domenica 10 ottobre 2010

Sono un paio di giorni che non aggiorno il giornale di bordo, e adesso sembra duro recuperare tutti i ricordi e tutti i pensieri avuti.

Agli sgoccioli del fine settimana ci troviamo nuovamente qui, alla vigilia di un nuovo lunedì. Negli ultimi due o tre giorni c'è stato il tempo un po' per tutto e tutti, anche se qualcosa o qualcuno è sfuggito.

Mantenere le relazioni è impegnativo, e il desiderio di farlo non basta. Pensi di mandare un mail, fare una telefonata, programmare un incontro e poi ti trovi a fine giornata, al momento dei bilanci, a fare i conti con il tempo che è passato e la buona volontà che, a braccetto coi buoni propositi, ti rendi amaramente conto non essere stati sufficienti a raggiungere tutti coloro che avresti voluto.

Nel pomeriggio di sabato siamo stati alla scuola materna per la festa di inaugurazione dell'anno. Davide è stato contento. Ha corso nel cortile con alcuni suoi compagni, mentre io son riuscita a far quattro chiacchiere con mia cognata e a vedere per un po' la mia nipotina.

Era prevista anche la Messa alle 18, ma abbian preferito rimandare la cosa alla domenica mattina in parrocchia. In tasca avevamo già un invito a cena da uno dei miei fratelli, quello che da poco si è trasferito in collina. Che invidia!

Affrontando le ultime curve il panorama era davvero stupendo. L'autunno, come ogni anno, ha dato alla natura colori stupendi.

Le temperature iniziano a irrigidirsi, e quasi speravo di trovare il camino acceso. Poi però, superata la crisi di Davide che in macchina si era appisolato e non era molto propenso al risveglio, tutti seduti intorno ad un mangifica tavolata, l'ambiente si è presto scaldato.

Anche oggi c'è stata l'occasione di ritrovarsi con qualche amico. Dopo la Messa come ogni domenica ci siamo fermati (siamo noi gli irriducibili del sagrato) e, anche se non c'erano proprio tutti, qualcuno con cui sostare non è mancato.

Rientreati non è mancato nemmeno il tempo, mentre Maurizio pensava al pranzo, di stendere un carico di biancheria. Non son riuscita a pulire il bagno ma, in serata, ho stirato qualcosa.

Nel pomeriggio siamo stati per un po' all'oratorio e poi a casa di amici.

Tra qualche ore riprenderemo il viaggio della ferialità per cui buona notte naviganti e buona settimana.

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la mamma

giovedì 7 ottobre 2010

Seduta accanto al letto di Davide attendendo che si addormentasse pensavo che oggi ho davvero molto per cui ringraziare il Signore.

Anche se qualcuno, conoscendomi, non lo crede possibile, a volte sono dura coi miei figli, fino a diventare intransigente e questo accade ogni volta che a loro modo mi mettono alla prova. Richiami, ammonimenti, il tono della voce che si fa di tanto in tanto più alto e deciso... è storia di tutti i giorni.

Anche di questo giorno, però...

Però poi che gioia quando, nonostante, o proprio grazie alla fatica del tener duro vedo, sempre come oggi, i piccoli grandi progressi.

Segno che qualcosa alla fine passa calibrando tenerezza e fermezza.

Stiamo cercando per esempio di rendere Lele un po' più autonomo e responsabile, e la prima delle sue responsabilità è proprio la scuola. Questa mattina, prima di uscire per avviarsi alla fermata del pulmino, mi ha chiesto di portare il quaderno di storia dalla nonna, perché potesse studiare lo schema assegnato per domani. Mi ha ricordato di mettergli la frutta in cartella, e quando era ormai il momento mi ha chiesto di prendergli dall'attaccapanni blusina e smanicato.

Tutto questo, per me, è come aver fatto centro al tirassegni. Lo vedo mio figlio, che cresce e impara a controllarsi, a contenere e modulare i suoi impulsi, a fare dei piccoli grandi sforzi per cambiare.

Sempre la mattina uscendo, per esempio, mi chiede di dare un bacio e salutare per lui Elisa, e poi subito aggiunge: "E anche Davide".

L'altra sera l'ho gratificato mettendolo a conoscenza del fatto che mi ero accorta di questo suo sforzo nei confronti del fratellino, che sapevo non era tutta spontaneità, ma in qualche modo stava facendo delle scelte. Gli ho detto che ero molto contenta di questo e l'ho incoraggiato a continuare su questa strada, che in questo modo Dio avrebbe messo nel suo cuore l'amore col quale amare tutti quelli che da solo non riuscirebbe ad amare.

Il viaggio oggi però ci ha fatti anche lambire le coste della personalità altrettanto in formazione di Davide. Anche in lui qualcosa sta cambiando, tanto che dalla sua bocca escono espressioni quali: "Perché io il prossimo anno vado a scuola". Nel pomeriggio, mentre il fratellone faceva i compiti, ha voluto fare un disegno. Ha disegnato un Davide grande, grande con delle gambe lunghissime e accanto Lele, tutta faccia e poco più alto di un microbo.

Per fortuna Lele l'ha presa bene e l'ha lasciato fare!

In poco tempo, da quando è ricominciata la scuola materna, è passato dal rifiuto all'orgoglio. Forse il contatto con i compagni, che come lui passeranno alle elementari, è bastato da solo a fare il miracolo.

Elisa... bé, ieri ha imparato a mandare i baci con la manina appoggiata alla bocca e inoltre è diventata un po' più agile quando si tratta di mettersi dalla posizione eretta a quella seduta.

Come non lodare Dio capace sempre di cose grandi
E' tardissimo stasera. Ho voluto prima rispondere a un paio di mail e prima ancora stendere un carico impressionante di biancheria, talmente impressionante che nemmeno sono state sufficienti le mollette in mio possesso.

I pannolotti di Elisa non sono ancora asciugati e han portato via, oltre allo spazio sullo stendino, anche, appunto, le mollette.

E' stata una giornata per molti versi piacevole. Il tepore avvolgente del sole in questo periodo conforta chiunque.

Sono uscita con Elisa per portare Davide a scuola e, finalmente, dopo aver lasciato che le code dei giorni scorsi davanti al banco della suora col registro si smaltissero, ho pagato la retta. Poi noi donne di casa, accompagnate dalla nonna, ci siamo fermate al mercato e così ho potuto fare una bella spesa di verdura, una di quelle che da tempo non facevo.

Ho preso gli ultimo ortaggi estivi, quelli da non lasciarsi scappare proprio perché sono gli ultimi. Ho chiesto fagiolini, peperoni, pomodori, melanzane, finocchi, carote e zucchine.

Per la cena avrei potuto preparare la mia parmigiana non fritta, purtroppò però, differentemente dalle due volte precedenti, non è risultata abbastanza gustosa e Davide ha preferito ripiegare sulla scamorza.

Al rientro la piccola si è un po' appisolata ed io non ho resistito, sistemando i cassetti del frigorifero, a prepararmi un buon caffè. Solitamente aspetto la compagnia di un'amica per rendere il tutto ancora più gradevole, ma questa mattina non so cosa mi sia preso.

Non faceva freddo per niente eppure mi ha stuzzicato l'idea dell'aroma del caffè e del calore di questa bevanda.

Quando Elisa si è svegliata avevo praticamente finito di sistemare i cassetti e siamo salite per un cambio di pannolino e per rifare i letti. Alla porta però ha suonato l'altra nonna ed è presto arrivata l'ora del pranzo.

Ho rifatto i letti una volta terminato di lavare i piatti, mentre la piccola si infilava a gattoni sotto al letto dei fratelli, facendomi temere per la sua testa. Se solo si fosse messa seduta l'avrebbe battuta contro le doghe!

Si è poi addormentata velocemente ed io ne ho approfittato per terminare il cambio di stagione dei maschi. Mancavano da sistemare la biancheria, le calze e i maglioni di lana.

Alle 15.30 siamo uscite per riprendere Davide alla materna. Mi sono stupita perché, strada facendo, mi ha molto onestamente detto di aver già fatto merenda, mentre lo scorso anno non si lasciava scappare l'occasione di fare un bel bis.

L'ho lodato più volte per sottolineare la bontà della sua azione.

Un'ora dopo è rientrato anche Lele, che si è goduto un paio di puntate di "Goldrake" prima di leggere storia e geografia, assegnate rispettivamente per venerdì e lunedì prossimi.

Quando è rincasato anche Maurizio, stavo giusto finendo di preparare le melanzane, sono stata dal pediatra con Davide. Il suo mal di orecchie alla fine ha avuto bisogno dell'antibiotico. Stasera prima somministrazione.

Come sempre giornata intensa.

Probabilmente diverse azioni e diversi accadimenti andrebbero passati sotto la lente della riflessione, ma ora, sono troppo stanca e mi manca la giusta lucidità.

Buona notte naviganti, in fondo, anche dormire è impiegare bene il tempo.

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la mamma

martedì 5 ottobre 2010

Oggi Maurizio è rimasto a casa. In mattinata ha accompagnato sua mamma a una visita medica e ha ritenuto di prendere l'intera giornata di ferie.

Per me, a casa, le ore dal risveglio al pranzo non sono state molto diverse dalla solita routine. Prima che la famiglia si risvegliasse son riuscita a dare una ripulita allo studio, che da tempo necessitava che una mano pietosa passasse uno strofinaccio sugli scaffali della libreria e riordinasse ciò che col passare dei mesi si era accumulato disordinatamente.

Libri dei bambini alcuni dei quali da restituire alla biblioteca, disegni sparsi qua e là, giochi e carte d'ogni tipo.

Quando ho finito con Maurizio e Lele abbiam fatto colazione. Come negarsi un buon caffèlatte con qualche biscotto?

Dopo aver pregato (oggi si leggeva il brano di vangelo che racconta della diversa accoglienza riservata da Marta e Maria a Gesù) son salita per vestirmi e svegliare Elisa e, con molta fatica, anche Davide.

Quando è arrivata la nonna per far compagnia alla piccola mentre portavo Davide all'asilo, anche loro avevano già fatto la colazione ed io ero risalita per pettinarmi.

Così sono uscita e dopo aver lasciato Davide ed essere passata dal formaggiaio sono rientrata.

Elisa andava cambiata e così ho fatto. L'ho presa dal seggiolone dov'era rimasta fino a quel momento e dove non voleva più stare per poi salire. Tanto che c'ero, mentre lei gattonava, ho rifatto i letti.

Quando è rientrato Maurizio la piccola dormiva nel passeggino ed io avevo giusto, giusto le tazze da lavare.

Per il pranzo, con l'avanzo della pappa al pomodoro di ieri sera con l'aggiunta di "fregula", tipica pasta sarda, abbiamo atteso Lele, che sarebbe rientrato alle 12.45 dopo la sua mezza giornata del martedì.

E' stato bello poter pranzare in tre.

E' il pomeriggio che il viaggio s'è fatto interessante. La nonna del mattino è tornata alle 14.15. Lele stava iniziando a fare i compiti, Elisa dormiva e Davide ancora stava all'asilo. Una vicina lo sarebbe andato a riprendere più tardi.

Maurizio ed io invece siamo andati per negozi per rinnovare il suo guardaroba (per me non ho trovato nulla) e portare a termine qualche altra commissione che ci avrebbe altrimenti costretti a impegnare un sabato pomeriggio. Tra le altre cose volevo comprare il tessuto per le tende della camera di Elisa. Ho scoperto che anche in città le mercerie non sono molto fornite e non tengono poprio tutti i tipi di tessuti. Prima di rinunciare però ho provato in un piccolo negozietto e forse, tra un paio di settimane, avrò il materiale che mi occorre.

Quando finalmente ho raggiunto casa solo la compagnia dei miei bambini mi ha realmente riportata a terra. Quasi mi girava la testa dopo tutto quel peregrinare per negozi, decisamente non ci sono abituata e, come dire, forse non è pane per i miei denti.

Abbiamo cenato un po' più tardi del solito per via del judo con pasta allo zafferano e frittata.

Ecco, tutto qua.

Ora sento gli occhi appesantirsi, forse è meglio chiudere.

Buona notte naviganti.

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la mamma

lunedì 4 ottobre 2010

Ieri il vascello è uscito nuovamente molto tardi nella mattina. Per le 10 avremmo dovuto essere a Messa ma quando, alzando la testa dal cuscino, ho chiesto a Maurizio di guardare che ore fossero entrambi abbiamo capito che orami era impossibile e chissà, magari questo ritardo è stato provvidenziale.

Di fatto, andando a Messa in Basilica, anziché nella chiesa della nostra parrocchia, ho incontrato mio fratello con la sua fidanzata e così ho potuto scambiare con loro quattro chiacchiere e salutarli. Se tutto va bene il prossimo fine settimana potremmo essere loro ospiti a pranzo.

Nel pomeriggio altre corse. Lele è stato a catechesi e quando Maurizio l'ha riportato a casa siamo stati a un battesimo.

Oggi poi, nonostante la pioggia battente, son riuscita miracolosamente a rispettare l'intera tabella di marcia.

Il momento più piacevole è arrivato dopo l'ora di merenda. Davide e Lele invece di fiondarsi sui cartoni han preferito giocare. Prima Davide ha sistemato qualche ruspa sul tavolo, mentre Elisa finiva il suo yogurt e frutta e io bevevo un té, per me d'obbligo in questa stagione. Poi ci siamo trasferiti sul tappeto.

Lele è rimasto in cucina a cercar di costruire un robot con i Lego, mentre il fratello, nonostante gli spiegassi che era sconsigliabile con la sorellina in giro, ha voluto a tutti i costi giocare con la tombola. La nonna due Natali fa gliene ha fornita una con bussolotto che gira tipo gioco del Lotto. Abbiamo tenuto il tabellone di plastica rigida coi forellini per inserire le piccole biglie, e bussolotto integrato sul divano, mentre la piccola scorrazzava in giro esisbendosi nei suoi sempre più temerari giochi di equilibrio.

Questa sera, mentre terminavo di lavare i piatti, stava dritta appoggiata all'antina liscia di un mobile della cucina. Mi chiedo se in casa ho una bambina o l'uomo ragno.

Alle 18.10 ho caricato la lavatrice per poi in fretta preparare una zuppa di pomodoro e delle cotolette di tacchino fritte, secondo mio marito, in troppo olio. Però erano buone!

Nemmeno avevo pane grattuggiato a sufficienza, così, su suo consiglio, ho dovuto ricorrere a un po' di farina.

Va bé, domani forse sarà diverso. Il papà e la mamma hanno bisogno di un cambio di guardaroba e in mattinata spero di metter mano al cambio di stagione della piccola.

Adesso naviganti... a nanna!

Buona notte

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la mamma

sabato 2 ottobre 2010

Stamattina il vascello ha lasciato il porto quando già tutte le altre navi stavano per mare.

Mi sono alzata dal letto che già il sole era altro. La sveglia sul comodino di Maurizio segnava infatti le 9. Questa volta, nella battaglia fra il recupero della pila di panni da stirare e quello delle ore di sonno ha vinto il secondo.

Particolari sensi di colpa non né ho avuti, dovevo solo accettare il fatto che poi in giornata non sarei riuscita a fare quanto avrei voluto.

Alle 11, come volevasi dimostrare, le tazze della colazione stavano ancora nel lavandino. Maurizio è uscito solo per il giro di commissioni ed Elisa si è presto stancata di vagare sola per il pavimento.

Lele nel frattempo portava a termine i suoi compiti e controllando il diario si è accorto di non aver segnato storia. Si ricordava che la maestra aveva scritto che cosa avrebbero dovuto studiare sulla lavagna, ma quando è rientrato in classe dopo l'intervallo qualcuno l'aveva già ripulita. Nemmeno sapeva se avesse dovuto prepararsi per lunedì o per venerdì, come la scorsa settimana.

Ho provato a farlo ragionare un po' su come avrebbe potuto risolvere la cosa e alla fine abbiamo risolto con un sms a un'altra mamma. Davide, dopo i cartoni, ha giocato parecchio con ruspe, escavatori e mattoncini delle costruzioni da trasportare.

Quando Maurizio è rientrato ero appena riuscita a mettermi al lavandino, ma un vasetto di miele si è messo di traverso ai nostri piani. A quanto pare il tappo non era ben sigillato e parte del contenuto del vasetto ha un po' imbrattato i prodotti contenuti nello stesso sacchetto e... i pantaloni di Maurizio. Abbiamo un po' ripulito tutto e considerato che mancava ormai poco all'ora di pranzo e i bambini (soprattutto la piccola) non erano molto tranquilli, abbiamo rinunciato a portare la nostra centrifuga, ferma da un anno, nel centro in cui forse avrebbero potuto riparararlo.

Il pomeriggio però Elisa è riuscita a dormire parecchio. Lele ha avuto tempo per il suo video gioco e Davide ha ripiegato sulle macchinine. Maurizio ha aiutato i nostri vicini che stanno predisponendo il collegamento wireless, ed io ho avuto tempo per stirare.

I maschietti sono poi stati a far merenda dalla nonna, ed Elisa dopo la merenda, è tornata col papà dai vicini. Nel frattempo ho pulito il bagno al piano terra e poi sono salita a lavarmi i capelli.

Mi rendo conto ora che mi sono concessa forse poco la compagnia dei miei. Ho fatto il bagno con la piccola e poi... poco altro.

Nonostante questo, e la stanchezza, stasera sentivo qualcosa di buono nel cuore, di indefinibile ed estremamente bello.

E' ora di tornare in porto naviganti, il porto che sta nel cuore delle persone che ci amano e che amiamo.

Buona notte.

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la mamma

venerdì 1 ottobre 2010

Due giorni di aggiornamento mancato e vediamo se, tenendo a bada il sonno, riesco a recuperare qualche ricordo o qualche pensiero.

Una riunione alla scuola materna, o meglio, alla scuola dell'infanzia secondo la moderna dicitura, mi ha impedito di pubblicare il posto quotidiano e, ripensandoci, ne avrei avute di cose da raccontare.

Lele doveva studiare un po' più del solito e quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio dalla nonna è diventato un intero pomeriggio di turbolenze che è sfociato nel mancato allenamento di judo. Non solo, ma lo studio si è poi protratto fino alle 22.

Io sono tornata a casa per circa un'ora lasciando tutti e tre i nipotini insieme alla nonna, e al ritorno stava mezzo sdraiato sulla poltrona, col libro a un palmo di naso e una faccia che non diceva nulla di buono.

I falegnami, nel frattempo, finivano di scaricare una camera da letto e di portarla al piano superiore dove l'hanno poi rimontata nella stanza assegnata. Elisa già era sveglia. Aveva dormito la sua solita mezz'ora.

Non c'era la calma di cui avrebbe avuto bisogno in una situazione simile. A catena si sono scatenate reazioni che non siamo più riusciti a riprendere e a incanalare per il giusto verso.

Lele era molto arrabbiato per quanto ancora aveva da studiare e per le cose che capiva che non sarebbe riuscito a fare. Sulla strada del ritorno camminava quattro o cinque passi dietro a noi bofonchiando qualcosa tra sé e sé che non sono riuscita a cogliere. Distoglievo Davide parlando insieme a lui "del suo futuro" per tenerlo alla larga dal grande che lo allontanava.

Arrivati a casa ho concesso loro mezz'ora di cartoni. Non sarebbe riuscito a cavare un ragno dal buco in quelle condizioni quindi... tanto valeva... Prima di cena ha ripreso a studiare e dopo cena, con Maurizio che gli spiegava in modo allettante ciò che ancora faticava a capire, ha portato a termine italiano, storia e ha finito il disegno per la festa dei nonni.

Ieri sera uscire per andare alla riunione è stato un modo per distrarmi e quando sono uscita, spostando il pensiero da Lele a Davide, mi sono rilassata.

Nonostante abbia iniziato la quarta purtroppo non ha ancora chiaro come organizzare lo studio, ma la cosa peggiore è che difficilmente ascolta suggerimenti, rendendo, per fare l'originale, contornte anche le cose più semplici.

Però (perché c'è un però) negli ultimi giorni, ho anche avuto modo di apprezzare il mio zuccone, testardo che così tanto, dalla sua nascita in qua, mi fa penare. Mi sono accorto che sta facendo qualche sforzo per cambiare il suo rapporto con Davide.

Quando al mattino esce chiedendomi di salutare Elisa, poi aggiunge: "E anche Davide". Ogni tanto gli si avvicina, lo bacia o ha qualche gesto di tenerezza nei suoi confronti.

Già mi sto chiedendo se per caso nell'universo non si stia scatenando qualche tempesta di meteoriti della quale non sono a consocenza.

Non so come, ma ho l'impressione che mi stia seguendo sulla strada che ho deciso di intraprendere, quella di amare per scelta e proprio questa sera, lavando i piatti, gli ho comunicato il mio apprezzamento.

In quel film, "Fire proof", uno degli aspetti della relazione alla quale si faceva riferimento, sulla quale veniva posta l'attenzione, era proprio l'osservazione dell'altro. Bisogna guardare l'altro, osservarlo perché c'è tutto un mondo fuori dalle parole che ti mette in contatto, ti fa conoscere, coloro che hai accanto. Guardare l'altro, non perderlo di vista, tenerlo costantemente sotto gli occhi, è l'unico modo per accorgersi delle cose. Dei cambiamenti, dei bisogni, delle sofferenze, dei desideri, ecc., ecc. Vale tra genitori e figli, ma vale anche tra marito e moglie.

Oggi intanto è stata una giornata diversa. Poteva essere piovosa e poi invece è stata solo grigia. Alle 11, dopo essermi arresa al fatto che non sarei riuscita a proseguire nel cambio di stagione perché Elisa era stanca, stavo con lei sul tappeto. A un certo punto, dopo essersi interessata a qualche gioco e aver vagato un po', stava in piedi di fronte a me reggendosi alle mie dita della mano. Il mio indice destro nel suo pugnetto sinistro e il suo pugnetto destro nel mio indice sinistro. Così ho provato a dirle: "Elisa, batti, batti le manine", e lei, in perfetto equilibrio, si è staccata e per tre volte ha battuto le mani.

Cresce, come cresce!

Va bé, adesso vado a nanna, e voi, naviganti, auguro la mia buona notte e buon fine settimana.

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la mamma