Elisa sembra dormire. Nonostante abbia riposato anche nel pomeriggio, ha preso sonno senza difficoltà intorno alle 21.30, dopo la preghiera comune in camera dei fratelli, ma nessuno può dire quanto durerà.
Considerata l'apparente tranquillità, tento di riallacciare i nodi con gli ultimi aggiornamenti del giornale.
Come sempre il fine settimana è volato via fin troppo velocemente e, a dire il vero, non so nemmeno se ho concesso alla mia mente, più che al fisico, il giusto riposo. Tra l'altro oggi non abbiamo nemmeno potuto godere del tepore del sole. Svegliandoci siamo stati accolti da un cielo improvvisamente incupito e dall'umidità per nulla piacevole dell'aria.
Dopo la Messa siamo rientrati e nel pomeriggio non abbiamo avuto occasione di incontri con gli amici, né impegni. Lele è stato invitato dal suo migliore amico a giocare, e Maurizio è uscito e rientrato sei volte. Prima l'ha portato a catechesi, è tornato e quaranta minuti dopo è inutilmente uscito per andarlo a riprendere. E' rientrato, abbiam fatto merenda insieme, è rimasto un po' sul tappeto con Davide ed Elisa e poi di nuovo un viaggio andata e ritorno per recuperare Lele dall'amico.
Purtroppo anche il pomeriggio di sabato non è stato diverso e pensare che per lui il fine settimana si riduca a una serie di viaggi di questo genere un po' mi dispiace.
Ma la nostra famiglia com'è durante i fine settimana? A volte invece di utilizzare al meglio il tempo, per godere della reciproca presenza dopo le uscite e i rientri dei giorni feriali, inutilmente lo sprechiamo disperdendoci.
Ieri c'era un convegno sulla famiglia in seminario e ci sono andata con un'amica. Venerdì sera invece ho partecipato al secondo appuntamento del corso per genitori, quello che affronta le cose dal punto di vista della trasmissione della fede.
Tirate le somme, fatti i bilanci, quella appena conclusa è stata una settimana davvero impegnativa, ma non inconcludente.
Anche quella che sta per iniziare non sarà una settimana semplice. Domani dentista, giovedì incontro degli operatori di pastorale familiare col vescovo, domenica gara judo, riunione genitori bambini prima comunione, gruppetto famiglie per condivisione seconda scheda...
Chissà, forse è la fatica che ci è data perché le pietre dei nostri desideri si raffinino e comincino a brillare.
Buona notte naviganti e buona settimana.
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la mamma
domenica 13 febbraio 2011
sabato 12 febbraio 2011
E' un'orario veramente insolito per scrivere. In questi giorni Elisa non è molto regolare nei suoi ritmi di sonno veglia.
Non so nemmeno se stasera riuscirò, pur desiderandolo molto, a radunare pensieri e parole perché rimanga traccia del nostro peregrinare.
Mi premeva però lasciare un breve messaggio, prima di correre a preparare il pranzo. Una persona a me molto cara è purtroppo in ospedale per le gravi condizioni di salute in cui versa.
Se qualcuno tra voi, naviganti, ha fede, mi permetto di chiedere di ricordarla oggi nelle vostre preghiere.
Sperando di tornare presto ad aggiornare il nostro giornale, saluto e ringrazio chiunque avrà accolto questa richiesta.
---
la mamma
Non so nemmeno se stasera riuscirò, pur desiderandolo molto, a radunare pensieri e parole perché rimanga traccia del nostro peregrinare.
Mi premeva però lasciare un breve messaggio, prima di correre a preparare il pranzo. Una persona a me molto cara è purtroppo in ospedale per le gravi condizioni di salute in cui versa.
Se qualcuno tra voi, naviganti, ha fede, mi permetto di chiedere di ricordarla oggi nelle vostre preghiere.
Sperando di tornare presto ad aggiornare il nostro giornale, saluto e ringrazio chiunque avrà accolto questa richiesta.
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la mamma
giovedì 10 febbraio 2011
E' stato veramente impossibile nelle sere passate rendere puntualmente conto del nostro viaggio. Elisa ha sorprendentemente ripreso a dormire il pomeriggio, ma non vuole più saperne di addormentarsi la sera.
Nel frattempo ho ripreso ad alzarmi un po' prima il mattino per riuscire a stirare o fare qualcos'altro in casa prima che tutta la famiglia si risvegli.
La verità è che ciò che io prendo per una cosa straordinaria, quasi eroica, dato il piacere che provo nel dormire soprattutto la mattina, è stata ed è ancora la normalità per molte madri di famiglia. E' solo che io ho impiegato veramente parecchio tempo per smettere il mio abito vecchio ed indossare quello nuovo, della dedizione agli altri nel servizio.
Non che non sia faticoso, però dentro ho una nota gioiosa . A volte, nei momenti di intoppo, come quando la mattina ti ritrovi per un disguido a dover uscire anche con la piccola, fatico a sentirla, ma so che, tornata la calma, torna anche la gioia.
Sono giorni un po' affollati di impegni, che tendono a concentrarsi soprattutto nel fine settimana e il privato si confonde con la sfera più sociale e comunitaria. Tradotto significa che infilo e sfilo gli stivali almeno otto volte al giorno, la lavagnetta appena in cucina è fitta di pro - memoria e non so, a volte, da che parte girare il calendario.
Ieri ho portato Emanuele dal dentista, la sera prima sono stata a scuola per le pagelle del primo quadrimestre, domani ci sarà un incontro in oratorio, e sabato, nel pomeriggio, in seminario. Sabato però Lele vuole andare da un compagno a giocare e per il prossimo martedì ha ricevuto un invito ad una festa di compleanno del quale ancora non sospetta nulla.
Cominciava a mancarmi non riuscire a mettermi qui seduta, a scrivere un po' per tirare le fila della giornata trascorsa.
Bè, domani frattanto è venerdì e sia Maurizio che io abbiamo l'impressione che i giorni sian volati via velocemente. Speriamo solo che splenda ancora questo magnifico sole che, nelle ore pomeridiane, sembra annunci primavera.
Buona notte naviganti. Qualche briciola alla nostra coniugalità, e poi... se il buon Dio vuole, nanna!
---
la mamma
Nel frattempo ho ripreso ad alzarmi un po' prima il mattino per riuscire a stirare o fare qualcos'altro in casa prima che tutta la famiglia si risvegli.
La verità è che ciò che io prendo per una cosa straordinaria, quasi eroica, dato il piacere che provo nel dormire soprattutto la mattina, è stata ed è ancora la normalità per molte madri di famiglia. E' solo che io ho impiegato veramente parecchio tempo per smettere il mio abito vecchio ed indossare quello nuovo, della dedizione agli altri nel servizio.
Non che non sia faticoso, però dentro ho una nota gioiosa . A volte, nei momenti di intoppo, come quando la mattina ti ritrovi per un disguido a dover uscire anche con la piccola, fatico a sentirla, ma so che, tornata la calma, torna anche la gioia.
Sono giorni un po' affollati di impegni, che tendono a concentrarsi soprattutto nel fine settimana e il privato si confonde con la sfera più sociale e comunitaria. Tradotto significa che infilo e sfilo gli stivali almeno otto volte al giorno, la lavagnetta appena in cucina è fitta di pro - memoria e non so, a volte, da che parte girare il calendario.
Ieri ho portato Emanuele dal dentista, la sera prima sono stata a scuola per le pagelle del primo quadrimestre, domani ci sarà un incontro in oratorio, e sabato, nel pomeriggio, in seminario. Sabato però Lele vuole andare da un compagno a giocare e per il prossimo martedì ha ricevuto un invito ad una festa di compleanno del quale ancora non sospetta nulla.
Cominciava a mancarmi non riuscire a mettermi qui seduta, a scrivere un po' per tirare le fila della giornata trascorsa.
Bè, domani frattanto è venerdì e sia Maurizio che io abbiamo l'impressione che i giorni sian volati via velocemente. Speriamo solo che splenda ancora questo magnifico sole che, nelle ore pomeridiane, sembra annunci primavera.
Buona notte naviganti. Qualche briciola alla nostra coniugalità, e poi... se il buon Dio vuole, nanna!
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la mamma
lunedì 7 febbraio 2011
E' tardi, ma volentieri vorrei cercare di compendiare pensieri e avvenimenti che come trama e ordito hanno tessuto gli ultimi giorni.
Sento Elisa tossire dalla sua camera, e non ho certezze di trascorrere una notte tranquilla. Maurizio ed io abbiamo faticato a farla addormentare. Nonostante continui a riposare molto poco durante le ore pomeridiane, era veramente agitata. La scorsa settimana, proprio a causa del suo malessere, ha richiesto parecchia attenzione supplementare.
Più volte però ho avuto modo di apprezzare il fatto che la mia bimba sembra avere un cuoricino generoso. Se prende una canottiera dal cassetto della biancheria dei suoi fratelli, purtroppo alla sua portata, per usarla per spolverare, dopo pochi attimi ne prende una seconda e me la offre.
A volte sembra che mi legga nel pensiero e anticipa le mie mosse. Sa in quale stanza sono diretta quando mi muovo per casa e mi precede. Ormai conosce bene ritmi e routine.
Nella serata di venerdì sono stata ad un nuovo appuntamento del corso con la psicologa infantile. A tema c'erano i casi di separazione, tema che, se non riguarda direttamente la nostra famiglia, riguarda diverse famiglie a noi vicine.
Ci sono andata in macchina, arrivando in ritardo per aver dovuto sedare l'ennesima lite tra i miei figli.
Attendendo che i ravioli cuocessero, appoggiata al mobile della cucina all'ora di pranzo, dicevo a mio marito che a volte mi sento troppo debole per affrontare, contenere, arginare gli impulsi dei miei figli. In fondo, sono sempre e solo una mamma.
Grazie a Dio esistono i momenti serali, quando mettendoli a letto leggo loro qualcosa. Questa sera in particolare Davide si è addormentato sul divano. Terminato di lavare le stoviglie, anziché pensare alla lavatrice, mi son trattenuta dieci minuti col resto della famiglia radunata in sala. Elisa trotterellava in giro, Maurizio stava a gambe distese sul tappeto ed io ho scelto di mettermi accanto al mio primogenito.
Ancora non ero seduta che già mi avvinghiava perché stessi vicina a lui. Si è accoccolato su di me, come non credesse possibile che io potessi essere finalmente tutta per lui. Saliti in camera mi son seduta sul suo letto e, dopo le preghiere, gli ho letto un altro capitolo del libro iniziato qualche sera fa.
Pur rimanendo al caldo sotto il piumone mi teneva una mano, e io volentieri ho offerto e goduto questa vicinanza e intanto leggevo, leggevo e pensavo che i miei bambini si meritano una mamma migliore e che forse il punto di partenza del lavoro educativo sta in una maggiore comprensione della loro vita interiore.
Come riuscire a guidarli se non si è riusciti a sentire ciò che loro sentono, e questo vale tanto più per Emanuele che per tanti versi vede spesso le sue esigenze, soprattutto quelle di tenerezza e vicinanza, accodarsi a quelle dei fratelli più piccoli.
Per il momento meglio chiudere qui.
Domani sarà un nuovo giorno e una nuova settimana colma di impegni comincerà.
Buona notte naviganti
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la mamma
Sento Elisa tossire dalla sua camera, e non ho certezze di trascorrere una notte tranquilla. Maurizio ed io abbiamo faticato a farla addormentare. Nonostante continui a riposare molto poco durante le ore pomeridiane, era veramente agitata. La scorsa settimana, proprio a causa del suo malessere, ha richiesto parecchia attenzione supplementare.
Più volte però ho avuto modo di apprezzare il fatto che la mia bimba sembra avere un cuoricino generoso. Se prende una canottiera dal cassetto della biancheria dei suoi fratelli, purtroppo alla sua portata, per usarla per spolverare, dopo pochi attimi ne prende una seconda e me la offre.
A volte sembra che mi legga nel pensiero e anticipa le mie mosse. Sa in quale stanza sono diretta quando mi muovo per casa e mi precede. Ormai conosce bene ritmi e routine.
Nella serata di venerdì sono stata ad un nuovo appuntamento del corso con la psicologa infantile. A tema c'erano i casi di separazione, tema che, se non riguarda direttamente la nostra famiglia, riguarda diverse famiglie a noi vicine.
Ci sono andata in macchina, arrivando in ritardo per aver dovuto sedare l'ennesima lite tra i miei figli.
Attendendo che i ravioli cuocessero, appoggiata al mobile della cucina all'ora di pranzo, dicevo a mio marito che a volte mi sento troppo debole per affrontare, contenere, arginare gli impulsi dei miei figli. In fondo, sono sempre e solo una mamma.
Grazie a Dio esistono i momenti serali, quando mettendoli a letto leggo loro qualcosa. Questa sera in particolare Davide si è addormentato sul divano. Terminato di lavare le stoviglie, anziché pensare alla lavatrice, mi son trattenuta dieci minuti col resto della famiglia radunata in sala. Elisa trotterellava in giro, Maurizio stava a gambe distese sul tappeto ed io ho scelto di mettermi accanto al mio primogenito.
Ancora non ero seduta che già mi avvinghiava perché stessi vicina a lui. Si è accoccolato su di me, come non credesse possibile che io potessi essere finalmente tutta per lui. Saliti in camera mi son seduta sul suo letto e, dopo le preghiere, gli ho letto un altro capitolo del libro iniziato qualche sera fa.
Pur rimanendo al caldo sotto il piumone mi teneva una mano, e io volentieri ho offerto e goduto questa vicinanza e intanto leggevo, leggevo e pensavo che i miei bambini si meritano una mamma migliore e che forse il punto di partenza del lavoro educativo sta in una maggiore comprensione della loro vita interiore.
Come riuscire a guidarli se non si è riusciti a sentire ciò che loro sentono, e questo vale tanto più per Emanuele che per tanti versi vede spesso le sue esigenze, soprattutto quelle di tenerezza e vicinanza, accodarsi a quelle dei fratelli più piccoli.
Per il momento meglio chiudere qui.
Domani sarà un nuovo giorno e una nuova settimana colma di impegni comincerà.
Buona notte naviganti
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la mamma
giovedì 3 febbraio 2011
E' ormai alle porte il fine settimana, e proseguiremo il viaggio per itinerari diversi, ma anche questo giovedì ha un po' rappresentato uno spartiacque.
Davide non è venuto dalla nonna per l'imperdibile riso e zucca. Con oggi i grandi, alla scuola materna, hanno iniziato gli esercizi di pre - grafismo in preparazione alle scuole elementari e non è buona cosa che li trascuri.
Lui ha accettato la cosa di buon grado, con la promessa che l'avrei comunque portato a raggiungere i suoi fratelli per la merenda, e avrei fatto mettere da parte una porzione di pietanza per la sera, ma io ho sentito la sua mancanza.
Lì per lì, quando ho capito che non c'erano alternative, mi è dispiaciuta questa rinuncia, ma poi ho intravisto che poteva essere provvidenziale. Lele, non "disturbato" dai giochi del fratello, ha fatto i compiti con una migliore concentrazione e migliori risultati ed Elisa un po' ha riposato.
Comunque sia ho raggiunto Davide presto. Nella chiesta della scuola oggi il parroco, in occasione di S. Biagio, benediva la gola dei bambini invocando la protezione del Santo, ed erano invitati a partecipare anche genitori e nonni.
Quando è riuscito ad individuarmi, nel momento in cui anch'io mi son messa in fila per la benedizione, è stato contento di vedermi lì, ed è stato uno degli eventi che ha poi riferito al padre nel suo racconto della giornata.
Mi son trattenuta oltre l'orario d'uscita per il colloquio prefissato con l'insegnante, ragion per cui, direttamente dalla dispensa della nonna, gli ho portato un pacchetto di wafer e un succo.
I miei figli... i miei figli! Lele, rispondendo ad un questionario correlato ad una lettura, racconta di discutere spesso con i genitori e qualche volta col fratello (il suo "qualche volta" equivale a quattro, cinque volte al giorno!) e di sentirsi sconfitto. La descrizione della sua sensazione è stata molto chiara, ha usato il termine appropriato ed io ne sono rimasta parecchio colpita.
Da una parte so che è un male dei primogeniti (anch'io lo sono) sentirsi sempre un po' vittime, dall'altra... vorrei che non fosse così. Però è vero che con lui i dibattimenti e le discussioni sono all'ordine del giorno e si fa fatica, faccio fatica, a rasserenare l'aria.
Rientrando è subito scoppiata una lite furibonda tra fratelli, o meglio, Lele si è tremendamente innervosito, fino a scappare nella stanza attigua alla sala, chiudendosi la porta alle spalle. Il tutto perché Davide gli aveva fatto notare di non essersi pulito piedi.
Ero vestita, con Elisa e Davide da spogliare del giubbotto, le borse da svuotare e... ho semplicemente lasciato che il bollore da solo si acquietasse. Sapevo che il problema reale, come la sera prima quando insieme sono saliti per lavarsi, era correre a vedere il cartone senza che alcun ostacolo di inframezzasse tra lui e la televisione e quand'è così diventa cieco.
Già stava lì davanti quando Elisa è scoppiata in pianto per essersi schiacciata le dita. Lui, incurante, ha alzato il volume. Son questo genere di cose, quest'apparente insensibilità, in genere, a farmi andare su tutte le furie.
Ma stamattina Lele, quello che preparandosi per la palestra è sceso mezzo nudo per farmi notare che al fratello era concesso di guardare una cartone in più e la bilancia non era quindi in perfetta parità, era dispiaciuto per il fatto che a Davide non fosse possibile venire dalla nonna.
Quando, dopo poco è uscito dalla clausura, mentre si sintonizzava sul canale desiderato, avvicinandomi e baciandolo sulla guancia, ho cercato di fargli capire che reagire così per un simile evento era come chiamare i pompieri per spegnere un fiammifero.
A volte la sua ira furibonda è davvero ingiustificata, ma come fare a continuare a guidarlo senza che si senta sconfitto? Forse troverà crescendo le sue risposte e capirà che il nostro agire, a volte irremovibile, è stato per il suo bene.
Davide invece manifesta segni di irrigidimento da timidezza nei confronti di chi, come le insegnanti, può avere autorità su di lui. Si blocca davanti a semplici domande, anche se ha stima delle persone che lo seguono e ne parla sempre gioiosamente. Però ho fiducia e ho più volte constatato i suoi progressi nel tempo.
Ma sono i bambini ad avere problemi o siamo noi adulti a non saperci accostare a loro, relazionarci con loro in modo consono?
Bè, questo è quanto naviganti. Quanto mi conforta, dopo tanto sostener fatica, il pensiero che domani è venerdì.
Buona notte a tutti dal più alto dei ponti del vascello.
---
la mamma
Davide non è venuto dalla nonna per l'imperdibile riso e zucca. Con oggi i grandi, alla scuola materna, hanno iniziato gli esercizi di pre - grafismo in preparazione alle scuole elementari e non è buona cosa che li trascuri.
Lui ha accettato la cosa di buon grado, con la promessa che l'avrei comunque portato a raggiungere i suoi fratelli per la merenda, e avrei fatto mettere da parte una porzione di pietanza per la sera, ma io ho sentito la sua mancanza.
Lì per lì, quando ho capito che non c'erano alternative, mi è dispiaciuta questa rinuncia, ma poi ho intravisto che poteva essere provvidenziale. Lele, non "disturbato" dai giochi del fratello, ha fatto i compiti con una migliore concentrazione e migliori risultati ed Elisa un po' ha riposato.
Comunque sia ho raggiunto Davide presto. Nella chiesta della scuola oggi il parroco, in occasione di S. Biagio, benediva la gola dei bambini invocando la protezione del Santo, ed erano invitati a partecipare anche genitori e nonni.
Quando è riuscito ad individuarmi, nel momento in cui anch'io mi son messa in fila per la benedizione, è stato contento di vedermi lì, ed è stato uno degli eventi che ha poi riferito al padre nel suo racconto della giornata.
Mi son trattenuta oltre l'orario d'uscita per il colloquio prefissato con l'insegnante, ragion per cui, direttamente dalla dispensa della nonna, gli ho portato un pacchetto di wafer e un succo.
I miei figli... i miei figli! Lele, rispondendo ad un questionario correlato ad una lettura, racconta di discutere spesso con i genitori e qualche volta col fratello (il suo "qualche volta" equivale a quattro, cinque volte al giorno!) e di sentirsi sconfitto. La descrizione della sua sensazione è stata molto chiara, ha usato il termine appropriato ed io ne sono rimasta parecchio colpita.
Da una parte so che è un male dei primogeniti (anch'io lo sono) sentirsi sempre un po' vittime, dall'altra... vorrei che non fosse così. Però è vero che con lui i dibattimenti e le discussioni sono all'ordine del giorno e si fa fatica, faccio fatica, a rasserenare l'aria.
Rientrando è subito scoppiata una lite furibonda tra fratelli, o meglio, Lele si è tremendamente innervosito, fino a scappare nella stanza attigua alla sala, chiudendosi la porta alle spalle. Il tutto perché Davide gli aveva fatto notare di non essersi pulito piedi.
Ero vestita, con Elisa e Davide da spogliare del giubbotto, le borse da svuotare e... ho semplicemente lasciato che il bollore da solo si acquietasse. Sapevo che il problema reale, come la sera prima quando insieme sono saliti per lavarsi, era correre a vedere il cartone senza che alcun ostacolo di inframezzasse tra lui e la televisione e quand'è così diventa cieco.
Già stava lì davanti quando Elisa è scoppiata in pianto per essersi schiacciata le dita. Lui, incurante, ha alzato il volume. Son questo genere di cose, quest'apparente insensibilità, in genere, a farmi andare su tutte le furie.
Ma stamattina Lele, quello che preparandosi per la palestra è sceso mezzo nudo per farmi notare che al fratello era concesso di guardare una cartone in più e la bilancia non era quindi in perfetta parità, era dispiaciuto per il fatto che a Davide non fosse possibile venire dalla nonna.
Quando, dopo poco è uscito dalla clausura, mentre si sintonizzava sul canale desiderato, avvicinandomi e baciandolo sulla guancia, ho cercato di fargli capire che reagire così per un simile evento era come chiamare i pompieri per spegnere un fiammifero.
A volte la sua ira furibonda è davvero ingiustificata, ma come fare a continuare a guidarlo senza che si senta sconfitto? Forse troverà crescendo le sue risposte e capirà che il nostro agire, a volte irremovibile, è stato per il suo bene.
Davide invece manifesta segni di irrigidimento da timidezza nei confronti di chi, come le insegnanti, può avere autorità su di lui. Si blocca davanti a semplici domande, anche se ha stima delle persone che lo seguono e ne parla sempre gioiosamente. Però ho fiducia e ho più volte constatato i suoi progressi nel tempo.
Ma sono i bambini ad avere problemi o siamo noi adulti a non saperci accostare a loro, relazionarci con loro in modo consono?
Bè, questo è quanto naviganti. Quanto mi conforta, dopo tanto sostener fatica, il pensiero che domani è venerdì.
Buona notte a tutti dal più alto dei ponti del vascello.
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la mamma
mercoledì 2 febbraio 2011
Giusto un rimasuglio di tempo per qualche veloce appunto.
Come fosse perennemente posta dalla mente sotto una gigantesca lente d'ingrandimento, la mia famiglia è sempre più oggetto di profonda riflessione.
Pochi momenti fa ho firmato una paio di verifiche portate a casa di Emanuele e, avendo tempo, mi sono soffermata a leggerle. Un'esperienza che mi ha mostrato una volta di più l'intelligenza limpida e immediata di mio figlio. E' sorprendente!
E' sorprendente il suo grado di conoscenza degli argomenti e la sua proprietà di linguaggio. Così piccolo eppure già in possesso di un metodo di acculturazione maturo, dovuto in parte alla sua grande curiosità, alle doti di cui Dio l'ha colmato e allo straordinario lavoro delle sue maestre.
Riconoscere di quando in quando le sue bellezze mi facilita l'amarlo, senza rendere per questo meno arduo il compito di educarlo.
Sto imparando, come fossi una mammina novella, a riconoscere e dar credito al bisogno di vicinanza di mio figlio e non della vicinanza di chiunque, ma della mia vicinanza. Come portasse dentro un'antica nostalgia.
Proprio così. Nove anni fa la sua nascita mi catapultò dal ruolo di figlia, fino allora il solo che io frequentassi, a quello di madre, ma oggi, dopo tanto scrivere il giornale e tener desta l'attenzione sulle relazioni tra noi, mi rendo conto che è come se stessi ingranando solo adesso.
Sembra il più naturale tra i movimenti dell'anima, l'amore, eppure è così complesso... A volte si finisce solo per confondere la spontaneità con una bieca istintività. Ci si fa prendere quasi dal panico della perdite del controllo, e invece di prendere il largo ci si limita ad una rassicurante, ma poco entusiasmante navigazione sotto costa.
Ho una mappa perennemente sotto gli occhi, che mi guida e mi orienta, mostrandomi di volta in volta cosa sia e cosa non sia amore e questa mappa è il Vangelo.
E' straordinario il modo in cui il mio Dio ama tutti, in ogni momento e imparare a guardare, come lui vede, è come scoprire la strada per il paradiso. Più leggo la Parola più si aprono i miei occhi, perché gli occhi della mia anima vengono guariti e io possa finalmente tornare a vedere e con la vita annunciare l'amore col quale Cristo ci lega e ci libera.
Ieri, per esempio, ho giocato sul tappeto coi due più piccoli facendo finta di essere la nonnina di cappuccetto rosso come non avevo mai fatto.
In questi giorni li sto accogliendo al risveglio uno alla volta, complice il fatto che concedo a Elisa di alzarsi più tardi (anche se questo non ha per nulla prodotto pisolini pomeridiani più lunghi) e questo mi dà modo di dedicare a ciascuno di loro la giusta attenzione.
Tante cose stanno cambiando. Ciò che prima era solo fatica, adesso diventa un bisogno perché i miei, e non solo loro, abbiano il meglio.
La preghiera mi aiuta, ristabilisce il contatto quando questo, fosse solo a causa di un'arrabbiatura o del vorticoso turbinare delle cose da fare nella mia testa, si interrompe e, con poco, cercando il mio Dio, l'anima ritrova la serenità.
Mi aiuta essere una sposa, perché come tra sposi ci si cerca, ci si attende facendo crescere il desiderio dell'incontro, così Dio ci cerca e vuol essere cercato.
Ci sia posto per Lui, in noi e in voi tutti.
Buona notte miei naviganti.
---
la mamma
Come fosse perennemente posta dalla mente sotto una gigantesca lente d'ingrandimento, la mia famiglia è sempre più oggetto di profonda riflessione.
Pochi momenti fa ho firmato una paio di verifiche portate a casa di Emanuele e, avendo tempo, mi sono soffermata a leggerle. Un'esperienza che mi ha mostrato una volta di più l'intelligenza limpida e immediata di mio figlio. E' sorprendente!
E' sorprendente il suo grado di conoscenza degli argomenti e la sua proprietà di linguaggio. Così piccolo eppure già in possesso di un metodo di acculturazione maturo, dovuto in parte alla sua grande curiosità, alle doti di cui Dio l'ha colmato e allo straordinario lavoro delle sue maestre.
Riconoscere di quando in quando le sue bellezze mi facilita l'amarlo, senza rendere per questo meno arduo il compito di educarlo.
Sto imparando, come fossi una mammina novella, a riconoscere e dar credito al bisogno di vicinanza di mio figlio e non della vicinanza di chiunque, ma della mia vicinanza. Come portasse dentro un'antica nostalgia.
Proprio così. Nove anni fa la sua nascita mi catapultò dal ruolo di figlia, fino allora il solo che io frequentassi, a quello di madre, ma oggi, dopo tanto scrivere il giornale e tener desta l'attenzione sulle relazioni tra noi, mi rendo conto che è come se stessi ingranando solo adesso.
Sembra il più naturale tra i movimenti dell'anima, l'amore, eppure è così complesso... A volte si finisce solo per confondere la spontaneità con una bieca istintività. Ci si fa prendere quasi dal panico della perdite del controllo, e invece di prendere il largo ci si limita ad una rassicurante, ma poco entusiasmante navigazione sotto costa.
Ho una mappa perennemente sotto gli occhi, che mi guida e mi orienta, mostrandomi di volta in volta cosa sia e cosa non sia amore e questa mappa è il Vangelo.
E' straordinario il modo in cui il mio Dio ama tutti, in ogni momento e imparare a guardare, come lui vede, è come scoprire la strada per il paradiso. Più leggo la Parola più si aprono i miei occhi, perché gli occhi della mia anima vengono guariti e io possa finalmente tornare a vedere e con la vita annunciare l'amore col quale Cristo ci lega e ci libera.
Ieri, per esempio, ho giocato sul tappeto coi due più piccoli facendo finta di essere la nonnina di cappuccetto rosso come non avevo mai fatto.
In questi giorni li sto accogliendo al risveglio uno alla volta, complice il fatto che concedo a Elisa di alzarsi più tardi (anche se questo non ha per nulla prodotto pisolini pomeridiani più lunghi) e questo mi dà modo di dedicare a ciascuno di loro la giusta attenzione.
Tante cose stanno cambiando. Ciò che prima era solo fatica, adesso diventa un bisogno perché i miei, e non solo loro, abbiano il meglio.
La preghiera mi aiuta, ristabilisce il contatto quando questo, fosse solo a causa di un'arrabbiatura o del vorticoso turbinare delle cose da fare nella mia testa, si interrompe e, con poco, cercando il mio Dio, l'anima ritrova la serenità.
Mi aiuta essere una sposa, perché come tra sposi ci si cerca, ci si attende facendo crescere il desiderio dell'incontro, così Dio ci cerca e vuol essere cercato.
Ci sia posto per Lui, in noi e in voi tutti.
Buona notte miei naviganti.
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la mamma
martedì 1 febbraio 2011
Elisa non ha ancora ripreso la sua consueta forma. Ieri sera, poco dopo essersi addormentata, ha di nuovo richiamato la nostra attenzione. Respirava male e nonostante un tempestivo lavaggio del nasino, non è riuscita a riaddormentarsi velocemente.
Questa mattina non l'ho svegliata insieme a Davide, come solitamente faccio al fine di far quadrare i tempi di tutta la famiglia. Le ho concesso di rimanere nel lettino ad approfittare di un sonno che, durante la giornata, difficilmente riesce a ritrovare.
Quando sono rientrata l'ho trovata proprio lì dove l'avevo lasciata e ci è rimasta fino alle 9.30.
Il fatto che non stia bene la rende particolarmente nervosa, e non rimane volentieri da sola. A questo deve aggiunersi che, come una vera prima donna, quando si stanca o vuole mostrare il suo disaccordo, si butta a terra a pancia all'aria e piange stizzita.
Ho un arretrato cosmico da recuperare. Nemmeno oggi, complice il rientro di Lele per pranzo, l'aerosol di Elisa e cose così, sono riuscita a stirare, ma, non sono queste le cose che mi rimangono della giornata appena conclusa.
E' stato bellissimo pregustare l'abbraccio di Davide ritrovandolo nel pomeriggio e avvertire il desiderio che la piccola si svegliasse questa mattina per darle il buongiorno e stare finalmente di nuovo con lei. Altrettanta gioia ho ricevuto poi da Lele vedendolo studiare da solo la sua lezione di storia, camminando avanti e indietro per la sala mentre provava a ripeterla proprio come a volte fanno i grandi.
Stasera invece, devo ammetterlo, un po' mi sono innervosita. E' la vecchia me che ancora rifiuta di morire. Vedevo nella mente il film delle cose ancora da fare e il tempo sul quadrante dell'orologio che scorreva.
Maurizio poi, mentre leggevo qualcosa a Lele prima del sonno, ha steso la biancheria. Il martedì e giovedì si cena tardi e quindi, anche se era tutto pronto (pasticcio di patate, poca roba da lavare, bambini puliti e in pigiama) non si riesce a non tirare troppo in là con l'orario.
Questo era solo un attimo, anche se tardi, per ricomporre le tessere del mosaico, vedere se sulla bilancia pesavano di più i momenti di armonia o quelli di nervosismo e, per una volta, devo dire che han pesato di più i momenti di armonia, anche tra i bambini.
Non è tutto perfetto ma... si va avanti con impegno, con la speranza che rende radiosa anche la più grigia delle giornate e con tanta preghiera.
Vi auguro una buona notte naviganti e, già che ci sono, anche un buon risveglio.
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la mamma
Questa mattina non l'ho svegliata insieme a Davide, come solitamente faccio al fine di far quadrare i tempi di tutta la famiglia. Le ho concesso di rimanere nel lettino ad approfittare di un sonno che, durante la giornata, difficilmente riesce a ritrovare.
Quando sono rientrata l'ho trovata proprio lì dove l'avevo lasciata e ci è rimasta fino alle 9.30.
Il fatto che non stia bene la rende particolarmente nervosa, e non rimane volentieri da sola. A questo deve aggiunersi che, come una vera prima donna, quando si stanca o vuole mostrare il suo disaccordo, si butta a terra a pancia all'aria e piange stizzita.
Ho un arretrato cosmico da recuperare. Nemmeno oggi, complice il rientro di Lele per pranzo, l'aerosol di Elisa e cose così, sono riuscita a stirare, ma, non sono queste le cose che mi rimangono della giornata appena conclusa.
E' stato bellissimo pregustare l'abbraccio di Davide ritrovandolo nel pomeriggio e avvertire il desiderio che la piccola si svegliasse questa mattina per darle il buongiorno e stare finalmente di nuovo con lei. Altrettanta gioia ho ricevuto poi da Lele vedendolo studiare da solo la sua lezione di storia, camminando avanti e indietro per la sala mentre provava a ripeterla proprio come a volte fanno i grandi.
Stasera invece, devo ammetterlo, un po' mi sono innervosita. E' la vecchia me che ancora rifiuta di morire. Vedevo nella mente il film delle cose ancora da fare e il tempo sul quadrante dell'orologio che scorreva.
Maurizio poi, mentre leggevo qualcosa a Lele prima del sonno, ha steso la biancheria. Il martedì e giovedì si cena tardi e quindi, anche se era tutto pronto (pasticcio di patate, poca roba da lavare, bambini puliti e in pigiama) non si riesce a non tirare troppo in là con l'orario.
Questo era solo un attimo, anche se tardi, per ricomporre le tessere del mosaico, vedere se sulla bilancia pesavano di più i momenti di armonia o quelli di nervosismo e, per una volta, devo dire che han pesato di più i momenti di armonia, anche tra i bambini.
Non è tutto perfetto ma... si va avanti con impegno, con la speranza che rende radiosa anche la più grigia delle giornate e con tanta preghiera.
Vi auguro una buona notte naviganti e, già che ci sono, anche un buon risveglio.
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la mamma
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