Ancora una volta mi sono addormentata leggendo. Elisa non ha faticato a prender sonno stasera e Davide è crollato sul divano. Lele, invece, si è goduto fino alla fine il suo "Super Gulp" e poi anche lui è salito.
Desideravo il momento di poter rimanere finalmente un po' tranquilla a leggere, ma la stanchezza mi ha come bastonata. Pazienza, riproveremo domani sera.
Siamo intanto arrivati a mercoledì, lo spartiacque fra l'inizio e la fine della settimana. Il cielo questa mattina era ancora grigio, ma quando mi sono affacciata dalla finestra della cucina, per sbirciare e farmi un'idea della situazione, sembrava si stesse rasserenando. Così, quando la mia vicina ha suonato il campanello per venire a badare a Elisa mentre portavo Davide all'asilo, ho gentilmente respinto la sua offerta dicendole che dovevo assolutamente fermarmi al mercato.
Lele, che lunedì inizierà scuola, aveva assolutamente bisogno di almeno un paio di felpe nuove e di uno smanicato altrimenti, nel caso avesse iniziato a far fresco (cosa che sta già avvenendo), mi sarei trovata impreparata.
Ci siamo preparati senza troppi intoppi e alle 9, mettendo per sicurezza il parapioggia del passeggino nel carrello posto sotto il sedile dello stesso, siamo usciti. Apro la porta di casa e, accidenti! ho visto il pavimento del cortile spruzzato dalle prime gocce, ma ormai era tardi per cambiare idea.
Abbiamo aperto gli ombrelli, ho sistemato il parapioggia e siamo usciti. Dopo aver lasciato Davide, che stamattina ha trovato l'aula invasa dai piccoli che han fatto oggi il loro ingresso e dai loro genitori, ci siamo avviati al banco di abbigliamento per bambini dove mi servo di solito. Prezzi abbordabili, buona qualità e per me, cosa che ha il suo peso, veramente facile da raggiungere. Mi servo da questi ragazzi da quando è nato Emanuele e ora, che sono una cliente fidelizzata, mi concedono anche qualche sconto!
Elisa si è poi addormentata durante il tragitto del rientro e ha continuato a dormire per un po' una volta a casa. Lele si è messo a leggere ed io, dopo aver lavato le tazze della colazione, ho impastato la pasta per la pizza che abbiamo mangiato stasera a cena.
Nel pomeriggio son tornata ad affrontare una cesta piena di panni da stirare e, grazie anche all'aiuto di mia suocera, giunta a trovare me e i bambini, sono riuscita ad arrivare al fondo.
Non c'è molto altro da raccontare. La pizza era proprio buona e chissà se domani riuscirò a fare ciò che ho in mente. Non andremo da mia mamma, come ogni giovedì, perché è in viaggio, per cui vedremo.
Buona notte naviganti.
---
la mamma
mercoledì 8 settembre 2010
E' successa un'altra cosa straordinaria oggi. Fuori il cielo era grigio e nuvoloso e un velo d'umidità e di baganto ricopriva l'asfalto. Verso le 17 stavamo ancora tutti sul pavimento a giocare.
Davide era ormai rientrato dopo l'asilo, Lele leggeva sul divano e Maurizio sarebbe rincasato poco dopo le 18 ed Elisa, come ieri, gironzolava in cerca di sempre nuove attrazioni. Come ieri dovevo allontanarla da ruspe e betoniere. Davide proprio non la voleva nel suo cantiere e credo proprio ormai stia covando un po' di gelosia. Scappava a nascondere la faccia fra i cuscini ogni volta che la piccola si avvicinava furbescamente protestando che voleva giocare solo con me.
Ho tentato così di sminuire la piccola (che ancora non comprende) rassicurandolo che tanto lei: "Non sa giocare al cantiere", mentre lui era molto bravo e a stuzzicarlo con nuove idee, come quella di costruire un'intera città immaginaria, ma lui si alzava e col piede voleva schiacciare la mano di sua sorella dicendole: "Brutta".
Non mi ricordo con esattezza la sequenza degli eventi. A un certo punto però mi son voltata verso di lei, alla quale comunque cercavo di dare attenzione, e l'ho vista in piedi aggrappata al bordo del divano. E' incredibile... gattona si e no da tre giorni e già s'aggrappa cercando di stare in piedi.
Come ogni volta che compie un progresso, gongolava di consapevolezza.
Tutt'attorno a questo evento c'è stata la normalità di sempre. Questa luce malinconica invece di intristirmi mi ha quasi coccolata, facendomi pregustare l'autunno, con una nota di calore che è vicinanza umana, rassicurandomi che la casa, come luogo prievilegiato del cuore, è un posto buono per vivere.
E prima o poi, chissà, appena sarà possibile, preparerò una fantastica torta di mele.
Buona notte naviganti di tutti i mari.
---
la mamma
Davide era ormai rientrato dopo l'asilo, Lele leggeva sul divano e Maurizio sarebbe rincasato poco dopo le 18 ed Elisa, come ieri, gironzolava in cerca di sempre nuove attrazioni. Come ieri dovevo allontanarla da ruspe e betoniere. Davide proprio non la voleva nel suo cantiere e credo proprio ormai stia covando un po' di gelosia. Scappava a nascondere la faccia fra i cuscini ogni volta che la piccola si avvicinava furbescamente protestando che voleva giocare solo con me.
Ho tentato così di sminuire la piccola (che ancora non comprende) rassicurandolo che tanto lei: "Non sa giocare al cantiere", mentre lui era molto bravo e a stuzzicarlo con nuove idee, come quella di costruire un'intera città immaginaria, ma lui si alzava e col piede voleva schiacciare la mano di sua sorella dicendole: "Brutta".
Non mi ricordo con esattezza la sequenza degli eventi. A un certo punto però mi son voltata verso di lei, alla quale comunque cercavo di dare attenzione, e l'ho vista in piedi aggrappata al bordo del divano. E' incredibile... gattona si e no da tre giorni e già s'aggrappa cercando di stare in piedi.
Come ogni volta che compie un progresso, gongolava di consapevolezza.
Tutt'attorno a questo evento c'è stata la normalità di sempre. Questa luce malinconica invece di intristirmi mi ha quasi coccolata, facendomi pregustare l'autunno, con una nota di calore che è vicinanza umana, rassicurandomi che la casa, come luogo prievilegiato del cuore, è un posto buono per vivere.
E prima o poi, chissà, appena sarà possibile, preparerò una fantastica torta di mele.
Buona notte naviganti di tutti i mari.
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la mamma
lunedì 6 settembre 2010
Leggevo mentre Maurizio di là terminava di scrivere il post commentando l'ultimo film visto e... sono crollata dal sonno!
Non me l'aspettavo, tanto più che i bambini si sono addormentati veramente presto. Quando riaprendo gli occhi ho guardato l'ora focalizzando i numeri digitali sul lettore dvd, mi sono accorta che non erano nemmeno le 22.30.
Sarà solo colpa del grigiore delle nuvole che hanno nascosto il sole e reso un po' pesante l'aria per via dell'umidità, ma adesso ci sono e... sono sveglia!
Davide è tornato all'asilo questa mattina. Nel corridoio della scuola saltava d'impazienza perché m'attardavo ad appendere la sua felpa nell'armadietto. Voleva a tutti i costi entrare in classe e rivedere tutti i suoi amici. Non so come, ma difficilmente l'estate riesce a trovare coetanei come compagni di giochi e va sempre a finire che deve star dietro a suo fratello e ai suoi amici, senza riuscirci. Una perenne rincorsa.
E' tornato con la prima macchia di sugo dell'anno sul grembiulino e, non appena mi ha visto senza i suoi fratelli, mi ha chiesto: "Dov'è Lele?".
Lele era rimasto a casa con Elisa affidato ad una vicina. Non ho voluto portarli fuori correndo il rischio che si mettesse a piovere da un momento all'altro. Rientrati abbiamo fatto merenda e anch'io sono tornata al mio thé delle 16. Ci siamo anche visti "Il fantabosco" alla tv, insomma, tutto come prima.
Mentre tentavo di preparare velocemente e sistemare nella pirofila le melanzane alla parmigiana che avevo deciso di preparare per cena, sul tavolo comparivano ruspe, trattori, camion, escavatori betoniere.
Davide voleva giocare al cantiere. Con me. Lele ha chiesto e ottenuto di poter guardae un cartone e, considerato che dovevo terminare di cucinare e cambiare poi la piccola, per un po' s'è aggregato anche lui. Poi tutti sul pavimento in attesa dell'arrivo del papà.
Elisa diventa ogni minuto sempre più abile nel suo modo di gattonare e non era in alcun modo intenzionata a rimanere nel perimetro del suo tappeto. Con poco ci raggiungeva e metteva le sue zampine sull'intero corredo da provetto muratore e allora: "Elisa tu non puoi toccare niente!".
Ma come si fa a tenere una piccola esploratrice lontano da tutto ciò che la circonda? Comunque per oggi ho ritenuto opportuno prenderla e dirottarla tutte le volte che si avvicinava minacciosa, ma non è stato semplice, così poi ho proposto di uscire per quattro calci al pallone, con la piccola in braccio e, nel frattempo, papà è arrivato.
Lele oggi ha avuto tempo per leggere e nel pomeriggio abbiamo sistemato il materiale per la scuola. Ciò che manca lo compreremo venerdì.
Ora forse, naviganti, è meglio qualche ora di riposo, quindi...
buona notte.
---
la mamma
Non me l'aspettavo, tanto più che i bambini si sono addormentati veramente presto. Quando riaprendo gli occhi ho guardato l'ora focalizzando i numeri digitali sul lettore dvd, mi sono accorta che non erano nemmeno le 22.30.
Sarà solo colpa del grigiore delle nuvole che hanno nascosto il sole e reso un po' pesante l'aria per via dell'umidità, ma adesso ci sono e... sono sveglia!
Davide è tornato all'asilo questa mattina. Nel corridoio della scuola saltava d'impazienza perché m'attardavo ad appendere la sua felpa nell'armadietto. Voleva a tutti i costi entrare in classe e rivedere tutti i suoi amici. Non so come, ma difficilmente l'estate riesce a trovare coetanei come compagni di giochi e va sempre a finire che deve star dietro a suo fratello e ai suoi amici, senza riuscirci. Una perenne rincorsa.
E' tornato con la prima macchia di sugo dell'anno sul grembiulino e, non appena mi ha visto senza i suoi fratelli, mi ha chiesto: "Dov'è Lele?".
Lele era rimasto a casa con Elisa affidato ad una vicina. Non ho voluto portarli fuori correndo il rischio che si mettesse a piovere da un momento all'altro. Rientrati abbiamo fatto merenda e anch'io sono tornata al mio thé delle 16. Ci siamo anche visti "Il fantabosco" alla tv, insomma, tutto come prima.
Mentre tentavo di preparare velocemente e sistemare nella pirofila le melanzane alla parmigiana che avevo deciso di preparare per cena, sul tavolo comparivano ruspe, trattori, camion, escavatori betoniere.
Davide voleva giocare al cantiere. Con me. Lele ha chiesto e ottenuto di poter guardae un cartone e, considerato che dovevo terminare di cucinare e cambiare poi la piccola, per un po' s'è aggregato anche lui. Poi tutti sul pavimento in attesa dell'arrivo del papà.
Elisa diventa ogni minuto sempre più abile nel suo modo di gattonare e non era in alcun modo intenzionata a rimanere nel perimetro del suo tappeto. Con poco ci raggiungeva e metteva le sue zampine sull'intero corredo da provetto muratore e allora: "Elisa tu non puoi toccare niente!".
Ma come si fa a tenere una piccola esploratrice lontano da tutto ciò che la circonda? Comunque per oggi ho ritenuto opportuno prenderla e dirottarla tutte le volte che si avvicinava minacciosa, ma non è stato semplice, così poi ho proposto di uscire per quattro calci al pallone, con la piccola in braccio e, nel frattempo, papà è arrivato.
Lele oggi ha avuto tempo per leggere e nel pomeriggio abbiamo sistemato il materiale per la scuola. Ciò che manca lo compreremo venerdì.
Ora forse, naviganti, è meglio qualche ora di riposo, quindi...
buona notte.
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la mamma
Sono passate circa tre settimane
dall'ultimo post sull'argomento "Cineteca", in effetti non è facile trovare qualche film per cui valga veramente la pena una segnalazione :-(
Sicuramente la pellicola (sinonimo che ormai non si dovrebbe più utilizzare nell'era digitale...) "The blind side" merita di essere citata.
Il film è tratto dal libro "The Blind Side: Evolution of a Game" e racconta una storia vera e contemporanea.
Il protagonista "Michael Oher" è un ragazzo di colore nato a Memphis nel Tennessee, che da una condizione di abbandono viene accolto in una famiglia benestante che lo adotterà. Grazie al loro aiuto e al loro sostegno riuscirà ad arrivare al college e diventare un giocatore di football americano professionista.
La protagonista Sandra Bullock e la partecipazione, se pur minimale, di Kathy Bates (premio Oscar in "Misery non deve morire") ne fanno un film che merita di essere visto.
---
il papà
dall'ultimo post sull'argomento "Cineteca", in effetti non è facile trovare qualche film per cui valga veramente la pena una segnalazione :-( Sicuramente la pellicola (sinonimo che ormai non si dovrebbe più utilizzare nell'era digitale...) "The blind side" merita di essere citata.
Il film è tratto dal libro "The Blind Side: Evolution of a Game" e racconta una storia vera e contemporanea.
Il protagonista "Michael Oher" è un ragazzo di colore nato a Memphis nel Tennessee, che da una condizione di abbandono viene accolto in una famiglia benestante che lo adotterà. Grazie al loro aiuto e al loro sostegno riuscirà ad arrivare al college e diventare un giocatore di football americano professionista.
La protagonista Sandra Bullock e la partecipazione, se pur minimale, di Kathy Bates (premio Oscar in "Misery non deve morire") ne fanno un film che merita di essere visto.
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il papà
Può iniziare un giornale di bordo con un pensiero riguardo all'avvenire, anziché col resoconto ordinato degli ultimi avvenimenti?
Il fatto è che domani si ricomincia. Non solo perché è lunedì, ma soprattutto per il fatto che Davide ritornerà all'asilo. Dicevo or ora a Maurizio che dopo un'intera estate dovrei aver avuto modo di accumulare tutte le energie necessarie per affrontare un nuovo anno e invece...
Invece mi sembra di aver esaurito buona parte delle mie risorse. Stiravo prima e, facevo non ricordo cosa nel pomeriggio, e intanto dicevo a me stessa di stare attenta, di non iniziare con un atteggiamento da "gomme a terra" o la realtà si sarebbe rivelata peggiore della mia immaginazione.
E' vero. Per buona parte della giornata loro saranno a scuola ed io, a casa con Elisa, avrò forse un po' di tranquillità in più. Se non altro non dovrò pensare a come intrattenerli. Saranno relativamente frenetiche le prime ore del mattino, quando dovrò aver tutto ben incasellato per evitare ritardi, e poi... poi pian piano trascorreranno anche le altre ore, sperando di non trovarsi alle 22 ad accendere il ferro da stiro.
Mi sento come in quelle annate in cui decidevo di dar tutta me stessa dal primo giorno di scuola per poi trovarmi a gennaio, all'inizio del secondo quadrimestre letteralmente spossata. Ore sui libri, rendimento zero.
Ma si, alla fine sarà solo questione di una buona organizzazione e di tanta fiducia nella Provvidenza. In fondo, ogni mamma è sollevata solo all'idea dell'apertura delle scuole.
Oggi siamo rimasti in casa esclusa, naturalmente, la Messa del mattino. Cerimonia solenne, come sempre partecipata, per celebrare S. Rocco.
E' venuto mio fratello a pranzo insieme alla sua fidanzata e siamo stati bene. Abbiamo chiacchierato amabilmente e anche i bambini si sono divertiti. Davide, nonostante le iniziali resistenze, ha assaggiato i cannelloni dividendo la mia porzione e la crostata, tagliata al momento del caffè, è venuta buona.
Quando se ne sono andati ho sistemato i letti e poi mi son messa sulla panchina in cortile a cucire uno strappo sullo zainetto che Davide usa per l'asilo. Son passati mio cognato con la moglie e mio nipote e poi bagno ai più grandi e cena con latte e una fetta di torta.
Altri litigi han tolto un po' la pace e ho dovuto rimettere le cose in chiaro tanto con Davide, quanto con Emanuele ma, come ha detto il nostro parroco qualche omelia fa, in alcuni momenti si alza la voce coi nostri figli perché vogliamo tirar fuori il meglio da loro. E così ho fatto.
Chiudiamo in bellezza. Elisa gattona e... dice mamma, ma solo quando mangia!
Buona notte naviganti.
---
la mamma
Il fatto è che domani si ricomincia. Non solo perché è lunedì, ma soprattutto per il fatto che Davide ritornerà all'asilo. Dicevo or ora a Maurizio che dopo un'intera estate dovrei aver avuto modo di accumulare tutte le energie necessarie per affrontare un nuovo anno e invece...
Invece mi sembra di aver esaurito buona parte delle mie risorse. Stiravo prima e, facevo non ricordo cosa nel pomeriggio, e intanto dicevo a me stessa di stare attenta, di non iniziare con un atteggiamento da "gomme a terra" o la realtà si sarebbe rivelata peggiore della mia immaginazione.
E' vero. Per buona parte della giornata loro saranno a scuola ed io, a casa con Elisa, avrò forse un po' di tranquillità in più. Se non altro non dovrò pensare a come intrattenerli. Saranno relativamente frenetiche le prime ore del mattino, quando dovrò aver tutto ben incasellato per evitare ritardi, e poi... poi pian piano trascorreranno anche le altre ore, sperando di non trovarsi alle 22 ad accendere il ferro da stiro.
Mi sento come in quelle annate in cui decidevo di dar tutta me stessa dal primo giorno di scuola per poi trovarmi a gennaio, all'inizio del secondo quadrimestre letteralmente spossata. Ore sui libri, rendimento zero.
Ma si, alla fine sarà solo questione di una buona organizzazione e di tanta fiducia nella Provvidenza. In fondo, ogni mamma è sollevata solo all'idea dell'apertura delle scuole.
Oggi siamo rimasti in casa esclusa, naturalmente, la Messa del mattino. Cerimonia solenne, come sempre partecipata, per celebrare S. Rocco.
E' venuto mio fratello a pranzo insieme alla sua fidanzata e siamo stati bene. Abbiamo chiacchierato amabilmente e anche i bambini si sono divertiti. Davide, nonostante le iniziali resistenze, ha assaggiato i cannelloni dividendo la mia porzione e la crostata, tagliata al momento del caffè, è venuta buona.
Quando se ne sono andati ho sistemato i letti e poi mi son messa sulla panchina in cortile a cucire uno strappo sullo zainetto che Davide usa per l'asilo. Son passati mio cognato con la moglie e mio nipote e poi bagno ai più grandi e cena con latte e una fetta di torta.
Altri litigi han tolto un po' la pace e ho dovuto rimettere le cose in chiaro tanto con Davide, quanto con Emanuele ma, come ha detto il nostro parroco qualche omelia fa, in alcuni momenti si alza la voce coi nostri figli perché vogliamo tirar fuori il meglio da loro. E così ho fatto.
Chiudiamo in bellezza. Elisa gattona e... dice mamma, ma solo quando mangia!
Buona notte naviganti.
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la mamma
domenica 5 settembre 2010
Qualche altro giorno d'assenza e anche stasera è tardi. Molte delle riflessioni dei giorni scorsi sono andate purtroppo perdute.
Il desiderio di ritrovarmi qui a fine giornata, a ponderare un po' tutto, a condividerlo con qualche volto noto e tanti volti anonimi che potrebbero leggere queste righe era alto.
Ieri, per esempio, avrei potuto e voluto raccontare, fra le tante cose che una delle mie vicine e amiche nel pomeriggio mi ha raggiunta telefonicamente chiedendomi se avessi bisogno che rimanesse un po' con Elisa. Avrei potuto così stirare... Avrei potuto e voluto raccontare del senso di gratitudine profondo che ho provato, che provo ogni qual volta la Provvidenza, nelle sue molteplici forme, mi raggiunge e io capisco di non essere abbandonata. Grazie, profondamente grazie amica mia, per aver pensato a me e al mio possibile bisogno.
Maurizio però si è servito del portatile fino allo scoccare della mezzanotte. Preparava le mappe che oggi, con Emanuele, avrebbero esposto e venduto sul loro banchetto. Avrebbe finito prima, forse, ma da uno strano gorgoglio dei tubi del bagno, ci siamo resi conto di avere il sifone otturato e Maurizio, sollevando il tombino d'ispezione, ha dovuto liberarlo. Nel contempo si è pure accorto che le luci di posizione dell'auto non funzionavano, ragion per cui questa mattina è passato dal meccanico.
Iniziava la sagra di S. Rocco, patrono del rione, e in serata ci saremmo dovuti spostare in auto per la tradizionale grigliata in oratorio.
Doveva essere una sabato semplice. Già avevo pensato, con la confezione di pasta fresca per lasagne che mi era rimasta in frigorifero, di preparare dei cannelloni per il pranzo della domenica. Avendo la marmellata, da consumare entro il 23 settembre, la cosa migliore era sicuramente farne una crostata, magari sbriciolando assieme degli amaretti e poi... poi questa mattina avremmo cotto il pane.
Alle 8 del mattino, però, il vascello è andato ad incagliarsi e solo verso sera ha potuto riprendere il largo, giusto il tempo per tornare sicuro in porto. Emanuele, mentre ancora tutti noi dormivamo, al buio ha voluto prendere il suo cubo di Rubik che sta su una mensola in alto e... scivolandogli dalle mani è caduto per infrangersi irrimediabilmente sul pavimento!
E' stato come il segno negativo alla chiusura della Borsa, o meglio, il segno profetico che non tutto sarebbe andato per il verso giusto. Desideravo concedergli il pomeriggio col papà e il suo amico per la pelle. Un momento in esclusiva. Davide sarebbe rimasto con me in cucina e, dato che si trattava di preparare cose per nulla elaborate, ci saremmo sbrigati coprendo il tempo del pisolino di Elisa.
Quando sono usciti, alle 13.30, la piccola già dormiva. Io dovevo lavare i piatti mentre Davide si guardava un cartone, ma già chiedeva di poter andare anche lui con papà. L'ho convinto a rimanere con me. E' andata bene.
Ha pesato la farina, ci abbiamo messo dentro tre occhi di drago (i tuorli) e poi il burro, che mi son dimenticata di tirar fuori per tempo dal congelatore e a ritardato un po' i tempi. Dopo poco però l'ho visto scendere dalla sedia e: "Vado a giocare". Si era stufato. E' rimasto un po' in cortile con le sue ruspe mentre io, in attesa di poter impastare la frolla, preparavo il sugo che avrebbe fatto da letto ai miei cannelloni.
Ogni tanto rientrava in cucina e ben presto è tornato a chiedere di poter andare con papà. Io, nonostante desiderassi farlo, non potevo nemmeno portarlo a fare un giro per i banchetti. Dovevo terminare le preparazioni. Avevo deciso che quello sarebbe stato il nostro pranzo, perché domani per noi sarebbe stato un giorno di festa e, visto che comunque quello era il menù e si trattava di cose buone, avevo anche invitato il più giovane dei miei fratelli con la sua fidanzata da noi.
Alle 15 Elisa si è svegliata e ho dovuto sederla nel seggiolone. Un po' c'è rimasta, ma ben presto s'è stancata, mentre le richieste di Davide, avvicinandosi ormai le 16 a grandi passi, diventavano più insistenti. Ho dato loro la merenda e, visto che dovevo ancora terminare di riempire i cannelloni, preparare la besciamella, riordinare, lavare capelli e pavimenti dopo aver passato l'aspirapolvere.. (ripreso fiato?), informavo Maurizio che rinunciavo alla grigliata, rinviando alcune di queste cose alla sera, lasciando che ci andassero lui coi due maschi.
Poi però è venuto a prendere anche Davide ed Elisa. Pensa e ripensa non riuscivo a trovare una ragione valida per il mio irrigidimento sul fatto che Davide dovesse rimanere a casa. In fondo era festa anche per lui!
Rimasta sola ho terminato quel che dovevo con più calma, dicendomi che forse non avrei dovuto prendermi un simile impegno, sapendo di dover fare poi a meno del supporto di Maurizio per tutto il pomeriggio. Speravo che Davide gradisse rimanere un po' con me in cucina, ma preferiva altro.
Mi sono rimproverata di essere la Marta del Vangelo, quella che pensa alle cose da fare prima che alle persone. Se Maurizio non fosse tornato, terminato il riempimento dei cannelloni, avrei smesso di cucinare per stare coi bimbi. Già avevo proposto a Davide di uscire con me a tirar quattro calci al pallone, ma prima dovevo cambiare il pannolino alla piccola.
Alle 18.30, dopo aver venduto almeno una parte degli oggetti preparati (cellulari, macchine fotografiche, bussole, navigatori e mappe di Camelot), sono rientrati. Stavo finendo di asciugare i capelli e nonostante un mezz'ora di ritardo, alle 20 stavamo in oratorio. Tutti.
E' stata una serata tranquilla. Di gente, come già mi aveva detto Maurizio, non ce n'era molta in giro. Davvero strano, perché nei giorni della sagra c'è solitamente un gran via vai. Vedremo domani a Messa.
Abbiamo rivisto gli amici del gruppo famiglie e anche tornare in oratorio, dopo tutta estate che non ci mettevo piede, mi ha fatto un effetto strano, come se mi fosse mancato, come vederlo per la prima volta dopo tanto, tanto tempo e ricordarsi di com'era bello starci.
All'occhio, naturalmente, è balzata anche l'assenza di alcuni amici speciali, ma, per fortuna, manca poco al loro rientro.
C'è ancora molto da vivere naviganti. Domani.
Buona notte, buona domenica e buona vita in famiglia.
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la mamma
Il desiderio di ritrovarmi qui a fine giornata, a ponderare un po' tutto, a condividerlo con qualche volto noto e tanti volti anonimi che potrebbero leggere queste righe era alto.
Ieri, per esempio, avrei potuto e voluto raccontare, fra le tante cose che una delle mie vicine e amiche nel pomeriggio mi ha raggiunta telefonicamente chiedendomi se avessi bisogno che rimanesse un po' con Elisa. Avrei potuto così stirare... Avrei potuto e voluto raccontare del senso di gratitudine profondo che ho provato, che provo ogni qual volta la Provvidenza, nelle sue molteplici forme, mi raggiunge e io capisco di non essere abbandonata. Grazie, profondamente grazie amica mia, per aver pensato a me e al mio possibile bisogno.
Maurizio però si è servito del portatile fino allo scoccare della mezzanotte. Preparava le mappe che oggi, con Emanuele, avrebbero esposto e venduto sul loro banchetto. Avrebbe finito prima, forse, ma da uno strano gorgoglio dei tubi del bagno, ci siamo resi conto di avere il sifone otturato e Maurizio, sollevando il tombino d'ispezione, ha dovuto liberarlo. Nel contempo si è pure accorto che le luci di posizione dell'auto non funzionavano, ragion per cui questa mattina è passato dal meccanico.
Iniziava la sagra di S. Rocco, patrono del rione, e in serata ci saremmo dovuti spostare in auto per la tradizionale grigliata in oratorio.
Doveva essere una sabato semplice. Già avevo pensato, con la confezione di pasta fresca per lasagne che mi era rimasta in frigorifero, di preparare dei cannelloni per il pranzo della domenica. Avendo la marmellata, da consumare entro il 23 settembre, la cosa migliore era sicuramente farne una crostata, magari sbriciolando assieme degli amaretti e poi... poi questa mattina avremmo cotto il pane.
Alle 8 del mattino, però, il vascello è andato ad incagliarsi e solo verso sera ha potuto riprendere il largo, giusto il tempo per tornare sicuro in porto. Emanuele, mentre ancora tutti noi dormivamo, al buio ha voluto prendere il suo cubo di Rubik che sta su una mensola in alto e... scivolandogli dalle mani è caduto per infrangersi irrimediabilmente sul pavimento!
E' stato come il segno negativo alla chiusura della Borsa, o meglio, il segno profetico che non tutto sarebbe andato per il verso giusto. Desideravo concedergli il pomeriggio col papà e il suo amico per la pelle. Un momento in esclusiva. Davide sarebbe rimasto con me in cucina e, dato che si trattava di preparare cose per nulla elaborate, ci saremmo sbrigati coprendo il tempo del pisolino di Elisa.
Quando sono usciti, alle 13.30, la piccola già dormiva. Io dovevo lavare i piatti mentre Davide si guardava un cartone, ma già chiedeva di poter andare anche lui con papà. L'ho convinto a rimanere con me. E' andata bene.
Ha pesato la farina, ci abbiamo messo dentro tre occhi di drago (i tuorli) e poi il burro, che mi son dimenticata di tirar fuori per tempo dal congelatore e a ritardato un po' i tempi. Dopo poco però l'ho visto scendere dalla sedia e: "Vado a giocare". Si era stufato. E' rimasto un po' in cortile con le sue ruspe mentre io, in attesa di poter impastare la frolla, preparavo il sugo che avrebbe fatto da letto ai miei cannelloni.
Ogni tanto rientrava in cucina e ben presto è tornato a chiedere di poter andare con papà. Io, nonostante desiderassi farlo, non potevo nemmeno portarlo a fare un giro per i banchetti. Dovevo terminare le preparazioni. Avevo deciso che quello sarebbe stato il nostro pranzo, perché domani per noi sarebbe stato un giorno di festa e, visto che comunque quello era il menù e si trattava di cose buone, avevo anche invitato il più giovane dei miei fratelli con la sua fidanzata da noi.
Alle 15 Elisa si è svegliata e ho dovuto sederla nel seggiolone. Un po' c'è rimasta, ma ben presto s'è stancata, mentre le richieste di Davide, avvicinandosi ormai le 16 a grandi passi, diventavano più insistenti. Ho dato loro la merenda e, visto che dovevo ancora terminare di riempire i cannelloni, preparare la besciamella, riordinare, lavare capelli e pavimenti dopo aver passato l'aspirapolvere.. (ripreso fiato?), informavo Maurizio che rinunciavo alla grigliata, rinviando alcune di queste cose alla sera, lasciando che ci andassero lui coi due maschi.
Poi però è venuto a prendere anche Davide ed Elisa. Pensa e ripensa non riuscivo a trovare una ragione valida per il mio irrigidimento sul fatto che Davide dovesse rimanere a casa. In fondo era festa anche per lui!
Rimasta sola ho terminato quel che dovevo con più calma, dicendomi che forse non avrei dovuto prendermi un simile impegno, sapendo di dover fare poi a meno del supporto di Maurizio per tutto il pomeriggio. Speravo che Davide gradisse rimanere un po' con me in cucina, ma preferiva altro.
Mi sono rimproverata di essere la Marta del Vangelo, quella che pensa alle cose da fare prima che alle persone. Se Maurizio non fosse tornato, terminato il riempimento dei cannelloni, avrei smesso di cucinare per stare coi bimbi. Già avevo proposto a Davide di uscire con me a tirar quattro calci al pallone, ma prima dovevo cambiare il pannolino alla piccola.
Alle 18.30, dopo aver venduto almeno una parte degli oggetti preparati (cellulari, macchine fotografiche, bussole, navigatori e mappe di Camelot), sono rientrati. Stavo finendo di asciugare i capelli e nonostante un mezz'ora di ritardo, alle 20 stavamo in oratorio. Tutti.
E' stata una serata tranquilla. Di gente, come già mi aveva detto Maurizio, non ce n'era molta in giro. Davvero strano, perché nei giorni della sagra c'è solitamente un gran via vai. Vedremo domani a Messa.
Abbiamo rivisto gli amici del gruppo famiglie e anche tornare in oratorio, dopo tutta estate che non ci mettevo piede, mi ha fatto un effetto strano, come se mi fosse mancato, come vederlo per la prima volta dopo tanto, tanto tempo e ricordarsi di com'era bello starci.
All'occhio, naturalmente, è balzata anche l'assenza di alcuni amici speciali, ma, per fortuna, manca poco al loro rientro.
C'è ancora molto da vivere naviganti. Domani.
Buona notte, buona domenica e buona vita in famiglia.
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la mamma
mercoledì 1 settembre 2010
E' difficile descrivere questa giornata, ricca, veramente ricca di emozioni e riflessioni, di crescita e di stupore. Ricca come una miniera di minerali e pietre preziose. Eppure ci sono state anche le arrabbiature, le punizioni, i litigi dei bambini, insomma, tanti gorghi fra le onde, ma anche la scoperta di impensabili stupefacenti lidi.
Nel pomeriggio è passata un'amica (nonché vicina di casa) e abbiamo chiacchierato un po' di tante cose che ultimamente angustiano il mio cuore. E' bello trovare un po' di conforto, ed è bello anche confrontarsi. Vorrei ce ne fossero di più, nella mia vita, di momenti così. Tra l'altro, parla parla, mi è tornato lampante alla mente ciò che ho letto nella lettura di S. Paolo questa mattina che per me, ora come ora, è come un segnale luminoso. Pian piano, tanti amici ai quali sono legata e ai quali ho ritenuto di voler confidare i miei pensieri, mi stanno dando le coordinate per affrontare il presente delle mie relazioni più care e inoltre, sempre pregando, ho trovato l'intonazione giusta per dialogare con mio marito. Come non amare Gesù? sempre più mi sto rendendo conto di come, per esempio, la via della croce, che per il mondo è stoltezza, per il cristiano sia l'unica vincente.
Davide ha proseguito con il suo strano mal di orecchie. Dopo aver dormito tranquillamento fino alle 9 di questa mattina, è magicamente ricomparso all'ora di pranzo. L'ambulatorio del pediatra avrebbe aperto solo nel tardo pomeriggio e, nonostante lui non volesse andarci, già ero decisa a farlo visitare.
Con Elisa è rimasta una delle nonne, mentre io mi avviavo coi maschi dal dottore. Anche Lele aveva bisogno del certificato per il Judo che ricomincerà martedì. Caso fortunato nella sala d'attesa c'erano solo altre due persone, e dopo di noi è entrata un'altra famiglia amica di ritorno dalla Sardegna.
Il dottore non ha rilevato nulla di particolare, e non mi ha prescritto né antibiotico, né alcun altro tipo di medicinale. Cosa sarà stato? ancora adesso non lo so e per di più lui, che nel pomeriggio gioca e tira calci al pallone come niente fosse, ancora un po' si lamenta.
Questa notte sarebbe toccato a lui rimanere a dormire dalla nonna ma... non ha voluto. Abbiamo a questo punto ritenuto tutti di dover aggiustare il tiro. Grazie ad un mio sms ci ha raggiunti nella sala d'aspetto. Davide sarebbe rimasto da lei per cena, e Maurizio l'avrebbe riportato a casa intorno alle 21.30 ed è qui che è successa una cosa strana, una di quelle da togliere il fiato e da tener dentro e meditare.
Eravamo da poco giunti a casa quando mi ha telefonato. All'inizio mi ha chiesto quando si mangiava, ma erano solo le 18. Pensavo volesse già tornare indietro, e invece no, perché quando gli ho chiesto se andasse tutto bene mi ha risposto di si. Poi mi ha detto: "Ti devo dire una parola", e io "Dimmi, cosa?" e lui ha detto: "Fiducia, ho molta fiducia". Dove l'avrà mai sentità questa parola? lì per lì ero un po' sbalordita. Ho tentato di fargliela ripetere, ma già non se la ricordava. Gli ho chiesto di passarmi mia mamma, ma era al piano superiore per cambiarsi, poi avrebbero preparato insieme il pesto fresco e cenato. Quando ha raggiunto il ricevitore le ho chiesto qualche spiegazione, ma mi ha solamente confermato che appena arrivati aveva chiesto di telefonarmi perché doveva dirmi qualcosa. Lei ha composto il numero e poi è salita.
Quando è tornato, questa sera, approfittando del fatto che Lele era assorbito dal suo film, ed avevo la sicurezza che non si sarebbe intromesso, son tornata sull'argomento. "Cos'era quella parola che mi hai detto al telefono?", "Non mi ricordo". "Io invece me la ricordo bene, mi hai detto fiducia" e lui ha ripetuto, pronunciandola quasi scandendola: "Si, fiducia". Gli ho chiesto chi gliel'avesse insegnata una parola così bella, dove l'avesse sentita, se conosceva il significato. Lui prima m'ha detto che l'aveva imparata da solo, e poi invece ha aggiunto che gliel'aveva insegnata il signore... "Quale signore?", "Il Signore Gesù", significa "Avere tanto bene".
Non so, sono un mistero, un mistero grande i bambini, ma adesso voltiamo pagina. Ancora dovrà viverne di avventure questo vascello, suppongo.
Buona notte, naviganti e... confidate!
---
la mamma
Nel pomeriggio è passata un'amica (nonché vicina di casa) e abbiamo chiacchierato un po' di tante cose che ultimamente angustiano il mio cuore. E' bello trovare un po' di conforto, ed è bello anche confrontarsi. Vorrei ce ne fossero di più, nella mia vita, di momenti così. Tra l'altro, parla parla, mi è tornato lampante alla mente ciò che ho letto nella lettura di S. Paolo questa mattina che per me, ora come ora, è come un segnale luminoso. Pian piano, tanti amici ai quali sono legata e ai quali ho ritenuto di voler confidare i miei pensieri, mi stanno dando le coordinate per affrontare il presente delle mie relazioni più care e inoltre, sempre pregando, ho trovato l'intonazione giusta per dialogare con mio marito. Come non amare Gesù? sempre più mi sto rendendo conto di come, per esempio, la via della croce, che per il mondo è stoltezza, per il cristiano sia l'unica vincente.
Davide ha proseguito con il suo strano mal di orecchie. Dopo aver dormito tranquillamento fino alle 9 di questa mattina, è magicamente ricomparso all'ora di pranzo. L'ambulatorio del pediatra avrebbe aperto solo nel tardo pomeriggio e, nonostante lui non volesse andarci, già ero decisa a farlo visitare.
Con Elisa è rimasta una delle nonne, mentre io mi avviavo coi maschi dal dottore. Anche Lele aveva bisogno del certificato per il Judo che ricomincerà martedì. Caso fortunato nella sala d'attesa c'erano solo altre due persone, e dopo di noi è entrata un'altra famiglia amica di ritorno dalla Sardegna.
Il dottore non ha rilevato nulla di particolare, e non mi ha prescritto né antibiotico, né alcun altro tipo di medicinale. Cosa sarà stato? ancora adesso non lo so e per di più lui, che nel pomeriggio gioca e tira calci al pallone come niente fosse, ancora un po' si lamenta.
Questa notte sarebbe toccato a lui rimanere a dormire dalla nonna ma... non ha voluto. Abbiamo a questo punto ritenuto tutti di dover aggiustare il tiro. Grazie ad un mio sms ci ha raggiunti nella sala d'aspetto. Davide sarebbe rimasto da lei per cena, e Maurizio l'avrebbe riportato a casa intorno alle 21.30 ed è qui che è successa una cosa strana, una di quelle da togliere il fiato e da tener dentro e meditare.
Eravamo da poco giunti a casa quando mi ha telefonato. All'inizio mi ha chiesto quando si mangiava, ma erano solo le 18. Pensavo volesse già tornare indietro, e invece no, perché quando gli ho chiesto se andasse tutto bene mi ha risposto di si. Poi mi ha detto: "Ti devo dire una parola", e io "Dimmi, cosa?" e lui ha detto: "Fiducia, ho molta fiducia". Dove l'avrà mai sentità questa parola? lì per lì ero un po' sbalordita. Ho tentato di fargliela ripetere, ma già non se la ricordava. Gli ho chiesto di passarmi mia mamma, ma era al piano superiore per cambiarsi, poi avrebbero preparato insieme il pesto fresco e cenato. Quando ha raggiunto il ricevitore le ho chiesto qualche spiegazione, ma mi ha solamente confermato che appena arrivati aveva chiesto di telefonarmi perché doveva dirmi qualcosa. Lei ha composto il numero e poi è salita.
Quando è tornato, questa sera, approfittando del fatto che Lele era assorbito dal suo film, ed avevo la sicurezza che non si sarebbe intromesso, son tornata sull'argomento. "Cos'era quella parola che mi hai detto al telefono?", "Non mi ricordo". "Io invece me la ricordo bene, mi hai detto fiducia" e lui ha ripetuto, pronunciandola quasi scandendola: "Si, fiducia". Gli ho chiesto chi gliel'avesse insegnata una parola così bella, dove l'avesse sentita, se conosceva il significato. Lui prima m'ha detto che l'aveva imparata da solo, e poi invece ha aggiunto che gliel'aveva insegnata il signore... "Quale signore?", "Il Signore Gesù", significa "Avere tanto bene".
Non so, sono un mistero, un mistero grande i bambini, ma adesso voltiamo pagina. Ancora dovrà viverne di avventure questo vascello, suppongo.
Buona notte, naviganti e... confidate!
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la mamma
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