando al volto di tanti amici che con noi tentano di costruire mondi possibili in cui le persone valgono in quanto tali.
Il percorso del Figliol prodigo insegna proprio questo, che quando sei amato hai già tutto ciò che ti occorre.
Chiudiamo il sipario, attracchiamo al molo e quando si riaprirà, quando ripartirà sarà domenica.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Elisa, stranamente tranquilla, dall'alto del seggiolone guardava ora i fratelli che armeggiavano con pennarelli, fogli e matite e ora me che avevo finalmente trovato un momento per sistemare a dovere la scarpiera.
Al piano superiore Maurizio tirava fuori dalle scatole stivali e scarpe invernali ed io, risucchiata dal sottoscala, spazzolavo sandali e scarpe estive da riporre nelle scatole e poi sulle mensole al piano superiore.
Il lavoro a catena veniva di tanto in tanto interrotto da qualche improvvisa esclamazione di Davide che aveva deciso di diseganre una famiglia, la nostra famiglia ed era alle prese con i suoi dubbi sui colori da utilizzare per i colori delle magliette. "La tua - mi ha detto - la faccio meravigliosa!".
Anche il pomeriggio siamo scivolati via tranquilli complice un moto ondulatorio tutto sommato armonioso. Lele ha terminato di studiare, Davide è stato al centro commerciale col papà ed Elisa si è concessa un sano e lungo riposino.
Nel dilemma tra stirare quattro cose ormai asciutte e pulire il bagno ho optato per la busta numero due. Poi però mi sono fermata: "Tanto - mi son detta - che fretta c'è?". Mi son sistemata sul tappeto con la piccola togliendola dalle braccia del papà, libero di giocare un po' al computer col primogenito, e Davide ci ha fatto compagnia.
Nel frammento di giornata piacevole successivo a quello appena descritto la famiglia A. si è ritrovata attorno al tavolo della cucina per la merenda. Yogurt magro e frutta frullata per la piccola, brioche e succo per i fratelli, Té verde e brioche per papà e con biscotti per me.
L'unico momento di relativa concitazione si è annidato tra le 16.30 e le 18. Lele era invitato a un pizza - party per il compleanno di un compagno ed io avevo deciso di inizare a lavarmi i capelli per poi lasciare libera la vasca per il bagno. Poco dopo essere salita sono stata però raggiunta dal resto della famiglia. Elisa si è subito aggrappata al bordo bagnato lasciando nere impronte delle sue manine con un largo sorriso sulla faccia.
Maurizio doveva accorciare i capelli a Lele con l'apposita macchinetta e se non l'avesse fatto subito non avrebbe trovato altro tempo. Ha tentato di chiudere fuori dalla porta Elisa affidandola a Davide, ma si è appiccicata al vetro piangendo disperata. Io avevo il balsamo sui capelli e stavo in attesa dell'ultimo risciacquo sistemandomi le sopracciglia con le pinzette e... non ho avuto altra scelta. Ho aperto la porta e ho tenuto la piccola in braccio fino al termine dell' "Operazione barbiere".
Davide ha voluto accompagnare il fratello e al loro ritorno, mentre noi donne stavamo ben immerse nell'acqua calda, il papà ha preparato la cena. Il menù diceva risotto, ma sono bastati un'andata e un ritorno in auto da una parte all'altra del paese perché si tramutasse in spaghetti al pomodoro. Il secondogenito aveva colpito e affondato!
Cena tranquilla e poi canzoncine (quelle vecchie che ascoltavo io) con video relativo e poi un bel sabato sera al bowling. No, non siamo usciti! abbiamo messo dei birilli giganti in fila sul pavimento della nostra sala e a turno, sempre con Davide, abbiamo tentato di buttarli a terra. Mi son proprio divertita!
Alle 21.30, mentre papà andava a recuperare il "Figliol prodigo", alle prese con le sue prime uscite serali, io salivo in camera con gli altri due. Leggere qualche filastrocca di "Mamma Oca" tentando di tenere a bada la piccola che avrebbe afferrato ogni cosa intorno a sé non è stato semplice e alla fine mi son dovuta alzare in piedi.
Prima ancora che si addormentassero anche Lele era rientrato, contentissimo perché nella sua testa tutto era stato migliore di quanto in realtà non fosse (la pizza la più buona della sua vita, la casa più bella ecc. ecc.).
Quanto è dura rimanera convinti del fatto che la miglior cosa che si possa trasmettere ai propri figli siano i propri valori e non una serie di cose materiali. In bagno da sola, lavando i denti prima di scendere per l'ultimo momento riservato solo a noi adulti, avevo la percezione di intravedere insieme, accostate l'ombra e la luce.
L'ombra di chi ci vuole ingannare convincendoci che sono le cose che possediamo ad elevarci, e creano in noi nuovi e illusori bisogni e la luce che è speranza pensando al volto di tanti amici che con noi tentano di costruire mondi possibili in cui le persone valgono in quanto tali.
Il percorso del Figliol prodigo insegna proprio questo, che quando sei amato hai già tutto ciò che ti occorre.
Chiudiamo il sipario, attracchiamo al molo e quando si riaprirà, quando ripartirà sarà domenica.
Buona notte naviganti.
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la mamma
Il sole oggi è vergognosamente rimasto nascosto nel suo antro lasciandoci gli scarti: un cielo grigio che obbligava ad uscire all'aperto per prendere atto del fatto l'aria non era per niente fredda.
Anche ieri, quando il sipario della notte si è aperto cedendo la scena al giorno, abbiamo assistito allo stesso spettacolo, ragion per cui oggi non mi sono lasciata ingannare e, svegliando Elisa, ho deciso di vestire anche lei per un'uscita.
Avrei voluto andare al cimitero a piedi già nel pomeriggio di ieri, quando il sole, bando al pudore, era davvero invitante. Compiti e pisolini però ce l'hanno impedito e questa mattina non ho voluto rimandare oltre il programma.
Lasciato Davide come ogni mattina all'asilo noi donne abbiamo abbandonato i panni delle "Cenerentole" e ci siamo concesse questa passeggiata che già da qualche giorno veniva rinviata. Maurizio era all'Avis per la donazione periodica e ne avrebbe avuto per un po' e quindi... perché non approfittarne?
La piccola ha pure trovato modo di farsi un bel pisolino mentre io giravo pregando fra tombe e cappelle. Qualche giorno dopo la commemorazione dei defunti è perfino meglio. C'è più calma e chi vuole far visita al cimitero in un clima di raccoglimento non ha scelta.
Ho terminato il giro nel momento in cui anche Maurizio si disimpegnava e così, uno dopo l'altro (lui era in macchina) siamo rientrati a casa.
Elisa, di nuovo sveglia, ha giocato un po' mentre io procedevo alla preparazione del pane e poi sono salita con lei per cambiarla e fare i letti. Prima di uscire Davide aveva già tirato via i cuscini dal mio letto e ribaltato sulla spalliera anteriore il piumone. Proprio bravo il mio casalingo che mi ha detto: "Così tu fai meno fatica!".
Gli avrei fatto un monumento all'istante. Con quell'uscita mi ha dato il segno di aver capito l'essenza della collaborazione e della solidarietà e infatti gli ho risposto: "Tu mi fai sentire più leggera", ed era vero!
Quando ti senti appesantita hai bisogno di qualcuno che porti con te quel peso e Davide, con un piccolo gesto d'affetto, è riuscito ad alleggerirmi. Di contro però, anche stasera abbiamo dovuto convincerlo ad apparecchiare e sparecchiare. Grazie a Dio un bambino è sempre un bambino.
Nel pomeriggio poi un piccolo imprevisto ci ha purtroppo tolto un po' il piacere di questo venerdì col papà a casa, e al momento non l'ho presa molto bene. Poi però mi son messa sul teppeto coi bambini ad ascoltare le stesse canzoni che io ascoltavo da piccola ed è stato un bel momento.
Per cena pesce fritto e dopo avrei dovuto stendere la biancheria che da ieri sera campeggiava nella lavatrice. La presenza di Elisa in bagno, però, mi impediva di avviare la centrifuga. Ho rinunciato a stendere prima che i bimbi dormissero e mi son messa con lei sul pavimento. Un po' la osservavo incantata, provando gioia per ogni suo picolo progresso e un po' interagivo con lei. Era intenta a spostare mollette dalla scatola alle mie mani e viceversa e di tanto in tanto provava a rimanere in piedi da sola. A un certo punto è riuscita pure ad abbassarsi senza cercare un appoggio.
E' meraviglioso accorgersi di ogni microscopico passaggio, senza perdersene uno! Ha anche pescato dal cesto un suo gilet e, seduta a gambe aperte sul pavimento, provava a infilare la testa. Quanto era buffa!
Adesso è tardi, ma domani è sabato. Speriamo solo che non piova come negli ultimi tre fine settimana!
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Anche ieri, quando il sipario della notte si è aperto cedendo la scena al giorno, abbiamo assistito allo stesso spettacolo, ragion per cui oggi non mi sono lasciata ingannare e, svegliando Elisa, ho deciso di vestire anche lei per un'uscita.
Avrei voluto andare al cimitero a piedi già nel pomeriggio di ieri, quando il sole, bando al pudore, era davvero invitante. Compiti e pisolini però ce l'hanno impedito e questa mattina non ho voluto rimandare oltre il programma.
Lasciato Davide come ogni mattina all'asilo noi donne abbiamo abbandonato i panni delle "Cenerentole" e ci siamo concesse questa passeggiata che già da qualche giorno veniva rinviata. Maurizio era all'Avis per la donazione periodica e ne avrebbe avuto per un po' e quindi... perché non approfittarne?
La piccola ha pure trovato modo di farsi un bel pisolino mentre io giravo pregando fra tombe e cappelle. Qualche giorno dopo la commemorazione dei defunti è perfino meglio. C'è più calma e chi vuole far visita al cimitero in un clima di raccoglimento non ha scelta.
Ho terminato il giro nel momento in cui anche Maurizio si disimpegnava e così, uno dopo l'altro (lui era in macchina) siamo rientrati a casa.
Elisa, di nuovo sveglia, ha giocato un po' mentre io procedevo alla preparazione del pane e poi sono salita con lei per cambiarla e fare i letti. Prima di uscire Davide aveva già tirato via i cuscini dal mio letto e ribaltato sulla spalliera anteriore il piumone. Proprio bravo il mio casalingo che mi ha detto: "Così tu fai meno fatica!".
Gli avrei fatto un monumento all'istante. Con quell'uscita mi ha dato il segno di aver capito l'essenza della collaborazione e della solidarietà e infatti gli ho risposto: "Tu mi fai sentire più leggera", ed era vero!
Quando ti senti appesantita hai bisogno di qualcuno che porti con te quel peso e Davide, con un piccolo gesto d'affetto, è riuscito ad alleggerirmi. Di contro però, anche stasera abbiamo dovuto convincerlo ad apparecchiare e sparecchiare. Grazie a Dio un bambino è sempre un bambino.
Nel pomeriggio poi un piccolo imprevisto ci ha purtroppo tolto un po' il piacere di questo venerdì col papà a casa, e al momento non l'ho presa molto bene. Poi però mi son messa sul teppeto coi bambini ad ascoltare le stesse canzoni che io ascoltavo da piccola ed è stato un bel momento.
Per cena pesce fritto e dopo avrei dovuto stendere la biancheria che da ieri sera campeggiava nella lavatrice. La presenza di Elisa in bagno, però, mi impediva di avviare la centrifuga. Ho rinunciato a stendere prima che i bimbi dormissero e mi son messa con lei sul pavimento. Un po' la osservavo incantata, provando gioia per ogni suo picolo progresso e un po' interagivo con lei. Era intenta a spostare mollette dalla scatola alle mie mani e viceversa e di tanto in tanto provava a rimanere in piedi da sola. A un certo punto è riuscita pure ad abbassarsi senza cercare un appoggio.
E' meraviglioso accorgersi di ogni microscopico passaggio, senza perdersene uno! Ha anche pescato dal cesto un suo gilet e, seduta a gambe aperte sul pavimento, provava a infilare la testa. Quanto era buffa!
Adesso è tardi, ma domani è sabato. Speriamo solo che non piova come negli ultimi tre fine settimana!
Buona notte naviganti.
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la mamma
mercoledì 3 novembre 2010
Come l'alta marea inghiotte la spiaggia fino a farla scomparire, così certe giornate montano e schiumano fino a sommergere anche quel tempo che volentieri si sarebbe dedicato alle attività più piacevoli, quel rimasuglio di tempo in fondo al giorno.
Così ci si ritrova alle 22.30 a dover stendere la biancheria passando per un ulteriore giro di centrifuga e quando hai finito ti accorgi che è arrivato il momento di andarsene a dormire.
Niente quarto d'ora di lettura e... haimé, niente post! Ero pure un po' adirata ieri sera... i bimbi, tutti e tre con me per diverse ore, mi avevano messa a dura prova.
Tutto bene fino a poco prima dell'ora di merenda. Davide, l'unico ancora in vacanza, mi aveva persino aiutata a fare i letti, e poi a lavare i piatti. Da lì in poi però è stato un precipizio, o meglio, una voragine aperta nel bel mezzo dell'Oceano.
Lele, impegnato a fare i compiti, cominciava a cedere e quando gli ho concesso un po' di pausa, facendo comunella con il fratello, ha iniziato ad esagerare. Più e più volte ho dovuto riprenderli, e alla ripresa, studiare è diventato più complicato. Per farla breve, è finita con l'ennesima litigata fra primo e secondogenito in bagno per lavarsi i denti, a letto senza cartone serale con corona di pianto nervoso.
Anche questa sera ritrovandomi di nuovo coi nervi a fior di pelle per un semplice ripasso, affrontato con un po' di superficialià, Maurizio ed io abbiamo dovuto riaffrontare con il primogenito alcune questioni.
Alla fine di tutto mi sento sempre spossata e con l'eterna domanda che sale dal cuore: "Perché dovrà essere per forza così?"... domanda che non ha ancora trovato risposta.
Al di fuori di questi episodi, che rendono rugosa la superficie del mare, mi sembra di essere riuscita finalmente a tirar la testa fuori dall'acqua. C'è meno affanno e mi sembra che la situazione casa, faccende, stiro, dopo tanto annaspare, non sia più così drammatica.
Ieri, per cena, ho preparato un buon passato di verdure e oggi polpette di tacchino, patate e broccoli. E' quasi come essere fuori dall'emergenza e forse riuscirò a tenere le levatacce come jolly per i momenti di "disperazione".
Se non avessi fede, e non sapessi esattemente a chi attribuirle, non saprei spiegarmi come riesco nonostante tutto a recuperare velocemente la serenità, e ad avere nel cuore riserve insospettate di amore e tenerezza.
Si ricomincia... si ricomincia... e la preghiera è sempre un buon modo, il migliore per me, per ripartire.
Ieri mi è ronzato in testa tutto il giorno il richiamo di San Paolo che ammoniva o esortava ricordando che Cristo ci ha amati ed è morto per noi quando ancora eravamo peccatori. Come aver dato tutto (e il tutto in Dio è la sua stessa divinità) per qualcosa di ben poco conto.
Ma anche questa mattina ho trovato pane per il mio spirito. Sempre Paolo agli Efesini scriveva: " È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo il suo disegno d'amore".
Dio suscita in noi il volere? Questo significa che le nostre intenzioni non sono come ganci appesi al niente in mezzo al cielo. Quando noi "vogliamo" c'è Dio che sta parlando al nostro cuore e ci spinge ad agire. Quant'è importante non sottovalutare nulla!
Buona notte naviganti. Splenda presto un sole nuovo sui vostri giorni.
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la mamma
Così ci si ritrova alle 22.30 a dover stendere la biancheria passando per un ulteriore giro di centrifuga e quando hai finito ti accorgi che è arrivato il momento di andarsene a dormire.
Niente quarto d'ora di lettura e... haimé, niente post! Ero pure un po' adirata ieri sera... i bimbi, tutti e tre con me per diverse ore, mi avevano messa a dura prova.
Tutto bene fino a poco prima dell'ora di merenda. Davide, l'unico ancora in vacanza, mi aveva persino aiutata a fare i letti, e poi a lavare i piatti. Da lì in poi però è stato un precipizio, o meglio, una voragine aperta nel bel mezzo dell'Oceano.
Lele, impegnato a fare i compiti, cominciava a cedere e quando gli ho concesso un po' di pausa, facendo comunella con il fratello, ha iniziato ad esagerare. Più e più volte ho dovuto riprenderli, e alla ripresa, studiare è diventato più complicato. Per farla breve, è finita con l'ennesima litigata fra primo e secondogenito in bagno per lavarsi i denti, a letto senza cartone serale con corona di pianto nervoso.
Anche questa sera ritrovandomi di nuovo coi nervi a fior di pelle per un semplice ripasso, affrontato con un po' di superficialià, Maurizio ed io abbiamo dovuto riaffrontare con il primogenito alcune questioni.
Alla fine di tutto mi sento sempre spossata e con l'eterna domanda che sale dal cuore: "Perché dovrà essere per forza così?"... domanda che non ha ancora trovato risposta.
Al di fuori di questi episodi, che rendono rugosa la superficie del mare, mi sembra di essere riuscita finalmente a tirar la testa fuori dall'acqua. C'è meno affanno e mi sembra che la situazione casa, faccende, stiro, dopo tanto annaspare, non sia più così drammatica.
Ieri, per cena, ho preparato un buon passato di verdure e oggi polpette di tacchino, patate e broccoli. E' quasi come essere fuori dall'emergenza e forse riuscirò a tenere le levatacce come jolly per i momenti di "disperazione".
Se non avessi fede, e non sapessi esattemente a chi attribuirle, non saprei spiegarmi come riesco nonostante tutto a recuperare velocemente la serenità, e ad avere nel cuore riserve insospettate di amore e tenerezza.
Si ricomincia... si ricomincia... e la preghiera è sempre un buon modo, il migliore per me, per ripartire.
Ieri mi è ronzato in testa tutto il giorno il richiamo di San Paolo che ammoniva o esortava ricordando che Cristo ci ha amati ed è morto per noi quando ancora eravamo peccatori. Come aver dato tutto (e il tutto in Dio è la sua stessa divinità) per qualcosa di ben poco conto.
Ma anche questa mattina ho trovato pane per il mio spirito. Sempre Paolo agli Efesini scriveva: " È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo il suo disegno d'amore".
Dio suscita in noi il volere? Questo significa che le nostre intenzioni non sono come ganci appesi al niente in mezzo al cielo. Quando noi "vogliamo" c'è Dio che sta parlando al nostro cuore e ci spinge ad agire. Quant'è importante non sottovalutare nulla!
Buona notte naviganti. Splenda presto un sole nuovo sui vostri giorni.
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la mamma
martedì 2 novembre 2010
Fine settimana lungo, per via della festa di Ognissanti caduta quest'anno di lunedì, ma fortemente segnata da un'acqua torrenziale. Anche lo scorso anno pioveva di questi tempi. Guardavo il grigiore dal vetro della finestra della camera d'ospedale dove stavo per la nascita di Elisa e pochi giorni dopo l'avrei portata a casa proprio sotto un violento acquazzone.
Nonostante questo il vascello non ha potuto fare a meno di navigare nel sempre variegato mondo delle relazioni.
Siamo stati alla Messa sia ieri che oggi e, forse proprio per il cielo plumbeo e quella particolare luce da cattivo tempo, la celebrazione ha assunto una certa intimità, come stessimo tutti dentro la stessa casa.
Succedeva anche quando andavo a scuola, come se in classe, tra alunni e professori, si instaurasse un tacito accordo: "Stiamo insieme perché fuori piove".
Le due successive omelie del nostro parroco c'hanno dato di che riflettere. Ieri il brano di Zaccheo, oggi, appunto, la santità condivisa dei Figli di Dio legati dallo stesso Battesimo.
A sprazzi mi tornano in mente brandelli di quelle omelie, ed è come se lo spirito si sfamasse.
Siamo stati da amici nel pomeriggio, e alla piacevolezza della compagnia, come sempre, si è aggiunta l'occasione di un confronto sull'essere genitori. Penso alle coppie che conosco e non ce n'è una, Maurizio e me compresi, che non si interroghi ogni giorno sui propri figli, su quello che scatenano in noi, e su come aiutarli a crescere.
Ci sono loro e le relazioni tra di loro, le relazioni tra loro e noi e quelle con il mondo fuori dalle mura di casa e così, di confronto in confronto, saltano all'occhio i propri punti di forza e i punti deboli, si ridimensionano le situazioni oppure ci si sveglia quando si scopre di essere addormentati.
Si parlava, per esempio, di osservare i bambini per accorgersi dei segnali che inviano agli adulti e poter prontamente intervenire ed è una delle mie "paure". Non solo di non accorgermi di disagi e malesseri, ma di non saper interpretare, dare il giusto significato ai segnali e poi rimane ancora l'altro grande dubbio: come intervenire.
Certo Dio non chiede l'esibizione di una laurea in psico-pedagogia quando dona a uomini e donne di diventare papà e mamme però... però... quanta attenzione ci vuole!
Parla, parla, pensa e ripensa mi son ricordata di una sensazione che spesso ho avuto rapportandomi al mio primogenito. Una sensazione strana che mi induceva a percepirmi come se lui fosse il padre ed io la bambina e c'è una foto che lo testimonia. Una foto scattata nel nostro cortile in cui io lo tengo in braccio quando aveva all'incirca un mese. In quella foto, semplicemente, sembro più bambina io di lui.
Cosa sia per una carattere docile e remissivo come il mio avere il ruolo di educatrice nei confronti di chi ha un carattere per nulla arrendevole come il suo lo so solo io. Difficilmente però chi mi sente raccontare di questo Emanuele che io ho conosciuto mi crede.
Io amo mio figlio, ma quante volte mi sono sentita brutta, cattiva, inadeguata a fare la madre? Quante volte ho dovuto, anando contro me stessa, tenergli testa e non arrendermi, perché sapesse che in qualsiasi momento non era in balia delle proprie emozioni e del mondo. C'ero io e nonostante la mia debolezza potevo reggerlo, contenerlo, guidarlo, proteggerlo, sollevarlo dal dover decidere (soprattutto in tenerissima età). A questo, e solo a questo doveva servire dimostrargli, anche purtroppo con la durezza, che io sapevo essere più forte di lui.
Era un continuo essere messa alla prova, perché Lele non mi ha mai risparmiato niente. Adesso il cammino continua ad essere impervio, so che con forza devo continuare a costruire argini che contengano e diano una direzione al suo lato impetuoso, ma comincio anche a vedere i primi frutti di questo percorso. Una riflessività e un'agire su di sé che prima non c'erano per esempio. Devo però ogni volta fare i conti con la mia debolezza, con la mia stanchezza, con la voglia di essere quella me stessa che Davide mi ha concesso di essere.
C'è la consapevolezza che attraverso di loro Dio sta operando in me, costruendomi come lui mi vuole.
Oggi siamo rimasti l'intero pomeriggio in casa, lui però non c'era. Ha passato la scorsa notte dalla nonna, fino a che, dopo merenda, è stato riaccompagnato a casa.
E' stato riposante non dover gestire le litigate e chissà, forse un po' di tenerezza e vicinanza, dopo che si sono resi necessari momenti di serietà stringenti, possono far più di molte prediche.
Mi son seduta vicino a lui dopo aver finito di lavare i piatti, approfittando del fatto che Davide, intento a guardare un cartone, non se ne sarebbe accorto. Ha ricambiato appoggiando la testa su di me, in cerca di coccole che con piacevolezza gli ho offerto.
Non ci resta che continuare con fiducia a navigare per mari a volte ignoti, come ignoti sono i luoghi d'approdo, ma la fede illumina tutto e soprattutto, dà speranza.
Buona notte naviganti.
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la mamma
Nonostante questo il vascello non ha potuto fare a meno di navigare nel sempre variegato mondo delle relazioni.
Siamo stati alla Messa sia ieri che oggi e, forse proprio per il cielo plumbeo e quella particolare luce da cattivo tempo, la celebrazione ha assunto una certa intimità, come stessimo tutti dentro la stessa casa.
Succedeva anche quando andavo a scuola, come se in classe, tra alunni e professori, si instaurasse un tacito accordo: "Stiamo insieme perché fuori piove".
Le due successive omelie del nostro parroco c'hanno dato di che riflettere. Ieri il brano di Zaccheo, oggi, appunto, la santità condivisa dei Figli di Dio legati dallo stesso Battesimo.
A sprazzi mi tornano in mente brandelli di quelle omelie, ed è come se lo spirito si sfamasse.
Siamo stati da amici nel pomeriggio, e alla piacevolezza della compagnia, come sempre, si è aggiunta l'occasione di un confronto sull'essere genitori. Penso alle coppie che conosco e non ce n'è una, Maurizio e me compresi, che non si interroghi ogni giorno sui propri figli, su quello che scatenano in noi, e su come aiutarli a crescere.
Ci sono loro e le relazioni tra di loro, le relazioni tra loro e noi e quelle con il mondo fuori dalle mura di casa e così, di confronto in confronto, saltano all'occhio i propri punti di forza e i punti deboli, si ridimensionano le situazioni oppure ci si sveglia quando si scopre di essere addormentati.
Si parlava, per esempio, di osservare i bambini per accorgersi dei segnali che inviano agli adulti e poter prontamente intervenire ed è una delle mie "paure". Non solo di non accorgermi di disagi e malesseri, ma di non saper interpretare, dare il giusto significato ai segnali e poi rimane ancora l'altro grande dubbio: come intervenire.
Certo Dio non chiede l'esibizione di una laurea in psico-pedagogia quando dona a uomini e donne di diventare papà e mamme però... però... quanta attenzione ci vuole!
Parla, parla, pensa e ripensa mi son ricordata di una sensazione che spesso ho avuto rapportandomi al mio primogenito. Una sensazione strana che mi induceva a percepirmi come se lui fosse il padre ed io la bambina e c'è una foto che lo testimonia. Una foto scattata nel nostro cortile in cui io lo tengo in braccio quando aveva all'incirca un mese. In quella foto, semplicemente, sembro più bambina io di lui.
Cosa sia per una carattere docile e remissivo come il mio avere il ruolo di educatrice nei confronti di chi ha un carattere per nulla arrendevole come il suo lo so solo io. Difficilmente però chi mi sente raccontare di questo Emanuele che io ho conosciuto mi crede.
Io amo mio figlio, ma quante volte mi sono sentita brutta, cattiva, inadeguata a fare la madre? Quante volte ho dovuto, anando contro me stessa, tenergli testa e non arrendermi, perché sapesse che in qualsiasi momento non era in balia delle proprie emozioni e del mondo. C'ero io e nonostante la mia debolezza potevo reggerlo, contenerlo, guidarlo, proteggerlo, sollevarlo dal dover decidere (soprattutto in tenerissima età). A questo, e solo a questo doveva servire dimostrargli, anche purtroppo con la durezza, che io sapevo essere più forte di lui.
Era un continuo essere messa alla prova, perché Lele non mi ha mai risparmiato niente. Adesso il cammino continua ad essere impervio, so che con forza devo continuare a costruire argini che contengano e diano una direzione al suo lato impetuoso, ma comincio anche a vedere i primi frutti di questo percorso. Una riflessività e un'agire su di sé che prima non c'erano per esempio. Devo però ogni volta fare i conti con la mia debolezza, con la mia stanchezza, con la voglia di essere quella me stessa che Davide mi ha concesso di essere.
C'è la consapevolezza che attraverso di loro Dio sta operando in me, costruendomi come lui mi vuole.
Oggi siamo rimasti l'intero pomeriggio in casa, lui però non c'era. Ha passato la scorsa notte dalla nonna, fino a che, dopo merenda, è stato riaccompagnato a casa.
E' stato riposante non dover gestire le litigate e chissà, forse un po' di tenerezza e vicinanza, dopo che si sono resi necessari momenti di serietà stringenti, possono far più di molte prediche.
Mi son seduta vicino a lui dopo aver finito di lavare i piatti, approfittando del fatto che Davide, intento a guardare un cartone, non se ne sarebbe accorto. Ha ricambiato appoggiando la testa su di me, in cerca di coccole che con piacevolezza gli ho offerto.
Non ci resta che continuare con fiducia a navigare per mari a volte ignoti, come ignoti sono i luoghi d'approdo, ma la fede illumina tutto e soprattutto, dà speranza.
Buona notte naviganti.
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la mamma
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