mercoledì 1 settembre 2010

E' difficile descrivere questa giornata, ricca, veramente ricca di emozioni e riflessioni, di crescita e di stupore. Ricca come una miniera di minerali e pietre preziose. Eppure ci sono state anche le arrabbiature, le punizioni, i litigi dei bambini, insomma, tanti gorghi fra le onde, ma anche la scoperta di impensabili stupefacenti lidi.

Nel pomeriggio è passata un'amica (nonché vicina di casa) e abbiamo chiacchierato un po' di tante cose che ultimamente angustiano il mio cuore. E' bello trovare un po' di conforto, ed è bello anche confrontarsi. Vorrei ce ne fossero di più, nella mia vita, di momenti così. Tra l'altro, parla parla, mi è tornato lampante alla mente ciò che ho letto nella lettura di S. Paolo questa mattina che per me, ora come ora, è come un segnale luminoso. Pian piano, tanti amici ai quali sono legata e ai quali ho ritenuto di voler confidare i miei pensieri, mi stanno dando le coordinate per affrontare il presente delle mie relazioni più care e inoltre, sempre pregando, ho trovato l'intonazione giusta per dialogare con mio marito. Come non amare Gesù? sempre più mi sto rendendo conto di come, per esempio, la via della croce, che per il mondo è stoltezza, per il cristiano sia l'unica vincente.

Davide ha proseguito con il suo strano mal di orecchie. Dopo aver dormito tranquillamento fino alle 9 di questa mattina, è magicamente ricomparso all'ora di pranzo. L'ambulatorio del pediatra avrebbe aperto solo nel tardo pomeriggio e, nonostante lui non volesse andarci, già ero decisa a farlo visitare.

Con Elisa è rimasta una delle nonne, mentre io mi avviavo coi maschi dal dottore. Anche Lele aveva bisogno del certificato per il Judo che ricomincerà martedì. Caso fortunato nella sala d'attesa c'erano solo altre due persone, e dopo di noi è entrata un'altra famiglia amica di ritorno dalla Sardegna.

Il dottore non ha rilevato nulla di particolare, e non mi ha prescritto né antibiotico, né alcun altro tipo di medicinale. Cosa sarà stato? ancora adesso non lo so e per di più lui, che nel pomeriggio gioca e tira calci al pallone come niente fosse, ancora un po' si lamenta.

Questa notte sarebbe toccato a lui rimanere a dormire dalla nonna ma... non ha voluto. Abbiamo a questo punto ritenuto tutti di dover aggiustare il tiro. Grazie ad un mio sms ci ha raggiunti nella sala d'aspetto. Davide sarebbe rimasto da lei per cena, e Maurizio l'avrebbe riportato a casa intorno alle 21.30 ed è qui che è successa una cosa strana, una di quelle da togliere il fiato e da tener dentro e meditare.

Eravamo da poco giunti a casa quando mi ha telefonato. All'inizio mi ha chiesto quando si mangiava, ma erano solo le 18. Pensavo volesse già tornare indietro, e invece no, perché quando gli ho chiesto se andasse tutto bene mi ha risposto di si. Poi mi ha detto: "Ti devo dire una parola", e io "Dimmi, cosa?" e lui ha detto: "Fiducia, ho molta fiducia". Dove l'avrà mai sentità questa parola? lì per lì ero un po' sbalordita. Ho tentato di fargliela ripetere, ma già non se la ricordava. Gli ho chiesto di passarmi mia mamma, ma era al piano superiore per cambiarsi, poi avrebbero preparato insieme il pesto fresco e cenato. Quando ha raggiunto il ricevitore le ho chiesto qualche spiegazione, ma mi ha solamente confermato che appena arrivati aveva chiesto di telefonarmi perché doveva dirmi qualcosa. Lei ha composto il numero e poi è salita.

Quando è tornato, questa sera, approfittando del fatto che Lele era assorbito dal suo film, ed avevo la sicurezza che non si sarebbe intromesso, son tornata sull'argomento. "Cos'era quella parola che mi hai detto al telefono?", "Non mi ricordo". "Io invece me la ricordo bene, mi hai detto fiducia" e lui ha ripetuto, pronunciandola quasi scandendola: "Si, fiducia". Gli ho chiesto chi gliel'avesse insegnata una parola così bella, dove l'avesse sentita, se conosceva il significato. Lui prima m'ha detto che l'aveva imparata da solo, e poi invece ha aggiunto che gliel'aveva insegnata il signore... "Quale signore?", "Il Signore Gesù", significa "Avere tanto bene".

Non so, sono un mistero, un mistero grande i bambini, ma adesso voltiamo pagina. Ancora dovrà viverne di avventure questo vascello, suppongo.

Buona notte, naviganti e... confidate!

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la mamma

martedì 31 agosto 2010

E' tornato il "Figliol prodigo". Era munito di un nuovo zainetto rosso, di quelli termici, che la nonna gli ha recuperato non so dove. Pensare che io l'ho fatto uscire con un banale sacchetto di plastica per contenere maglietta per la notte, cambio intimo, spazzolino, libri e dvd!

Era entusiasta, tanto che se domani Davide si rifiutasse di andare (e la sua incertezza è notevole), lui è già pronto a prendere il suo posto. In un giorno ha portato a termine l'ennesima lettura del periodo estivo, ma sembra che abbia anche giocato. Nello zainetto aveva una bella scatola in legno con le tessere del domino e un giochino col quale anch'io ho preso dimestichezza intorno ai diec'anni. Quindici numeri racchiusi in un quadrato di plastica da scombibare e riordinare.

Di sua iniziativa ha giocato con Davide ai contadini e per un bel pezzo non li ho sentiti. Poi però, ottenuto il permesso di giocare un po' al computer, si è arrabbiato perché il piccolo parlando lo deconcentrava...

Entrambi hanno mangiato con gusto gli gnocchi rimasti da ieri, e nel pomeriggio, approfittando del pisolino di Elisa, che alle 13.20 è crollata sul seggiolone, ho proposto loro di fare un "collage".

Nel cestino portariviste stazionano da un po' parecchi vecchi numeri di "Famiglia Cristiana". Non avevo un'idea precisa, ma m'è balenata nella testa già questa mattina. Non so nemmeno io come possa essermi venuto, dato che a scuola ero una vera schiappa in questo genere di cose, ma volevo passare un ultimo pomeriggio persa in qualche attività coi bambini.

Non è che ne sia risultato granché. Soprattutto io sono rimasta quella che ero, ma Lele ha tirato fuori al meglio la sua creatività. Ha fatto venir fuori due mostri marini. Ha sovrapposto la grossa testa di un leopardo al corpo di uno squalo che inghiotte un essere umano del quale si vedono solo le gambe che indossano le pinne.


Poi ha continuato caratterizzando il fondo del mare con pesci e altro e, sulla superfice, ha incollato un piccolo veliero per creare l'effetto lontananza. Proprio bravo. Invece noi.... Davide ha voluto rimanere sulle mie ginocchia, anziaché accogliere l'invito di stare su una sedia tutta per lui, il che, unita alla sua poca pazienza, mi ha un po' impedita nei movimenti. Abbiamo scelto che il tema del "collage" fosse il cantiere. Abbiamo trovato una ruspa. Lui tagliava girando al largo dei bordi dell'oggetto veri e propri, tanto per sgrossare, ed io rifinivo. L'abbiamo incollata al centro del nostro foglio per usare poi delle piccolissime betoniere per decorare.

Avrei voluto che circondassero la ruspa, ma lui ha preferito che fossero disposte tutte in fila al di sotto della stessa. Alla fine, dopo aver sfogliato più volte le riviste, abbiamo pure trovato la foto mezzo busto e di spalle di un operaio, col casco da lavoro, al quale abbiamo affidato il ruolo di capo cantiere.

Quanto ammiro quelle persone che hanno fantasia a vagonate e gusto ma, come dicevo al mio promogenito questa sera, smentendo ciò che sosteneva, non ci si può impegnare solo in quelle cose per cui ci si sente portati. Io, tanto per cominciare, non farei nulla di quello che faccio, non mi cimenterei con nulla, se fosse così e... addio pane buono, e marmellata, ecc. ecc.

Per terminare il pomeriggio oggi, che il vento ha concesso un tregua, siamo stati al parco. Domani probabilmente dovrò portare Davide dal pediatra perché per la seconda volta ha lamentato di aver male alle orecchie e alla bocca. Per tamponare ho risolto con un antinfiammatorio, ma non vorrei necessitasse dell'antibiotico. Il tutto, credo, per qualche sbalzo di temperatura e non hanno nemmeno riaperto l'asilo!

Adesso tutti dormono quindi anch'io auguro a tutti voi una buona notte.

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la mamma
Particolare questa giornata. Lele è rimasto dalla nonna. E' uscito prima delle 10 e tornerà domani mattina. L'abbiamo chiamato in un paio d'occasioni io e poi Maurizio per la buona notte, e tutto sembra procedere per il verso giusto.

A cena c'è scappato un commento: "Che silenzio!", e ci siamo sentiti un po' cattivi, però è andata così. Niente litigi per un'intera giornata, o meglio, quasi, perché per la mezz'ora che sono rimasti insieme, Lele ha aggredito Davide, arrabbiandosi furiosamente e accusandolo di aver nascosto due colonnine di mattoncini che sostengono la parte sopraelevata della sua base.

Occhi rossi, pugni serrati, toni da "vendicatore della notte" e poi.... Tornata la calma, nonostante le ricerche non avessero dato esito positivo, ho avvisato con un sms Maurizio dell'accaduto. Dopo pranzo, un giro in rete per recuperare l'immagine della costruzione, e si è accorto che le colonnine erano tre e non cinque!

Ho controllato sulle istruzioni di montaggio e, in effetti, era proprio così. Era semplicemente successo che, rimontandoli dopo che si erano staccati, li aveva posizionati un poco più centralmente.

E' la seconda volta in poco tempo che succede. Si accorge di qualcosa che manca e secondo lui è colpa di Davide che: "Li ha messi in un posto dove io non guardo mai! e adesso me lo deve dire!".

Davide ha provato a cercarli nel cesto dei giochi, sotto i divani... Quando Lele se n'è andato, ormai per altro tranquillo perché come velocemente la rabbia monta, altrettanto velocemente scema, io ero un po' amareggiata. La bella giornata che pregustavo di trascorrere con Davide, ed Elisa, era stata come offuscata da un'ombra. "Sarà stato lui a nascondere di proposito i pezzi?".

Pensavo e ripensavo alla personalità del mio secondogenito, ricordandogli ogni tanto che avremmo dovuto ritrovare quei pezzi, e non riuscivo a sovrappore il Davide che conosco io, sulle affermazioni dell'altro e alla fine, nonostante non avessi le prove per ritenerlo responsabile, né per ritenerlo innocente, il mio "fiuto" di madre ha vinto.

Così ho telefonato a Lele, dopo pranzo, e s'è subito messo sulla difensiva, minimizzando invece di ammettere di aver sbagliato. Ho passato il telefono a Davide perché gli chiedesse scusa, ma Davide non era per niente arrabbiato e si è messo a parlare della giornata che stavano trascorrendo.

Tornato il sereno, anche se fuori imperversava il vento, che ha ben bene spazzato l'aria, ma ci ha un po' impedito di rimanere all'aperto a giocare, ho ricominciato a pensare con piacevolezza alle ore della giornata che mi rimanevano.

Elisa si è addormentata velocemente, e una volta ridiscesa al piano di sotto ho chiesto a Davide se gli andava di aiutarmi a preparare gli gnocchi alla romana per la sera. Giusto il tempo di verificare la ricetta, mettere il latte sul fuoco ed Elisa era di nuovo sveglia. Non c'è stata verso di convincerla a riaddormentarsi, quindi ho proseguito con Davide mettendo la piccola nel seggiolone.

A cottura ultimata ci siamo sistemati tutti e tre sul tappeto a giocare un po' ai contadini, mentre Elisa compiva progressi nel gattonare, e intanto abbiamo atteso il ritorno del papà.

Cinque minuti prima del suo rientro Davide, con un bicchiere, ha dato forma agli gnocchi e ne sono rimasti un po' per il pranzo di domani, così anche Lele se li potrà gustare.

Insomma, a parte la prima mattinata, è stata davvero una giornata tranquilla e quasi intima, come certe giornate invernali in cui non rimane nient'altro da fare che stare in casa, tutti nella stessa stanza, a godersi la reciproca compagnia.

Se Davide passa la notte sarà una sfida vinta. Dormire da solo, senza Emanuele accanto. Lo preoccupava, ma il sonno è stato più forte della paura. Dovrò gratificarlo domani.

A proposito, forse mercoledì sarà la volta sua di rimanere dalla nonna.

Vedremo, per ora buona notte.

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la mamma

domenica 29 agosto 2010

Domenica di navigazione intensa, di sole e di vento che han reso la giornata più piacevole.

Ho abbandonato presto le lenzuola (presto per essere domenica). Maurizio mi ha ricordato la mia intenzione di alzarmi per le 8 per riuscire a pulire il bagno prima di uscire per la Messa e, vincendo la tentazione, ho mantenuto fede a quell'intenzione.

I bambini avrebbero dovuto proseguire ancora un po' a dormire, invece... prima è arrivato Lele, che poi è corso da Elisa e nel frattempo che copriva lo spazio che lo separava dal lettino, ho sentito Davide che sussurrando, dal suo letto lo chiamava.

Siamo comunque riusciti ad arrivare in chiesa puntuali e sapere di avere tutto pronto per il pranzo coi vicini mi ha pure lasciato il tempo di fermarmi sul sagrato per le solite quattro chiacchiere con gli amici e, soprattutto, il saluto a coloro che sono rientrati dalle vacanze.

Rientrando abbiamo rifatto il percorso a ritroso con un'altra coppia di vicini e sono contenta ci sia stata anche l'occasione di queste quattro chiacchiere.

L'omelia del parroco, come sempre, mi ha parecchio ispirata. Gesù osserva ciò che succede a un parnzo, come persone imporanti si affannino ad occupare i posti più in vista, quelli più vicini al padrone  e spontaneamente interviene, invitando i commensali a scegliere l'ultimo posto e, in seconda battuta, al dono gratuito, a coloro che non hanno la possibilità di ricambiare.

Ne è nata tutta una riflessione sul vivere d'apparenza, che forse dà importanza, ma non sostanza alle persone, ma io poi riflettevo, su cosa può significare donare gratuitamente, a chi non può ricambiarti, all'interno di una famiglia. Cosa significa per me, che ho scelto la vita di casa, donare senza attendersi nulla in cambio?

Dare dicendo all'altro, con l'atteggiamento più che con le parole: "Non mi devi niente". Di fatto credo che, imbroccandola, sia una vera e propria via alla santità. Una via, come ricordava oggi "il don", di perfezionamento della vita cristiana.

E' che non sempre tutto è spontaneità. Ci vogliono molto impegno e forza di volontà, molta costanza e molta tenacia e il resto è grazia di Dio. Solo Lui può far oltrepassare il limite. Comunque mi son sorpresa a pensare a questo Gesù, che dopo essere rimasto un po' a guardare quel che accadeva, interviene. "Che tipo!", mi son detta. Non doveva certo essere un timido come me.

Alle 12.30 abbiamo dato il via alle danze. Olive nere al forno, normali e piccanti, pomodorini farciti, acciughe sottosale, palline di formaggio alla piemontese, involtini di bresaola, crostini con funghi trifolati e poi... il piatto forte: lasagne col ragù!

Devo dire che, stranamente per i nostri standard, è venuto tutto buono, ma la cosa migliore è stata sicuramente la compagnia.

Alle 15 i vicini se ne sono andati e dopo aver sistemato tutto, Elisa dormiva, mi ha quasi colta un filo di noia. Ho letto il bollettino parrocchiale, ma poi Davide ha voluto giocare con me a pallone in cortile, mentre Lele e Maurizio provavano a farsi venire nuove idee per i lavoretti e dopo merenda son passati a salutarci altri amici.

Siamo così arrivati all'ora di cena, con té, latte e biscotti.

Domani sembra che Lele riuscirà a passare l'intera giornata e nottata dalla nonna da solo e ho tratto spunto da questo per far due chiacchiere con Maurizio su questa difficoltà di Davide nel prendere il volo.

Intanto domani è lunedì, ultima settimana di vacanza prima della riapertura della materna.

Adesso ho proprio bisogno di rilassarmi, ma prima, un messaggio per quelli che stanno dall'altra parte del mondo e patiscono, tra le altre cose, la mancanza della cucina italiana.

Considerate di avere già in mano un invito a pranzo per quando andrà bene a voi!

Buona notte e buona settimana naviganti.

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la mamma
Siamo state Elisa ed io a vincere la medaglia delle "ragazze più mattutine dalla famiglia". Prima del suono delle campane della Basilica stavamo davanti all'uscio del pediatra ancora chiuso.

"E' lunga quanto una bambina di tredici mesi!". Questo è stato il suo verdetto terminato il controllo canonico dei dieci mesi che, lei, compirà solo lunedì.

Per accelerare i tempi ho rimandato la mia colazione. Prima delle nove (l'ambulatorio è molto vicino alla nostra abitazione, e ci si arriva comodamente a piedi) stavamo entrambe a casa. Solo Lele, come Davide si è premurato di informarmi, ancora dormiva, ma in capo a pochi minuti anche lui si è affacciato dalla scala.

Caffèlatte, marmellata e biscotti, un veloce riordino del lavandino e poi, come previsto, tutti in macchina diretti alla Coop. L'abbiamo scelta, la Coop. Prendiamo qualsiasi cosa sia possibile prendere (pasta, riso, farine, carni bianche e rosse, passate, miele ecc. ecc.) attraverso il gruppo di acquisto solidale, altrimenti detto Gas. Per tutto il resto però, visto il crescere della nostra coscienza anche riguardo al modo di fare acquisti, preferiamo la Coop, per i valori che porta con sé, rispetto a qualsiasi altra catena di supermercati.

Alle 10 stavamo lì, tutti e cinque. Mai successo, credo, da che ho memoria del nostro passato. Siamo rientrati comunque a mezzogiorno, ma ci siamo concessi la giusta calma per fare la spesa. Niente corse, tutti i bambini erano con noi ed Elisa, alla sua prima esperienza con prodotti e reparti, si è parecchio divertita. Ci si và, se ci si riesce, circa una volta al mese per fare durevoli scorte. Si entra con due carrelli vuoti, si esce con due carrelli pieni.

Detersivi, biscotti, succhi, latte, tutto quanto possa essere conservato e stipato a lungo, ma anche prodotti freschi (formaggi, verdure...) in modo che poi non siamo costretti a correre a far spesa tutti i minuti. Rimangono le minuzie, o i prodotti da consumarsi in giornata per i quali me la cavo anche con due passi in centro.

Nel carrello abbiam messo anche un trancio di pizza e uno di focaccia acquistati al banco del fornaio per render più veloce il pranzo e nel pomeriggio, dalle 14 alle19, niente e nessuno è più riuscito a tirarmi via dalla cucina.

Dicevo, forse ieri, come un campo lasciato a maggese, per esser nuovamente produttivo, anch'io sentivo l'esigenza di una pausa nella produzione di dolci. Grazie a Dio gli ospiti si sono offerti di pensarci loro, così io ho avuto la possibilità di concentrarmi su tutto il resto.

Già in settimana mi son fatta stuzzicare da un libro di proprietà di mia madre. Un lampo e mi è balenata qualche idea in mente. Partendo dagli ingredienti in mio possesso, passando per un paio d'ispirazioni, ho provato a tessere la mia "ragnatela" di portate. Anche il Signor A., folletto ormai cresciuto, si è presentato al mi fianco in un paio di occasioni e volentieri gli ho concesso di alternarsi a me nella preparazione di alcuni piatti. La sua specialità restan sempre le guarnizioni!

I bimbi, lì per lì, si sono un po' annoiati, tanto più che non è stato loro possibile trascorere il pomeriggio del sabato dalla nonna. Lele ha giocato un po' al computer, inizialmente con papà al fianco ed Elisa sul pavimento che ha pure sbattutto la faccia contro la gamba della sedia. Ha segato la sagoma di un lavoretto in legno e poi... poi Davide, sempre al papà, ha chiesto di poter giocare con la base della polizia (sgridandolo per i suoi ripetuti pisolini!), mentre Elisa, dal tappeto, li guardava e si incastrava tra mobile e divano ostinandosi a procedere all'indietro, anziché ingranare la prima.

Alle 18, con i due più piccoli ho fatto il bagno, mentre il babbo preparava la cena. Davide, che vuol sempre uscire per ultimo, imbronciato per il fatto che questa volta proprio non sembrava essere possibile, per le cure maggiori di cui abbisognava la piccola, si è graffiato la schiena contro il rubinetto della vasca. Ne è nato un pianto inconsolabile che si è protratto per parecchio tempo e quando ormai sembrava che si fosse placato, nel tentativo di sedersi a tavola, è scivolato col sedere a terra e il tutto, come un vecchio disco rotto, è ricominciato.

Dopo un piatto di gnocchi, il papà gli ha concesso di mangiare yogurt alla vaniglia con codette e sciroppo di cioccolato poi un po' di relax davanti allo schermo con la storia di "Pierino e il lupo".

Io tentavo nel frattempo di rimettere velocemente tutto a posto per potermi andare a lavare i capelli. Son riuscita a salire solo alle 21.30.

Per domani però è tutto pressoché pronto.

Speriamo, naviganti, che sia una buona domenica in cui aver tempo per prenderci cura delle relazioni più intime e preziose.

Se mi sarà concesso di non mancare l'appuntamento, mi farò viva domani per un nuovo aggiornamento. In vista, dall'alto dell'albero maestro, l'apertura della scuole.

Buona notte

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la mamma

sabato 28 agosto 2010

Non sono un'esperta, nonostante abbia scelto l'immagine del veliero come figura retorica del viaggio della vita. Certo è che in questo momento ci vorrebbe forse una gran rete da pesca, per strisciare il fondo e passare al vaglio tutti gli avvenimenti che si sono succeduti dalla prima mattinata fino al calar del sole.

A volte li vedi, in quelle trasmissioni che resistono al trash, e ancora raccontano la nostra bell'Italia, quei pescatori sui loro pescherecci, di ritorno da una notte in mare, chini sul pescato a distinguere, separare e, se il caso, rigettare in acqua.

Avviavo il programma della lavatrice, quasi tre ore fa, e pensavo giusto a quel che rimaneva del giorno. Due, due parole rimangono: gli innumerevoli incontri e le pulizie.

Siamo usciti questa mattina, i bambini ed io. Avremmo voluto tornare in biblioteca a restituire i libri prelevati l'ultima volta e a prenderne, forse, degli altri, ma con nostro rammarico abbiamo trovato la porta chiusa e un cartello che avvisava che la chiusura si sarebbre protratta fino a fine mese.

Dietro front! tappa al banco del pesce e poi casa. Prima di tutto questo però siamo stati in tabaccheria ad acquistare un francobollo che ci permettese di imbucare una lettera indirizzata alla padrona dell'agriturismo d'Assisi e, percorrendo il corso centrale lungo il mariciapiede, abbiamo incrociato la nonna di un compagno di scuola di Emanuele.

Abbiamo fermato la marcia per salutare e chiedere notizie ma anche, e non so se ci siamo riusciti, dare un po' di speranza riguardo ad una situazione un po' critica. A volte mi chiedo che immagine diamo di noi. Cosa comunichiamo agli altri che ci vedono, che ci incontrano? I miei tre figli ed io a spasso per il paese fra la gente.

Non so. Forse non è importante che ne veniamo a conoscenza. Forse è importante solo ciò che scegliamo di essere, comunque, giunti davanti al nostro cancello, da poco distante, ho visto svoltare e immettersi nella nostra via, a piedi, un'altra mamma che spesso s'aggrega a noi almeno per una parte del percorso che porta alla scuola materna.

Secondo incontro con una persona che non vedo dall'inizio dell'estate. Era contenta. E' una ragazza albanese, madre di due bambine che, ho saputo, è rimasta qui da sola con suo marito perché il resto dei parenti, o conoscenti, è tornato in patria. Adesso è riuscita ad entrare a servizio da alcune famiglie per un totale di tre ore di lavoro settimanali. Per lei, mi ha confidato, è come aver trovato un impiego fisso full - time, anche se ora è alle prese con problemi quali "a chi lascio le bambine mentre sono al lavoro". Sembra però che abbia vicini di casa disponibili.

Le ho sorriso, mi sono mostrata partecipe e solidale per tutto ciò che mi stava dicendo e credo sia stato un incontro che ha fatto bene ad entrambe.

Chiusa la porta dietro le spalle ho pensato al pranzo. Maurizio sarebbe rientrato per le 13.30 così, oltre al pesce per la cena, e la mezza platessa da cuocere al vapore per Elisa, ho acquistato anche tre spiedini con gamberi e calamari per il nostro secondo.

La piccola si è addormentata molto presto, ma quando ho terminato di lavare i piatti erano passate le 14. Approfittando della presenza del papà, che ha continuato con Lele la produzione di oggetti per il banchetto, mentre Davide si appisolava anche lui sul divano, ho iniziato le pulizie di sala e cucina.

Dovevo essere ispirata perché mi ci sono messa proprio con impegno. Ho persino pulito il vetro del forno che, effettivamente, era ormai un po' incrostato, passato le piastrelle del rivestimento, pulito il davanzale con lo sgrassatore e messo i cuscini che solitamente stazionano sui divani dentro la lavatrice.

Ero proprio soddisfatta, anche perché, tutto considerato, non ci ho messo molto. Che bello sentire di avere lo sprint giusto per fare le cose godendosi non solo il risultato, ma quasi lo stesso sfaccendare.

Come ad una boa nel bel mezzo del pomeriggio siamo giunti all'ora di merenda. Ancora una volta (forse non ho messo proprio nell'ordine giusto le priorità quest'oggi) ho chiesto al papà di occuparsi della cosa mentre terminavo di passare la spazzola elettrica sui divani e poi ho spedito tutti al parco. Ma lui era d'accordo o avrebbe preferito fare qualcos'altro? magari proseguire la manutenzione ai serramenti. Di fatto ha accettato di venirmi incontro.

Alle 17 avevo lavato i pavimenti e uscivo in cortile per il secondo round. Sono uscita armata di scopa e paletta per pulire il marciapiede antistante casa e dopo poco è passata quella vicina che ho scoperto abitare sola soletta nel condominio di fronte e: "Buona sera!".

Incoraggiata, credo, dal saluto, si è avvicinata e ne é nata una conversazione sull'insopportabile rumore del traffico qui, sulla nostra strada, ma anche sui vicini di casa. Da quanto ho avuto modo di constatare anche di persona non fra tutti regna buona armonia e, rimasta di nuovo sola, mi sono rinfrancata nel proposito di essere comunque gentile e disponibile con tutti, senza dir nulla che possa acuire le tensioni.

Poi, naturalmente, ho raccontato la cosa a Maurizio, tanto per tenerlo al corrente e vediamo come va'.

Dopo cena, tanto per gradire, ho stirato le lenzuola dei bambini e qualche altra cosetta e domani, nonostante sia sabato. il giorno della colazione tutti insieme in tutta calma, dovrò alzarmi presto per l'appuntamento dal pediatra e poi... spesa. Potrebbe essere il titolo di una puntata di qualche serie televisiva: "I cinque alla Coop".

Nel pomeriggio, Dio me la mandi buona, ho previsto di rimettere "le mani in pasta"! Starò in cucina e proverò a preparare un pranzo semplice e gustoso per i vicini che verranno da noi domenica.

Che dite? ce la farò a diventare una perfetta donnina di casa?

Mi raccomando, tutti coloro che sanno chi sono, non si mettano a ridere troppo sguaiatamente.

Adesso è proprio ora. Buona notte naviganti.

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la mamma

venerdì 27 agosto 2010

Non si può proprio passare sotto silenzio questo giovedì, anche se non avrei voluto arrivare a quest'ora così tarda.

Come previsto ho rivisto i miei bimbi alle 11 a casa della nonna. Manco a farlo apposta stavano litigando davanti alle costruzioni. Sembra che uno le stesse tirando via all'altro. Dalle prime notizie ricevute via telefono ho saputo che entrambi hanno dormito. Davide, ahimè scalciando un po' più del dovuto. Questa mattina alle 7 erano già pimpanti e, logica conseguenza, già nel tardo pomeriggio erano stravolti. Perfino Lele, stasera, è crollato sul divano davanti al cartone mentre noi, in cucina, chiacchieravamo amabilmente con una vicina di casa.

Però. Però è stato bello ritrovarli, rivederli, comunque contenti della loro "avventura" tanto da volerla ripetere già da questa notte. Naturalmente ho ritenuto opportuno mettere un po' di tempo in mezzo fra questa e una eventuale, prossima notte fuori casa.

Prima devo però trovare il modo di convincere Davide che può farcela anche senza Lele, e aiutare Lele a liberarsi da Davide. Forse se convinco il piccolo il gioco è fatto.

Alle 13.30, di fronte al perenne negarsi del grande al piccolo, mi son ritrovta a giocare al cantiere. Gru, nastri trasportatori, muletti e operai al lavoro erano di scena sul pavimento del soggiorno della casa di mia mamma. Alle 14 avrebbero avuto il permesso di guardare un cartone ed io, forse, avrei avuto una possibilità di proseguire un lavoretto a punto croce.

Invece... le 14 sono arrivate ed Elisa, che già dormiva da una mezz'ora, s'è svegliata. Inutili dondolamenti non hanno sortito alcun effetto.

Questa sera al rientro Maurizio non vedeva l'ora di ascoltare i loro concitati racconti. Come sempre han fatto il bagno, stranamente in silenzio, senza urli, schiamazzi e spruzzi.

Va bè, sono un po' distratta e forse anche un po' stanca. Ho stirato stasera, prolungando un po' i tempi perché Elisa si è svegliata e ha faticato di nuovo a riprender sonno. L'afa di questio giorni non fa altro che accrescere le difficoltà.

Domenica sembra che avremo ospiti a pranzo. Staremo in compagnia e mi cimenterò nella preparazione di primi e secondi, oppure antipasti e primi. Le torte mi hanno un po' stancato e ho bisogno di ritrovare un po' la voglia prima di prepararne un'altra.

Vi saluto miei naviganti, come sempre con l'augurio di una buona notte.

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la mamma