Il movimento del mio cuore è lento in questo momento, come se volesse assaporare e ricordare tutto, ogni pensiero, ogni sentimento... Allo stesso modo è lento l'andamento del nostro vascello in un sabato del tutto anomalo negli ultimi mesi (corse, affanni, scadenze...).
Sarà perché lunedì saremo comunque ancora tutti a casa, o sarà perché sto considerando l'idea di riappropriarmi del mio modo di fare le cose, forse meno perfetto, ma sicuramente meno angoscioso, fatto sta che oggi è stata tutta un'altra cosa.
Sorseggiando il caffè - latte, non di prima mattina, non avevo la mente occupata dal pensiero di cosa avrei dovuto fare. Maurizio mi ha comunicato di volersi fermare dal barbiere, così non mi sono buttata in peripezie domestiche difficili poi da gestire con tre bambini "a carico".
Niente cambio delle scarpe facendo su e giù per le scale con spostamenti pericolosi per la piccola. Lele ha potuto fare i suoi compiti in pace mentre con il resto della prole al seguito ho semplicemente rifatto i letti e sistemato la biancheria stirata nei cassetti. Al ritorno del papà c'è stato un cambio al timone. Lui è rimasto coi bambini preparando il pranzo, ed io mi son lavata i capelli.
Nel pomeriggio, dopo il riposino di Elisa, Maurizio ed io siamo stati con lei alla Coop, lasciando i figli maschi a far merenda dalla nonna. Abbiamo riempito due carrelli facendo scorte per un po'. Per le cose spicce ce la caveremo con i negozi del centro e il centro commerciale della nostra città, e poi c'è sempre il gruppo d'acquisto solidale.
Tra un reparto e l'altro abbiamo trovato qualche amico e mentre io pensavo a ortaggi e legumi, il papà focalizzava l'attenzione sui sottaceti. "Non ce ne sono più" è stata la sua giustificazione, e passi, ma io sono riuscita a strappargli un assenso all'acquisto di un vasetto di marmellata di castagne, in assoluto la mia preferita.
Erano le 18 quando siamo rientrati, e Davide ha dato una mano al papà a scaricare la macchina. Un bel bagno caldo e la cena hanno concluso la giornata.
Nel cuore, oltre la gratitudine per la tenerezza ricevuta, rimane qualche desiderio non ancora esaudito ma... è bello che restino lì, come uno sguardo in avanti, una meta a cui tendere.
Spero solo in una notte più tranquilla di quella passata, in cui Davide è stato colto dal mal di orecchie e ci ha tenuti parecchio svegli per una supposta di tachipirina che non c'è stato verso di somministrargli. Come se non bastasse anche Elisa, che nasceva all'incirca adesso un anno fa, ha prepotentemente chiesto qualche coccola nel cuore della notte.
Approfitto dell'attuale calma per ritirarmi nelle mie stanze e dormire.
Buona domenica naviganti, in Cristo che è speranza oltre ogni speranza.
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la mamma
sabato 30 ottobre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
Le vaccinazioni di Davide ed Elisa sono ormai alle spalle. In particolare Davide è stato bravo. In braccio alla mamma, ma neanche una lacrima. Di tanto in tanto nel corso della giornata ha lamentato un po' di bruciore al braccio. Credo però che domani sarà tutto dimenticato. Gli hanno perfino assegnato un coloratissimo diploma di coraggio.
Quando siamo usciti dall'ufficio d'igiene erano ormai le 11. A casa non sarei riuscita a fare niente, perché come ogni giovedì avevamo in programma pranzo e pomeriggio dalla nonna. Ci siamo però passati (l'ufficio si trova all'estremità opposta della via nella quale risediamo) a prendere il libretto coi lavoretti da fare con la carta e poi, come promesso, a comprare l'ovetto di cioccolato anche per Emanuele.
Ero contenta che non ci fossero stati particolari intoppi e tutto, compreso un pallido sole, faveva ben sperare.
Il pomeriggio però si è rivelato ben più difficoltoso. Seguire Lele nello studio mentre, al contempo, Davide mi reclamava per colorare e tentavo di far addormentare Elisa in braccio, non è stato semplice.
A volte dovrei essere più furba e lasciare che i miei figli vivano in pieno l'età che hanno. E' bellissimo goderseli uno alla volta, come stasera, quando ho coinvolto Davide in qualche semplice giochino nell'attesa che Lele tornasse dalla palestra. Diventa dura lasciare che questo accada quando, tutti nella stessa stanza, nella stessa unità di tempo, se ne vanno ciascuno per i propri lidi: lo studio, il gioco, il sonno.
Solo un intervento soprannaturale potrebbe farmi riuscire nell'impresa.
Così, fronteggiando e contenendo ogni mareggiata, arrivo a sera stanca, snervata e per nulla soddisfatta del mio navigare sui mari della maternità.
Mi chiedo: "Perché questa fatica?" e "potrebbe essere diverso?". Non ho risposte.
Alla fine di una giornata così il pensiero che mi rimane è che devo ricominciare.
Nel frattempo mi sono nuovamente accorta di tutti gli "angeli" di cui il Signore ha circondato in particolar modo il primogenito, e che ci aiutano ad indicargli un via anche quando con ostinazione, lui rema contro.
Domani è l'ultimo giorno della settimana lavorativa, ma non sarà un venerdì semplice per via di un'appuntamento alle 12.30. Quando avrò cancellato quello, la lavagnetta sul frigorifero sarà finalmente vuota.
Adesso è proprio meglio io vada a dormire...
buona notte naviganti.
---
la mamma
Quando siamo usciti dall'ufficio d'igiene erano ormai le 11. A casa non sarei riuscita a fare niente, perché come ogni giovedì avevamo in programma pranzo e pomeriggio dalla nonna. Ci siamo però passati (l'ufficio si trova all'estremità opposta della via nella quale risediamo) a prendere il libretto coi lavoretti da fare con la carta e poi, come promesso, a comprare l'ovetto di cioccolato anche per Emanuele.
Ero contenta che non ci fossero stati particolari intoppi e tutto, compreso un pallido sole, faveva ben sperare.
Il pomeriggio però si è rivelato ben più difficoltoso. Seguire Lele nello studio mentre, al contempo, Davide mi reclamava per colorare e tentavo di far addormentare Elisa in braccio, non è stato semplice.
A volte dovrei essere più furba e lasciare che i miei figli vivano in pieno l'età che hanno. E' bellissimo goderseli uno alla volta, come stasera, quando ho coinvolto Davide in qualche semplice giochino nell'attesa che Lele tornasse dalla palestra. Diventa dura lasciare che questo accada quando, tutti nella stessa stanza, nella stessa unità di tempo, se ne vanno ciascuno per i propri lidi: lo studio, il gioco, il sonno.
Solo un intervento soprannaturale potrebbe farmi riuscire nell'impresa.
Così, fronteggiando e contenendo ogni mareggiata, arrivo a sera stanca, snervata e per nulla soddisfatta del mio navigare sui mari della maternità.
Mi chiedo: "Perché questa fatica?" e "potrebbe essere diverso?". Non ho risposte.
Alla fine di una giornata così il pensiero che mi rimane è che devo ricominciare.
Nel frattempo mi sono nuovamente accorta di tutti gli "angeli" di cui il Signore ha circondato in particolar modo il primogenito, e che ci aiutano ad indicargli un via anche quando con ostinazione, lui rema contro.
Domani è l'ultimo giorno della settimana lavorativa, ma non sarà un venerdì semplice per via di un'appuntamento alle 12.30. Quando avrò cancellato quello, la lavagnetta sul frigorifero sarà finalmente vuota.
Adesso è proprio meglio io vada a dormire...
buona notte naviganti.
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la mamma
giovedì 28 ottobre 2010
Si è fatto tardi anche questa sera. E' una settimana ricca di impegni, almeno fino a venerdì e quando non coinvolgono me creano ritardi convolgendo Maurizio, proprio come oggi.
Al rientro dal lavoro, giusto il tempo di posare la borsa, salutare i bambini e portandosi Davide come compagno di avventura sulla sua scialuppa (l'auto) ha remato fino al capannone di una cooperativa distante un ventina di Km, forse meno, per ritirare le mele ordinate attraverso il gruppo di acquisto solidale resiedenti nel nostro comune.
In soldoni abbiamo cenato alle 20. Un po' prima rispetto alle sere del judo, e un po' dopo l'orario solito.
Attendendo il ritorno della scialuppa ho aiutato Lele a studiare quattro essenziali nozioni intorno a Galileo Galilei, cercando soprattutto di curare che fosse preciso nell'esposizione e nell'uso dei termini, come le sue insegnanti richiedono.
Ad ascoltarle ieri, quasi mi veniva voglia di tornare a scuola. Stanno portando avanti un lavoro che ritengo fondamentale e imprescindibile per qualsiasi studente, primo gradino di qualsiasi carriera studentesca: insegnare a studiare!
Se Emanuele imparerà fin da ora un buon metodo di studio, diverso per ogni materia, gli sarà utile fino all'università e oltre qualora decidesse di frequentarla.
Potrebbe rivelarsi entusiasmante rimanergli accanto in questa avventura.
E' stata in complesso una giornata colma di buoni pensieri e buoni sentimenti. Una coltre spessa copriva quasi ogni cosa questa mattina quando sono per accompagnare Davide all'asilo, di nuovo in ritardo.
Per svegliarlo e iniziare la mattinata in allegria sono ricorsa a un pizzico di buon rock. Ho infatti ripescato un'ormai datato nastro di Ligabue, ma è servito per dare il giusto ritmo agli eventi, strappare risate a Elisa e invogliare Davide ad alzarsi dal letto, dove indugiava sotto il piumone ormai con gli occhi aperti.
Elisa ha fatto i suoi pisolini, concedendomi un po' di tempo per le faccende, ma dopo pranzo me la son goduta una mezz'oretta stando con lei sul tappeto. In questo modo, sapendo di averle dato dell'attenzione esclusiva, nel pomeriggio mi son messa al tavolo con Davide senza rimorsi a giocare con quel famoso libretto che propone lavori con la carta.
Lei gattonava in giro libera di esplorare il territorio e Lele si dilettava vicino a noi con un altro gioco.
Già si profila però all'orizzonte una piccola preoccupazione. Domani per Elisa e Davide sarà giorno di vaccino e al più grande ho dovuto dirlo per rassicurarlo ed evitare crisi dell'ultimo secondo domani mattina.
In effetti è parecchio spaventato, ma ci siamo lasciati con una promessa. Non mi piace ingannare i miei figli, non credo sia la via migliore, non quella che li invoglia ad avere fiducia. L'alternativa è gestire le emozioni e aiutarli ad affrontarle e a crescere. Speriamo che lo Spirito mi assista... gli ho promesso un ovetto con sorpresa, come premio e consolazione.
Era tardi e adesso lo è ancora di più. Vado a letto con pensieri e sentimenti ancora più buoni di questa mattina.
Buona notte naviganti.
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la mamma
Al rientro dal lavoro, giusto il tempo di posare la borsa, salutare i bambini e portandosi Davide come compagno di avventura sulla sua scialuppa (l'auto) ha remato fino al capannone di una cooperativa distante un ventina di Km, forse meno, per ritirare le mele ordinate attraverso il gruppo di acquisto solidale resiedenti nel nostro comune.
In soldoni abbiamo cenato alle 20. Un po' prima rispetto alle sere del judo, e un po' dopo l'orario solito.
Attendendo il ritorno della scialuppa ho aiutato Lele a studiare quattro essenziali nozioni intorno a Galileo Galilei, cercando soprattutto di curare che fosse preciso nell'esposizione e nell'uso dei termini, come le sue insegnanti richiedono.
Ad ascoltarle ieri, quasi mi veniva voglia di tornare a scuola. Stanno portando avanti un lavoro che ritengo fondamentale e imprescindibile per qualsiasi studente, primo gradino di qualsiasi carriera studentesca: insegnare a studiare!
Se Emanuele imparerà fin da ora un buon metodo di studio, diverso per ogni materia, gli sarà utile fino all'università e oltre qualora decidesse di frequentarla.
Potrebbe rivelarsi entusiasmante rimanergli accanto in questa avventura.
E' stata in complesso una giornata colma di buoni pensieri e buoni sentimenti. Una coltre spessa copriva quasi ogni cosa questa mattina quando sono per accompagnare Davide all'asilo, di nuovo in ritardo.
Per svegliarlo e iniziare la mattinata in allegria sono ricorsa a un pizzico di buon rock. Ho infatti ripescato un'ormai datato nastro di Ligabue, ma è servito per dare il giusto ritmo agli eventi, strappare risate a Elisa e invogliare Davide ad alzarsi dal letto, dove indugiava sotto il piumone ormai con gli occhi aperti.
Elisa ha fatto i suoi pisolini, concedendomi un po' di tempo per le faccende, ma dopo pranzo me la son goduta una mezz'oretta stando con lei sul tappeto. In questo modo, sapendo di averle dato dell'attenzione esclusiva, nel pomeriggio mi son messa al tavolo con Davide senza rimorsi a giocare con quel famoso libretto che propone lavori con la carta.
Lei gattonava in giro libera di esplorare il territorio e Lele si dilettava vicino a noi con un altro gioco.
Già si profila però all'orizzonte una piccola preoccupazione. Domani per Elisa e Davide sarà giorno di vaccino e al più grande ho dovuto dirlo per rassicurarlo ed evitare crisi dell'ultimo secondo domani mattina.
In effetti è parecchio spaventato, ma ci siamo lasciati con una promessa. Non mi piace ingannare i miei figli, non credo sia la via migliore, non quella che li invoglia ad avere fiducia. L'alternativa è gestire le emozioni e aiutarli ad affrontarle e a crescere. Speriamo che lo Spirito mi assista... gli ho promesso un ovetto con sorpresa, come premio e consolazione.
Era tardi e adesso lo è ancora di più. Vado a letto con pensieri e sentimenti ancora più buoni di questa mattina.
Buona notte naviganti.
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la mamma
mercoledì 27 ottobre 2010
E' finita con un bel mal di testa questa giornata, ma ora va molto meglio.
Dato che non sono solitamente soggetta ad emicranee, Maurizio si stupiva della cosa e mi chiedeva spiegazioni preparando la cena.
Mi succede ogni volta che ho sfasamenti nel sonno, se per esempio mi addormento ad orari inconsueti, se dormo troppo e troppo poco. Con l'aggiunta del solito turbinio di cose da fare e pensieri e andirivieni fuori e dentro casa non c'è voluto molto perché questo dolore pulsante arrivasse a darmi un po' il tormento.
Nonostante tutto, grazie alla nonna che nel pomeriggio è venuta a tener compagnia ai nipotini, alle 17 sono stata all'assemblea di classe indetta alle elementari. Le maestre hanno spiegato a turno i loro programmi e gli obiettivi che intendono raggiungere e poi abbiamo eletto la rappresentante di classe.
Mi stupisco sempre di come mi senta in pieno accordo con quello che via via espongono le insegnanti di Emanuele, e di quanta gente stia concorrendo alla sua formazione. Oggi aveva tanti compiti, ma in realtà erano tante piccole cose e se l'è cavata con poco.
Ha rivisto alcuni concetti di geometria e ha saputo mettere in fila bene le cose, ma poi ha combinato un pasticcio quando si è trattato di disegnare la copertina del quadernone. "Ma io sono fatto così", ha affermato in linea con la più classica e reiterata delle sue risposte.
Il poter o non poter cambiare sé stessi è stato anche uno dei temi oggetto di uno scambio avuto con Maurizio proprio poco fa. E' chiaro che un bambino è legittimato a pensarlo, ma per una persona adulta è tutto un altro paio di maniche.
Agire su me stessa in questo periodo è una costante e quello che constato è che occorre sempre ricominciare daccapo. Il difficile però è lasciare che qualcun altro si prenda cura di me, vivere l'affidamento, credere che in ogni istante il Signore si prenda cura di me, e mi perdoni e mi rialzi.
E' questo buon debito condonato che, come diceva il nostro diacono nell'omelia l'altro giorno, dovrebbe spingerci alla gratuità. Perdoniamo perché a nostra volta siamo stati e continuamente siamo perdonati.
La giornata è stata costellata da un'infinità di piccoli avvenimenti. Davide da convincere ad alzarsi, Davide che racconta episodi della sua vita all'asilo, Elisa che riesce a stare sempre più a lungo in piedi da sola, una brutta litigata, dei desideri che non è stato possibile accontentare subito ecc., ecc.
Adesso sarà meglio che io mi conceda un po' di riposo.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Dato che non sono solitamente soggetta ad emicranee, Maurizio si stupiva della cosa e mi chiedeva spiegazioni preparando la cena.
Mi succede ogni volta che ho sfasamenti nel sonno, se per esempio mi addormento ad orari inconsueti, se dormo troppo e troppo poco. Con l'aggiunta del solito turbinio di cose da fare e pensieri e andirivieni fuori e dentro casa non c'è voluto molto perché questo dolore pulsante arrivasse a darmi un po' il tormento.
Nonostante tutto, grazie alla nonna che nel pomeriggio è venuta a tener compagnia ai nipotini, alle 17 sono stata all'assemblea di classe indetta alle elementari. Le maestre hanno spiegato a turno i loro programmi e gli obiettivi che intendono raggiungere e poi abbiamo eletto la rappresentante di classe.
Mi stupisco sempre di come mi senta in pieno accordo con quello che via via espongono le insegnanti di Emanuele, e di quanta gente stia concorrendo alla sua formazione. Oggi aveva tanti compiti, ma in realtà erano tante piccole cose e se l'è cavata con poco.
Ha rivisto alcuni concetti di geometria e ha saputo mettere in fila bene le cose, ma poi ha combinato un pasticcio quando si è trattato di disegnare la copertina del quadernone. "Ma io sono fatto così", ha affermato in linea con la più classica e reiterata delle sue risposte.
Il poter o non poter cambiare sé stessi è stato anche uno dei temi oggetto di uno scambio avuto con Maurizio proprio poco fa. E' chiaro che un bambino è legittimato a pensarlo, ma per una persona adulta è tutto un altro paio di maniche.
Agire su me stessa in questo periodo è una costante e quello che constato è che occorre sempre ricominciare daccapo. Il difficile però è lasciare che qualcun altro si prenda cura di me, vivere l'affidamento, credere che in ogni istante il Signore si prenda cura di me, e mi perdoni e mi rialzi.
E' questo buon debito condonato che, come diceva il nostro diacono nell'omelia l'altro giorno, dovrebbe spingerci alla gratuità. Perdoniamo perché a nostra volta siamo stati e continuamente siamo perdonati.
La giornata è stata costellata da un'infinità di piccoli avvenimenti. Davide da convincere ad alzarsi, Davide che racconta episodi della sua vita all'asilo, Elisa che riesce a stare sempre più a lungo in piedi da sola, una brutta litigata, dei desideri che non è stato possibile accontentare subito ecc., ecc.
Adesso sarà meglio che io mi conceda un po' di riposo.
Buona notte naviganti.
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la mamma
lunedì 25 ottobre 2010
Domenica e lunedì sono stati segnati da una pioggia torrenziale che ha resi un po' impacciati i nostri movimenti senza riuscire, però, a rinchiuderci dentro le mura di casa.
Oggi, a metà pomeriggio, sembrava che la situazione fosse notevolmente migliorata. Non pioveva più. Niente più scrosci come sottofondo musicale ad ogni nostra azione.
Altre volte la pioggia ha quasi fatto emergere il mio lato romantico, ma oggi, e ieri notte, questo ininterrotto e travolgente scroscio mi infastidiva. Chissà poi perché? credo non ci siano risposte razionali.
Questa mattina poi, nonostante fossi decisamente di buon umore, abbiamo raggiunto l'apoteosi. Mi è toccato convincere Davide a indossare un diverso paio di scarpe, un po' più adatto alle condizioni atmosferiche e la cosa ci ha fatto perdere non poco tempo.
Quando siamo scesi in cucina la sveglia a muro segnava le 9:05. Dovevo ancora fargli un aerosol e poi attender che bevesse il suo latte. Già la mia vicina era arrivata per permettermi di uscire senza la piccola.
Per farla breve siamo usciti quando mancavano cinque minuti al suono dell'ultima campanella. Fortuna che non abitiamo troppo distanti dalla scuola materna.
In questi frangenti, purtroppo, riesco solo a pensare all'orologio che cammina, "strattonando" mio figlio per far si che si sbrighi invece di partire da lui e fare in modo che riesca a star bene.
Al rientro ho lavato le ultime stoviglie nel lavandino per poi, una volta riaddormentata la piccola, stendere la biancheria. Mi è rimasto giusto il tempo di rifare i letti prima di pranzo.
Nel cuore oggi avevo ancora tutte le sollecitazioni ricevute ieri in parte dalla bella omelia del mattino e in parte dalla coppia di coniugi che ha guidato la riflessione per il gruppo famiglie nel tardo pomeriggio.
Mi sono come svegliata. Ho chiaramente visto, nonostante tutti gli sforzi compiuti, quanta altra strada possiamo ancora fare Maurizio ed io per nutrire la nostra comunione.
Ci sono cose che ancora io devo imparare, come vedermi attraverso i suoi occhi. Lo so, con la testa, ma mi rendo conto di non viverlo sempre, di dare ascolto ad altre voci giudicatorie (reali o immaginarie) che poi mi trasformano in una persona che sa mettere dell'acido nelle relazioni familiari.
Come vorrei essere, in alcuni momenti e per alcuni aspetti, un mamma diversa! Una mamma che riesce a far sentire accolti e ben voluti i propri figli per quello che sono, una persona che riesce, per esempio, a concedersi di essere la "Maria" del Vangelo (sempre contrapposta alla povera Marta), consapevole che sono proprio quelli di casa sua a chiederle di assumere quella posizione nel gioco delle relazioni.
Come vorrei essere una moglie capace prima di tutto di dire grazie al marito per come ha saputo accoglierla, per quello che le ha saputo dare, tralasciando il resto.
Forse in me alberga più egoismo di quanto credo... ma si può sempre ricominciare, si può sempre progredire nel cammino di conversione e quanto si ha bisogno di persone accanto che ci ricordino come si fa ad amare e accogliere l'altro...
Va bé, ci sono almeno due cose per le quali devo ringraziare mio marito oggi e... non mettiamo tempo in mezzo.
Non lo farò io e, se volete provare quanto bene fa al cuore e alla coppia, non fatelo nemmeno voi naviganti.
A tutti la mia buona notte nella speranza che domani torni il sereno.
---
la mamma
Oggi, a metà pomeriggio, sembrava che la situazione fosse notevolmente migliorata. Non pioveva più. Niente più scrosci come sottofondo musicale ad ogni nostra azione.
Altre volte la pioggia ha quasi fatto emergere il mio lato romantico, ma oggi, e ieri notte, questo ininterrotto e travolgente scroscio mi infastidiva. Chissà poi perché? credo non ci siano risposte razionali.
Questa mattina poi, nonostante fossi decisamente di buon umore, abbiamo raggiunto l'apoteosi. Mi è toccato convincere Davide a indossare un diverso paio di scarpe, un po' più adatto alle condizioni atmosferiche e la cosa ci ha fatto perdere non poco tempo.
Quando siamo scesi in cucina la sveglia a muro segnava le 9:05. Dovevo ancora fargli un aerosol e poi attender che bevesse il suo latte. Già la mia vicina era arrivata per permettermi di uscire senza la piccola.
Per farla breve siamo usciti quando mancavano cinque minuti al suono dell'ultima campanella. Fortuna che non abitiamo troppo distanti dalla scuola materna.
In questi frangenti, purtroppo, riesco solo a pensare all'orologio che cammina, "strattonando" mio figlio per far si che si sbrighi invece di partire da lui e fare in modo che riesca a star bene.
Al rientro ho lavato le ultime stoviglie nel lavandino per poi, una volta riaddormentata la piccola, stendere la biancheria. Mi è rimasto giusto il tempo di rifare i letti prima di pranzo.
Nel cuore oggi avevo ancora tutte le sollecitazioni ricevute ieri in parte dalla bella omelia del mattino e in parte dalla coppia di coniugi che ha guidato la riflessione per il gruppo famiglie nel tardo pomeriggio.
Mi sono come svegliata. Ho chiaramente visto, nonostante tutti gli sforzi compiuti, quanta altra strada possiamo ancora fare Maurizio ed io per nutrire la nostra comunione.
Ci sono cose che ancora io devo imparare, come vedermi attraverso i suoi occhi. Lo so, con la testa, ma mi rendo conto di non viverlo sempre, di dare ascolto ad altre voci giudicatorie (reali o immaginarie) che poi mi trasformano in una persona che sa mettere dell'acido nelle relazioni familiari.
Come vorrei essere, in alcuni momenti e per alcuni aspetti, un mamma diversa! Una mamma che riesce a far sentire accolti e ben voluti i propri figli per quello che sono, una persona che riesce, per esempio, a concedersi di essere la "Maria" del Vangelo (sempre contrapposta alla povera Marta), consapevole che sono proprio quelli di casa sua a chiederle di assumere quella posizione nel gioco delle relazioni.
Come vorrei essere una moglie capace prima di tutto di dire grazie al marito per come ha saputo accoglierla, per quello che le ha saputo dare, tralasciando il resto.
Forse in me alberga più egoismo di quanto credo... ma si può sempre ricominciare, si può sempre progredire nel cammino di conversione e quanto si ha bisogno di persone accanto che ci ricordino come si fa ad amare e accogliere l'altro...
Va bé, ci sono almeno due cose per le quali devo ringraziare mio marito oggi e... non mettiamo tempo in mezzo.
Non lo farò io e, se volete provare quanto bene fa al cuore e alla coppia, non fatelo nemmeno voi naviganti.
A tutti la mia buona notte nella speranza che domani torni il sereno.
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la mamma
sabato 23 ottobre 2010
Recuperare tutte le tessere che hanno composto questo sabato e ricondurle all'armonia di un mosaico non è cosa semplice.
Albergano sentimenti profondi proprio ora nell'intimo di me, e la mente è come in viaggio negli abissi dell'anima. Il vascello naviga e ben al largo si ferma e getta l'ancora. Non esiste solo la dimensione orizzontale del nostro peregrinare nel mare dell'esistenza. Esiste anche una dimensione che non ha tempo. Non è presente, non passato, né futuro, ma è profondità. Non sta sopra, non sta sotto, ma sta dentro ciascuno di noi.
Bisogna navigare a lungo per raggiungere questi luoghi, per mari infidi che ci rendono perfino odiosi ai nostri compagni di viaggio.
Troppe tessere oggi, per esempio, hanno portato impresso il marchio della discussione, della fatica, del buio nel quale a tentoni si cercano risposte, della tolleranza che fatica a farsi spazio.
Stamattina ancora, in un momento "morto", tra la lavatrice da avviare e i letti da rifare, leggevo il pressante invito di S. Paolo all'unità. Una lettera stupenda che, per chi come noi ha riflettuto a lungo sulla nuzialità, gronda significato in ogni termine. "E io? - mi chiedevo - quando riuscirò a creare questo nella mia famiglia?", come comporre le diversità in armonia?
Capisco che la strada che ho davanti è ancora lunga, il cammino di conversione è ancora lungo. Oggi per esempio non mi sono goduta la mia famiglia, non abbiamo per nulla badato a star bene insieme. Non siamo stati divisi, ma nemmeno siamo stati uniti.
Con Lele più volte ho alzato la voce per richiamarlo a uno studio più consapevole e in serata ancora è stato necessario riaffermare le motivazioni di alcune scelte. Chissà come si è sentito nell'occhio di questo ciclone!
In compenso Elisa, nel pomeriggio, ha dormito due ore e mezza e alla fine ho deciso di svegliarla. Gli impasti del pane han portato via tempo ad altre cose, ma non posso lamentare un giornata inconcludente.
Ho lavato e steso le lenzuola, stirato almeno un po', fatto i letti (cosa del tutto eccezionale il sabato). Maurizio è uscito il mattino portando con sé Davide per qualche commissione, e, nel pomeriggio, è riuscito anche a confessarsi. Avrei dovuto fare il cambio delle nostre scarpe ma... sarà per un'altra volta.
Dopo cena la piccola ed io ci siamo immerse nella vasca e così, almeno con lei, ho potuto recuperare un po' di vicinanza.
Si stanno creando delle piccole situazioni nel rapporto tra fratelli che vanno gestite. Davide trattiene per le gambe Elisa ogni volta che minaccia di avvicinarsi a qualcosa con cui lui sta giocando e vedremo come poter fare.
Chissà! si sentiranno amati i nostri bimbi? Che fatica! Ringrazio il Signore che mette al mio fianco tante mamme dalle quale prendere esempio: mamme che trovano il modo di non colpevolizzarli, che rimangono divertite davanti alle loro marachelle e mamme che sanno coinvolgerli nelle attività più disparate.
Quanto ancora ho da imparare!
Un po' sconclusionata questa pagina del giornale ma, leviamo l'ancora e proseguiamo il viaggio.
Una buona notte a tutti voi, naviganti, e buona domenica.
---
la mamma
Albergano sentimenti profondi proprio ora nell'intimo di me, e la mente è come in viaggio negli abissi dell'anima. Il vascello naviga e ben al largo si ferma e getta l'ancora. Non esiste solo la dimensione orizzontale del nostro peregrinare nel mare dell'esistenza. Esiste anche una dimensione che non ha tempo. Non è presente, non passato, né futuro, ma è profondità. Non sta sopra, non sta sotto, ma sta dentro ciascuno di noi.
Bisogna navigare a lungo per raggiungere questi luoghi, per mari infidi che ci rendono perfino odiosi ai nostri compagni di viaggio.
Troppe tessere oggi, per esempio, hanno portato impresso il marchio della discussione, della fatica, del buio nel quale a tentoni si cercano risposte, della tolleranza che fatica a farsi spazio.
Stamattina ancora, in un momento "morto", tra la lavatrice da avviare e i letti da rifare, leggevo il pressante invito di S. Paolo all'unità. Una lettera stupenda che, per chi come noi ha riflettuto a lungo sulla nuzialità, gronda significato in ogni termine. "E io? - mi chiedevo - quando riuscirò a creare questo nella mia famiglia?", come comporre le diversità in armonia?
Capisco che la strada che ho davanti è ancora lunga, il cammino di conversione è ancora lungo. Oggi per esempio non mi sono goduta la mia famiglia, non abbiamo per nulla badato a star bene insieme. Non siamo stati divisi, ma nemmeno siamo stati uniti.
Con Lele più volte ho alzato la voce per richiamarlo a uno studio più consapevole e in serata ancora è stato necessario riaffermare le motivazioni di alcune scelte. Chissà come si è sentito nell'occhio di questo ciclone!
In compenso Elisa, nel pomeriggio, ha dormito due ore e mezza e alla fine ho deciso di svegliarla. Gli impasti del pane han portato via tempo ad altre cose, ma non posso lamentare un giornata inconcludente.
Ho lavato e steso le lenzuola, stirato almeno un po', fatto i letti (cosa del tutto eccezionale il sabato). Maurizio è uscito il mattino portando con sé Davide per qualche commissione, e, nel pomeriggio, è riuscito anche a confessarsi. Avrei dovuto fare il cambio delle nostre scarpe ma... sarà per un'altra volta.
Dopo cena la piccola ed io ci siamo immerse nella vasca e così, almeno con lei, ho potuto recuperare un po' di vicinanza.
Si stanno creando delle piccole situazioni nel rapporto tra fratelli che vanno gestite. Davide trattiene per le gambe Elisa ogni volta che minaccia di avvicinarsi a qualcosa con cui lui sta giocando e vedremo come poter fare.
Chissà! si sentiranno amati i nostri bimbi? Che fatica! Ringrazio il Signore che mette al mio fianco tante mamme dalle quale prendere esempio: mamme che trovano il modo di non colpevolizzarli, che rimangono divertite davanti alle loro marachelle e mamme che sanno coinvolgerli nelle attività più disparate.
Quanto ancora ho da imparare!
Un po' sconclusionata questa pagina del giornale ma, leviamo l'ancora e proseguiamo il viaggio.
Una buona notte a tutti voi, naviganti, e buona domenica.
---
la mamma
venerdì 22 ottobre 2010
Velocità da crociera oggi, finalmente! Sarà che non dovevo uscire, sarà che ho potuto vivere di rendita del lavoro dei giorni scorsi, ma questa mattina mi sembrava di non aver nulla da fare.
Era naturalmente solo un'illusione. Di cosa da fare, quando si tratta di tenere in piedi una vascello con cinque persone fisse a bordo di cui tre non del tutto indipendenti, ce n'è sempre ed è vero, non è l'arca di Noè ma, fatte le debite proporzioni, qua dentro c'è un bell'affollamento!
Davide come previsto è andato all'asilo accompagnato dalla nonna, e sempre con la nonna ha fatto rientro a casa. Alle 8.20 era pronto, grembiulino e felpa indossati con una mezz'ora buona a disposizione per giocare prima di uscire.
Anche Elisa era presto in piedi. La notte è stata un po' meno tormentata, ma comunque non del tutto tranquilla. Raffreddore e tosse continuano a creare un po' di perturbazione e la visione notturna non è sempre quella di un serenissimo cielo stellato.
Uscito Davide si è fatta un primo pisolino che mi ha consentito, in tutta tranquillità, di sistemare in cassetti e armadi tutta la biancheria stirata che avevo appoggiata sul piano della libreria in camera dei maschi. Poi s'è svegliata e insieme abbiamo rifatto i letti. A quel punto avrei dovuto impastare la pizza per la sera e mi chiedevo come fare con lei che in un secondo avrebbe potuto raggiungere i gradini, o cacciarsi in qualche altro pericolo... ma, la Provvidenza in giornata mi ha davvero aiutata.
Ho deciso di prender tempo controllando la posta elettronica ed è stata l'occasione per quattro chiacchiere via chat con mio marito. A volte capita che anche questo sia un buon mezzo di confronto, senza bambini in mezzo e abbastanza svegli e lucidi per seguire il filo del discorso.
Non che ci siano difficoltà tra lui e me a dialogare apertamente palando uno di fronte all'altra, ma anche così è capitato di raggiungere livelli di intimità profonda. Per me in particolare quello della scrittura è sempre stato un "luogo" magico, un luogo nel quale poter modulare i sentimenti e aprire le migliori vie per arrivare al cuore dell'altro e anche questa mattina è stato così.
Elisa era seduta in braccio a me e stava stranamente tranquilla, con la manina davanti alla bocca intenta a far finta di succhiarla muovendo le labbra come un criceto. L'ho messa nel passeggino senza che protestasse e poco dopo si è di nuovo addormentata.
Il vento della Provvidenza che ha soffiato forte sulle vele tutto il giorno mi ha così cosentito di trovare mio marito lì dove stavo io (davanti al computer) e poter parlare di ciò che ancora non avevamo trovato modo di esprimere e, successivamente, di impastare e stendere la pasta per la pizza.
Per cena l'abbiamo poi gustata bevendo la prima birra di nostra produzione! Bisogna ammetterlo... non abbiamo raggiunto il top. E' un po' leggera e bisogna ancora lavorare sul gusto ma... poteva andar peggio! Si può bere.
I bambini a fine giornata hanno messo a dura prova la nostra pazienza con litigi e quant'altro, ma a tavola c'è stato un momento in cui a turno han raccontato qualcosa della loro giornata ed è stato bello ascoltarli.
Elisa ha percorso in lungo e in largo il pavimento aggrappandosi a qualsiasi cosa per mettersi in piedi e, con grande agilità, tornare seduta per cambiar direzione. Guardarla è come assistere a uno spettacolo. La cosa più bella, quando si sta con lei, è starla a guardare.
Mi rendo conto che avrei ancora molto da raccontare, particolari sui quali mi piacerebbe soffermarmi, ma siamo quasi all'ora di Cenerentola e, nonostante domani sia sabato, forse è meglio dare a tutti la buona notte e ritirarsi sotto coperta!
A presto naviganti e buon fine settimana.
---
la mamma
Era naturalmente solo un'illusione. Di cosa da fare, quando si tratta di tenere in piedi una vascello con cinque persone fisse a bordo di cui tre non del tutto indipendenti, ce n'è sempre ed è vero, non è l'arca di Noè ma, fatte le debite proporzioni, qua dentro c'è un bell'affollamento!
Davide come previsto è andato all'asilo accompagnato dalla nonna, e sempre con la nonna ha fatto rientro a casa. Alle 8.20 era pronto, grembiulino e felpa indossati con una mezz'ora buona a disposizione per giocare prima di uscire.
Anche Elisa era presto in piedi. La notte è stata un po' meno tormentata, ma comunque non del tutto tranquilla. Raffreddore e tosse continuano a creare un po' di perturbazione e la visione notturna non è sempre quella di un serenissimo cielo stellato.
Uscito Davide si è fatta un primo pisolino che mi ha consentito, in tutta tranquillità, di sistemare in cassetti e armadi tutta la biancheria stirata che avevo appoggiata sul piano della libreria in camera dei maschi. Poi s'è svegliata e insieme abbiamo rifatto i letti. A quel punto avrei dovuto impastare la pizza per la sera e mi chiedevo come fare con lei che in un secondo avrebbe potuto raggiungere i gradini, o cacciarsi in qualche altro pericolo... ma, la Provvidenza in giornata mi ha davvero aiutata.
Ho deciso di prender tempo controllando la posta elettronica ed è stata l'occasione per quattro chiacchiere via chat con mio marito. A volte capita che anche questo sia un buon mezzo di confronto, senza bambini in mezzo e abbastanza svegli e lucidi per seguire il filo del discorso.
Non che ci siano difficoltà tra lui e me a dialogare apertamente palando uno di fronte all'altra, ma anche così è capitato di raggiungere livelli di intimità profonda. Per me in particolare quello della scrittura è sempre stato un "luogo" magico, un luogo nel quale poter modulare i sentimenti e aprire le migliori vie per arrivare al cuore dell'altro e anche questa mattina è stato così.
Elisa era seduta in braccio a me e stava stranamente tranquilla, con la manina davanti alla bocca intenta a far finta di succhiarla muovendo le labbra come un criceto. L'ho messa nel passeggino senza che protestasse e poco dopo si è di nuovo addormentata.
Il vento della Provvidenza che ha soffiato forte sulle vele tutto il giorno mi ha così cosentito di trovare mio marito lì dove stavo io (davanti al computer) e poter parlare di ciò che ancora non avevamo trovato modo di esprimere e, successivamente, di impastare e stendere la pasta per la pizza.
Per cena l'abbiamo poi gustata bevendo la prima birra di nostra produzione! Bisogna ammetterlo... non abbiamo raggiunto il top. E' un po' leggera e bisogna ancora lavorare sul gusto ma... poteva andar peggio! Si può bere.
I bambini a fine giornata hanno messo a dura prova la nostra pazienza con litigi e quant'altro, ma a tavola c'è stato un momento in cui a turno han raccontato qualcosa della loro giornata ed è stato bello ascoltarli.
Elisa ha percorso in lungo e in largo il pavimento aggrappandosi a qualsiasi cosa per mettersi in piedi e, con grande agilità, tornare seduta per cambiar direzione. Guardarla è come assistere a uno spettacolo. La cosa più bella, quando si sta con lei, è starla a guardare.
Mi rendo conto che avrei ancora molto da raccontare, particolari sui quali mi piacerebbe soffermarmi, ma siamo quasi all'ora di Cenerentola e, nonostante domani sia sabato, forse è meglio dare a tutti la buona notte e ritirarsi sotto coperta!
A presto naviganti e buon fine settimana.
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