Oggi non c'è verso di leggere... nemmeno stasera. Pensavo Maurizio volezze uilizzare un po' più a lungo il pc, se non altro per inserire la foto del nuovo meraviglioso castello, e invece, dopo una rapida occhiata a previsioni, notizie, messaggi, mail... e me l'ha subito passato.
Nel pomeriggio non c'è stato verso di far addormentare Elisa dopo pranzo. Eravamo in netto ritardo sugli orari, prima di tutto perché ci siamo alzati tardi e poi perché, rinunciando a mezza giornata di spiaggia, in mattinata ci siamo avviati in centro per alcuni acquisti.
Strano a dirsi, ma il sole oggi era cocente. La vacanza ormai volge al termine ed è il primo giorno di vero caldo estivo. Dopo le quattro, nonostante un po' di nervosismo che mi stava guastando il divertimento, ci siamo veramente goduti il mare e la spiaggia.
Siamo entrati in acqua tutti insieme e per la prima volta Davide si è bagnato da capo a piedi. Anch'io sono stati investita da un'onda, rischiando peraltro di inzuppare anche Elisa che tenevo in braccio, e così non volendo affrontare il freddo, il freddo ha affrontato me.
In chiusura, come sempre, castelli e formine sulla sabbia con grandi e piccoli. Cena e uscita serale.
Oggi però è anche il giorno in cui Elisa ha compiuto otto mesi e, sarà un caso, questa mattina, quando sono andata a prenderla, dopo essermi lavata la faccia e aver messo le lenti a contatto, l'ho trovata seduta nel lettino.
Secondo Lele, che era sdraiato di fianco sul suo letto, ha fatto tutto da sola agganciandosi ai suoi piedi e dandosi un colpo con la schiena, ma io non ne sono sicura. Quando è sul passeggino, quasi riesce a mettersi in piedi aggrappandosi al manicotto davanti...
In alcuni momenti ho come l'impressione che abbia fretta di crescere.
Le riflessioni a domani, adesso, visto che anche i bimbi, stanchi delle loro scorribande fuori e dentro l'acqua già dormono, anch'io mi concedo di dormire un po'.
Buona notte
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la mamma.
mercoledì 30 giugno 2010
Siamo all'ora di Cenerentola, quanto mai opportuna data la "cementificazione selvaggia" del bagnasciuga con castelli da favola di marito e figli.
A noi non manca nemmeno la principessa, un po' insabbiata di questi tempi, ma forse proprio per questo, ancora più splendida.
Nonostante sia impossibile impedire che un po' di sabbia le finisca in bocca, mi piace lasciare che le sue percezioni tattili vengano stimolate da questo elemento, asciutto o bagnato, del tutto nuovo per lei. Prende e lascia formine di diversi colori, picchiettandole a terra o contro una gambina e oggi le ho anche messo davanti un secchiello con dell'acqua e quanto le è piaciuto!
Davide, abbandonando il cantiere di famiglia, ha preferito rimanere con noi donne, a preparare torte al "cacao" e formare montagne, ma oggi lui ha ulteriormente vinto la sua diffidenza e il suo timore ed è tornato ad affrontare l'acqua bagnandosi fino al costume e giocando col papà a far giravolte.
Anche la principessa, sempre più loquace, ha fatto il bagnetto tuffando un po' piedi e coscette, mentre Lele, nuotatore ormai esperto (quanto sono lontani gli anni in cui rimaneva almeno a tre metri dal punto in cui l'acqua lambiva la spiaggia!) esplorava i fondali coi suoi nuovi occhialini arancioni.
Ci siamo divertiti...
Le vacanze però, sottraendo tutta (o quasi) la manovalanza casalinga, lasciano pure strascichi e strascichi di riflessioni.
Chissà come, dopo aver toccato alcune delle vette più belle nelle relazioni familiari, mi è venuto in mente che arriva sempre il momento del ritorno a casa. Non stavo pensando al reale momento della partenza, rifuggo come la peste il pensiero della reimmersione nel tran tran di tutti i giorni, ma alla conversione del cuore, a quel figliol prodigo che alberga dentro di noi e che nel momento in cui si volge indietro trova sempre l'abbraccio del Padre misericordioso.
E' sorprendente come si arrivino a vivere sulla propria pelle, magari dopo averle meditate per anni e in diversissime occasioni, le pagine del Vangelo.
Forse a me è capitato oggi, non perché mi sia sentita peccatrice, ma perché il cammino di conversione non è mai finito, e le emozioni che scaturiscono dal mio cuore mi rimandano a due ordini di riflessioni.
Per quanto belle fino allo stordimento mi sono accorta, come gli apostoli sul Tabor davanti all'immensità della trasfigurazione, che non si può vivere sempre sulla cima della montagna. Prima o poi bisogna scendere e ripartire dalla normalità (noiosa, faticosa, ma quantomai preziosa nelle sue mille pieghe e sfaccetature) di tutti i giorni.
C'è sempre bisogno poi, di un percorso di purificazione fatto come sempre di presa di coscienza e decisione netta di un ritorno. Non possono essere le emozioni a trascinarmi via, come detriti in un fiume tumultuoso, impadronendosi di ciò che sono e prendendo il sopravvento sul mio io.
Mi sono sorprendentemente scoperta capace di modularle, proprio come gli orchestrali sapientemente sanno fare producendo non semplicemente suoni, o peggio stridii coi loro strumenti, ma musica, coinvolgente e liberante per chi la suona, ancor prima che per coloro che ascoltano.
Pensieri, e strascichi di pensieri, sono stormi d'uccelli, come rondini, che compiono le loro scorribande in cielo.
E' tardi, ma stranamente non ho sonno, forse la mente vagherà ancora un po', ma a voi il mio augurio di una buona notte.
---
la mamma
A noi non manca nemmeno la principessa, un po' insabbiata di questi tempi, ma forse proprio per questo, ancora più splendida.
Nonostante sia impossibile impedire che un po' di sabbia le finisca in bocca, mi piace lasciare che le sue percezioni tattili vengano stimolate da questo elemento, asciutto o bagnato, del tutto nuovo per lei. Prende e lascia formine di diversi colori, picchiettandole a terra o contro una gambina e oggi le ho anche messo davanti un secchiello con dell'acqua e quanto le è piaciuto!
Davide, abbandonando il cantiere di famiglia, ha preferito rimanere con noi donne, a preparare torte al "cacao" e formare montagne, ma oggi lui ha ulteriormente vinto la sua diffidenza e il suo timore ed è tornato ad affrontare l'acqua bagnandosi fino al costume e giocando col papà a far giravolte.
Anche la principessa, sempre più loquace, ha fatto il bagnetto tuffando un po' piedi e coscette, mentre Lele, nuotatore ormai esperto (quanto sono lontani gli anni in cui rimaneva almeno a tre metri dal punto in cui l'acqua lambiva la spiaggia!) esplorava i fondali coi suoi nuovi occhialini arancioni.
Ci siamo divertiti...
Le vacanze però, sottraendo tutta (o quasi) la manovalanza casalinga, lasciano pure strascichi e strascichi di riflessioni.
Chissà come, dopo aver toccato alcune delle vette più belle nelle relazioni familiari, mi è venuto in mente che arriva sempre il momento del ritorno a casa. Non stavo pensando al reale momento della partenza, rifuggo come la peste il pensiero della reimmersione nel tran tran di tutti i giorni, ma alla conversione del cuore, a quel figliol prodigo che alberga dentro di noi e che nel momento in cui si volge indietro trova sempre l'abbraccio del Padre misericordioso.
E' sorprendente come si arrivino a vivere sulla propria pelle, magari dopo averle meditate per anni e in diversissime occasioni, le pagine del Vangelo.
Forse a me è capitato oggi, non perché mi sia sentita peccatrice, ma perché il cammino di conversione non è mai finito, e le emozioni che scaturiscono dal mio cuore mi rimandano a due ordini di riflessioni.
Per quanto belle fino allo stordimento mi sono accorta, come gli apostoli sul Tabor davanti all'immensità della trasfigurazione, che non si può vivere sempre sulla cima della montagna. Prima o poi bisogna scendere e ripartire dalla normalità (noiosa, faticosa, ma quantomai preziosa nelle sue mille pieghe e sfaccetature) di tutti i giorni.
C'è sempre bisogno poi, di un percorso di purificazione fatto come sempre di presa di coscienza e decisione netta di un ritorno. Non possono essere le emozioni a trascinarmi via, come detriti in un fiume tumultuoso, impadronendosi di ciò che sono e prendendo il sopravvento sul mio io.
Mi sono sorprendentemente scoperta capace di modularle, proprio come gli orchestrali sapientemente sanno fare producendo non semplicemente suoni, o peggio stridii coi loro strumenti, ma musica, coinvolgente e liberante per chi la suona, ancor prima che per coloro che ascoltano.
Pensieri, e strascichi di pensieri, sono stormi d'uccelli, come rondini, che compiono le loro scorribande in cielo.
E' tardi, ma stranamente non ho sonno, forse la mente vagherà ancora un po', ma a voi il mio augurio di una buona notte.
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la mamma
martedì 29 giugno 2010
Con Lele eravamo indecisi se riprodurre il Castello della nostra città (!) oppure se costruire nuovamente una piramide.
Invece come spesso mi capita ho lasciato che "l'opera venisse fuori da sè", cioè dopo aver ammonticchiato per bene un bel po' di sabbia, con l'aiuto di mio figlio, abbiamo cominciato ad "affettare" la montagna con le palette e man mano prendeva forma la torre che poi abbiamo completato con alcune finestre, l'ingresso principale e sul fianco (un po' nascosto) un balconcino.
Ancora una volta parecchi passanti hanno avuto parole di ammirazione per il risultato che abbiamo ottenuto...
Questa volta Davide non ha, stranamente, voluto distruggere il nostro lavoro prima di lasciare la spiaggia :-)
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il papà
Rimane sempre e solo la notte per ricucire insieme i pensieri, dopo la risalita a volte lenta, a volte veloce del giorno, dopo che le voci dei bambini si sono placate e intorno senti solo il gracidare pazzo delle rane che popolano sembra in gran numero il canale poco oltre il nostro alloggio, dopo che hai dato tutto a tutti e già quasi senti la voce del giorno che viene a chiamare a un nuovo risveglio.
Potrebbe essere un tempo buono, per dar voce e luce alle migliori ispirazioni, quelle che mi spingerebbero, per esempio, a scrivere nuovi versi, ma è tardi, è sempre troppo tardi!
Qua e là, fra frammenti perlopiù rubati a giochi e intrattenimenti per e con i piccoli, porto avanti la lettura di un'opera in poesia davvero coinvolgente ed esaltante. Mai regalo fu più indovinato! Da più di un anno l'avevo nella libreria, e l'avevo anche cominciato, ma presto interrotto, e sono contenta di aver avuto questo tempo per poter ritornare a queste pagine.
Si tratta, a quanto ho capito, dell'opera migliore di Bertolucci, poeta contemporaneo recentemente scomparso e si intitola "La stanza da letto". Parla delle vicissitudini di una famiglia proprietaria terriera nella Pianura Padana, vicino a Parma.
La normalità della vita, con i suoi ritmi e le sue stagioni, con le sue gioie ed i suoi lutti, diventa straordinariamente ricca di colori, profumi, sentimenti, atmosfere, insegnamenti.
Anch'io mi fermo "... come sull'orlo di un belvedere...", a guardare, a guardarci e scopro queste pieghe nascoste.
Come in questi giorni, in cui sento che la vita nello Spirito comincia dove tocco il limite umano, dove inizio a sorprendermi, nel momento stesso in cui, condividendo l'intimo, più intimo di me, le mie inquietudini trovano pace. L'oltre è lì, giusto a un passo dal binario sul quale corri. E' lì che ti siede accanto, quando pranzi o ceni con chi ami.
Il resto è fede!
Buona notte
---
la mamma
Potrebbe essere un tempo buono, per dar voce e luce alle migliori ispirazioni, quelle che mi spingerebbero, per esempio, a scrivere nuovi versi, ma è tardi, è sempre troppo tardi!
Qua e là, fra frammenti perlopiù rubati a giochi e intrattenimenti per e con i piccoli, porto avanti la lettura di un'opera in poesia davvero coinvolgente ed esaltante. Mai regalo fu più indovinato! Da più di un anno l'avevo nella libreria, e l'avevo anche cominciato, ma presto interrotto, e sono contenta di aver avuto questo tempo per poter ritornare a queste pagine.
Si tratta, a quanto ho capito, dell'opera migliore di Bertolucci, poeta contemporaneo recentemente scomparso e si intitola "La stanza da letto". Parla delle vicissitudini di una famiglia proprietaria terriera nella Pianura Padana, vicino a Parma.
La normalità della vita, con i suoi ritmi e le sue stagioni, con le sue gioie ed i suoi lutti, diventa straordinariamente ricca di colori, profumi, sentimenti, atmosfere, insegnamenti.
Anch'io mi fermo "... come sull'orlo di un belvedere...", a guardare, a guardarci e scopro queste pieghe nascoste.
Come in questi giorni, in cui sento che la vita nello Spirito comincia dove tocco il limite umano, dove inizio a sorprendermi, nel momento stesso in cui, condividendo l'intimo, più intimo di me, le mie inquietudini trovano pace. L'oltre è lì, giusto a un passo dal binario sul quale corri. E' lì che ti siede accanto, quando pranzi o ceni con chi ami.
Il resto è fede!
Buona notte
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la mamma
Dopo un paio di "dighe" fatte di legnetti e di sassi, costruite senza particolare impegno (si sono distrutte sempre dopo un paio di onde...), ritorniamo a proporre le nostre costruzioni di sabbia che tanto ci danno soddisfazione:
Soprattutto la "pseudo" piramide sembra quella riuscita meglio, comunque lascio il giudizio ai lettori :-)
---
il papà
Soprattutto la "pseudo" piramide sembra quella riuscita meglio, comunque lascio il giudizio ai lettori :-)
---
il papà
lunedì 28 giugno 2010
Panorama del Golfo di Baratti da Populonia
La mezzanotte è appena scoccata e a ragion veduta posso usare l'imperfetto.
Era domenica qualche attimo fa, e ci siamo ben guardati dall'avvicinarci alle spiagge affollate dagli "avventori" del fine settimana, ma "col senno di poi" sarebbe stato da evitare anche il giretto serale per il centro e soprattutto lo shopping!
Domani, pur comprendendo il dispiacere di chi torna al lavoro, si torna alla calma e alla routine del mare, spiaggia, creme protettive, docce, doposole...
Il tempo sembra promettere bene e ai miei bimbi non mancheranno occasioni di divertimento.
Questa mattina siamo stati alla Messa, e quasi, vedendo i molti in costume che, muniti di tutto il necessario, si avvicinavano agli accessi al mare, ero orgogliosa di passare per il centro con il mio completo bianco e collanina, segno sicuro che per noi quello era un giorno diverso, un giorno di festa sì, ma nel Signore!
Alla gioia della Messa è seguita quella del pranzo domenicale tutti assieme, purtroppo, e lo dico con sincero rammarico, non preparato con le nostre mani, mentre intorno, dalle altre porte, si spandevano profumi insoliti che stuzzicavano l'appetito e mettevano allegria.
Anche la nostra tavola però, grazie alla presenza degli ambulanti e di alcuni negozi che vendono prodotti artigianali, è stata allegra. Siamo tornati ad acquistare porchetta, olive nere, formaggi, focaccia e anche due porzioni di torta. Maurizio ha preparato un ottimo sugo (glielo devo) utilizzando un po' di ricotta e un po' di salsa alla boscaiola e, al di sopra di tutto, non è mancato del buon vino!
Nel pomeriggio, quando il sole ormai aveva percorso buona parte del suo tragitto, ci siamo spostati a Populonia, in un parco archeologico che già avevo avuto modo di visitare coi miei genitori ancora bambina e del quale conservavo un buon ricordo.
Abbiamo attraversato la via principale che collega S. Vincenzo a Piombino, fra chilometri di pineta in entrambi i lati che sbocca direttamente sul mare. Banale commentare le file interminabili di macchine ai lati e la gente che, noncurante del traffico, si buttava pacifica in mezzo alla strada!
Lo scenario naturale è stato a dir poco entusiasmante ed è emersa la mia anima da campeggiatrice e i miei ricordi ancora vivi. La Toscana è sempre una meraviglia!
In meno di mezz'ora abbiamo raggiunto la destinazione. Con l'ausilio di una guida abbiamo visitato una delle due necropoli etrusche, quella a noi più agevole considerando il fatto di non poter fare a meno del passeggino.
La tomba più grande, vista esternamente, sembra proprio la casa dei Teletubbies e così, anche Davide ha trovato modo di apprezzare il giro. La collocazione in un grande prato verde, abbracciato dalle alture ancora più verdi poco distanti, e vista mare, ha reso la cosa accettabile anche ai bambini.
Risalendo in macchina abbiamo fatto dieci minuti di strada per andare verso il paese, un'unica via arroccata, dal quale abbiamo potuto, per pochi secondi, godere di una vista mozzafiato..
Cena con melone e salame, due giri di giostra, due regalini da portare ad amici e parenti e poi... tutti a nanna.
L'unico neo è stato il nervosismo insolito di Elisa, che non ha voluto saperne di rimanere nel passeggino e difficilmente è riuscita a prender sonno.
Sarà il mare o questo dispettoso vento che a volte agita i piccoli.
Anche per noi grandi è giunta l'ora del sonno.
Buon riposo e che il sole possa accogliervi al risveglio.
---
la mamma
domenica 27 giugno 2010
Rilassarsi e smaltire la tensione accumulata nei dodici mesi precedenti non sembra essere cosa da poco.
Di sicuro non basta saltare in cinque dentro una macchina e partire per lidi lontani. Più passano i giorni e più me ne rendo conto.
Questa sera, poco prima di risalire dalla spiaggia per docce e cena, ho fatto qualche formina per Elisa sulla sabbia, perché raggiunto il suo punto di noia cominciava ad agitarsi. Maurizio, con Lele e Davide, stava qualche metro avanti a noi, sulla riva, coinvolto nella costruzione di una diga.
Devo ammetterlo, ci siamo divertite e nel tragitto del ritorno sentivo che finalmente, sembra assurdo dirlo, avevo trovato un modo per apprezzare questo tempo provvidenziale che ci è dato per poter stare insieme.
E' sempre questa la chiave, il canale, la via unica per trovare uno sbocco alla gioia: darsi agli altri. Il "pegno" è la rinuncia a dar seguito al mio istinto, che mi vorrebbe sdraiata sotto questo sole per nulla cocente, magari accompagnata da una buona lettura, ma così non è possibile, non quando ci sono tre bambini intorno a cui dedicare attenzione.
Non è più la vacanza di quando Maurizio ed io eravamo soli, e prima converto la mia coscienza staccandomi da ciò che era e andando incontro a ciò che è, prima riuscirò a godere di questi giorni.
Sono convinta che lasciando il mio innato egoismo troverò immensi benefici, e ristoro, concentrandomi sul nostro poter stare insieme, lavorando perché abbia sempre la meglio quello spirito comune che, meravigliosamente, ci rende famiglia.
Oggi soprattutto Davide, ma anche Lele, si sono divertiti un mondo guardando dall'oblò della lavatrice il cestello che girava. Quella di casa è a carica dall'alto e quindi, poco entusiasmante dal loro punto di vista. Non appena il programma è terminato, subito il più piccolo è corso a cercarmi chiedendomi se, per caso, non avessi qualcos'altro da lavare.
Al momento non c'era nulla, ma forse domani riuscirò a combinare almeno un mezzo carico di colorati, per la loro incredibile gioia.
Al più grande di tutti, il comandante in capo, dovrò probabilmente comprare un forno a microonde, anche piccolo. Personalmente, se avessi la possibilità propenderei per un bel forno a legna, ma qui sono tutti iper sensibili alla modernità, e Maurizio sforna crostini e bruschette di ogni tipo ad ogni pasto.
Vedremo cosa si potrà fare al ritorno per fronteggiare le diverse crisi d'astinenza nelle quali di sicuro incapperò... chissà, la notte porta consiglio e allora....
buon riposo a tutti.
---
la mamma
Di sicuro non basta saltare in cinque dentro una macchina e partire per lidi lontani. Più passano i giorni e più me ne rendo conto.
Questa sera, poco prima di risalire dalla spiaggia per docce e cena, ho fatto qualche formina per Elisa sulla sabbia, perché raggiunto il suo punto di noia cominciava ad agitarsi. Maurizio, con Lele e Davide, stava qualche metro avanti a noi, sulla riva, coinvolto nella costruzione di una diga.
Devo ammetterlo, ci siamo divertite e nel tragitto del ritorno sentivo che finalmente, sembra assurdo dirlo, avevo trovato un modo per apprezzare questo tempo provvidenziale che ci è dato per poter stare insieme.
E' sempre questa la chiave, il canale, la via unica per trovare uno sbocco alla gioia: darsi agli altri. Il "pegno" è la rinuncia a dar seguito al mio istinto, che mi vorrebbe sdraiata sotto questo sole per nulla cocente, magari accompagnata da una buona lettura, ma così non è possibile, non quando ci sono tre bambini intorno a cui dedicare attenzione.
Non è più la vacanza di quando Maurizio ed io eravamo soli, e prima converto la mia coscienza staccandomi da ciò che era e andando incontro a ciò che è, prima riuscirò a godere di questi giorni.
Sono convinta che lasciando il mio innato egoismo troverò immensi benefici, e ristoro, concentrandomi sul nostro poter stare insieme, lavorando perché abbia sempre la meglio quello spirito comune che, meravigliosamente, ci rende famiglia.
Oggi soprattutto Davide, ma anche Lele, si sono divertiti un mondo guardando dall'oblò della lavatrice il cestello che girava. Quella di casa è a carica dall'alto e quindi, poco entusiasmante dal loro punto di vista. Non appena il programma è terminato, subito il più piccolo è corso a cercarmi chiedendomi se, per caso, non avessi qualcos'altro da lavare.
Al momento non c'era nulla, ma forse domani riuscirò a combinare almeno un mezzo carico di colorati, per la loro incredibile gioia.
Al più grande di tutti, il comandante in capo, dovrò probabilmente comprare un forno a microonde, anche piccolo. Personalmente, se avessi la possibilità propenderei per un bel forno a legna, ma qui sono tutti iper sensibili alla modernità, e Maurizio sforna crostini e bruschette di ogni tipo ad ogni pasto.
Vedremo cosa si potrà fare al ritorno per fronteggiare le diverse crisi d'astinenza nelle quali di sicuro incapperò... chissà, la notte porta consiglio e allora....
buon riposo a tutti.
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la mamma
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